venerdì 23 febbraio 2018

L'ultimo Boy Scout (1991): Viva la Giga (che Dio la benedica)


Noi boy scout abbiamo una filosofia semplice: il cielo è azzurro, l'acqua è bagnata, i predatori sono sempre in agguato e sempre più forti. Il nostro motto è "Sii sempre pronto", anche perché ogni momento è buono per veder tornare la rubrica… Back in Black!

1991, Marzo per la precisione. L’ego di Bruce Willis viene preso a schiaffi al botteghino, il film che il divo sognava da una vita Hudson Hawk porta a casa due spicci, ci vuole subito un filmone per rimettere in carreggiata la carriera di Willis dopo questa sbandata. Facendo valere la sua amicizia con il leggendario produttore Joel Silver si mette subito all’opera, missione: Sopravvivere uscire con un film poco prima di Natale. Natale, tenete a mente questo dettaglio ed ora facciamo entrare un altro peso massimo in questa storia.

Tony Scott, arriva dalla pubblicità, come suo fratello maggiore Ridley. Ha fatto parecchie film, sempre come suo fratello, solo che i suoi vengono ricordati giusto perché molto patinati e, malgrado Tony dimostri di essere un virtuoso capace di usare nove macchine da presa per dirigere una sola scena (storia vera), continuano tutti a trattarlo come lo scemo della famiglia, me lo immagino durante il pranzo di Natale: «Tony hai diretto qualche capolavoro come tuo fratello? Perché lui ne ha già fatti almeno due». Tony mastica il sigaro (e la bile), non è mica giusto che tutti si ricordino di lui solo per film omoerotici con partite di Beach Volley. Quando suona il telefono e Joel Silver gli offre un lavoro Tony accetta. Il destino non è stato tenero con lui (ciao Tony, mi mancano i tuoi film), ma il tempo ha dimostrato che lo scemo della cucciolata alla fine era Ridley.

Quello figo della famiglia Scott, e provatemi a dire che non è così!
Poco tempo, l’unico obbiettivo di fare un film che non sia meno che meraviglioso per spaccare i botteghini, per di più in uscita a Natale, Silver conosce l’uomo giusto, lo stesso che con ancora meno tempo prima della scadenza ha rivoluzionato per sempre il genere Buddy Cop, con quella pietra miliare di Arma Letale, scritto alla tenera età di anni: ventisei. Due, sei. Non mi capaciterò mai di questa dettaglio.

Un colpo di fortuna può capitare a tutti, no? Quante volte può capitare nella vita della stessa persona, di poter ridefinire i canoni di un genere? Una volta va bene, ma due, è impossibile. Inoltre, dopo aver firmato Arma Letale 2, Shane Black da due anni non scrive più, una lunga pausa dopo una storia d’amore finita male (storia vera). Ma è il 1991, alla faccia dei due anni di fermo, Shane Black scrive un capolavoro con cui ridefinisce il genere imponendo a tutti un nuovo standard di eccellenza. Di nuovo! Per farlo si becca anche 1.75 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde (record di stipendio per una sceneggiatore che verrà battuto solo da Joe Eszterhas per Basic Instinct), il tutto alla tenera età di anni: trenta. Tre, zero… minchia. Il film è “The Last Boy Scout” ed ora vi faccio una domanda: il logo dei Classidy lo volete in alto o in basso?


Se avete visto “L'ultimo Boy Scout”, sicuramente lo amate, se dagli anni ’90 vivete in una pagoda sulla Luna e non lo avete mai visto, probabilmente diventerà il vostro film preferito. Dico sempre che ci sono poche pellicole che ritengo perfette, quelle in cui tutto è impeccabile, di solito le riconosco perché appena arrivo ai titoli di coda, ho voglia di ricominciare il film da capo, una volta riavvolgevo la VHS, oggi basta premere “Play”, mi capita con Raiders, con Terminator e con “The Last Boy Scout”. Tutto è così perfetto che potreste stupirvi a scoprire quanto segue.

Il grande Michael Kamen, compositore della rocciosa colonna sonora, ha odiato il film finito. Bruce Willis e Damon Wayans hanno una gran chimica, dettata forse dal fatto che sul set non si sopportavano sul serio, roba che dopo lo “Stop” di Tony Scott andavano uno da una parte e l’altro dall’altra (storia vera). Inoltre, Joel Silver e lo stesso Bruce si sono messi di loro pugno a modificare quasi tutto il terzo atto del film che nella sceneggiatura di Black era completamente diverso, Milo (Taylor Negron) aveva più spazio per dimostrarsi un cattivo viscidissimo e il colpo di grazia a Marcone lo sparava Sarah Hallenbeck (Chelsea Field).

Intervistati in occasioni separate, sia Tony Scott che Shane Black hanno dichiarato che la sceneggiatura originale era molto meglio di così (storia vera). No, aspetta aspetta, Tim out Cassidy! Ma come meglio di così? Come faceva ad essere meglio di così?!

"Secondo te era davvero meglio Tombolino?" , "Non lo so, e comunque toglimi la mano dal cu...".
Cosa vi dico sempre sui primi cinque minuti di un film? Ecco, quelli di “The Last Boy Scout” ti incollano allo schermo tipo carta moschicida: fine del primo tempo tra Cleveland Cats e Los Angeles Stallion, il punteggio è 17 a 10, la stella degli Stallion, il runnerback Billy Cole stasera non gira, il proprietario della squadra Shelly Marcone (Noble Willingham) ostenta sicurezza mentre piove a dirotto, piove così tanto che pare di vedere Tony Scott che pensando al fratello dice: «Blade Runner? Suuuuuuuuca!»

Billy Cole (l’attore e marzialista Billy Blanks) riceve una chiamata negli spogliatoi, dev'essere meta o morte, scatta, evita il primo difensore, poi tira fuori una pistola e si mette a gambizzare la difesa avversaria. Arriva in meta, si toglie il casco, si punta l’arma alla testa: «La vita è una merda» BANG!
Volete sentirmi urlare? Mettetemi davanti a questo inizio. Oppure provate con un po’ di musica Rap.

Siamo già nel mito. Ed è solo la prima scena del film!
Già lo sapete, ve l’ho raccontato, da bambino guardavo la saga di Die Hard senza soluzione di continuità, “L'ultimo Boy Scout” lo scopro in tv, lo registro e consumo la VHS, costringo tutti a vederlo più e più volte, persino i miei amici per assecondarmi ormai lo conoscono a memoria. Qualche anno dopo scopro i romanzi di Hammett e di Chandler e finalmente capisco.

Con questo film Shane Black dice la sua portando nuova linfa al genere Hardboiled, l’investigatore non si chiama Philip Marlowe, ma Joe Hallenbeck, l’ambientazione non è notturna e piovosa, ma è il sole della California degli anni ’90, dentro c’è un'altra coppia agli antipodi, uno bianco e uno nero proprio come in Arma Letale e l’indagine prevede scommesse sul Football e spogliarelliste ballerine esotice uccise malamente, ma il modello è lo stesso.

"Joe dici che siamo troppo vecchi per queste stronzate?" , "Dovremmo prima arrivare vivi ad essere vecchi".
Joe Hallenbeck diventa il MIO prototipo di investigatore in stile Hammett e Chandler, Bruce Willis che sognava di essere ricordato come una specie di Frank Sinatra 2.0, con questo personaggio scolpisce per sempre nella storia del cinema il suo ruolo da moderno Robert Mitchum con sigaretta appesa alla bocca (“Sono buone le mie sigarette”) o di Humphrey Bogart, ma con molta più faccia da schiaffi e parolacce.

Joe Hallenbeck che si sveglia con il dopo sbronza e una pantegana (“Ho avuto un flirt con un topo, non ricordo i dettagli”) colpisce il mio immaginario di adolescenza scazzato in mezzo agli occhi, ancora oggi il suo monologo motivazione allo specchietto retrovisore: «Non piaci a nessuno, sei antipatico a tutti. Sei un fallito. Fai un bel sorriso stronzo» è l’apice cinematografico del grattare il fondo. Ma poco dopo la giornata di Joe peggiora, quando scopre che il nasone di MacGyver (“Dovresti dare via il naso, avresti tutto da guadagnare”) si orizzontalizza sua moglie. Io non ti odio Joe sei tu che ti odi. E devo convivere con me stesso ventiquattro ore su vent… Ok, dai basta la smetto!

Una faccia da schiaffi appesa ad una sigaretta.
Bruce Willis qui è più stropicciato che mai, siccome guardavo i primi Die Hard, alternati a questo film, inizio a pensare che John McClane quando non sventa un attentato terroristico, torna a casa per litigare con la moglie e lanciare confezioni di gelato al cioccolato nelle siepe di casa, tra gli insulti di una figlia con il suo stesso adorabile carattere, però truccata con la pistola a spruzzo (“…sembra un panda”). Per altro, considerando che la figlia di Hallenbeck è la versione tredicenne di Danielle Harris, il me stesso 14enne di allora avrebbe voluto essere parte della profezia di papà Joe.

"Cassidy? Ma che schifo! Premi il grilletto subito grazie!".
Nella mia testa “The Last Boy Scout” è il vero “Die Hard 4”, al costo di dire un’eresia, Bruce Willis qui forse recita ancora meglio, magari anche perché i dialoghi di questo film sono meravigliosi. Il film ha un ritmo impeccabile e il numero di scambi di battute e “Frasi maschie” è talmente alto che se per caso ti scappa uno starnuto, ti perdi due battute mitiche. Se poi fai l’errore madornale di sgominare il vicino per sottolineare quanto sia geniale una determinata frase, ciao, sei già rimasto indietro di altre quattro battute da applausi. Sapete qual'è la vera sfida nel cercare di scrivere qualcosa di sensato su “L'ultimo Boy Scout - Missione: Sopravvivere” (sottotitolo italico superfluo, ma figo)? Non trasformare il pezzo in una mera trascrizione delle frasi migliore. Che poi vorrebbe dire dover riscrivere TUTTO il film, se per caso dovessi riuscirci, giuro che mi metto a ballare la Giga!

No ma guardatelo, non è il titolo più figo del mondo?
Il cinema è pieno di coppie male assortite insieme per forza, “The Last Boy Scout” da questo punto di vista gioca in un’altra categoria, Bruce nel suo essere stropicciato è tirato come una lippa e non sbaglia un colpo, ma la vera cartina al tornasole della bontà della sceneggiatura di Black è Damon Wayans. Lo dico fuori dai denti: quando sento parlare dei Fratelli Wayans mi viene l’orticaria, non tanto per i vari “Scary Movie”, quando per il tremendo “White Chicks” (2004), perché io costringevo i miei amici a guardare “L'ultimo Boy Scout” e loro rispondevano con “White Chicks” (storia vera) che, a suo modo, è un film di polizotti, ma anche una forma di tortura.

Damon Wayans, lo guardi qui e ti chiedi come mai non sia diventato il nuovo Denzel Washington, poi realizzi che quello è Damon Wayans, Damon “Tutto in famiglia” Wayans! Eppure, con i dialoghi di Shane Black pure lui sembra un attore. Il suo Jimmy Dix cambia più camice che durante la settimana della moda di Milano, anche se sono una più inguardabile dell’altra, persino i suoi pantaloni di pelle da 600 Dollari (“… sei e cinquanta”) diventano oggetto di culto, come ogni altro dettaglio di questo film, un esempio? Halle Berry qui era ad uno dei suoi primi film, talmente esordiente che sfoggiava naso e carrozzeria originali (prima delle messe a punto dal chirurgo) e dopo essere stata Cory qui (mi risuona in testa Jimmy che urla “Coooooooooory”) non si è più guardata indietro diventando una celebrità. Shane Black meglio di Re Mida, anzi Mida, levati, ma levati proprio.

La versione 1.0 di Halle Berry, che comunque già così, malissimo non era per niente.
Jimmy ha un numero ragguardevole di battute sufficienti da farcelo stare subito simpatico anche se di adorabile come personaggio non ha nulla, tutto i suoi brindisi e il suo piangersi addosso per il figlio Alex (“Ad Alex, l’avvocato” , “Il tuo avvocato si chiama Alex?”) si traduce nella scenata in bagno quando Hallenbeck lo becca con la droga e a quell’unica singola lacrima testosteronica che gli riga il volto che da sola si fa perdonare tutta la filmografia dei suoi fratelli.

Per risultare un ex quarterback caduto in disgrazia credibile, Damon Wayans si è allenato con veri giocatori della NFL, anche se lui è un gran appassionato di basket, basta dire che in “Tutto in famiglia” ogni due per tre stava a parlare di Michael Jordan e state certi che non era un'idolatria di facciata, anche per questo “The Last Boy Scout” sul me stesso adolescente di allora, aveva una presa unica.

Una fantasia adolescenziale, stropicciata, incazzata e scritta da Shane Black. Brutto?
Tu stai lì a sentire i battibecchi tra Joe e Jimmy e sembra chiaro che il primo mal sopporti il secondo per come si comporta, per quello che rappresenta, persino per come si veste, poi per bocca di Darian, Shane Black butta nel mucchio la rivelazione che cambia lo scenario. La ragazzina rivela che Jimmy era l’eroe di suo padre, ha smesso di guardare il football quando lui ha smesso (“E lui li picchia tutti i suoi eroi?”), per poi firmargli la figurina giustificando il (ammettiamolo, geniale!) titolo del film. Per un ragazzino come me, cresciuto nel mito di Michael Jordan, il film faceva leva su due idee chiave, ma opposte: poter un giorno interagire con il tuo eroe, ma scoprire che potrebbe essere uno stronzo. Magari questo non ti trasforma in un cinico alla Joe Hallenbeck, ma è un buon passo in quella direzione.

Il concetto stesso di essere “l’ultimo Boy Scout”, messo addosso a due protagonisti così, stona, ma funziona, come l’idea stessa che anche questo film è ambientato sotto Natale (come TUTTI quelli scritti da Shane Black). A ben guardarli, Joe e Jimmy avrebbero tutte le ragioni per fregarsene dei magheggi di Shelly Marcone, invece gli danno addosso come due mastini perché mossi da un senso della giustizia anche fuori luogo, ma incrollabile, un voto di vita, proprio da Boy Scout, insomma.

Continuità nel cinema di Shane Black: Piscine in cui cadono cose ed auto parcheggiate in posti strani.
Sono due rottami, perché uno è un ex stella dello sport che si è bruciato con la droga, l’altro un catorcio umanoide, eppure vendono cara la pelle, abbracciando i canoni del Buddy Cop, ma riscrivendone anche di nuovi, ad esempio, quanti film avete visto in cui il protagonista minaccia qualcosa tipo, «Toccami ancora e ti ammazzo», ecco Joe Hallenbeck è l’unico che fa seguire alle parole i fatti!

Il fumo uccide te e chi ti sta intorno. Ma prima (e peggio) chi ti sta intorno.
In tutto questo Tony Scott è perfetto, la sceneggiatura è una polveriera pronta ad esplodere, quindi non ha nemmeno bisogno di esagerare come suo solito, però beccami gallina se regia e montaggio non tengono il passo di quei dialoghi sparati a mitraglietta, in cui impari che “BOM” vuol dire vaffanculo in Polacco e che il secondo nome di Hallenbeck è Cornelio, ma se lo dici in giro ti ammazzo.

Poi dicono che guardando film non si impara niente, tzè!
Il risultato finale è un film impeccabile sotto tutti i punti di vista, in cui non si nota minimamente che tutti quelli che ci hanno preso parte, per una ragione o per l’altra erano incazzati con i propri colleghi, una pellicola perfetta con un ritmo indiavolato, in cui dovete solo scegliere qual è il vostro scambio di battute preferito, tanto non ci riuscirete mai, quindi vale la pena goderseli tutti e impararli a memoria. Il mio personale metro di paragone per distinguere quanto un film abbia fatto presa su di me, è proprio questo: il numero di battute che mi ritrovo a citare (più o meno volontariamente) durante la vita di tutti i giorni. “The Last Boy Scout” da questo punto di vista gioca in un’altra classifica, ogni volta che qualche politico che mi sta poco simpatico, mi sorride dal cartellone elettorale, finisco per dire: «Tanto non ho votato per te stronzo» (storia vera) e questo solo per citare UNA frase del film, c’è ne sono altre 857 fighe come questa.

Insomma, “L'ultimo Boy Scout” è un film perfetto, sulla mia scala digitale gli darei un tre (sapete come continua la frase…), il miglior Bruce Willis di sempre? Il miglior Tony Scott di sempre? Forse anche il miglior Shane Black di sempre? Non so lo, direi che questi tre sono la migliore combinazione capiatata al cinema da tanto tempo a questa parte.

"Sei alla fine del post Cass, mi sa che ora ti tocca ballare sul serio".
Clamoroso che alla sua uscita sia stato un flop al botteghino, perché considerato eccessivamente violento, ma che si sia comunque costruito la sua (sacrosanta) gloria grazie all’home video. Ora, fatemi rivolgere direttamente al pubblico del 1991, amici degli anni ’90! Quanto tempo che non ci vediamo, poco meno di trent’anni, fatemi capire una cosa: nelle stesso anno avete avuto DUE film di alto profilo con protagonista Bruce Willis, uno è andato male perché era troppo comico e non abbastanza violento, l’altra, invece, troppo violento e poco comico. Vi volete decidere una buona volta? Capisco che negli anni ’90 eravate tutti impegnati ad usare frasi ad effetto prima di dare pugni alla gente, ma ringraziate che ora Joe non può darmi un passaggio in auto, altrimenti veloce come guida lui, tornerei volentieri indietro nel tempo a spiegarvi un paio di cosette.

Con questo capolavoro ho finito, ora se volete scusarmi, per i prossimi minuti mi trovate qui. A ballare la Giga.

«Per essere un ballerino, lo fa bene il detective blogger».

44 commenti:

  1. grande !!!

    hai recensito un capolavoro assoluto.

    e lo hai recensito alla grande.

    io sono del 1971 e per tutti gli anni 90 io e i mie amici ripetevamo le frasi del film.

    quai a torino nord fioca

    buon week end

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai perché nevica? Perché era una vita che dovevo scrivere di questo film e poi basta citare Shane Black, e subito diventa un po’ Natale ;-) A memoria, un film che si impara a memoria e che per me è perfetto, non mi stancherò mai di vederlo e rivederlo, buona Nat… ehm, buon week end ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Allora non sono l'unico a cui piace tantissimo questo film!!! :D Hallenbeck è l'unico che con un pugno UCCIDE UN UOMO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No no, non lo sei, qui siamo già almeno in tre, ma secondo me tra un po’ ne arriveranno altro. Ricordo ancora la prima volta che ho visto quella scena, era una roba mai vista prima, in un film che non si era mai visto prima. Come rendere una frase trita e ritrita del genere action, un VERO momento d’azione.

      Un po’ come quando Benedict si prende gioco della classica “Se le torci anche un solo capello…” in “Last action hero” (sempre scritto da Shane Black), però amplificata tipo un milione di volte ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Parlerai vero di Last Action Hero? E' un altro dei miei preferiti :D

      Elimina
    3. Ah no ne hai già parlato :D vabbè mi rileggerò il tuo post di 2 anni fa!

      Elimina
    4. Sei stato più veloce hai già controllato ;-) Cheers

      Elimina
    5. In compenso conto di finire la rubrica su Shane Black, mi manca ancora qualche titolo figo e anche "Iron Man 3" che ricordo mi avevi citato proprio tu qui sopra ;-) Cheers

      Elimina
    6. " Ricordo ancora la prima volta che ho visto quella scena, era una roba mai vista prima,"

      Mamma mia! Rimasi per qualche secondo basito! °_O XD

      Elimina
  3. Certo che Joel Silver ce l'ha la fissa di far riscrivere i finali dei suoi film per poi pentirsene (qualcuno ha detto "Assassins"?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo, “Assassins” è un ottimo esempio, ma anche “Arma Letale 2”, gli dobbiamo alcuni classici immortali, ma zitto zitto è sempre riuscito a schivare la nomea di produttore invasivo, non so come, visto che ha sempre fatto valere la sua presenza il Gioele Argento. Cheers

      Elimina
    2. Perlomeno con "L'ultimo boyscout" e "Arma Letale 2" è andata bene. Non si può dire lo stesso di "Assassins". A proposito, farai anche quello in futuro?

      Elimina
    3. Esatto, nei primi due casi è cascato in piedi, perché no, magari una volta si, prima o poi andrà omaggiato anche Stallone come si deve ;-) Cheers

      Elimina
  4. El Diablo - Raccogliendo la sigaretta mezza fumata da per terra: tanto sono un pezzente! o Wayans prima di venire gettato dal cavalcavia, che esordisce con un indimenticabile "Non ho mai visto così tante teste di c^^^o tutte insieme"! Film fantastico, personalmente lo preferisco anche rispetto il primo Die Hard. Forse l' unico difettuccio è il non aver approfondito o sfruttato maggiormente il gelido Milo ma vabbè. Come al solito ottima recensione Cassidy, hola!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «Fa così con tutti, a me mi chiama Joseph», Bruce Willis qui è ancora più in forma che nel primo Die Hard, nel suo essere stropicciato intendo ;-) Milo è un gran cattivo, nella versiome modificata del film è sotto utilizzato ma mostra tutto il suo carisma, muchas gracias! Cheers

      Elimina
  5. Film che adoro e che per un periodo guardavo a cadenza regolare in VHS rigorosamente registrato dalla tv con tanto di pubblicità d’epoca.
    Poi non so spiegare come mai l’ho accantonato e saranno un 20 anni buoni che non rivedo... I misteri della vita! Ma ora mi ho messo la scimmia e me lo devo recuperare in qualche modo.
    Non sapevo nulla del clima di odio e antipatia che regnava durante le riprese. Sembra impossibile visto cosa hanno sfornato! Assurdo...

    Ultimi appunti per Wayans e per Tony Scott. Il primo mi sta moderatamente antipatico. Lui e i suoi fratelli (tutti fratelli? O sono anche cugini? Boh!) sono brutte copie di Chris Rock che a sua volta è una copia di Martin Lawrence che è la copia di Eddie Murphy,... E via così. Quindi sono a mó di matrioska gli ultimi e meno importanti cloni.
    Tony Scott invece... Fa strano rivalutarlo nel corso degli anni come il migliore dei due. Anche questo sembrava impossibile e invece. Diciamo che l’harakiri del fratellone l’ha agevolato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me è capitato di non rivederlo per un certo periodo, non so, un cinque anni forse, quando me lo sono rivisto, da allora ho ripreso il giro di una visione all’anno (storia vera). Al netto del risultato era un dettaglio di produzione da sottolineare, non lo si direbbe visto come fila tutto sullo schermo.

      Sai che non lo so, ho dato per scontato fossero tutti fratelli, non mi sono mai documentato troppo perché Damon è l’unico che riesco a sopportare, bravi eh? Ma non fanno per me. Tony ha sempre fatto il suo cinema, con dei difetti? Certo, ma un cinema onesto e bello dritto che mi piace, senza i grilli per la testa del fratellone, a me manca il suo cinema, lo ammetto candidamente. Cheers!

      Elimina
    2. Già! I più recenti non li ho visti e neanche "Una vita al massimo" ed "Allarme rosso", però c' è "Nemico pubblico" che trovo un vero gioiellino.

      Elimina
  6. qui a nichelino invece c'è il sole. a nichelino c'è sempre il sole.

    ieri sera mi sono rivisto il film "azione mutante" del 1993.
    il film racconta di un gruppo di handiccapati brutti e cattivi che odiano i beli e sani. e mi sono gustato la scena in cui irrompono in una clinica di diete macrobiotica( 30 anni fa avevamo la macrobiotica. oara abbiamo i vegani) e fanno una strage a colpi di mitragliatrice. i vegani hanno veramente rotto. non dico di prenderli a fucilate ma di ignorarli sì.

    cassidy se non hai mai visto azione mutante è un film che devi vedere.

    se seven e the mist sono politicamente scorretti guarda azione mutante!!

    azione mutante!!azione mutante!!

    gappo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “Azione mutante” è bellissimo, ho anche una storiella legata a quel film, Álex de la Iglesia mi piace molto, è un bel pazzoide, prima o poi me lo rivedrò, penso sia ancora uno dei suoi film che preferisco ;-) Cheers

      Elimina
  7. Quando ho iniziato a frequentare LaBaraVolante e ho capito che aria tirava mi sono chiesto come mai non ci fosse tra i classidy questo film...e infatti ora c'è: hai fatto un ottima recensione per un film che è una bomba, soprattutto per dialoghi e ritmo...pochi altri possono stare al passo. Volendo spendere due parole sul buon Tony Scott bisogna anche dire che al netto delle pellicole tra le sue ci sono molte meno boiate rispetto a quelle del fratello. Sarà stato meno talentuoso del fratello Ridley, come alcuni dicono, ma ha segnato ottimi punti e tecnicamente sapeva il fatto suo e poi vogliamo dire che Miriam si sveglia a mezzanotte (perchè non semplicemente La Fame?...mistero) è un film di vampiri dannatamente figo? Comunque hai detto bene Cassidy: ha sempre fatto un cinema, a volte con difetti, ma onesto e questo non è da sottovalutare...Bye

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho aspettato, anche troppo lo ammetto, ma quando sono molto coinvolto con un film, è difficile anche tirare fuori qualcosa di sensato, sono molto felice che il post ti sia piaciuto, personalmente sono molto contento di averlo finalmente inserito dove doveva stare, tra i Classidy :-D

      Secondo te io posso dire male di un film che si, ha pure dei difetti, ma ha sia i vampiri che David Bowie, no sul serio, cosa posso criticargli? ;-) Non sarebbe nemmeno giusto scadere nell’estremo opposto, ovvero Tony bravissimissimo solo perché, purtroppo ci ha lasciati, ma ribadisco, a me i suoi film piacevano, alcuni erano boiate, ma il tempo ha restituito qualcosa a Tony, o forse ci ha pensato suo fratello a rimettere in pari gli equilibri ;-) Cheers!

      Elimina
  8. Una vita che non lo rivedo, prima era un classicone di Italia1 (dove l'ho scoperto attorno al 1993-94) e ora forse lo danno su rete4, chissà.
    Quando sentii per la prima volta lo spot figo su Italia1 mi immaginavo una storia di veri boyscout persi nei boschi che dovevano cibarsi del culo degli altri tipo Alive Sopravvissuti (altro cultone sparito).
    Vedi tu quante cose ci sono dietro... addirittura i due protagonisti che non si sopportano... mi chiedo sempre come si faccia in questi casi.
    Però in effetti non si nota, e lo ricordo come un action che spacca il culo (ho detto due volte culo nello stesso commento, ecco, ora tre). Halle Berry in versione appenauscitadalghetto è favolosa. Poi dopo le rovinano, a Hollywood XD

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo sia su Halle che su “Alive”, un tempo du Italia 1 lo trasmettevano tipo una volta al mese ;-) “L’ultimo Boy Scout” è un titolo che funziona per contrasto, sa di antico e figo in parti uguali come qualche vecchio noir, solo con molte più parolacce, tipo culo, vedo l’ho detto pure io! ;-) Cheers

      Elimina
    2. Ahaha, sì :)
      Oh, dobbiamo realizzare questa Moz Tv che io te lo metterei una volta al mese (il film, eh!)^^

      Moz-

      Elimina
    3. Si avevo intuito parlassi del film, a meno che la Mox Tv non sia un canale porno ahahaha ;-) Cheers

      Elimina
    4. "Quando sentii per la prima volta lo spot figo su Italia1"

      Lo ricordo ancora: "Coryyyyy!!!!". "Cory ricattava Marcone". Bastava questo a rendere il film affascinante.

      Elimina
  9. prima o poi lo devo guardare questo film :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo hai mai visto!?!? Vai subito, corri, corri a vederlo :-D Cheers

      Elimina
  10. Maledetta influenza! Ieri sono stato tutto il giorno in semi infermità mentale e non sono riuscito a farmi i miei soliti giri... così mi sono perso questo post che aspettavo da anni! ^_^
    Capolavoro dei capolavori dei capolavori, e il fatto che il pubblico dell'epoca non l'ha gradito significa solo una cosa: il pubblico degli anni '90 non capiva un cazzo! Allora ve li meritate i filmacci action del Duemila, con 10 titoli l'anno di Seagal (tutti uguali) e le vecchie star che fanno i bulli in Romania. Incredibile che negli anni '90 si poteva fare gli schizzinosi perché la media dei film era altissima e oggi devi pregare che almeno abbiano usato attori e non muratori bulgari di passaggio...
    Tony Scott è nato nel decennio giusto ma con il pubblico sbagliato: i suoi film sono fiori cresciuti nell'asfalto e nel cemento ma il pubblico preferiva il fratello scemo. Come vedi, il pubblico ha sempre torto :-D
    Impossibile scrivere qui quanto considero archetipico questo film: dopo "Commando" è il distributore preferito di "frasi maschie" da cinema! All'epoca seguivo su Italia7 la trasmissione "USA Today", in cui Mastrota (sì, proprio QUEL Mastrota!) presentava anteprime dei film in uscita in lingua originale coi sottotitoli. Ti dico solo che beccai l'anteprima di "Double Impact" e uno speciale unico su "Lionheart": capisci che era la mia trasmissione preferita di sempre! In questo caso fecero vedere la scena del "Toccami ancora e ti uccido", che quindi vidi in anteprima sottotitolata. Dài, che non l'ha ucciso, vero?
    Ho dovuto aspettare mesi che il film arrivasse in VHS per scoprirlo... e per gridare al mito!
    Per finire, i Wayans mi sono sempre stati simpatici anche se certo "White Chicks" e "Quel nano infame" sono onestamente indifendibili. "Tutto in famiglia" l'ho sempre seguito con divertimento ma certo i film per bambini fatti da Damon - tipo il generale cattivone che addestra bambini! - sono da vietare. Ricordo una puntata dove lui aveva vinto non so che premio e avrebbe incontrato LeBron James, solo che girava l'influenza e doveva tenere i quarantena tutti i familiari. La ricordo una puntata divertentissima, e se non sbaglio appare sul serio il giocatore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ti sarai mica beccato la stessa influenza con cui Wayans infettava LeBron James in quella bellissima puntata vero!? ;-) Scherzi a parte, non ti preoccupare, pensa a recuperare, questo post al pari di quello di “Commando” ci ha messo tanto ad arrivare, per via del mio coinvolgimento con la pellicola, ma finalmente ho rimediato ;-)
      Hai perfettamente ragione sulla qualità dei film di Tony Scott che sul pubblico, ora ci va bene se un film d’azione non è una poverata, negli anni ’90 qualche pazzo poteva permettersi di snobbare questo capolavoro, incredibile.
      Allora Mastrota ha fatto anche cose utili in televisione, e non solo venduto materassi ;-) Comunque davvero, quella scena è il mito, cioè, come riscrivere completamente una classica minaccia da film d’azione tirando fuori una scena mitica. I Wayans fanno anche ridere, sono io che sono stato sovraesposto a "White Chicks" e anche a "Quel nano infame" quindi sono rimasto traumatizzato, “Tutto in famiglia” divertiva anche me, anche perché era pieno di basket ;-) Cheers

      Elimina
    2. " Incredibile che negli anni '90 si poteva fare gli schizzinosi perché la media dei film era altissima e oggi devi pregare che almeno abbiano usato attori e non muratori bulgari di passaggio..."

      Ah, ah! Già! XD Già solo quel 91... mamma mia!

      Elimina
  11. Altra pellicola stupenda, tra le mie preferite di quando ero nu picciriddu! Scusa il ritardo ma come sai sono lento a leggere, ho iniziato ieri pomeriggio... 😆
    Il logo secondo me è meglio in alto, almeno so fin da subito di quale delle tue rubriche si tratta 😉
    "Tim out" non l'ho capita, perdonami.
    Nooo, non mi bocciare così White Chicks, adoro il film come Latrell ama quella canzone 😝
    La scena del "toccami ancora e ti ammazzo" ha fatto la storia e sembrava inarrivabile fino a quando lo stesso Bruce ha introdotto nel cinema la mossa Kansas City in Slevin!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ok lo terrò a mente, sei uno che risponderebbe “In alto” ;-) La mossa Kansas city è diventata un altro mio modo di dire abituale (storia vera) ma non può battere il “Toccami ancora e ti ammazzo”. Oddio ma allora esistono davvero gli appassionato di “White Chicks” non solo i miei amici pazzi! :-P Cheers

      Elimina
  12. oh, meno male che c'è qualcun altro che la pensa cosi'!! Tony Scott era il migliore dei due, quello riuscito peggio era decisamente l'altro (che se fosse per me andrebbe coricato su un lettino da psicanalista di stampo freudiano ed ivi lasciato). Diciamolo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma vai! Ma diciamole forte queste cose! ;-) Ridley ha bazzicato tutti i generi, ma è portato per pochi, Tony ha abbracciato quasi esclusivamente un genere, facendolo bene, se non molto bene, con punte di benissimo. Inoltre uno dei due non ha mai pisciato sul suo lavoro, e di conseguenza sui suoi estimatori, non serve sottolineare chi dei due ;-) Cheers

      Elimina
  13. e dagli anni ’90 vivete in una pagoda sulla Luna e non lo avete mai visto, probabilmente diventerà il vostro film preferito: mai visto questo film, lo confesso :D.

    Meglio così!

    Ma l'attrattiva più grande per me è Damon Wayans: ai tempi dell'università ero spettatore assiduo di "Tutto in famiglia"!.

    White Chicks? E' l'unico film demenziale che mi riguardo volentieri. Sì, gli scary movie sono terribili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un po' ti invidio, perché la prima volta che si guarda "The Last Boy Scout" è un esperienza, posso solo aggiungere buona visione ;-) Cheers!

      Elimina
  14. Ho bei ricordi su questo film, Damon Wayans mi piace come uomo d'azione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo in due ad averne, un pezzettone di cuore questo, ci tenevo ad averlo qui sulla Bara Volante. Cheers!

      Elimina
  15. Da piccolo mi sembrava un film per grandi visti i toni. Uno di quelli che si vedeva mia mamma con cui la sera guardavamo i film fighi di I1 come questo, "Terminator", "L' armata delle tenebre", "Trappola di cristallo", "Grosso guaio a China town"... XD alle medie lo capii meglio e rivedendolo negli ultimi anni ormai credo di aver capito che è l' ultima grande detective story del cinema hollywoodiano secondo me. Le altre due sono "Blade runner" e "Chi ha incastrato Roger Rabbit". XD
    Bruce Willis qui effettivamente spara battute a raffica ed ironizza anche nei momenti più seri. Damon Wayans con quel fez... il film che ti fa capire che tutti hanno diritto ad una seconda possibilità e che non si devono abbandonare i propri principi morali. Neanche se poi finisci in "disgrazia".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono molto d'accordo con la tua analisi, tre titoli che hanno portato l'Hardboiled al cinema interpretandolo alla grande ;-) Un film maestoso, persino un fez indossato con QUELLE camice floreali non fa sfigurare un personaggio così figo ;-) Cheers

      Elimina
  16. "prima delle messe a punto dal chirurgo"

    Infatti quando ho rivisto il film e scoperto che c' era lei... ma come è lei!?! °_O XD Secondo me era meglio quì.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...