lunedì 28 maggio 2018

Deadpool 2 (2018): Più grosso, più lungo & tutto intero


Il secondo album è sempre il più difficile, nella carriera di un artista, cantava Caparezza. Discorso che vale anche per i seguiti cinematografici, specialmente quando il primo capitolo in questione è stato un mezzo miracolo come Deadpool.

Un protagonista sconosciuto al grande pubblico che, però, a fumetti vende un sacco, scheggia impazzita in contrasto con gli altri Uomini-Pareggio, ma soprattutto, il VERO pregio del primo film è essere riuscito a portare a casa tanti, ma proprio tanti ex presidenti defunti stampati su bigliettoni verdi, con un film pieno di sesso, violenza e parolacce, Deadpool è stata la prova che anche senza il PG-13, ci possono fare i soldi!

Una formula che l’eterno rivale di D-Pool, Wolverine ha preso subito in prestito come lo stesso mercenario chiacchierone fa notare nella prima scena di questo secondo capitolo. Un “numero 2” che rispetta la regola aurea dei seguiti: uguale al primo, ma di più! Anzi, considerato lo stile del film, prendo in prestito il sottotitolo italiano del film su South Park e vi dico che Deadpool 2 è più grosso, più lungo & tutto intero!

“Cassidy non dire questa cose! Non pensi ai bambini che leggono la Bara Volante!!?”.
Tim Miller regista del primo film ha pensato bene di giocare sul sicuro, ricalca… come dite? No, scusate cari lettori non parlo con voi, dicevo alle vocine dentro la mia testa. Vocina del cervello sono nato mono neuronico non riesco a scrivere, pensare e respirare tutto insieme cosa vuoi? Questo seguito non è diretto da Tim Miller?! Ah, quindi il ragazzo ha mollato tutto per andare a dirigere il nuovo Terminator? Beh, considerando che la trama di questo seguito è quanto di più Cameroniano (o Cameronense? Oh, insomma, alla James Cameron!) si sia visto di recente, è abbastanza buffa come uscita. Però, alla fine è rimasto tutto sommato a casa, passato da un canadese (Reynolds) ad un altro (Jimmy Cameron).

Poco male, la regia è passata nelle mani di David Leitch, o come viene descritto negli spassosi titoli di testa, uno di quelli che ha ucciso il cane di John Wick e aggiungo io, fatto sfaceli con Atomica Bionda, insomma, uno che al momento è tra i nomi più caldi per quanto riguarda il cinema d’azione occidentale, scusate se è poco.

“Cosa avrebbe questa Charlize Theron più di me?” , “Ehm Pool, lascia che te lo spieghi”.
Ecco, affrontiamo subito la questione e togliamoci il problema: nel cambio il film ci guadagna? Sì e no, perché malgrado il fatto che le scene d’azione ci siano e siano anche coreografate piuttosto bene (il mezzo piano sequenza iniziale, pieno di ammazzamenti è un ottimo modo per aprire una pellicola) alla fine di questo “Deadpool 2” sono i momenti comici quelli che ti restano più impressi, quindi no, il film non è stato costruito attorno alle caratteristiche di David Leitch che, però, bontà sua ha confermato la qualità generale del film, perché se c’è qualcuno attorno cui il film è stato modellato, beh, quel qualcuno è sicuramente Ryan Reynolds.

La distanza tra Reynolds e il suo personaggio è stata praticamente azzerata, quando non è dentro la tutina rossa e nera di D-Pool “Doppia R” è costantemente impegnato a promuovere il suo film, con una sfacciataggine degna del suo personaggio, non importa se bisogna andare con Thanos Josh Brolin Brolin da Milly Carlucci a “ballando con le stelle”, oppure cantare “Tomorrow” vestito da Unicorno (STORIA VERA!). Questo nel film si nota un sacco, un po’ perché Ryan Reynolds applica il “Protocollo Tony Stark”, ovvero l’attore famoso che interpreta un personaggio totalmente mascherato e nel seguito del film trova ogni modo possibile per stare senza maschera e mostrare il volto (fateci caso), ma soprattutto perché Deadpool è il suo personaggio della vita, lo sa benissimo e lo utilizza anche per sistemare i pasticci della sua filmografia, come accade nelle (ammettiamolo) geniali scene dopo i titoli di coda che sono una meglio dell’altra e che verranno trattate con dovizia di dettagli nell’ormai canonico post a tema Citazioni & easter eggs che Deadpool si merita ogni volta, in arrivo su questi schermi a breve (dovevo dire Spoiler vocina del cervello? Oh, chissene, ormai è andata).

"Ragazzino, anche a me piacciono i Chimichanga, ma tu dovresti mangiarne davvero molti meno”.
La trama è minimale, ruota intorno ad un ragazzino Neozelandese paffutello (Julian Dennison azzeccatisimo!) che in un prossimo futuro diventerà il super criminale Firefist, ma per dirla come D-Pool: questo è il vostro classico film per famiglie che, come tutti i film per famiglie che si rispettino (tipo Bambi e Il Re Leone), inizia con un omicidio, per poi finire a parlare di famiglia allargata, nel senso più Torettiano del termine.

Il tutto portando in scena quello il personaggio che sta a Deadpool come il cacio sta sui maccheroni, come la pizza sta ai fichi, ovvero Cable! Forza, parliamo subito di Cable perché non sto più nella pelle!

Mai un uomo con un orsacchiotto è stato così cazzuto (Spero almeno che si chiami Piccettino)
Per una buona metà di pellicola “Deadpool 2” non si sforza nemmeno di sbattersi a dare una caratterizzazione al personaggio, anche perché cavolo, un personaggio dal passato fumettistico intricato come quello di Cable, avrebbe bisogno di un film solista tutto suo (la vocina del cervello mi ricorda di dirvi che ne parleremo nel post delle citazioni, parola di scout vocina). Di Cable sappiamo solo che viene dal futuro, che è un super soldato mezzo cyborg, che maneggia fucili più grossi di lui (la battuta sulla “bassezza” di Josh Brolin, rispetto alla sua controparte cartacea mi ha ucciso!) e che è tornato indietro nel tempo per uccidere qualcuno, se non fosse che D-Pool lo chiama John Connor, sembrerebbe proprio un Terminator!


“Guanto dell’Infinito? Meglio i proiettili infiniti”.
Il Cable cinematografico è stato semplificato, ma rispettato nell’essenza (l’orsacchiotto della figlia Hope avrà fatto sobbalzare più di un cuore negli X-Lettori, ne sono certo), il bello è il modo in cui viene utilizzato in una storia palesemente comica, era ora che qualcuno prendesse per il culo la moda dei costumi anni ’90 degli Uomini-Pareggio che erano tutti un tripudio di tasche, taschini e borselli marsupi!

Josh Brolin in questo senso è perfetto, ha il fisico per un ruolo d’azione, la faccia giusta per il personaggio mossa da un dramma personale e i tempi giusti per diventare il personaggio o in alternativa rispondere per le rime, alle battutacce di Deadpool, con il risultato finale che in alcuni momenti, il suo Cable ruba addirittura la scena (il burro cacao, vi dico solo questo) ed insieme funzionano per contrapposizione, non dico proprio Martin Riggs e Roger Murtaugh in tuta di Spandex, però la cosa che si avvicina di più, scusate se è poco. Inoltre, incredibile come Brolin, un attore che fino ad ora sia riuscito a tenersi alla larga dalla super calzamaglie, nel giro di cosa? Tre settimane? Un mese? Ha spaccato in due l’universo (LETTERALMENTE) con il suo Thanos ed ora si è divorato un film in cui il protagonista, tende ad essere piuttosto vistoso ecco, tanto di cappello a Brolin!
“Andiamo a prenderci anche questo film, forza”.
Poi bisogna dire, però, che la trama, sembra quasi un’ode al nonsense, o per lo meno, se cercate la logica cartesiana, beh girare proprio al largo! Le dinamiche del viaggio nel tempo di Cable sono un canovaccio su cui appoggia la trama e giocando con l’elemento metacinematografico, è lo stesso Deadpool a ripetere più e più volte nel corso del film che la sceneggiatura è deboluccia, più che un'ammissione di colpa, una dichiarazione di intenti, perché incredibilmente il personaggio di Deadpool, pur essendo nato tra le pagine dei fumetti, sembra fatto dal sarto per il cinema, anzi, vi dirò di più, forse Deadpool è il personaggio perfetto per rappresentare il cinema di questi strambi anni ’10 e qualcosa post 2000.

"Io sarei uno che parla troppo? Ed il mio amico T.J. qui allora?".
Sì, perché ogni volta che apre bocca fa una citazione alla cultura pop («Chi sei tu?», «Sono Batman!»), che con le sue continue battute sugli Avengers (la “Vedova nera nera”, oppure “Ehi, ragazzone. Il sole sta calando) ha contribuito da solo ad avvicinare Marvel Studios e Fox, quasi quanto l’acquisizione da parte della Disney, non voglio usare l’espressione post-moderno, perché la vocina del cervello mi dice essere una roba da fighetti, tipo la Dubstep, però la storia del fumetto insegna che ogni volta che il genere super eroistico è stato al suo apice, è sempre arrivato un eroe diverso e più spavaldo degli altri, pronto a prendere per il culo le super calzamaglie, prima è stato Marshal Law, poi è stato Rat-Man ed ora che la tutina domina il cinema, è arrivato Deadpool a prenderli tutti per i fondelli!

“Guardami mamma, sono un Uomo-Pareggio!” , “Stagista!”.
Certo, bisogna pure dire che in alcuni momenti il concetto di “Uguale al primo film, ma di più!” (la famigerata regola aurea dei seguiti) viene rispettato manuale alla mano, ci sono intere gag del primo film che vengono riprese identiche a loro stesse e portate ad undici come l’amplificatore degli Spinal tap, ad esempio gli arti di D-Pool che ricrescono piccolini e con effetti comici, oppure la trovata che nella scuola degli X-Men ci sono sempre solo Colosso e Testata mutante nome più lungo del mondo (Brianna Hildebrand), anche se qui, in effetti, qualche altro Uomo-Pareggio (che si nasconde) s'intravede, purtroppo non quello con le ali da piccione direttamente dal terzo (bellissimo eh?) X-Men.

Dare all’espressione “Avere chiappe d’acciaio” tutta un’altra dimensione.
Quello che funziona in “Deadpool 2” non è certo l’originalità o la solidità della trama, a ben guardarlo questo film sembra non solo un fumetto di Deadpool per facce note che lo popolano e soprattutto, per violenza e trovate sceme che lo caratterizzano, rispetto al primo film mi è sembrata una pellicola con meno ansia da prestazione. Il primo film usava parolacce a getto continuo, come un bambino a cui qualche adulto ha detto «Non si dicono quelle parole lì» e con la volontà di mostrarsi come vistosamente diverso rispetto agli altri film dello stesso genere. Qui, invece, le battute sui cazzi si sprecano, così come le imprecazioni, ma solo per ottenere il massimo effetto comico e non per il puro gusto di mostrarsi alternativi a tutti i costi, il tutto mai a discapito del ritmo.

Sì, perché, se ti soffermi troppo a ridere di una battutaccia, rischi di perdertene almeno un’altra e quando verso metà la (stringata) storia ristagna, David Leitch ci piazza un paio di movimentate scene d’azione con il risultato finale che per tutta la durata del film ci si diverte, ci si diverte un casino, specialmente quando entra in scena il gruppo non sessista dal nome generico ovvero: X-Force!

Potevano chiamarsi anche X-Factor, D-Pool dice comunque meno parolacce di Mara Maionchi.
Ora, non vi voglio rovinare la scena che mi ha provocato un attacco di risate isteriche che non riuscivo più a domare (storia vera), ma l’entrata in scena della cazzutissima X-Force, sulle note tonanti di Thunderstruck degli AC/DC (altro giro, altro "Protocollo Tony Stark" attivato) per me riassume tutto il film. Un misto di trovate idiote in stile Griffin e di umorismo nero alla South Park che personalmente trovo molto nelle mie corde e senza paura di essere smentito, posso dire fieramente che X-Force sul grande schermo ha comunque fatto una figura migliore della Suicidio Squadra, anche, per altro, rendendo più onore al loro nome! (Beccati questa Distinta Concorrenza).

Il blog è mio e metto tutte le foto di Morena Baccarin che voglio va bene!?
Altre cose da dire? Beh, parecchie, perché “Deadpool 2” è il classico film che quando hai finito di vedere, vorresti raccontare a tutti scena per scena, motivo per cui vi invito tutti a vederlo perché Morena Baccarin è bellissima, perché sono riusciti a trovare il modo di rendermi sopportabili il mio odiato Phil Collins, ma anche la maledetta Céline Dion (che al pari del marsupio di Cable, era ora che qualcuno vendicasse gli anni ’90 prendendo per il culo pure lei!) nei titoli di testa del film in puro stile 007.

Menzione speciale per Domino, il personaggio di Zazie (nel metrò) Beetz è la ragazza copertina di come ci si sente alla fine di “Deadpool 2”, ovvero pronti per vedere il prossimo “Deadpool 3”, il film sulla X-Force già in cantiere (in cui ci sarà sicuramente Cable, visto che Brolin ha firmato per altri quattro film, oh yeah!) e molto più Domino, si può avere uno spin-off su Domino tipo… ieri? Usiamo la macchina del tempo di Cable nessuno problema!

Domino, più che un gioco da tavolo, la coniugazione del verbo.
La cosa incredibile di tutto questo è che il futuro, a differenza di quello da cui viene Cable, pare roseo perché con qualche aggiustatina agli effetti speciali e una trama più adatta alle corde di David Leitch (traduzione: voglio D-Pool al centro di un lungo piano sequenza spacca culi, lo pretendo!) il terzo capitolo potrebbe alzare ancora di più la posta in gioco, insomma il sole splende su questa saga, potete scommetterci il vostro dollaro migliore che domani ci sarà il sol… ehm, no, questo è il testo di “Tomorrow” lo dico sempre alla vocina del cervello che non riesco a scrivere, respirare e citare canzoni dei musical tutto insieme!

30 commenti:

  1. Ho riso come un drogato nell'after credits. Fantastico per davvero! L'inizio (nei titoli di testa) mi ricorda molto un film di 007 e oh sì, non ti immaginerai da dove viene Céline Dion. Una domanda: come si fa per un guest post?

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    1. P.S.: Se al posto di Ashes apparisse Sennek con "A matter of time" la somiglianza con 007 pare ancora più evidente.

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    2. Le scene dopo i titoli di coda non sono le più epiche di sempre, ma rischiano di essere le più divertenti di sempre ;-) Ryan Reynolds ha radunato tutti i canadesi celebri, ne ho scritto nel post (in arrivo!) sulle citazioni. Cheers!

      P.S. Guest post? Parliamone! scrivimi pure a: labaravolante@gmail.com

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    3. Considerando la campagna pubblicitaria del film, per la versione Belga del film avrebbero potuto utilizzare Sennek ;-) Cheers!

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    4. Grande, vedo che l'hai capito da dove viene Céline Dion. Infatti nel 1988 ha vinto l'Eurovision Song Contest rappresentando la Svizzera in quell'anno a Dublino. Poi in rete su YouTube esiste il mashup tra Adele e Sennek, cioè la fusione di Skyfall e A matter of time. Ecco il link: https://youtu.be/PMqBkohTrsY

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    5. Si sì, ne parleremo nel secondo post dedicato a questo film ;-) Grazie per il link! Cheers

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    6. Non vedo l'ora!!! Film stupendo, nelle parti emozionanti ho cercato di sorridere per non mettermi a piangere dalla commozione ma almeno ho rischiato di piangere dalle risate sia durante che alla fine con gli after credits.

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    7. Ti capisco, è stato uno spasso ;-) Post numero due in arrivo in settimana! Cheers

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  2. Originalissimo il titolo della recensione

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    1. Ti ringrazio anche se non è originalissimo, non mi prendo meriti che competono ai grandi Matt Stone e Trey Parker, trattandosi di una citazione al film di South Park (mio piccolo cult personale) prendila come una citazione alla cultura pop in stile Deadpool ;-) Cheers

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  3. Già rido, al solo pensiero di vederlo :-P
    Quando mi innamorai di Deadpool cercai le sue prime storie e ovviamente ho dovuto sforzarmi per capire qualcosa di Cable, e altrettanto ovviamente non c'ho capito molto. Tutto ciò che so è che è molto più alto di Brolin! :-D
    Reynolds ormai è Deadpool anche nella vita, temo che abbia anche iniziato a parlare con le sue voci nella testa! L'altra settimana è andato a lanciare il film al "The Graham Norton Show" e ha raccontato che quando girava "Safe House" con Denzel Washington amava fare il coglione sul set, scoprendo che Denzel odia chi fa il coglione sul set. E non è una buona politica far arrabbiare Denzel :-D All'epoca ha dovuto abbozzare, ma probabilmente oggi sul set è una festa messicana continua!

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    1. Le origini di Cable sono in puro stile storie degli Uomini-Pareggio, intricate e parte di una lunga soap opera inter dimensionale, nel film è stato di molto semplificato, ma funziona bene, anche se è un “tappo” a confronto di come lo disegnano nei fumetti ;-)

      Ahahah Denzel è noto per essere estremamente concentrato sul set, insomma è l’anti Reynolds, secondo me sente davvero le vocine nel cervello, e tutte gli dicevano di interpretare Deadpool ;-) Purtroppo in questo seguito non campare più Gina Carano, peccato, avrei voluto vederla portare avanti la sua “storia” con Colosso :-D Cheers

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  4. Cinque alto per il sottotitolo preso in prestito da South Park. Ma per il resto... Salto tutto di netto perché devo ancora trovarmi due ore buche da passare al cinema. Ci vediamo domani! Aloha!

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    1. Mi dai sempre soddisfazioni ;-) Siccome sei caldo a cogliere citazioni, preparati perché in questo film D-Pool ne spara a getto continuo, vai tranquillo perché il film merita, anzi, visto che di solito mi fai questo genere di domande (difficili), dai pure priorità a questo rispetto che a “Solo” che invece è moscissimo (in arrivo su queste Bare a breve). Cheers!

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    2. "Solo" l'ho recuperato che vagava nell'etere e l'ho visto. Attendo la tua rece per parlarne male...

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    3. A breve in arrivo pure quella, nel dubbio: Bro-Fist! ;-) Cheers

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  5. josh brolin non è basso per niente.
    è alto 1,79 come me!!!

    ottima recensione: ti sei solo dimenticato di dire che il vero protagonista del film è the vanisher ( interpretato da benicio del toro ) e ovviamente peter ma soprattutto i taassista inidiano e le sue battute fantastiche : il mio potere speciale è il coraggio!!!!!!!!!

    grazie e buone cose

    rdm

    ps: io lo predico dal 1996: benicio del toro è brad pit con più panza più occhiaie e più carisma.

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    1. Siamo tutti dei nani a confronti di come era disegnato Cable nei fumetti, che in proporzione dovrebbe essere più alto di Colosso, ma le proporzioni nei disegni di Rob Liefeld sono come i pareri sui film: Personali e relativi ;-)

      Il tassista ha delle battute da spisciarsi, su Vanisher e altro, ci vediamo nel post a tema dedicato alle citazioni del film, a breve su queste Bare. Cheers!

      P.S. Magari fosse stato Benicio nel ruolo! Attore fantastico, uno che si mangia lo schermo anche quando recita solo per l’assegno (ogni riferimento a fatti, cose, persone e ad Episodio VIII è puramente voluto).

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  6. Grande citazione di South Park, film che vidi al cinema :D Deadpool per motivi di moglie rompipalle non l'ho visto, lo recupererò in altre maniere..

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    1. Sapevo che potevo contare sul tuo buon gusto, oppure cattivo gusto dipende, nel dubbio, Bro-Fist! ;-) Aspetto il tuo parere, la mia wing-woman è piombata nel sonno, ma lo abbiamo visto anche ad un orario ridicolo. Cheers

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  7. E'uno dei pochi capitolo 2 che non mi abbia fatto rimpiangere troppo il capitolo iniziale.

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    1. Vero, con la regola aurea dei seguiti si sbaglia quasi mai ;-) Cheers!

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  8. "Il blog è mio e metto tutte le foto di Morena Baccarin che voglio va bene!?"

    Se progetti un blog dedicato interamente alla Baccarin hai già un lettore assiduo assicurato.

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    1. Ci potrei anche pensare al Blog spin-off, la Morena volante, non è una brutta idea visto il soggetto ;-) Cheers!

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  9. Altro film che mi ha fatto ridere come un idiota dall'inizio alla fine, mi è piaciuto un sacco nelle scene d'azione e Deadpool è un personaggio perfetto per il cinema! Siamo d'accordo su tutta la linea proprio!

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    1. Bro-Fist! Per il terzo spero solo che sfruttino di più il talento di David Leitch e ci mettano un sacco di Domino, poi se continuano su questa via, possono fare anche un Deadpool l’anno ed io sarò felicissimo ;-) Cheers

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  10. L'ho apprezzato più del primo, tuttavia c'è qualcosina che continua a non convincermi. Come le battute troppo lunghe.
    SPOILER
    ...
    ...
    ...
    ...
    ...
    La scena del pistolino piccino picciò o la "morte" di Deadpool.... OH, ma quanto è durata? E basta con il ripetere le stesse battute!
    ...
    ...
    ..
    ...
    ...
    Fine SPOILER

    Non ti nego che ho paura per un Deadpool 3... Che possano ripetersi ancora di più!

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    1. Hanno giocato tanto, pure troppo su questa cosa delle gag ripetute, la scena finale mi è sembrata una quasi parodia di quella di “Logan”, un tipo di umorismo alla Griffin, in cui la battuta viene prolungata oltre i limiti accettabili per provocare l’ilarità.

      Ma in generale sono molto d’accordo con te, due volte ci fai anche una discreta figura, ma tre sarebbe troppo, come dicevo qui sopra ad Alfonso, spero puntino più su un film nelle corde di David Leitch. Me lo immagino un lungo piano sequenza d’azione, con Deadpool che a metà della scena fa commenti meta cinematografici sulla durata della scena o sul numero di nemici che gli vengono scagliati contro, sarebbe davvero qualcosa di azzeccato e spero che lo facciano! ;-) Cheers

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  11. Una gran figata di film, ne ho parlato proprio oggi dalle mie parti ^_^

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    1. Ti ho letta di gusto, non riesco sempre a commentarti (specialmente ultimamente) ma ti leggo sempre. Cheers!

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