giovedì 28 giugno 2018

Corbin Nash (2018): Il Blade dei meno abbienti


A furia di guardare film di ogni genere ed estrazione, si finisce per sviluppare una certa, resistenza? Sensibilità? Boh, non so fate voi, diciamo una certa capacità di giudizio, basata su parametri in parte anche personali, che ti concede varie gradazioni di “Bello” e di “Brutto”.

Un film come “Corbin Nash” mette alla prova le nostre capacità da sommelier dei B movie, perché di questo si tratta un film di orgogliosa serie B che in certi momenti ti fa venire voglia di portarti a casa due o tre bottiglie di questa roba, altre ti viene solo voglia di sputazzarla tutta dal naso, insomma una cosetta che in certi momenti ti illude di aver passato del tempo a fermentare in botti di legno pregiato, mentre in altri dà prova di essere stata distillata in una vasca da bagno di qualche sotto scala in una stamberga.

Non so come mi sia venuta fuori questa metafora alticcia, forse mi hanno ispirato i fratelli Jagger, con il loro cognome da amaro alle erbe, Ben dirige, mentre Dean S. Jagger ricopre il ruolo da protagonista, insieme, scrivono la trama, 90 minuti sparati qualcuno promettente, qualcuno fin troppo lento, pensati per essere un primo capitolo, l’esordio di un eroe di nome Ajeje Brazorf Corbin Nash.

Pronti via, un bel monologo sui peccatori che si aggirano per questa città e bla bla bla, insomma solita roba, se non che il narratore è Malcolm McDowell, nei panni di un profeta cieco che parla con frasi prese dai biscotti della fortuna: il confine tra bene e male è sottile, riso cantonese, nuvole di drago. D’altra parte ormai la carriera di McDowell è andata un po’ a sud, quindi in cambio di un pasto caldo, anche di un cinese a portar via, lo potete convincere a lavorare, ve lo dico così lo sapete.

“Non ti ho già visto da qualche parte?” , “Che fai sfotti”.
La solfa è un po’ sempre la stessa: LORO controllano la storia, LORO si muovono nell’ombra, LORO sono un film di Paolo Sorrentino, ma soprattutto LORO sono i vampiri che si aggirano tra le strade della Città degli Angeli facendo sparire persone per trasformarle in donatori dell’ AVIS, che siano volontari o no.

Ad indagare sulle sparizioni il detective Corbin Nash (Dean S. Jagger), soggetto caratteristico il nostro Nash, uno che sfoga la frustrazione per il suo non riuscire a trovare una logica alle 27 persone scomparse tirando due pugni sul ring contro altri poliziotti. Caratteristico anche perché tra gli svariati tatuaggi del protagonista, il più vistoso è quello sul petto con su scritto NASH. Comodo tatuarsi il cognome sul petto, sai per le volte che te le dimentichi no, se tanto mi dà tanto, sulla schiena ha pure il codice fiscale.

“Almeno se mi rubano i muscoli, poi è più facile ritrovarli”.
Ma il dettaglio che mi turba di più sono gli occhi di Dean S. Jagger: piccoli e troppo vicini, non riesco a capire se sono un effetto speciale o è davvero così... Bah, insomma, andiamo avanti.

Non ha bisogno di mirare, ha già gli occhi in linea con il mirino.
Sono ancora lì che penso che persino ai cani non si fa più il tatuaggio con il nome per identificarli, che la storia fa un balzo, il nostro Nash finisce steso in un vicolo, dove viene ritrovato dalla bella spogliarellista Macy (Fernanda Romero) che lo riconosce perché una volta l’ha aiutata con un cliente dalla mani troppo lunghe, sai tendi a ricordarti di uno con gli occhietti tipo capocchie di spillo e con la scritta NASH sul petto, quindi memore di quella volta che Ophelia si è portata a casa Louis, fa la stessa cosa per curarlo.

Un altro balzo della storia, scopriamo che Corbin Nash è l’eletto figlio di un ex giocatore di Baseball (dettaglio che pare importantissimo anche se mi sembra irrilevante) che ha dedicato la vita a dare la caccia ai vampiri, sfruttando la sua carriera di giocatore come copertura. Ecco, io su questa cosa che uno sportivo professionista americano, uno capace di andare a vincere l’anello dei campioni della World Serie, potrebbe trovare il tempo pure di dare la caccia ai vampiri, vorrei indagare, ma sono troppo distratto dagli occhietti piccoli e troppo vicini di Dean S. Jagger e dal fatto che tutte queste informazioni gli vengono fornite da Rutger Hauer!

“Non ne posso più di vedere cose e fare monologhi, il mio IBAN lo conoscete, ciaone!”.
No, perché se Malcolm McDowell viene e in cambio di un pasto caldo almeno qualche frase a casaccio te la recita ancora, Rutger Hauer ha da contratto una comparsata di tre minuti e poi ciao, una sortita talmente veloce che non fai in tempo a dire: "Ma che fine ha fatto Rutger?" che lui sta già girando i prossimi tre film della sua filmografia.

Tra un balzo della storia qui e un balzello della storia là, scopriamo che in città si aggirano due loschi vampiri: Vince (Richard Wagner, no, non il compositore) e la sua ehm, fidanzata Queeny, una specie di vampiro travestito, con le sopracciglia disegnate, una roba che la guardi e ti viene voglia di citare Jack Burton quando diceva: "Ma che schifo, no ma cos'è quella roba? No no, non voglio saperlo!".

Invece dobbiamo saperlo, perché quella roba è Corey Feldman, Corey I goonies Feldman, Corey anni ’80 Feldman, uno che da allora non se la passa benissimo, roba che vicino a Feldman, Malcolm McDowell e Rutger Hauer si guardano e pensano: "Cazzo se siamo ancora gagliardi!".

Ragazzo ehm... Perduto?
La (o il? Sono in difficoltà) Queeny di Corey Feldman sembra un incidente stradale della sua filmografia, lo (o la?) guardi ed evidentemente non puoi non ricordarti di lui già alle prese con i vampiri in “Ragazzi perduti” (1987), poi, però, ti ricordi anche che stando alle sue affermazioni e alla triste fine del suo amico e quasi omonimo Corey Haim, forse dai vampiri è stato preso davvero, da un genere di vampiro fin troppo reale e ben peggiore. Insomma, Queeny oltre ad essere un incubo per i fanatici del gender, è un cortocircuito di robe alla Corey Feldman che, però, zitto zitto, si mangia il film.

Sì, perché la sua (o il suo?) personaggio buca lo schermo, un tipo di personaggio talmente trucido che solo in un B Movie potresti vedere e solo un attore alla canna del gas potrebbe avere il fegato di interpretare credendoci così tanto, avete presento lo Zingaro di Luca Marinelli? Ecco, a confronto di Queeny è nobile di sangue blu!

"Sangue blu? Che schifo ha un saporaccio!".
Aggredito da Vince e Queeny, Corbin Nash finisce in catene ed improvvisamente la sua indagine per trovare le 27 persone scomparse si risolve, sono tutti nei sotterranei di Los Angeles usati come spuntini di mezzanotte, oppure costretti a combattere tra di loro in match di lotta che poi è quello che, ovviamente, viene chiesto a Nash di fare. Peccato che Ben Jagger tenga la macchina da presa sempre in movimento, facendo troppi stacchi di montaggio per rendere i combattimenti puliti e ben fatti, insomma bene, ma non benissimo.

“Corbin Nash” ha degli evidenti svarioni, in certi momenti sembra un “Blade” (1998) con meno mezzi, ma molto potenziale, in altri è sinistramente somigliante per situazioni e personaggi (il maestro che parla per profezie, l’eletto, la lotta bene e male, il cattivo disgustoso) a “Spawn” (1997), inoltre per la una buona parte dei suoi 90 minuti, è tutto dialoghi e primi piani, primi piani e dialoghi, tanti! Espediente classico quando hai pochi soldi, ma il ritmo, purtroppo, ne risente parecchio.

Dal "Rocky horror picture show" a "Cape Fear" una tradizione di nocche tatuate.
Però bisogna dire che il film stupisce, perché la fotografia è curatissima, il lavoro del direttore della fotografia Luke Hanlein è talmente buono da riuscire ad illuderti di essere di fronte ad una perla rara, ma più in generale si nota il lavoro di cura nel tentare di lanciare questo personaggio, basta guardare il logo del film, con il nome Nash allungato a formare due canini, insomma i fratelli Jagger ci credevano, è chiarissimo che hanno in testa già il prossimo capitolo, forse anche i prossimi due, delle avventure di questo poliziotto ammazza vampiri a sua volta vampirizzato.

Sì, perché dopo le amorevoli cure di Macy, Corbin Nash torna in sella e grazie alla classica scena della vestizione dell’eroe (un classico dei film d’azione) il nostro uomo con il nome sul petto attacca i vampiri, moto, giacca di pelle e mazza da baseball in stile Negan, ah ecco! La mazza da baseball! No sul serio, questa storia dei giocatori di baseball cacciatori di vampiri è da approfondire!

Vediamo quanti Vampiri mando alla casa base con questa.
Insomma, “Corbin Nash” è un B Movie che ogni tanto annoia ed ogni tanto ti fa venire voglia che sia il primo di una trilogia, un grosso fumettone caciarone, visto che la serie A non ha più il coraggio di tentare, l’ardore dei fratelli Jagger fa quasi tenerezza, ecco, poi magari un po’ meno di Corey Feldman conciato in quel modo, ok? Se si guarda questo film dopo cena si rischia il blocco della digestione!

10 commenti:

  1. Credo passerò la mano a questo giro. L'unico motivo di interesse sarebbe vedere quanto in basso è caduto quel povero Cristo di Feldman. Mi piacerebbe sapere quanto è stata colpa sua e quanto colpa di tutto ciò che gli è successo.

    McDowell e Hauer, ahimè, mi hanno già dato prova di quanto in basso sono finiti. Con due pizzette e quattro prosecchi a testa avrebbero partecipato pure al battesimo di mia figlia!

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    1. So che ha in lavorazione (oppure è già uscito) un documentario sul suo passato che prevede inevitabilmente anche quello del suo amico e compare Corey Haim, sicuramente sarà il suo punto di vista, quindi non pienamente attendibile, ma a naso opterei per un concorso di cause.

      Mi stupisce che non abbiano anche fatto le foto con i parenti, cavolo quattro prosecchi sono tanta roba! ;-) Cheers

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  2. Credo che passerò anche io,amo la serie B cinematografica, ma stavolta la pellicola non mi convince.

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    1. Oggi ho deciso di mettervi tutti alla prova ;-) Cheers!

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  3. Nooooo ma cos'è? ???? Il cast è davvero quello delle peggiori occasioni, ma soprattutto Corey... che brutta fine. Al confronto Hauer sta una favola :-P

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    1. Oggi siamo in piena serie B, Corey sta veramente alla canna del gas, ho avuto per tutto il tempo la sensazione di conoscerla quella faccia, quando ho letto i titoli di coda mi è crollata la mascella a terra! Cheers

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  4. Non so sinceramente se la tua recensione mi abbia fatto venire voglia di vedere questo film. Sicuramente mi hai fatto tornare la voglia di vedere Blade e Blade 2, soprattutto Blade 2!

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    1. Eheh in effetti mi porti una questione interessante, a volte scrivo di un film perché penso che lo dovrebbero vedere tutti per la sua bellezza, a volte ne scrivo perché invece non dovrebbe vederlo NESSUNO per quanto è brutto ;-) In questo caso ho voluto scriverne per dire a tutti che questo film esiste, è una roba talmente stramba che si merita se non altro che le persone sappiano di lui, e tutto sommato mi sono divertito a commentarlo, spero anche i lettori a leggermi, poi per vedere o non vedere il film, per questa volta non prendo una posizione :-P Cheers

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  5. Maròòòò che filmone Cass, giusto i vampiri mi fanno tentennare sulla visione o meno..non amo i film di quel genere..ma questo tra guest-star, un protagonista così cazzuto e questa cosa del giocatore di baseball con l e mazze che a tempo perso fa il cacciatore di vampiri..maroòòòòòò

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    1. Mah filmone non penso, è sicuramente una roba così strana che non potevo non scriverne, a tratti viene da sperare in un seguito, in altri no, ma ci tenevo a dire a tutti che questo film esiste ;-) Cheers

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