lunedì 25 giugno 2018

La truffa dei Logan (2018): Ti odio lo stesso (ma John Denver aiuta)


Io odio Steven Soderbergh.
Non è che mi abbia mai bucato le gomme o rubato l’ultimo numero dell’uomo ragno o roba così, non lo conosco magari è un bravo ragazzo, però la sua idea di cinema mi sta sul cazzo e di conseguenza pure lui. Che per chi non lo sapesse è una tipica espressione Baton Rouge, dov'è cresciuto Steven Soderbergh.

Non lo sopporto, premetto che i vari Oceans uno, due, venticinque per me sono uno peggio dell’altro, ma è proprio la sua aria da primo della classe che me lo rende insopportabile, è uno che il cinema lo conosce e cerca di replicarlo con il suo continuo zampettare tra i generi, peccato che lo faccia sempre con la manifesta puzza sotto il naso di chi pensa di essere il più bravo di tutti, quando cerca di fare il raffinato, sforna mostruosità come il remake di “Solaris” su cui preferisco non dire niente, altrimenti mi toccherebbe tirare fuori altre espressioni tipiche di Baton Rouge.

Ma il mio odio cinematografico va a undici come l’amplificatore degli Spinal Tap quando Soderbergh cerca di fare film di genere, con la grazia di chi pare maneggiare merda di cane, ad esempio “Contagion” (2011), nemmeno male come film, solo che poi arriva Steven “la so io la risposta signora maestra” Soderbergh a dichiarare che lui non è interessato ai film di genere, anche se poi continua a cercare di dirigerli, con la spocchia di chi pensa di poter trasformare tutti in un attore vero senza mai riuscirci, tipo con Sasha Grey in “The Girlfriend Experience” (2009), che poi, dopo una veloce ricerca, mi pare che questa Sasha Grey già facesse l’attrice, cioè nella sua filmografia ha un sacco di titoli che così su due piedi mi sembrano tutti più interessanti di quelli diretti da Soderbergh.

Mi urti proprio, non ti reggo, anche solo vederti mi crea l'orticaria.
“Knockout - Resa dei conti (2011) per quanto mi riguarda è il film che ha messo fine alla carriera cinematografica di Gina Carano, quando invece avrebbe dovuto lanciarla, “Magic Mike” (2012) è uno Showgirls senza la personalità (e le donne nude), insomma sono scemo io che continuo ad ostinarmi a guardare i suoi film, ma lo faccio a ragione venuta, devo poter argomentare quando dico cose tipo: Io odio Steven Soderbergh.

Con “La truffa dei Logan” sentivo puzza di bruciato, un po’ perché il film ci ha messo parecchio ad uscire nelle sale di uno strambo Paese a forma di scarpa, un po’ perché, un heist movie ambientato durante una corsa di Nascar, mi sembrava l’occasione giusta per quel fighetto di Soderbergh di tirarsela ancora un po’, cosa che in parte è nuovamente accaduta, ma se, numeri alla mano, i film del fighetto qui che apprezzo sono davvero una manciata (uno dei due “Che”, l’argentino o Guerriglia non ricordo, di due film ne fanno uno buono) questo “Logan Lucky” è abbastanza riuscito, nel senso che non è tutto perfetto, lo stronzetto riesce a trovare il modo di autocitarsi anche questa volta, però si arriva a fine film senza voglia di menarlo, il che per me alle prese con un film di Steven Soderbergh è quasi un trionfo.

Criminali da strapazzo, per dirla alla Woody Allen.
Jimmy Logan (Channing Tatum) è un operaio che ama sua figlia Sadie e la musica di John Denver, lasciatemi l’icona aperta su di lui che poi ripasso. Ogni giorno fa la spola tra la Charlotte Motor Speedway nel North Carolina e la sua Virginia per lavorare alla costruzione della pista e tornare in tempo per le visite alla figlia che l’ex moglie (Katie Holmes) gli concede. Licenziato per la sua gamba gigia, rischia di dover trovare lavoro ancora più lontano, perdendosi ancora di più i momenti chiave della vita della sua bambina, tipo la sua partecipazione al concerto di piccola miss Virginia, dove canterà una roba di Rihanna, cuore di papà suo, ma gusti musicali di merda.

Pe fà la vita meno amara, Jimmy non fa come Manfredi e si compra una chitarra, ma pensa bene di rapinare proprio il circuito a cui stava lavorando, una specie di cittadella ultra moderna dedicata alla gara di Nascar che durante l’annuale corsa sponsorizzata da una celebre bibita analcolica che fa fare i rutti, raccoglie un numero ragguardevole di ex presidenti defunti stampati su carta verde.

Suo socio in affari il fratello minore Clyde Logan (un Adam Driver di una bellezza SCONVOLGENTE, così facciamo pace una volta per tutti con i tanti fan di Adamo Guidatore), reduce di guerra con una protesi al braccio destro che per campare serve drink al bancone e picchia gli avventori molesti, per altro, bruciando loro la macchina come fa in una scena del film, insomma, un altro tranquillone.

“Beh anche visto così da vicino bisogna dirlo, sei bellissimo!”.
Il piano è semplice: intrufolarsi nel circuito durante la corsa del weekend nel Memorial Day, portare via i soldi e sparire. Jimmy ha un piano perfetto per farlo, dieci semplici regole da seguire, ma prima ci vuole un po’ di ulteriore supporto che arriva prima dalla sorellina Mellie Logan (la bella Riley Keough) e dal criminale professionista Joe Bang, un Daniel Craig ossigenato che recita come uno che ha ritrovato la voglia di vivere, povera stella, lo pagano milioni per interpretare solo uno dei più famosi personaggi della storia del cinema, sareste stressati anche voi, no? …Sto cojon… Ehm, torniamo al film!

“Ma pensate che Cassidy stia cercando di mandarmi velati messaggi? Non capisco…”.
Piccolo problema: Joe Bang (complimenti per il nome) è ospite delle patrie galere, quindi bisogna farlo uscire e poi rientrare in carcere, in modo da offrirgli l’alibi perfetto, da qui parte il piano di Jimmy e il film di Soderbergh.

“Logan Lucky”, titolo originale che mi sembra più adatto ai protagonisti, è un classico Heist movie in cui a non essere classici sono proprio i protagonisti, Americani bianchi al limite dell’indigenza, se per caso la sfiga gli facesse fare un altro passo nella direzione sbagliata, sarebbero pura e semplice “White trash” come la chiamano gli Yankee. Una classe operaia di personaggi ben rappresentati dalla musica di Bob Seger di cui, non a caso, Adamo Guidatore indossa la maglietta.

“Non solo TU sei bellissimo, ma anche la tua maglietta”.
Cosa funziona del film? Sicuramente il fatto che questa banda di sfigati, nemmeno così intelligenti, sia lontana dallo scintillio urticante e ben vestito dei protagonisti dei vari Oceans uno, due, sette, ottantaquattro, nel film infatti la loro rapina viene definita “Oceans 7/11” in riferimento ai negozi aperti dal mattino alla sera che tecnicamente sarebbe Soderbergh che strizza l’occhio a sé stesso, ma è talmente buttata lì la cosa, che non mi viene voglia di dargli il solito coppino a mano aperta sulla nuca.

Gli attori sono tutti molto azzeccati, compresa Hilary Swank nei panni della perfettina precisina agente dell’FBI che non riesce a capacitarsi se si trova ad indagare su un piano geniale, oppure su un enorme colpo di culo dei protagonisti e qui il titolo “Logan Lucky” ha una doppia valenza.

Passiamo ai difetti. L’ironia non manca (per fortuna) e meno male, altrimenti questa roba non sarebbe proprio credibile, ma Soderbergh che cerca di far ridere è proprio come il primo della classe che un giorno scende dal letto con il piede simpatico, lui ci può anche provare, ma non gli viene certo naturale. Alcune gag e trovate sono tirate troppo a lungo, con il risultato di diventare stantie, non è male vedere dei carcerati grossi e brutti che protestano perché vogliono i libri di questo tale George Martin, perché hanno sentito che c’è una bionda nuda che cavalca un drago (ogni riferimento, a fatti, cose, persone o Giocotroni, è puramente voluto), ma se ci ricami troppo sopra alla lunga non fai più ridere.

"RagaFFo, lo sai che somiglia proprio ad un Soderbergh?" (Quasi-cit.).
Benedetto figliolo di un Soderbergh che non sei altro, capisco che per voi Yankee l’inno nazionale è roba sacra, ma devi farcelo proprio sentire TUTTO? Per di più cantato da una rediviva LeAnn Rimes nei panni di sé stessa, la notizia è che LeAnn Rimes è ancora viva, pensavo avesse fatto la fine del Millenium Bug, non che abbia passato molto tempo a pensare a LeAnn Rimes, ma era così, per fare due parole.

In generale, poi, 119 minuti forse sono anche troppi in alcuni momenti, però devo dire che alla fine sono riuscito a non incazzarmi come mi capita quasi sempre con un film di Steven Soderbergh e tutto sommato questo “Io frego te che tu freghi me” alla fine si lascia guardare, anche perché per qualche oscura ragione, la colonna sonora è talmente azzeccata e nelle mie corde da riuscire a rendermi tutto quasi semplice da sopportare.

Da questo punto di vista, anche Riley Keough offre un notevole contributo.
Ricordate quando dicevo che il 2017 è stato l’anno delle canzoni di John Denver al cinema? Avevo tirato su una cosetta in merito, in cui mi chiedevo quale sarebbe stato il prossimo film ad utilizzare una delle canzoni del celebre cantante, considerato che “Logan Lucky” è uscito da noi in ritardo, ma negli Stati Uniti è uscito nel 2017, lo abbiamo trovato!

La passione di Jimmy per la musica di Denver diventa il punto di contatto con sua figlia, in una scena senza dialoghi, in cui Steven Soderbergh soffermandosi sui primi piani dei personaggi al momento giusto, ci fa capire la storia di una famiglia che si sta dividendo e di una bambina che al suo spiantato padre comunque non vuole rinunciare, il tutto quando la piccola Sadie, mette da parte Rihanna e opta per la classica “Take Me Home, Country Roads”, il tutto con un filo di voce, pure un po’ stonatina se vogliamo dirla tutta, ma a mani basse la scena migliore del film.

“Questa canzone è da parte di Soderbergh per Cassidy, per provare a far pace”.
Cos'ho imparato da tutto questo? Che Steven Soderbergh è sempre il solito furbastro, ma quando ci si mette e non spende tutte le sue energie a fare il fighetto primo della classe, qualche numero lo può tirare fuori anche lui, ma buona parte del merito la dobbiamo alla classe operaia insita in John Denver, vero antidoto alla fighetteria congenita Soderberghia… Soderberghia… Non riesco nemmeno a dirlo da quanto mi urta.

Pare che Soderbergh abbia un horror in uscita, per altro girato utilizzando il suo I-Telefono, sento già le mani che mi prudono, fammi andare ad ascoltare un po’ di John Denver va!

22 commenti:

  1. Mi sto perdendo le uscite al cinema perché è estate e preferisco starmene al sole. Ergo, questo “La Truffa dei Logan” non so manco se qua da me è uscito. Il trailer, furbo e accattivante al punto giusto, mi ispirava assai. Lo recupererò sicuramente più avanti...

    Per quanto riguarda Soderbergh, io non sono il suo fan n.1, anzi. Però non faccio fatica ad ammettere che quando ha il progetto buono sa far viaggiare la camera e gli attori che con lui fanno combriccola e si divertono un modo come nel primo, per me bellissimo, “Ocean’s 11” (gli altri sono inutile spazzatura). Oppure dimostra di saper dirigere ottimamente come in “Traffic” (che non è un capolavoro ma è un ottimo film spesso sottovalutato) o come nella sua miglior pellicola in assoluto: “Out of Sight” (sono di parte perché in quell’occasione lavoravo alla Mostra e ho spesso incrociato Clooney (gentilissimo con tutti!) e soprattutto la Lopez in un vestito rosso bordeaux da infarto!).

    Poi ti do ragione che quando vuole fare il professorino di sta cippa e vuole dimostrare di essere il migliore di tutti (“Solaris” sopratutto, ma anche “Erin Brockovich” o “Knockout”) sforna pellicole che lo prenderei a calci in c@lo! Ma tutto sommato non riesco ad odiarlo come fai tu... Vedremo con questo film come si è comportato.

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    1. Anche io penso che "Out of sigh" sia ancora il suo miglior film seguito da "Traffic" che a mio denota già abbondanti tracce di fighettismo. Erin Coso lasciamo perdere, e non mi é mai piaciuto nemmeno il primo Ocean, heist movie da manuale, con colpi di scena telefonatissimi, non mi ha mai convinto. Soddy boy qui lo odio ovviamente cinematograficamente parlando mi urta proprio, mi sembra significativo il fatto che tagliato con dosi abbondanti di Denver mi sia diventato digeribile, puro può essere letale! Cheers

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  2. Carabara, spezzo una lancia per il mio amico , ex allievo e coetaneo Dan Craig perché immagino che nel cuore della notte si svegli di soprassalto lanciando da tutte le parti le sue bond-girls di peluche con il vago ricordo di un sogno in cui era sulla route 666 dove incontrava Mark Hamill e Dan Radcliffe e questo lo renda nervoso. Il denaro non è tutto quando hai l'ambizione di essere ricordato come attore e non come il tizio che agitava Martini e salvava il mondo dal solito improbabile cattivone con una passione per i gattoni e le case da gioco.
    " Puoi aver recitato Shakespeare per decenni, lavorato con Ivory ed esserti ritrovato sul Bounty, ma una volta cannibale sei cannibale per sempre " mi ha detto il mio amico Tony Hopkins in una bettola sui Navigli indicando, mogio, Tom Hanks ad un altro tavolo mesmerizzato da quei giocattolini luminosi che gli ambulanti cercando di rifilarti per una manciata di euros " E' stato tre volte Langdon, ma il pubblico non crede sia solo uno che mastica latino per sputare sentenze ". Tony ha una cultura enciclopedica e non mi ha stupito che citasse Andrea G. Pinketts.
    Considerato il tuo amore sincero per il regista Oceanico, ti bisbiglio che lo horror a cui sta lavorando è la storia di Adam Driver bellissimo en travesti nel ruolo della fatalona Krudelia Demon che rapisce un paio di ettari di cuccioli di dalmata mutanti e cannibali per dispetto al loro allevatore Dan Craig che ha rifiutato il suo amore. I cagnolini scapperanno con l'aiuto di un mago adolescente e del suo anziano sensei alieno. Ocean 101 dovrebbe essere nelle sale americane per l'estate del 2019. Da noi temo l'anno dopo nel cestone dei nice price perché non tutti apprezzano Steve come noi due. Peccato. Ciao ciao.

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    1. Il problema di quando un personaggio ti resta incollato addosso anche se non hai interpretato Pete l'uomo colla avversario appiccicoso degli FQ. Dan Craig è bravo quella sparata anti Bond bah capisco la frustrazione, ed è anche complicato trovare ruoli questo si. Considerando che Adamo Guidatore è bellissimo (sempre saluti ai suoi fan) e che ho una predilezione per i ma chiazza visto che ne ho pure io (dimmi che cane hai ti dirò quanto sei matto), Ocean 101 é già il mio film preferito della serie! Spero in un dvd con i pois per alimentare la collezione di pure puntinat della mia wing woman, un Sodebergh a pois tipo la zebra della canzone :-) Cheers!

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  3. Ma cosa c'è, uno sconto-famiglia su quella canzone di Denver? Nello spazio nessuno può sentirti urlare, ma può sentire "Take Me Home" di Denver, e subito dopo la sentono pure dalla Terra di Soderbergh :-D
    Mi sa che c'è stata tipo un'offerta speciale per il 2017, e tutti i film che usavano Denver ricevevano in omaggio LeAnn Rimes! :-D Pensa, la radio aveva appena appena finito di mandare le 120 repliche quotidiane di "Can't Fight the Moonlight", a ripetizione da 18 anni di filata, che ecco tornare LeAnn: spero che nel frattempo abbia scritto una seconda canzone :-P

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    1. Incredibile, ero convito sarebbe arrivato un altro film nel 2017 con un pezzo di Denver, da noi questo è uscito solo ora ma vale per il computo! Pensa che dopo aver visto Lee Ann qui ho detto fammi capire che fine ha fatto, mai stato sua fan e nemmeno di quella roba delle bariste del coyote brutto, giusto per capire se potevo integrarlo nel post, indagine (se così possiamo chiamarla) inutile, però spassosa, pare abbia avuto enormi casini con ex marito agente, in America é diventata una telenovela, si vede che Sodebergh l'ha avuta a metà prezzo con un cd di Denver e una forma di provolone all'autogrill :-) Cheers!

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  4. Il problema di Sodemberg, io penso, sta tutto nel fatto che aveva cominciato con pellicole ottime, poi crescendo non ha saputo mantenere molte delle promesse iniziali.

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    1. Si ha iniziato bene, poi questa sua fissa di cambiare sempre genere, cosa nobilissima se sai come farla, secondo me lo ha messo in difficoltà, poi le affermazioni che fa mamma mia, ti chiama proprio gli schiaffi per quanto vuole sempre fare il perfettino. Cheers!

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  5. Ma quanti ca##o di pubblicità hanno fatto a sto film? Sono stato in sala 4-5 volte negli ultimi mesi e OGNI VOLTA c'era il stramaledettisimo trailer di sto film, sempre lo stesso..me l'hanno fatto odiare!!!

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    1. Si, per poi farlo uscire da noi solo ora? Vito che è nel 2017 si vede che si sono abituati a pubblicizzarlo ma si stavano dimenticando di proiettarlo ;-) Cheers

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  6. Sasha Grey la vedrei bene in un film di Lars Von Trier per simboleggiare la vuotezza di una persona che usa il suo corpo come mezzo per arrivare al successo mediatico. Poi un giorno si risveglia col corpo di uno scarafaggio di kafkiana memoria; viene così calpestata dal mondo intero che prima l'aveva tanto amata. Da qui cadrà in una voragine di depressione, dubbi morali Tarkovskijani e incubi alla Francisco Goya finchè non capirà che è diventata uno scarafaggio perchè ha sempre vissuto in un mondo di scarafaggi.
    Titolo del film (sotto consiglio di Lanthimos): "Reverse Dafne"


    Sì, ho scritto tutta 'sta supercazzola solo per non parlare di Steven Soderbergh. XD

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    1. Ahaahahaha mitico! :-D Mi fa piacere vedere che Soddy-boy va forte :-D Cheers

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  7. Lo devo ancora vedere, in questo periodo fuori dalle sale cinematografiche fatico a reggere le due ore di film. Spero di poterlo vedere in una giornata in cui sarò meno stanco!

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    1. Poi non so te, ma per Sodebergh devo essere particolarmente motivato, mi mette a dura prova, non i suoi film, lui e il suo approccio proprio quindi ti capisco in pieno ;-) Cheers

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  8. ricordo bene il tuo pezzo su John Denver e son contento che anche in questo film (che non ho ancora visto, ma perché sono tremendamente indietro sto mese) si utilizzi Take me home nella colonna sonora...
    ciao
    Vincenzo

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    1. Una sicurezza, non si sbaglia mai, ed ora abbiamo la prova, è un pezzo così figo che riesce anche a stemperare Soddy-Boy ;-) Cheers!

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  9. Io sono andato a vederlo con mio vecchio, non è un brutto film ma alla uscita della sala non mi aveva lasciato nulla, solo l'assillante domanda "Ma cosa mi aveva attirato in sto film?" che mi ronzava nel cervello.

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    1. La canzone di Denver forse ;-) Dopo qualche tempo dalla visione, non mi ha lasciato moltissimo, ed è un po’ il problema che riscontro sempre nei film di Sodebergh, a parte il senso di fastidio che mi provoca lui intendo :-P Cheers

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  10. Non capisco però che intendi con "fighettino" o "perfettino". Cioè, cosa renderebbe tale un regista? Posso capire presuntuoso, arrogante, ma questi termini come si applicano ai suoi film?

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    1. Hai ragione, lasciami approfondire la questione, per me Soddy-Boy qui ha un approccio da primo della classe (quindi fighettino e perfettino) che mi irrita, non è uno che vuole fare un film con Gina Carano perché ritiene che i film di menare abbiano un valore, lo fa con la spocchia di chi pensa di poter essere autoriale snobbando il genere, discorso valido anche per “Contagion”.

      Ad esempio i Fratelli Coen quando affrontano un genere, lo smontano con il cacciavite a volte lo ribaltano completamente, ma ne rispettano sempre l’essenza (“Fargo” è un noir purissimo, ambientato nel posto meno da noir immaginabile), Soderbergh invece mi dà sempre l’impressione di uno che il genere che affronta, gli faccia pure un po’ schifo, uno convinto di poter fare di meglio, il più delle volte senza riuscirci. Non so se ho reso l’idea ;-) Cheers

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  11. Al primo film di Sodenbergh, Sesso, bugiardi e videotape, personaggi che si sono appena conosciuti si mettono a parlare di sesso. Nella scena finale, la coppia che si è innamorata si incontra e si mette a parlare del tempo. Mio padre commentò che evidentemente avevano invertito l'ordine degli eventi. Praticamente Sodenbergh in a nutshell :D (Anche io non lo apprezzo granchè, ma questo Logan Lucky mi è piaciuto. Mi piacerebbe rivederlo in originale, perchè Adam Driver non sarà bellissimo, ma bravo lo è).

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