venerdì 25 maggio 2018

Iron Man 3 (2013): Attivare protocollo Shane Black!


Dopo aver ripassato il primo e il secondo capitolo di Iron Man, è arrivato il momento di chiudere il cerchio, è tornato il momento della rubrica… Back in Black!


La legge dei blockbuster non guarda in faccia nessuno, il piano di conquista dei botteghini iniziato dalla Marvel nel 2008 proprio con il primo Iron Man deve andare avanti, il passo più importante fatto per dare definitiva forma all’MCU è stato senza ombra di dubbio “Avengers” (2012) di Joss Whedon, la realizzazione dei sogni proibiti di ogni ragazzo e ragazza si sia mai appassionato ai fumetti con la grande “M” rossa in copertina. Il primo titolo sfornato dalla Casa delle Idee dopo “Avengers” vede di nuovo protagonista Iron Man, ma sacrifica lungo il percorso un tassello comunque importante, ovvero il regista dei primi due film: Jon Favreau.

Già impegnato con qualche altra commedia che probabilmente ho visto e che di sicuro mi ha annoiato, Favreau non ha proprio il tempo di dirigere un terzo Iron Man, ma resta a bordo nel ruolo di Harold "Happy" Hogan che, infatti, in questo “Iron Man Three” (il titolo originale con il numero in lettere è una trovata singolare) ha molte più righe di dialogo nei primi minuti di film e risulta una spalla comica fin troppo invasiva. A chi lo facciamo dirigere questo film? Kevin Feige si guarda in giro e vede solo Robert Downey Jr. che m'immagino con la solita faccia da schiaffi dice qualcosa tipo: «Io qualcuno bravo lo conosco».

“Vedi Shane? Stiamo facendo questa cosa per la Marvel” , “Mai sentita, io leggo solo Sgt. Rock”.
Può sembrare una roba da poco, ma in un mondo di prime donne come Hollywood, ricordarsi di chi ti ha dato una mano quando stavi con il culo per terra è qualcosa che fa notizia e nessuno aveva le gomme a terra più di Robert Downey Jr. quando Shane Black lo ha voluto come protagonista di Kiss Kiss Bang Bang, è il momento per Robertino di restituire il favore, a Black e, diciamolo, pure a noi spettatori, perché passare da Jon Favreau a Shane Black è un po’ come passare da un intonato cantante di karaoke alla prima fila di un concerto di Bruce Springsteen.

Bisogna, però, anche dire che la sceneggiatura del film firmata da Drew Pearce era già pronta, quindi Black è arrivato a completare un lavoro già parecchio delineato con il compito di concludere una trilogia che nei primi due capitoli aveva messo in chiaro quale fosse la ricetta, tanto Tony Stark e parecchi momenti comici attorno ad un paio di scene d’azione, girate bene, ma senza particolare voglia. Insomma, stiamo parlando di un classico lavoro su commissione che qualcuno con meno carisma e meno talento avrebbe potuto condurre fino alla linea dell’arrivo senza doversi esporre proprio, ma poi, dai, andiamo: hai Shane Black per le mani e non gli fai gettare uno sguardo alla sceneggiatura? Far "solo" dirigere Black è un po’ come pagare Bob Dylan solo per cantare, dai, su, chi lo farebbe mai?

Nel corso del film Stark attiva svariati protocolli dai nomi bizzarri, quindi quello che potremmo dire è che per questo terzo capitolo è stato attivato il “Protocollo Shane Black”, ovvero quello che prende un supereroe già noto per essere figo e spavaldo e lo rende ancora più figo e spavaldo! Black avrebbe voluto esplorare la questione dell’alcolismo di Stark, molto logico visto che è un problemino che lui stesso ha conosciuto molto bene e lo ha messo più volte nei guai, ma la Marvel, fresca di acquisizione da parte della Disney risponde che la saga fumettista “Il demone nella bottiglia” era già stata (in parte) esplorata in Iron Man 2, quindi affida a Black altro materiale a fumetto, questa volta si tratta della saga di Extremis scritta da Warren Ellis nel 2006 e questo spiega perché nel film, il presidente degli Stati Uniti si chiama Ellis, il fatto che abbia la faccia del cattivo di 58 minuti per morire è solo una gustosa aggiunta.

“Signor Presidente, la porto al sicuro sull’aereo” , “Ma quello del Generale Esperanza?”.
Paletti o no, Black riesce ad inserire così tanto del suo cinema in “Iron Man 3” che è impossibile non notare il suo passaggio, sarò pure di parte, ma fin dalla prima visione in sala ho sempre trovato questo terzo capitolo per certi versi il più riuscito, certo dura più di due ore e non ha l’immediatezza del primo Iron Man, ma ne riporta in auge la freschezza, il gusto per le battute (e battutacce) che fanno davvero ridere, un’operazione che sembra correggere scientificamente tutti i difetti di Iron Man 2 per concludere alla grande l’arco narrativo di un personaggio, poi tutti sappiamo che Tony Stark è tornato anche in svariate occasioni sul grande schermo, ma questo film funziona alla grande come punto di arrivo per il personaggio.

“Iron Man 3” urla così forte “SHANE BLACK” che è impossibile non sentirlo, il prologo con la voce narrante e i vari flashback hanno qualcosa di Kiss Kiss Bang Bang, inoltre non manca l’ambientazione natalizia, così tanto natalizia che Black mette da parte gli AC/DC e li sostituisce con un po’ di canzoni swing di Natale, senza far sentire (troppo) l’assenza di Angus Young e soci... Ma... A proposito di canzoni, menzione speciale per il pezzo che apre il film: “Blue” degli Eiffel 65.

“Ok Jarvis, bello l’Hard Rock, ma ora vorrei un po’ di musica natalizia in cuffia grazie”.
Ora, essendo sempre stato rockettaro, quello nero vestito fin dall’adolescenza, in buona parte spesa in una classe di “Truzzi” che, invece, prediligevano il gruppo di Gabry Ponte, non posso certo dirvi di essere mai stato affettivamente legato alla dance degli anni ’90 (largo giro di parole per dire che mi fa cagare), però per motivi geografici, per il fatto che andavo a scuola praticamente a chilometri zero rispetto a Ponte e compagni, per il video di quel pezzo che mi faceva tanto ridere, per via della forma molto equivoca della testa degli alieni (rigorosamente blu), ma soprattutto per la mia passione per la musica fuori contesto, un film della Marvel, costato duecento milioni di ex presidenti morti stampati su carta verde che inizia con un pezzo che non ti aspetteresti MAI di sentire, beh diciamo fa la sua porca figura! Fine della parentesi musical/periferica, torniamo al film!

Per i primi venti minuti, se escludiamo il Natale, pare ancora di stare guardando un film di Jon Favreau ed è proprio fino all’attacco al Chinese Theatre di Los Angeles che “Iron man 3” resta un pochino ingessato, trovo simbolico che lo stesso Favreau ceda il passo quando il suo personaggio, happy Hogan, viene ferito a morte in una scena in cui è chiaro che se Black avesse avuto facoltà di scelta, Happy sarebbe finito al creatore per dare dramma e motivare il protagonista, ma siccome nei film moderni non muore più nessuno per non turbare i bambini (fate ciao ciao con la manina alla signora Lovejoy dei Simpson) Happy finisce per tutto il film in ospedale a guardare repliche di “Downton abbey” (la serie preferita di Jon Favreau, storia vera) e per nostra fortuna il film inizia sul serio!

“Perché sempre Natale Shane? Non possiamo festeggiare che so, San Patrizio una volta ogni tanto?".
Bisogna sbrigare l’altra pratica, ovvero le connessioni con il resto del’’MCU, trattandosi del primo film dopo “Avengers” (2012) e considerato il veto sull’argomento alcolismo imposto dalla Disney, Black se la gioca piuttosto bene, rende Tony Stark vittima di stress post traumatico (ci credo considerando il finale di Avengers!), l’uomo che non ha avuto il minimo ripensamento di dichiarare la mondo in conferenza stampa «Io sono Iron Man» ora soffre di attacchi di panico e qualcuno più avvezzo alla psicoanalisi di me potrebbe dirvi che uno che si barrica dentro un'armatura rosso/oro è qualcuno che ci tiene molto ad apparire spavaldo ed indistruttibile. Quindi, Shane Black in maniera molto coerente con il suo cinema, si concentra su un protagonista tormentato (non a caso, la scena post credit conferma che si tratta di una lunga seduta dallo “psicologo”), sull’uomo dentro all’armatura che deve imparare a stare fuori dall’armatura, questo spiega perché almeno fino al finale, l’armatura di Iron Man sia quasi latitante, questione che, so, ha fatto storcere più di un naso, ma proprio in virtù di quel finale (lasciatemi l’icona aperta che più avanti ci torno), mi è sembrata una mossa vincente.

“Eccolo, Cassidy ha attaccato a parlare, mettiamoci comodi, non sarà una cosa breve”.
Shane Black è sempre stato un appassionato di fumetti, non so quante ore abbia passato con quelli di supereroi, non credo tantissime, è decisamente più uno da romanzi pulp e storie di uomini tosti che definiscono il loro mondo, Sgt. Rock, Remo Williams e Doc Savage (di cui Black minaccia sempre un film con The Rock che vedrei molto volentieri), qui alla pari del suo amico Fred Dekker, si trova per le mani un terzo capitolo su un uomo in armatura, con parecchie imposizioni da parte dei produttori, ma riesce comunque a farne un film di Shane Black in tutto e per tutto.

“Un altro uomo in armatura? Non ne voglio nemmeno sentire parlare, mi è bastato una volta”.
Il fuoco è talmente sul personaggio di Tony che Black elimina quasi del tutto le limitazioni dell’armatura, fino al capitolo precedente un oggetto pesante che richiedeva un tempo esagerato per essere indossato, in questo capitolo Tony inventa un sistema per cui i vari pezzi della Mark 42 (anche nota come figlio prodigo come la chiama Tony) possono raggiungere Stark in qualunque parte del pianeta in pochi secondi, senza nemmeno il bisogno di urlare «Miwa! Lanciami i componenti», anche se l’effetto finale è lo stesso. Questo fa perdere qualcosa in termine di fattibilità (pseudo) scientifica (ma non che la valigetta di Iron Man 2 lo fosse tanto di più), ma garantisce un certo livello di spettacolarità specialmente nel finale, anche perché per la maggior parte del tempo Tony è costretto ad arrangiarsi, sfruttando trucchetti per dimostrare di essere sempre un passo avanti agli avversari, oppure di essere davvero “Il Meccanico” che dice di essere, l’ultimo gradino di maturità per un personaggio che solo un paio di film fa, aveva come principale (ed unico) interesse quello di fare festa tutto il giorno.

"Ho i pugni di Iron Man nelle mani!" (Quasi-cit.)
Bisogna dire che non tutto è perfetto, la minaccia del virus Extremis è tutta lasciata all’intuizione del pubblico e resta definita solo a grandi linee, ma lo trovo comunque un difetto minore perché Shane Black riesce davvero a dare spessore a tutti i personaggi attorno a Tony Stark, a partire dai comprimari come Maya Hansen (Rebecca Hall che si vede sempre troppo poco, ribadisco) e Aldrich Killian, interpretato da un Guy Pearce piuttosto efficace che riesce spesso a far dimenticare il dettaglio (non da poco) di essere un megalomane geloso di Stark, con un piano da super cattivo che, però, risulta fin troppo realistico nel nostro mondo dove l’industria della armi è sempre in movimento.

Una foto di Rebecca Atrio così, per far esultare le mie pupille.
Inoltre, Black riesce a strizzare l’occhio agli appassionati del fumetto, adattando alla sua storia anche un paio di cattivi storici di Iron Man, ad esempio, ho sempre trovato snello e brillante il modo in cui in questo film faccia la sua comparsata il gruppo terrorista A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche) senza mostrare nessun cattivone in tuta gialla tipo apicoltore, ma risolvendo tutto con un palindromo niente male, ma soprattutto e qui veniamo a quella che tanti considerano lo scivolone di “Iron Man 3”: la gestione della storica nemesi del personaggio, ovvero il Mandarino.

Quello è il mandarino? Tzè non è buono nemmeno per farci una spremuta.
Posso dirla fuori dai denti? Iron Man è sempre stato un personaggio definito più che altro dai suoi errori (l’alcolismo, il passato da costruttore di armi etc.) che dai suoi cattivi che sono sempre più o meno gli stessi. Il Mandarino dei fumetti, non è un agrume che si consuma spesso nel periodo dell’anno preferito da Shane Black, ma la versione Marvel di Fu Manchu, uno stereotipo raziale creato per rappresentare la minaccia della Cina comunista nei fumetti degli anni ’60. Un tizio con i baffoni lunghi e dieci anelli magici per ogni dito della mano, insomma dai, pensate davvero che il film sarebbe stato migliore con un cattivo così? Io non credo proprio.

Fun Fact: Il Mandarino è tornato nel corto All hail the King.
Il Mandarino di Sir Ben Kingsley oltre ad anticipare la deriva un po’ scema della carriera dello stesso Kingsley, è un'ottima prova di recitazione e una soluzione brillante per portare il grande nemico mediatico che piace tanto odiare agli Americani, in un film che, comunque, è stato prodotto con i soldi della Disney, in un solo personaggio Black lancia stoccate agli Osama Bin Laden, ma pure a tanti personaggi che popolano Hollywood, anche perché qualche sassolino nella scarpa il nostro Black in linea di massima in carriera lo ha pure accumulato.

Ma la parte che in assoluto preferisco di “Iron Man 3” è il modo in cui sottilmente il cinema di Black si adatta alla perfezione anche ai personaggi della Marvel, dimostrando di avere un senso per il ritmo e i dialoghi fighi che nessuno, ma proprio nessuno può vantare, oltre alla capacità di riuscire ancora una volta (dopo Last action hero) ad essere uno dei pochi capace di non rendere odiosi i bambini saccenti al cinema, anzi, di averli resi un marchio di fabbrica del suo cinema!

Dite cosa volete, ma alcune battute di questo piccoletto a me fanno ridere.
Shane Black riesce a dare spessore a tutti i personaggi usando quasi esclusivamente dialoghi riusciti, il Rhodey Rhodes di Don Cheadle, azzoppato dai film precedenti e dalla pacchiana armatura di Iron Patriot (che nel fumetto aveva una genesi molto differente) per la prima volta nella trilogia diventa un personaggio, nel vederlo battibeccare con Tony è impossibile non rivedere qualcosa delle dinamiche tra Riggs e Murtaugh, anzi, a ben guardare, è incredibile quante palate di Arma Letale Black sia riuscito ad infilare in un film di supereroi.

Non ancora troppo vecchi per queste stronzate.
Stark e Rhodes sotto il fuoco nemico snocciolano battute, tipo quella che mi fa spanciare, con Tony che solleva la testa per vedere quanti nemici ci sono (“Cosa hai visto?”, “Niente, troppo veloce”), oppure la serie di scambi di cortesie e “frasi maschie” con la tizia della Homeland security: «Ho avuto donne più focose di te», «Tutto qui, un trucchetto sfigato e una battutaccia?», «Tesoro potrebbe essere il titolo della mia autobiografia».

A ben guardare, ad un certo punto del film, Tony fa irruzione nella villa del cattivo sparando ai vari sgherri, ma con armi più simili a quelle che utilizzerebbe MacGyver che Martin Riggs per non far arrabbiare la Disney, insomma siamo di fronte ad una specie di “Arma non letale” che non fa altro che dimostrare ancora una volta come l’idea di Shane Black di cinema, possa intrattenere il pubblico anche a quasi trent’anni di distanza.

“Ok, sono legato e sono protagonista di un film di Shane Black. Azzo mi tocca la tortura ora!”.
Le scene d’azione non mancano e per essere un film che dedica molto tempo all’uomo fuori dall’armatura, quando la Mark 42 entra in azione abbiamo momenti in cui Shane Black si dimostra a suo agio anche a dirigere roba con parecchie effetti speciali, tipo il salvataggio dei tredici membri dell’equipaggio dell’Air Force One è ancora una scena veramente riuscita e coinvolgente, superata solo dal finale, quello in cui persino Gwyneth Paltrow passa dall’essere la damigella in pericolo ad una donna d’azione («Perché non ti vesti così anche a casa?»)... no, dai, gente: Gwyneth Paltrow! Solo Shane Black può permettersi certe mosse e mandarle a segno!

Finalmente ho anche io un film con la Paltrow che non mi fa addormentare (Last Action Gwyneth).
Fatemi chiudere quell’icona lasciata aperta lassù. Il finale di “Iron Man 3” anche rivedendolo in occasione di questo speciale, è l’apice di un film che prima da spessore a tutti i personaggi fuori dall’armatura e poi sfrutta al meglio la trovata coreografica che solo un’armatura che vola in tuo soccorso ti più dare. Ma la cosa che trovo davvero bella del finale è il suo essere lo scontro finale con il cattivo di uno dei film d’azione con cui siamo venuti su, dove i protagonisti utilizzano le varie armature al posto delle 45 automatiche... Pensateci un attimo: i protagonisti corrono, saltano, quando restano disarmati e senza proiettili, cercano al volo subito un’altra arma per rispondere al fuoco, una sparatoria vecchia maniera con armi aggiornate ai nostri tempi il protocollo Shane Black in azione e al suo meglio: «Che aspetti è Natale, siamo più cattivi».

Adesso ho un fucile mitragliatore un'armatura. Ho, ho, ho. (Quasi-Cit.)
“Iron Man 3” riesce ad essere un signor film su commissione che lascia intendere che Shane Black sarà forse anche allergico a molte trovate del cinema di oggi (non a caso, il suo film successivo The nice guys, è ambientato negli anni ’70 per raggirare tanta censura), ma mette in chiaro che lo stato di forma artistico di Black è ancora ottimo e che con un progetto ad alto budget e pieno controllo creativo, potrebbe davvero fare sfaceli ed io spero tanto che quel progetto sarà “The Predator” che poi è il motivo per cui ho inaugurato questa rubrica dedicata a Shane Black.

Capolinea gente? Uhmm no, perché purtroppo The Predator non esce domani, abbiamo ancora un po’ di tempo, quindi questa rubrica, si guadagna un ultimo capitolo a sorpresa prima di essere ufficialmente completa, a breve su questi schermi!

Grazie Stan, molto gentile, ma ho solo più un film per completare la rubrica.

28 commenti:

  1. Ripropongo qua la domanda, senza risposta, postata sul Cumbrugliume:

    "perché Iron Man 3 è disprezzato? Snatura personaggi e storie?"

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    1. Ho letto la tua domanda sul Cumbrugliume, ma non ho avuto modo di risponderti prima, ero incastrato tra le scatole del trasloco, quindi ora che siamo comodi ti rispondo volentieri:

      Secondo me è stato uno dei primi film Marvel a venir percepito come “troppo comico”, se ci pensi è ancora oggi la critica che viene mossa a molti film dell’MCU. Tutto ruota attorno al Mandarino, che qui passa dall’essere Bin Laden a Mr. Bean in due secondi (mi pare questa l’avesse detta Ortolani nella sua spassosa recensione a fumetti del film).

      In sé il personaggio è snaturato, ma siccome considero il Mandarino un personaggio idiota nella sua versione cartacea, sono ben felice del cambiamento apportato da Shane Black! Inoltre credo che l’elemento “Bambini saccenti” faccia sempre inorridire una buona parte di pubblico, tra cui il sottoscritto, ma bisogna essere lucidi durante l’analisi, Shane Black i bambini pistini e precisini sa anche scriverli, spero che non perda questo talento anche per il suo prossimo film, visto che in “The Predator” ne vedremo un altro ;-)

      In generale a me “Iron Man 3” piace, ancora mi esalto un sacco sulla scena dell’aereo e con quel finale che reputo ancora fighissimo ;-) Cheers

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    2. Grazie, risposta esaurientissima :P

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  2. Adoro tutto di questo post! Sul serio! Iron Man 3 è uno dei miei film Marvel preferiti proprio per le cose che citi e che sente tantissimo il suo regista.
    Sopratutto ti ringrazio per la parte sul Mandarino, perché è praticamente da quando è uscito che continuo a ripetere ovunque la stessa identica cosa sul villain originale, mi fa morire che tutti dopo il film erano improvvisamente esperti e volevano quello dei fumetti, quando su altri film non se ne sono preoccupati minimamente e forse fra tutti il Mandarino è proprio uno di quelli che va benissimo reinterpretare/cambiare etc... funziona benissimo in questo contesto e mi è piaciuto un sacco tutto il messaggio subliminale "politico" del film che son riusciti a legare bene su Tony, il tutto condito da scene d'azione bellissime e coinvolgenti, ma su quello non c'erano molti dubbi :D.
    La situazione "Natale" non ce la fa a scrollarsela haha! Ma come dargli torto, gli piace solo perché è la mia festa di compleanno!haha.
    Bellissimo post, complimenti :).

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    1. Grazie a te per esserti sorbita tutte le mie caSSate ;-) Davvero grazie!
      Che poi lo trovo assurdo, davvero esisteva qualcuno, prima del 2008, che era fan di Iron Man? Dopo il primo film, nessuno si è lamentato del fatto che Tony Stark, sia diventato un gigione spara battute, quindi completamente diverso (e snaturato) rispetto alla sua controparte cartacea, però nel 2013 oh! Che nessuno osi scherzare su un personaggio serissimo come Il Mandarino, che ammettiamolo, fa ridere fin dal nome ;-) Ho come l’impressione che tanti “Esperti di fumetti” i fumetti non li abbiano letti mai e siano tutti saltati sul carro del vincitore ;-)

      No è più forte di lui, per Shane Black sarà sempre Natale, lui è nato il 16 dicembre, io l’8, tu il 25, ma che ne sanno i non Dicembrini, che ne sanno!? :-D Ancora mille grazie! Cheers

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  3. Film che vidi al cinema in piena fotta “Avengers” e che dire di più? Nulla visto che la tua recensione è praticamente perfetta ed esaustiva. Bravo Cassidy!
    Aggiungo solamente che Pearce (che a pelle non sopporto...) è letteralmente perfetto come viscido bastardo e che gli addominali della Paltrow sono qualcosa di inumano! Roba vista solo alla Michelle Lewin...

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    1. Grazie capo gentilissimo! ;-) Guy Pearce è un po’ sfigato, è sempre in quella zona grigia che sta tra il divo e il “Guy chi!?!”, a volte può essere la carta vincente, altre tremendamente anonimo, ad esempio in “Brimstone” è bravissimo e qui anche. Non so chi sia Michelle Lewin, vado a cercare su Google Michelle Lewin… oh porc!! Ehm minchia, si può dire minchia su questo blog? È il mio quindi ho deciso che si può dire ;-) Cheers

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  4. Forse il meno riuscito dei 3, ma senza dubbio ugualmente spettacolare e avvincente ;)

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    1. Davvero è quello che ti piace di meno? Meno del secondo? No a me piace un sacco, secondo me si mangia il secondo capitolo in qualunque giorno della settimana, con una mano dietro la schiena ;-) Cheers

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  5. FINALMENTE!!!
    Attendevo questa recensione con ansia e... brofist! Forse l'unico capitolo dell'uomo di latta che è riuscito a piacermi per davvero 😍 chi lo disprezza non capisce nulla.

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    1. Oh mi piace questo entusiasmo! :-D In effetti il post era pronto da un pezzo, ma poi è arrivato “Avengers Infinity war” cui o dato la precedenza e ancora peggio, il mio trasloco, però alla fine, meglio tardi che mai no? ;-) Vai con il Bro-Fist è così che si parla! Cheers

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  6. Anche per me se lo mangia il secondo capitolo :) Anche se in effetti "Iron Man" in quanto super-eroe in armatura appare poco, ma c'è tutto il resto che è grandioso! :) E poi è geniale l'idea del Mandarino, una cosa che dai trailer non si capiva per nulla!

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    1. Vero, forse per molti minuti manca l’armatura, ma è chiaro che a Black interessi più l’uomo al suo interno, ma il finale è talmente strapieno di armature, da ripagare l’attesa. Sono stati bravissimi, hanno tenuto le carte coperte fino alla fine sul Mandarino, a mio avviso hanno fatto super bene! Cheers

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  7. Grande recensione, per un film che è piaciucchiato perfino ad un grande odiatore Marvel come me :-P Oddio, finale lo ricordo come il punto più debole del film, molto sbrigativo e dove si usano idee che potevano essere sfruttate maggiormente, ma sono passati anni e non l'ho più rivisto quindi non confermo il giudizio.
    Ho adorato com'è stato trattato il Mandarino, invece il povero Shane ha ricevuto un mare di odio in Rete e ancora oggi - lo racconta lui - girano memi dove lo sfottono per quella scelta. Anche questo è un modo per farsi conoscere :-D
    Comunque la parte migliore del film è la colonna sonora, che da allora è presenza fissa del mio lettore...

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    1. Grazie mille! Il finale non sfrutta forse al meglio il virus Extremis, però succedono così tante cose tutte insieme, che tutto sommato mi coinvolge sempre, questa specie di strano “Arma Letale” con le armature al posto delle pistole ;-)
      Vero, ma francamente sono certo che se Black avesse portato al cinema il Mandarino uguale alla sua versione fumettistica, sarebbe risultato anche più scemo come personaggio e senza la genialità, gente che parla male di qualcuno su Internet? Strano, non succede mai, ma poi chissene, anche la cattiva pubblicità è sempre pubblicità, lui domani dirige il nuovo Predator, gli “Haters” invece, ciccia :-P

      La colonna sonora è una figata, Brian Tyler, terzo compositore in tre film, è anche quello che ha saputo comporre dei pezzi efficaci e che soprattutto, si ricordano anche dopo i titoli di coda! Un evento nei film moderni. Cheers

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  8. Ad essere sincera, il terzo Iron Man non mi ha proprio convinta... Di solito con questo tipo di film non vado troppo per il sottile, e mi accontento dello spettacolo, tralasciando eventuali debolezze nella trama. Qui invece sono rimasta delusa da come è stato trattato il tema dello stress post-traumatico (mi aspettavo più spessore) e anche per il Mandarino.
    Iron Man 2 è "più brutto", ma, anche se può apparire contraddittorio, Iron Man 3 mi ha lasciato più insoddisfatta, date le aspettative dopo Avengers.

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    1. Comprensibile, però è anche un film che ha intenti diversi rispetto ad “Avengers” no? Sul Mandarino mi sono espresso e dilungato, quindi diventerei noioso a ripetermi. Sullo stress post traumatico è una soluzione di ripiego, Shane Black voleva trattare proprio l’alcolismo di Stark, ma devo dire che non mi è dispiaciuto, certo la soluzione al problema è molto (tanto) sbrigativa, ma non mi è dispiaciuta l’idea di un eroe fuori dalla sua spavalda armatura, ed esposto ad attacchi di panico molto umani.

      Certo si sarebbe potuto approfondire meglio, su questo sono d’accordo, però, e qui entriamo proprio nel campo della sfera soggettiva, a me ha lasciato molto meno “Iron Man 2”, preferisco Tony con attacchi di panico spiegati così così, che vederlo fare il buffone come fa nel secondo film. Cheers!

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  9. Avendolo visto una volta sola, quando era uscito, non potrei fare oggi un commento definitivo come il tuo. Lo avevo sicuramente apprezzato più del secondo però ammetto che certe battute le avevo trovate esagerate, forse perchè rovinavano quell'atmosfera da thriller politico inaugurata nel trailer (maledetti trailer!). Ora che sono invecchiato di cinque anni, molto probabilmente riderei a tutte quante, come ho fatto con "Thor Ragnarok", e mi divertirei di più.
    I'm too old for this shit, but i like it! ;)

    Saluti!

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    1. Ti consiglio di dargli una seconda occhiata, io mi sono divertito molto e su un paio di scene d'azione esaltato nemmeno poco, ha tenuto bene è ancora un film con un ottimo ritmo, per fortuna il trailer credo di non averlo nemmeno mai visto ;-) Cheers

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  10. Cassidy stavolta mi deludi. Il mandarino nasce come stereotipo della Cina comunista ma nell'arco dei decenni acquista spessore e carisma che non dico lo facciano diventare destino ma neanche una macchietta come nel film. Inoltre fin dal primo film si ammicca che dietro la cattura di stark in Afganistan ci sia il mandarino. Puoi può piacere o meno ma è pur sempre la nemesi di iron man. Dico se prendiamo il primo octopus del fumetto è un inventore sovrappeso con braccia meccaniche ridicole. Nel tempo è diventato un personaggio molto diverso.
    A me iron man 3 non è mai piaciuto. Di certo meno degli altri 2. Non ho mai sopportato la presenza del bambino e il minutaggio della Paltrow. Inoltre la mancanza di scene con l'armatura me lo rende indigesto. Anche la parte finale con tutte le armature che saltano in aria non mi è mai piaciuta. Io credo che il difetto sia nella saga extremis che già era poco lineare nel fumetto. Tra sposta nel film anche peggio.

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    1. Si vero, nel fumetto è diventato più carismatico, ma comunque non mi ha mai convinto come cattivo, questo sicuramente è un problema mio, però non sopporto come nel fumetto venga utilizzato quasi sempre allo stesso modo, tra le grandi nemesi degli eroi Marvel, è quello che si è evoluto meno e che mi ha anche sempre convinto meno. Per questo ho apprezzato come lo abbiano usato come paravento del personaggio di Guy Pearce.

      La questione “Bambini saccenti al cinema” è spinosa, di norma non li sopporto nemmeno io, ma Shane Black sa come scriverli, bisogna dargliene atto, sul resto di fatto ho apprezzato le cose che a te non sono piaciute, ed in effetti la saga di “Extremis” non è linearissima, tanto di cappello a Black per aver fatto lo slalom tra così tanti paletti imposti. Cheers!

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  11. A tutti quelli che mi dicono: "Il Cinematic Marvel Universe fa solo film belli!"
    Io rispondo: "Vedetevi Iron Man 3..."
    Ahhhh, non lo sopporto proprio.
    A fine film mi sono sentito proprio stronzo... Un nerd stronzo :P

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    1. Nuuuuoooo beh io di solito a quella domanda rispondo con “Black Panther” quindi si, non sono certo infallibili ;-) Però niente mi piace “Iron Man 3”, non pretendo certo di far cambiare parere a nessuno, ma quello davvero brutto secondo me è “Iron Man 2” ;-) Cheers!

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  12. Mi ero ripromesso di commentare ed eccomi qua solo dieci giorni dopo XD
    Forse te l'avevo già accennato in altra sede, Iron Man 3 è forse il mio film MCU preferito e uno dei migliori fatti finora, assieme a Thor Ragnarok ha ben più personalità del tanto blasonato Guardiani della Galassia (che apprezzo eh) o del sopravvalutatissimo Black Panther (dove la personalità del regista è stata confusa con due canzoncine hip hop perché oh, I protagonisti sono black, capirai...)
    Film dai molteplici livelli di lettura con una poco velata critica al governo USA e alla "lotta" al terrorismo, il tutto trattato facendo un buon uso di parallelismi non solo con il protagonista ma anche con gli altri personaggi, quel male che nasce dall'interno e in conseguenza delle nostre azioni (Al Qaeda nella realtà, l'AIM qua), il partire con un ideale nobile e finire col perdersi (Maya Hansen ma anche Trevor Slattery pronto a tutto per il successo e sorridente una volta arrestato).
    È si diciamolo una volta per tutte di sto cavolo di Mandarino! Anche questo credo di avertelo già detto in altra sede, ho letto tutto l'Iron Man edito da Marvel Italia/Panini Comics, quindi tutto dai primi anni 90 ad oggi è il Mandarino, la grande nemesi di Iron Man, si è visto solamente in tre occasioni: la saga le mani del Mandarino, la storia in due parti La vendetta del Mandarino e infine come villain principale della run di Fraction; nelle saghe famose precedenti come la guerra delle armature o il demone nella bottiglia... non pervenuto! Quindi tutti sti sedicenti fan del personaggio da dove son saltati fuori? La cosa bella è che vine detto esplicitamente che è solo un falso ma soprattutto quel falso dice cose perfettamente in linea con il personaggio originale solo in un contesto diverso, esattamente dove sta il problema?

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    1. Sia su Ragnarok che su Black Panther, con me sfondi due porte aperte, bro-fist! :-D
      Perfetta anche l’analisi sul terrorismo interno ed esterno, se poi aggiungiamo che Trevor Slattery secondo me è pure una stoccata di Shane Black alla Hollywood che lo ha sempre trattato così così, torna tutto.

      Non l’ho mai capito dove sta il problema degli appassionati del Mandarino, che poi va bene rendere guascone Tony Stark ma il suo (ridicolissimo) cattivo no? Davvero anche qui, siamo in zona “Porte sfondate aperte” ;-) Cheers

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  13. The first time I saw this movie I really didn't like it on yidio movies, I had just come off the high of "The Avengers" and let me make it clear, this one isn't as good. That said it is significantly better than Iron Man 2 and that's because the story is deeper and direct. There's a lot less focus on explosions and fancy effects (although there is plenty of that) and more on dialogue and character development.
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    solarmovie the flash
    hercules putlocker

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    1. Is different than "The Avengers", here we talk about an author, with his reconasible own style, that fit very well to an MCU project, it's necessary the talent of Shane Black for do that. Cheers!

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