lunedì 29 gennaio 2018

Hellraiser - Non ci sono limiti (1987): Un oscuro scrigno di orrori


Un eterno ed infinito dolore da cui non esiste speranza di fuga alcuna, perché anch’essa è stata seviziata a sottomessa, un inferno di sofferenza talmente lancinante da lasciare attorno a se solo urla di dolore e morte, il tutto per mano di Supplizianti la cui stessa esistenza è votata al provocare patimenti… Ok, questo per descrivere le mie giornate al lavoro dovrebbe bastare. Ora parliamo di “Hellraiser”.


Già, il caro vecchio “Hellraiser” che proprio oggi, 29 gennaio, però di trent’anni fa, usciva nelle sale di uno strambo Paese a forma di scarpa, immagino facendo esplodere più di un giovanile cervello, perché scrivere del film di Clive Barker, vuol dire confrontarsi con un’icona, un mostro sacro (nel vero senso della parola!) del genere horror, una tappa obbligata per ogni amante del genere più sanguinolento e dotato di budella di tutti.

Per festeggiare il compleanno come questo titolo merita, ci siamo messi d’impegno, esploratori dei più remoti angoli dell’esperienza e della Blogosfera!



Il Zinefilo ci parla degli Artigiani del Dolore.
IPMP presenta le locandine italiane d'annata.
Storie di birreria ci racconta il film e magari ci offre da bere.

Se più o meno, anche voi come me, siete cresciuti nell’epoca delle videoteche e del formato VHS e vi divertivate a cercare titoli sempre più lugubri da consumare con il vostro videoregistratore, sono sicuro che il faccione puntaspilli di Pinhead ha fissato anche voi negli occhi e qui mi fermo, ma ci starebbe un’abusata citazione a Friedrich Nietzsche.

Sì, perché se Freddy Kruger, Jason e Michael Myers erano la sacra trinità dello Slasher e Chucky l’amichetto pazzoide con cui farsi anche qualche risata, Pinhead e soci sono tutto un altro paio di maniche, la prima volta che mi sono portato a casa la VHS ho pensato: «No, ma cos’è sta roba?» perché una roba così non l’avevo mai vista prima. Devo ammettere che l’infinita (sta per uscire il nono film della serie!) saga di Hellraiser ho imparato ad apprezzarla con il tempo, mentre il nome di Clive Barker era ultra noto anche allora.


Un bel ritratto padre e figlio, guarda che bellini che sono.
Lo scrittore si era fatto notare con i celebri “Book of blood” antologie di storie cruente ed erotiche, per certi versi è stato sempre opposto a Stephen King, un po’ per una specie di rivalità in stile Beatles e Rolling Stones che credo esistesse più nelle teste dei rispettivi editori che nella realtà, un po’ per le tematiche, perché se King a suo modo riesce a essere anche rassicurante (e parliamo di uno che ha creato un pagliaccio assassino) Barker, beh, non prende proprio prigionieri.

“Hellraiser” è nato come moto d’orgoglio dello stesso Barker, schifato da due precedenti adattamenti cinematografici di sue opere, il ragazzo ha pensato: "Beh, tanto peggio non posso fare, no?". Quindi ha pensato di portare al cinema il suo romanzo "Schiavi dall’inferno" (The Hellbound Heart, 1986) che non è uno dei più celebri, ma forse quello che meglio incarna la poetica di Barker, il suo romanzo (e film!) migliore doveva ancora essere scritto (si sto parlando di “Cabal” o “Nightbreed fate voi), ma da quella storia Barker ha saputo tirare fuori quintali di iconografia horror.


Clive Barker e il suo, ehm, è il direttore della fotografia quello? Uno che da il sangue per il suo lavoro!
Pensare che all’inizio nemmeno il titolo convinceva la produzione, “The Hellbound Heart” è stato bocciato perché considerato troppo caramelloso, ah sì? Non va bene come vi suona, invece, "Sadomasochist from Beyond the Grave". Non sto scherzando, Barker ha proposto davvero questo titolo (storia vera) dalla mediazione alla fine, ha avuto la meglio il più canonico “Hellraiser” sul perché da noi sia diventato “Hellraiser - Non ci sono limiti” non lo so, forse per spaventare i vigili urbani.

Armato di meno di un milione di ex presidenti morti stampati su carta verde, forniti da una casa di produzione specializzata come la New World Pictures, Barker non si perde d’animo e sforna un film che, davvero, era qualcosa che nessuno aveva mai visto, una roba incredibile anche considerando che lui e metà della sua troupe sul set era sotto gli effetti dei fumi dell’alcool durante le riprese, almeno stando alle affermazioni dello stesso Barker (storia vera). Nel racconto originale ci viene narrata la storia di Frank Cotton, nel film interpretato da Sean Chapman, un simpaticone con un solo vizio: TUTTI!

"Il fumo fa male alla pello lo so, ma smetto quando voglio".
Parliamo di un tale edonista, così votato alla ricerca del piacere totale, da provare ogni singola esperienza possibile viaggiando in lungo e in largo sul pianeta, vi rendete conto da soli che uno così, dopo aver provato tutto, ma pure quella posizione che a voi non riesce nemmeno dopo mezz’ora di stretching, potrebbe essere un tantinello annoiato, quel tanto che basta dal lanciarsi alla ricerca della scatola di Lemarchand, una versione gotica del cubo di Rubik, con la differenza che il celebre cubo ungherese ti fa bestemmiare mentre cerchi di risolverlo, mentre con quello di Lemarchand parolacce e bestemmie partono a coppie dopo che lo hai risolto, rivelando il suo oscuro contenuto.

"Prima tutta una faccia di uno stesso colore poi... ma come cacchio si risolve sto coso!?".
Sì, perché una volta risolto il rebus, la scatola apre un varco per il paradiso, o per l’inferno, questo non è chiarissimo, ma per Barker sembrano essere la stessa cosa, una dimensione dominata dal dolore e dalle esperienze fisiche più estreme del mondo. Insomma, Frank era alla ricerca delle professioniste del sesso estremo dallo spazio profondo e si è ritrovato vittima di un'idea di “piacere” un tantino diversa da quella che sperava.

Il film inizia con un classico: papà Larry (Andrew Robinson) e mamma Julia (Clare Higgins) si trasferiscono nella case del fratellino di Larry, quel vecchio porcellone di Frank, con cui Julia aveva avuto una segreta storia. Infatti, è proprio Julia che ancora ricorda di quella volta in cui Frank le ha spiegato come si accoppiavano i mufloni degli appennini durante la stagione degli amori, a ritrovare la scatola di Lemarchand che ha risucchiato dentro Frank, ma non nel modo in cui sperava lui, ecco.


"Cara ti amo" , "Mi sento confusa" , "Cara ti amo" , "Devo stare un po’ da sola" (Cit.)
Un piccolo incidente domestico a base sangue fa tornare Frank in questo mondo, solo che quello che torna è una specie di cadavere ambulante a cui mancano parecchie parti anatomiche (una a cui Julia era molto legata in particolare), in una scena che, comunque, dice ancora il fatto suo, il mostruoso Frank che urla alla donna: «Non guardarmi!» è molto efficace.

Per restituire sembianze umane all’amante Julia dovrà procacciare nei bar locali dei volontari da portare a casa con la promessa della citata posizione del muflone in amore, da dare in pasto a Frank che una vittima alla volta recupera strati di pelle. Ma la sua fuga non è passata inosservata e i guardiani della dimensione del dolore sono sulle sue tracce…

A tutto questo aggiungete la bella Kirsty, nipote di zio Frank che, piombata a casa, si ritroverà per le mani prima la scatola e poi presa in ostaggio dai veri protagonisti del film, i Cenobiti (o Supplizianti) i demoni abiti di pelle che hanno il compito di dare la caccia ai fuggitivi dell’inferno.


Poi senza preavviso, spuntano questi gotici della morte qua, ed il cervello va in pappa!
“Hellraiser” sembra un horror piuttosto lineare, con un primo tempo molto curato ed angoscioso, che utilizza alla grande l’ambientazione della casa ed un secondo tempo forse un po’ troppo frettoloso ma sicuramente riuscito. Clive Barker non è un virtuoso, punta tutto su movimenti di macchina da presa semplici ed un montaggio lineare, ma è sicuro del materiale che ha creato e pare cavare sangue da tutto, non solo dai suoi protagonisti, ma pure da effetti speciali di orgogliosa vecchia scuola che fanno ancora il loro dovere, anche perché il livello dello splatter nel film è bello alto, tra ganci che sventrano la pelle e creature mostruose da dimensioni infernali si sta belli allegri.

Ma sono le letture di secondo livello ad elevare il contenuto di “Hellraiser”, l’idea di Barker era molto chiara, secondo lui il sesso nei film Horror era sempre fiacco e di poco conto, adolescenziale, giusto un elemento dell’insieme, due teenager fanno sesso e boom! Morti, fine del sesso. Mentre con questo film la sua idea è quella di mettere il sesso al centro di tutto, i personaggi sono mossi dalle loro pulsioni (come Frank ad esempio) e i sotto testi si sprecano.


"Un groFFo Faluto a FuFFi i leFFori della BaFa VoFante!".
A ben guardare, Kirsty e suo padre sono sempre ad un sinistro mezzo passo dall’incesto, mai consumato, ma sempre nell’aria, tutti i rapporti sessuali sono brutali, quasi tutti finiscono nel sangue, come i vari approcci di Julia agli amanti e non manca nemmeno una certa chiave omosessuale che resta sullo sfondo della storia, il tutto in pieni anni ’80, quando ancora l’omosessualità era vista come una malattia, non di certo come adesso, che siamo tutti di larghe vedut… Vabbè, lasciamo perdere.

Il film è così pieno di carne e sangue che uno specialista di questi due argomenti come Paul Verhoeven lo ha omaggiato chiaramente, in Basic Instinct, Michael Douglas risvegliandosi da un incubo alcolico con la tv accesa, si ritrova a guardare proprio una scena di questo film, giusto per far capire l’impatto culturale dell’esordio alla regia di Barker.


Tra registi "carnivori" ci si riconosce subito.
Gli stessi Cenobiti sembrano sacerdoti di una sessualità esplicita e insana, con i loro abiti in pelle nera aderente e gli evidenti segni di tortura su volti e corpi, sembrano preti con l’hobby del BDSM, compaiono oltre la metà del film, ma davvero fanno svoltare la storia, immaginatevi un horror piuttosto truculento che diventa una follia con echi Lovecraftiani quando in scena arrivano alcuni loschi figuri, guidati da un tizio che al posto della faccia ha un punta spilli... No, sul serio, come potevo aver mai visto qualcosa di lontanamente paragonabile a questo quando, incauto, noleggiai la VHS.

Con la loro frase d’esordio, “Siamo angeli per alcuni e demoni per altri”, in un attimo i Cenobiti diventano icone Dark e Goth e Mr. Puntaspilli con il suo look in grado di mandarti in tilt il cervello, è il più figo di tutti, i fan iniziano a chiamarlo Pinhead, anche se nel film (e nei titoli di coda) non ha un nome, è indicato solo come il capo dei Cenobiti, ma è così stiloso che non può non essere un pezzo grosso, infatti è finito dritto sparato lassù tra le più grandi maschere dell’horror di sempre.


"Bacia la mano e porta rispetto ai classici umano".
Infatti, i vari sequel di “Hellraiser” hanno cercato di elevare Pinhead a vero protagonista della storia, non sempre benissimo, ecco, seguendo la moda di Freddy Kruger, nei film successivi Pinhead, parla, parla, parla un casino, mi ricorderò per sempre quella volta che un mio amico, telefonando ad una radio per chiedere un pezzo, si fece prendere dall’ansia, attaccando con una parlata a mitraglietta che a fine telefonata, il DJ radiofonico etichettò: «Ma chi era al telefono? Hellraiser?» (Storia vera e no, non ero io, era davvero un mio amico).

In alcuni passaggi poi “Hellraiser - Non ci sono limiti” richiede anche un buon grado di sospensione dell’incredulità, ad esempio, quando Frank indossa la pelle del padre di Kristy impersonandolo e la ragazza non si accorge di nulla malgrado il trucco sia ben visibile. Problema da poco se posso dirlo, perché Clive Barker è talmente bravo ad inclinare il pavimento sotto i piedi degli spettatori che, a quel punto della storia, la povera Kristy è una specie di “Alice nel paese dei sadomasochisti infernali” e lo stesso Barker è così abile a creare un’atmosfera angosciante che, davvero, ad ogni nuova combinazione di quel cacchio di cubo, ti aspetti potrebbe cicciare fuori chissà quale oscena schifezza.


"Preferito di gran lunga la Regina di Cuori, almeno voleva solo tagliare teste".
Una delle mie scene preferite è quella con Kristy in ospedale, quando la parete si apre rivelando un corridoio da cui esce un orrido mostro che insegue la ragazza che pare correre per un’ora. Non so se Barker volesse rievocare quegli incubi che uno fa (magari dopo aver cenato con la peperonata) in cui qualcosa t'insegue e tu non riesci a seminarlo per quanto forte tu corra (tipo Equitalia ecco), però il risultato finale è proprio quello, superiore alla somma della messa in scena generale.

Insomma, “Hellraiser - Non ci sono limiti” è uno dei film più importanti degli anni ’80, una pellicola che da sola ha portato l’horror in un territorio del tutto nuovo e a rivederlo oggi, nel giorno in cui compie i suoi primi trent’anni risulta pure invecchiato bene, è ancora un oscuro scrigno di orrori pronti ad uscire fuori alla giusta combinazione. Per certi versi, io Kristy ancora la capisco, in parte comprendo quello che ha provato aprendo la scatola e lasciando che i suoi mostri venissero fuori, a me è capitato quasi lo stesso con la custodia in plastica della VHS... Auguri Hellraiser!

48 commenti:

  1. Gesù..30 anni...questo significa che io avevo..argh...no, vabbè...a suo tempo mi fece schifissimo, visto durante Notte Horror, e spaventò assai. Non lo vedo da allora quindi non so, forse ora mi farebbe un altro effetto. Comunque il post è bellissimo e le didascalie mi han fatto molto ridere

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    1. Forse oggi è più facile notare i sottotesti adulti, che ai tempi erano sommersi da uno splatter potente, quando uscì era davvero una roba mai vista. Ti ringrazio molto! Anzi, ti ringraFFio moFFo ;-) Cheers

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  2. In qualche meandro del mio blog ci deve essere una recensione di questo - e di qualche altro seguito - scritta malissimo. 30 anni sono tanti, ma non so bene perchè non sono mai riuscito ad apprezzare per davvero nessun film della saga praticamente. Anzi, questo primo capitolo me lo ricordo come abbastanza noioso a dire la verità.

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    1. Ah sì? Devo passare a leggerla allora, sicuramente non puoi scrivere peggio del sottoscritto!
      Questo primo capitolo è forse il più lineare, però ti capisco, io stesso ci ho messo un po’ per apprezzarlo, la prima volta si resta colpiti dal quantitativo di sangue, le sfumature della trama si notano dopo ;-) Cheers!

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  3. Non sono un fan di Nightmare e posso spiegare questo concetto proprio con Hellraiser. Freddy è troppo incastrato negli anni '80: è un prodotto di quella grande cultura pop e questo li toglie un po' di patina di terrore. Pinhead è un personaggio che ancor oggi fa paura (anche se come dici tu, nei sequel parla troppo ahhaha). Inutile dire che i Cenobiti hanno ispirato anche Miura per Berserk, quindi...Comunque Hellraiser è leggenda del cinema horror, assieme a 'La cosa' di Carpenter, alla saga di 'Evil Dead' e agli 'Zombi' di Romero. Un passo indietro Leatherface e a seguire tutti gli altri :D. (Freddy molto indietro, ahha)

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    1. Non lo sopporti proprio il povero Freddy, nemmeno ti avesse tormentato gli incubi costringendoti a stare svegli, tipo i miei vicini di casa :-P No scherzi a parte, hai ragione siamo nella crema del cinema horror, lassù tra le più grandi icone di sempre, era giusto festeggiare questo compleanno ;-) Cheers!

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  4. e ora mi aspetto tra 2 anni la recensione di cabal

    grazie

    rdm

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    1. Da fare assolutamente, se non arriva prima il compleanno sarà l’ottima occasione, per certi versi più piace anche più di “Hellraiser” ;-) Cheers!

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    2. Siamo in due. Filmone! ;-) Cheers

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  5. Trenta candeline per Pinhead, da spegnere tutte in faccia alle sue vittime del piacere :-D
    Recensione mitica e mi mangio le mani per non aver visto il film all'epoca. Credo che il primo contatto con la saga sia avvenuto con qualche episodio intermedio di cui non ho memoria, quindi ho mancato di vivere in diretta questo momento epocale degli anni '80, come invece mi è capitato per "L'ululato". L'inizio del ciclo di recensioni zinefile servirà a colmare questa lacuna :-P
    Ah, e la parlata "di lingua" è geniale: sono convinto che Clive e gli attori parlassero così sul set :-D

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    1. Probabilmente avevano la lingua “felpata” dall’alcool, almeno a sentire loro ;-) Eh “L’ululato” tantissima roba, non vedo l’ora di seguire il tuo ciclo su “Hellraiser” ;-) I capitoli successivi si riconosco subito, sono quelli dove Pinhead non la smette mai di parlare ;-) Adesso ho questa immagini di Pinhead con le candeline appese in faccia, tutti accese e i Cenobiti che gli cantano: «Perché è un bravo ragazzo! Perché è un bravo ragazzo!» per quest’immagine si Supplizianti verranno a darmi la caccia ;-) Cheers!

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  6. Ho sempre pensato a Hellraiser come la versione horror e splatter di Jumanji :D

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    1. In effetti hanno dei punti in comune, se non il target di riferimento del pubblico a separarli, Alan Parrish è un Frank Cotton in versione PG-13 :-P Cheers

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    2. Ho controllato le date dei romanzi e racconti originari, Jumanji è del 1981, "The Hellbound Heart" è del 1986..ma penso siano solo coincidenze, non credo che Barker si sia ispirato ad un libro per bambini! :D

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    3. Non credo, però non si sa mai, in ogni caso "The Hellbound Heart" è molto credibile come versione per adulti di Jumanji ;-) Cheers

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  7. Bellissimi sia il film ( che non rivedo da eoni ), che il romanzo.
    Un vero peccato che Clive Barker sia praticamente uno scrittore che è rimasto ancorato nell'immaginario collettivo agli anni '90 e completamente trascurato oggigiorno.

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    1. Si davvero si è un po’ perso, però ha influenzato gli anni ’80 e i primi ’90 come davvero pochissimi sono riusciti a fare, secondo me ancora si tortura (per stare in tema) di aver lasciato andare i diritti di sfruttamento dei film. Cheers!

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  8. Bellissimo film "artigianale" visto da me piccolino (credo alla compianta Notte Horror) che mi fece cag@re addosso all'epoca e per anni non ne ho più voluto sapere. Ho ripreso la serie in mano nel 2013 e me li sono visti (quasi tutti) uno dietro l'altro. Peccato che nel corso degli anni la serie abbia svaccato modificando delle basi che per me dovrebbero essere inviolabili (Pinhead che chiacchera...). Comunque questo primo capitolo ha un'idea geniale alla base che fa saltare il banco. Altra icona horror che ha passato indenne il tempo ed è ancora lassù nell'Olimpo in buona compagnia.

    Ottimo film e ottimo post, come sempre!

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    1. Sicuramente è passato per “Notte Horror” di questo sono certo, concordo in pieno anche sull’andamento della saga, capisco che Pinhead sia davvero troppo figo per essere lasciato andare così, però ci sono dei capitoli scemissimi, ho fatto un breve ripasso, ma di sicuro penso che me ne manchi qualcuno pure a me. Grazie mille gentilissimo! ;-) Cheers

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  9. Cult movie davvero unico (anche se non ne sono un affezionato estimatore, lo ammetto) che vidi nella sua prima messa in onda su OdeonTV nel dicembre dell'88, il che mi fa sembrare strano che fosse uscito da noi appena quell'anno! Io ricordo che il primissimo incontro fu in un promo visto al cinema, non ricordo però prima di quale film. Ricordo solo che il trailer si concludeva con la frase di Pinhead "ti strapperemo il cuore e poi lo faremo a pezzi!" accolta dal pubblico in sala con un boato entusiastico! :-D
    Se hai intenzione di fare tutto un escursus della saga mi riservo di commentare di volta in volta tutti i nove film (quello che sta per uscire é il decimo)... anche se considero la saga fino allo sfortunato quarto capitolo!

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    1. Concordo, nemmeno io sono un estimatore totale, tra le grandi maschere dell'horror ho sempre dato priorità agli altri, ma ad un certo punto ho iniziato ad apprezzare il furore di Hellraiser, ecco, davvero una frase da boato quella! ;-) Vedo come sono messo, mi piacerebbe rivedermeli tutti, perché almeno un paio sono sicuro che mi mancano, vediamo come andrà ;-) Cheers!

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  10. Lo vidi in terza superiore, quando avevo scoperto Cronenberg ed ero in fissa per l'horror anni Ottanta. Ricordo che ne rimasi colpito dall'atmosfera malsana, tanto che col tempo ho magari dimenticato alcuni passaggi della storia, ma non quell'aura decadente presente in ogni inquadratura.

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    1. Bravissimo, è l'atmosfera malsana a rimasta incollata, e poi il nostro Canadese è a mezzo giro da Clive Barker, sia per la carne contenuta nei suoi film, sia per il fatto di aver interpretato una particina in "Cabal" ;-) Cheers

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  11. ne ho parlato anche io nella maratona horror che feci a maggio l'anno scorso ^_^

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    1. Davvero? Mi sa che mi sono perso quel tuo pezzo me lo andrò a cercare ;-) Cheers!

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  12. Auguroni Hellraiser. Senza di te non ci sarebbe nemmeno Berserk.
    Ok, film culto, ma quanto è fica e ignorante la parte III?^^

    Moz-

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    1. Penso che il terzo o forse il quarto, é stato il primo "Hellraiser" visto per caso una sera in Tv, avevo visto solo il primo film fino a quel momento, ricordo che ho pensato, ma quanto parla? ;-) Cheers!

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  13. Che bella questa collaborazione tra blogger, faccio i miei complimenti a tutti voi tre.

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    1. Devo ricordarmi di estendere anche agli blogger, per il prossimo compleanno prometto di farlo, non é per qualcosa, mi dimentico sul serio! Cheers

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  14. Credo di aver visto i primi tre capitoli, credo, ma di essere riuscito ad apprezzare solo il primo. La "scena del tunnel", mai dimenticata, la ricordo come una delle migliori di sempre della cinematografia horror. Anche se non ho nessuna idea di che effetto mi farebbe rivedere oggi, dopo trent'anni, un film così.

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    1. Lo è davvero, la scena del tunnel è un apice assoluto, devo dirti che, almeno il primo, è invecchiato piuttosto bene, gli effetti speciali vecchia scuola di solito tengono botta alla prova di Padre Tempo ;-) Cheers

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  15. Uno dei migliori horror di sempre. Da bambino mi portarono al cinema a vedere una pallottola spuntata e proiettarono il trailer di Hellraiser di prossima uscita, quando mia madre capì che roba era mi mise la mano davanti agli occhi e disse qualcosa tipo: "eh ma devo pensare che ci sono anche dei bambini...ma cosa fanno vedere"; io intanto avevo paura solo per quello che sentivo...ma che a quel punto avrei assolutamente voluto vedere....Lo vidi credo anch'io su notte horror e mi fece paura...mi inquietava moltissimo anche la madre della protagonista e poi i cenobiti: che presenza!!! una presenza del genere la si può forse ritrovare solo nella copertina del disco the story of death ss e in poco altro. Questo film è un ottimo esempio di come quando si abbiano le idee giuste e ci si affidi agli effeti vecchia scuola il risultato paga e dura. E se poi vogliamo dirla tutta è anche un dei film che più incisivamente ha affrontato la comune tematica di eros e thanatos senza perdersi in pipponi psicoanalitici, ma mostrando crudelmente la visceralità di quelle pulsioni.
    Ho visto alcuni dei seguiti: il secondo che presenta qualche spunto visionario ma fondamentalmente lo boccio, il terzo che boccio in pieno e poi un'altro, non so il numero, ma parzialmente ambientato nello spazio che non mi era affatto dispiaciuto...
    Mi raccomando Cassidy fai anche la recensione di Cabal....
    Bye

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    1. Grazie per il bellissimo racconto, mi ci riconosco perché alla fine da bambini era così con i film, è vietato? Non dovremmo guardarlo? Lo voglio! Che poi a ben pensarci è anche quello che fa Frank in questo film. Dici bene, eros e thanatos mostrati e non spiegati, e soprattutto dietro ad un film che ad una prima occhiata sembra solo un horror con effetti speciali vecchia scuola, si muove in realtà tutto un mondo che dà l’impressione di essere vastissimo, in cui gli umani sono pedine e i loro desideri briciole, altro che ambio respiro ;-)

      Poi dici bene, è un film che sfrutta bene l’immaginario delle copertine dei dischi Metal, non a caso i Cenobiti sono diventate icone Goth e Dark ;-) Arriverà anche Cabal, non so quando ma arriverà è il mio preferito di Barker. Cheers!

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  16. Non l'ho mai visto tutto, ci provai ma il file non funzionava correttamente, mi pare di aver visto poi il secondo ma è una saga che mi piacerebbe recuperare per intero. Vale la pena di vedere i seguiti o solo questo? Il romanzo l'hai letto? Si trova? E i fumetti li leggi? Basta domande XD

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    1. Il secondo non è male, poi va in calando, ma ti dico, anche a me mancano svariati capitoli. Il romanzo si, quando era nella mia fase in cui leggevo tutto quello che trovavo con in copertina la scritta “Clive Barker”, devo aver letto anche qualche fumetto, ma ne sono usciti un milione, con cui Barker ha espanso il mondo da lui stesso creato, ma visto il quantitativo di materiale prodotto, penso di aver letto tipo lo 0.5% ;-) Cheers

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  17. Mi ha sempre inquietato, ma applausi al cult!

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    1. Dici bene, ha ancora tutto per spaventare ancora oggi ;-) Cheers

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  18. Ho rivisto anche io questo primo capitolo della saga in occasione dell'anniversario (i seguiti però li lascio dove sono, vederli una volta è stato abbastanza).
    Che dire? Avevo visto per la prima volta questo film da bambino e onestamente lo ricordavo più inquietante, anche se comunque rimane intatta quell'atmosfera malata che lo caratterizza. Rimane uno dei classici dell'horror che consiglierei sempre ai nofiti del genere, però ecco devo dirlo: rispetto ai primi capitoli di altre saghe horror anni '80 (penso in special modo a Halloween e a Nightmare) secondo me Hellraiser è quello che mostra di più i segni del tempo. Il film del Maestro Carpenter invece non è invecchiato di un solo giorno, potrebbe essere stato girato ieri se non fosse per i vestiti e le capigliature :D

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    1. "Hellraiser" vince grazie a quell'atmosfera malsana che ti entra sotto pelle come i ganci dei Cenobiti, però sono molto d'accordo con te, zio Wes e il Maestro giocano in un'altra categoria, Clive Barker qui ha sfruttato al meglio un'ottima idea, con una regia lineare e trucchi vecchia scuola, Carpenter in Halloween è come guardare un grande campione sul campo da basket. Così anche oggi, sono riuscito a parlare bene di John Carpenter, un'altra giornata ben spesa! ;-) Cheers

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  19. Ho visto questo film una volta sola, qualche lustro fa... Non mi aveva entusiasmato, perché io ho sempre preferito un altro tipo di horror; riconosco tuttavia che è una pietra miliare del genere, e davvero Pinhead è a buon diritto nell'olimpo eterno delle più grandi maschere horror che il cinema ci abbia regalato.
    Detto questo, approfitterò del compleanno per recuperarlo e riguardarlo: chissà che oggi, con una maggiore maturità (ehm..) non mi regali nuove emozioni e scoperte!
    Complimenti per la recensione, come sempre divertente e coinvolgente, e complimenti aggiuntivi per essere riuscito a infilare una citazione di una canzone di Elio e le Storie Tese in un articolo su un film horror! :-)

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    1. Anche io sono più uno da Slasher, ma questo orrore eterno ed assoluto, con queste atmosfere malsane alla fine mi compra, ti posso assicurare che rivedendolo da adulti (ehm…) il film guadagna svariati punti. Ti ringrazio molto, con me gli Elii sono sempre pronti ad accadere ;-) Cheers!

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  20. Hellraiser era uno dei miei film horror preferiti e tra quelli che mi terrorizzavano di più da piccolo, poi una notte di 5-6 anni fa circa, mi prese la voglia di rivederlo dopo un ventennio circa. Fu un madornale errore dato che mi deluse parecchio, non faceva paura e ho tenuto gli occhi aperti fino alla fine a fatica per la noia. Era meglio lasciarlo come il capolavoro che credevo nella mia mente.
    Nonostante ciò concordo con te sul fatto che non sia invecchiato male.
    I sequel non li ricordo minimamente.

    Hai mai pensato di fare brevi video riguardo questi articoli? È vero che ci vuole molto più tempo ma li vedrei volentieri, a differenza delle video recensioni che odio, dato che sarebbero più dei documentari e data la lunghezza degli articoli, da buon pigro, seguirei con più enfasi.
    I fatti che riporti sono sempre molto interessanti, come la proposta del titolo dell'autore o che tutti fossero ubriachi durante le riprese.

    "sul perché da noi sia diventato “Hellraiser - Non ci sono limiti” non lo so, forse per spaventare i vigili urbani."

    😄

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    1. Mi vuoi far diventare uno Youtuber insomma ;-) Non sarebbe male l'idea, però mi diverto a scrivere, non avrei proprio il tempo di mettermi a commentarli, magari un giorno, per ora non è in programma ;-) A rivederlo oggi, con occhio un po' distratto, potrebbe sembrare un horror molto canonico, secondo me sono le letture di secondo livello a renderlo un film malsano, e quindi capace di infastidire, magari anche di spaventare, certo l'effetto di vederlo la prima volta resta impossibile da ripetere, però sai la paura è anche soggettiva, invece un buon film resta un buon film ;-) Cheers

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    2. Io invece l' ho visto la prima volta una decina di anni fa e mi è piaciuto dopo averne letto qualche anno prima sul Mereghetti. Non l' ho trovato affatto noioso. Forse paga il fatto che la prima parte pare più una soap opera horror, però ha il suo fascino con quella fotografia d' annata!

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    3. Anche secondo me funziona ancora alla grande questo film ;-) Cheers

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  21. Tra Evil Dead 1 ed Hellraiser non saprei davvero chi scegliere come film cult per eccellenza!
    Va ben dai...Ash batte Pinhead 1 a 0.
    Comunque sono anch 'io affezionato ai primi Hellraiser soprattutto il secondo credo "Inferno sulla terra" se non ricordo male.
    Dal quarto capitolo in poi comincio a non ricordarli vuol dire che non mi hanno convinto fino in fondo.
    Come succede ai quei film che si allungano troppo con interminati capitoli che si susseguono senza portare qualcosa di veramente nuovo...
    Fino al nove sono arrivati?
    Poi bisogna sapere quanti effettivamente di questi film sono stati distribuiti in Italia.
    Cabal , altro film che ho amato ma che non è mai stato capito dal grade pubblico .
    E parlo di tempi in cui gli Horror avevano una buona distribuzione e la gente andava a guardarli nelle sale cinematografiche.
    Peccato perchè ho sempre trovato gli abitanti della citta nascosta di Midian simpaticamente romantici.
    Cabal per me supera sicuramente certi sequel inconcludenti di Hellraiser eh..!
    Mi piacerebbe vedere un remake di Cabal o che ne so..un sequel.
    Ciao

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    1. anche secondo me Ash vince, però ci sono due o tre titoli davvero malsani, che ti restano incollati addosso anche dopo la visione, il primo "Hellraiser" ed il primo "Evil Dead" sono tra questi ;-)
      Sono arrivati fino al dieci, lo trovi commentato qui sopra, ed è davvero orribile! "Cabal" è tutto un'altra pasta, decisamente un gran bel film quello ;-) Cheers

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