martedì 7 novembre 2017

1922 (2017): Uomini e topi (in salsa Stephen King)


Ragazzo, qui una volta era tutta campagna. Ma era anche un posto dove gli adattamenti cinematografici dei romanzi dello zio Stephen King non venivano fuori proprio tutti tutti in versione pesche e crema, ecco.


Nello stesso anno in cui zio Stevie ha soffiato sulle settanta candeline della sua torta di compleanno, gli adattamenti Kinghiani proliferano, verrebbe da dire che vengono fuori dalle fottute pareti come i topastri di questo film.

Devo ancora vedere la (già cancellata) serie “The Mist” e sono ancora alle prese con quella dedicata a Mr. Mercedes, recentemente il nuovo IT ha fatto parlare di sé, ma per lo meno ha spazzato via il ricordo dell’inutile La Torre Nera e Netflix ci ha regalato anche lo chicca firmata da Mike Flanagan, ovvero Il gioco di Gerald. Se pensate che sia finita qui, mettete pure in conto anche un altro prodotto targato Netflix, ovvero questo “1922”.

"Un pozzo? Scommettiamo che il prossimo adattamento sarà Dolores Claiborne?".
Lo zio Stephen King è talmente prolifico che, malgrado tutti questi adattamenti in un solo anno e senza contare tutti quelli precedenti, c’è ancora qualcuno che può sorprendere i più andando a pescare una novella omonima, tratta da una delle ultime raccolte di racconti del Re, ovvero “Notte buia, niente stelle” (2010). Quel qualcuno è il talentuoso Zak Hilditch, lo stesso del bel “These Final Hours” (2013) che qui si dimostra molto a suo agio con il materiale originale e l’atmosfera da tragedia americana con tocchi horror della storia.

Wilfred James (Thomas Jane) è un padre e marito tutto d’un pezzo di vecchio stampo, uno di quelli formati sul principio che un uomo debba fare l’uomo badando alla sua famiglia anche economicamente "Si fa come dico io e zitti, quindi sveglia presto per arare i campi e limonata che sia né troppo dolce né troppo amara".

Ma sua moglie Arlette James (Molly Parker) è stufa di fare limonate, sogna di andare ad Omaha, la città degli stupidi come la disprezza suo marito e, siccome la signora è anche proprietaria di quasi tutta la fattoria, vorrebbe vendere alla banca, incassare e portare con sé in città il figlio Henry "Hank" James (Kaitlyn Bernard).

"Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano...".
Wilfred non può proprio accettarlo, con l’aiuto del figlio sgozza la donna, la getta nel pozzo, poi trova una scusa per murare il pozzo: "Sapete ho dovuto farlo perché una delle mucche è caduta “Accidentalmente” dentro avvelenando l’acqua", se non vi piacciono i muggiti di dolore delle mucche, sappiate che questo film non è molto buono con i docili animali. Così lo sapete, non voglio nessuno sulla coscienza.

Macchiarsi di uxoricidio e farla franca, però, non coincide con la fine dei problemi del vecchio fattore, anzi, l’omicidio mette in moto una serie di sfighe mai finite che lo porterà nella stanza d’albergo dove lo incontriamo ad inizio film.

Evidentemente, il buon Tom Jane è una specie di porta fortuna Kinghiano, era già stato protagonista di uno dei migliori adattamenti di una delle storie di King, ovvero “The Mist” (2007) del grande Frankuzzo Darabont, film che io semplicemente adoro, lo so siamo in sette a farlo, ma io sono uno di quelli. “1922” è un ottimo adattamento a sua volta, forse eccessivamente lungo nella durata, un’ora e quaranta per una storia del genere richiede per forza tempi dilatati e grandi silenzi che potrebbero annoiare parte del pubblico, anche qui come per la mucca, ve lo dico così lo sapete.

"Prima la nebbia, ora i figli del grano, ma che ti ho fatto King?".
Eppure, i tempi così dilatati rendono bene questo dramma rurale e fa di “1922” un altro di quei film ispirato al libro “Wisconsin Death Trip” di William Lesy. Ho sempre pensato che Thomas Jane non fosse uno di quegli attori capaci di interpretare qualunque personaggio, è bravo a sfruttare la sua fisicità, un po’ meno alle prese con le scene drammatiche intense (come visto anche nel già citato “The Mist”), sono ancora dello stesso avviso, anche se qui la sua prova è davvero ottima, abbronzato come solo un agricoltore può essere, risulta scavato in volto, un uomo tormentato, con i nervi rosicchiati come da tanti topi ed estremamente tormentato, che Jane caratterizza con una parlata impastata e con un fortissimo accento del Sud che vi consiglio di godervi in lingua originale.

Zak Hilditch è molto bravo a mettere su un'atmosfera alla John Steinbeck, c’è la povertà e il desiderio di prosperità dei protagonisti di “Furore”, ma si parla anche di uomini e topi, proprio i topastri che popolano questo film e la casa del protagonista sono la chiara metafora del tarlo della sua ossessione. Topi che popolano le intercapedini dei muri, che mordono, rosicchiano escono dalla fottute pareti, quindi, anche qui, se i ratti vi impressionano, questo film vi darà filo da torcere.

Poi non lamentatevi che non eravate stati avvisati ok?
Hilditch è molto bravo a inserire piccoli tocchi horror qua e là, le apparizioni della defunta moglie del protagonista rendono il film un dramma lugubre, l’elemento horror della moglie morta è mostrato poco, ma bene, senza nessuna volontà di far saltare lo spettatore sulla sedia, ma di tenerlo sulla corda proprio come accade al tormentato protagonista, in un'atmosfera, il senso di colpa come il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe.

Molly Parker è bravissima nella parte di Arlette James, ultimamente avevo già avuto modo di apprezzare il suo talento in House of Cards, ma qui è davvero brava a creare un personaggio frustrato dalla sua situazione che quando può cerca piccole rivincite contro il marito e, in versione soprannaturale, Zak Hilditch è bravo a mostrarla in maniera chiara, uno spettro che incarna il senso di colpa del protagonista, dalla quale non si può fuggire, perché ti segue anche in chiesa mentre cerchi pentimento.

"Ma non si era chiaramente detto, finché morte non vi separi?".
Anche il ritmo lento inizia a diventare funzionale all’altrettanto lenta tortura del protagonista, uomini e topi impegnati in una marcescente discesa agli inferi, il tormento di un uomo che per un'illusione di prosperità perde lentamente tutto: le sicurezze, i membri della sua famiglia, la sanità mentale.

Insomma, “1922” è un altro ottimo adattamento che arriva in un periodo in cui la maledizione di adattare King per lo schermo sembra meno forte del solito, se volete un horror per fare i “Salti paura” sulla sedia e non sopportate i topastri tenetevi alla larga, ma se cercate un dramma rurale condito di orrore quasi gotico, sapete che cosa fare, intanto Thomas Jane zitto zitto, per la seconda volta torna a casa con la parte buona del referto... Bravo ragazzo!

28 commenti:

  1. Apprezzavo molto Thomas Jane. O meglio, lo apprezzavo molto quando in quel pessimo film "The Punisher" si bombava la Rebecca Romijn-Stamos, ex donna dei miei sogni. Cinque alto per Thomas e birra pagata al pub per lui. Chiusa la parentisi.
    Pur non essendo un fan sfegatato di King, sono contento che (finalmente!) i buoni adattamenti dei suoi scritti escano a getto continuo e non siano l'eccezione. Troppe volte chi ha toccato King è rimasto scottato sfornando prodotti che definire mediocri è fargli un complimento. Un autore così prolifico e così amato avrebbe da anni meritato un trattamento migliore e ora ci siamo arrivati. Buon per lui e buon per noi.
    Altro film da segnare in taccuino per i tempi grami. Grazie Cassidy!

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    1. “Necessito input” (Cit.) perché ex donna dei sogni? Ho questo legittimo (forse) dubbio ;-)
      Un buon momento per gli adattamenti, poi zio Stevie certo non lascia gli autori senza materiale su cui lavorare ecco ;-) Grazie a te figurati, un piacere! Cheers

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    2. La spiegazione è molto semplice: guardavi FRIENDS? Credo di sì. Ma nel caso non hai mai visto la serie perché vivevi su Marte o non ricordi l'episodio in questione, la storia è questa: Ross e Rachel (e poi Chandler) hanno fatto una "lista dei/delle 5" dove mettono i nomi di 5 personaggi famosi con cui potrebbero fare sesso e il partner avrebbe dovuto perdonarlo o non tener conto della scappatella. Ross nella sua lista aveva inserito Isabella Rossellini ma poi su consiglio di Chandler l'aveva sostituita con un'altra donna. Il fato vuole che proprio il giorno dello scambio di nomi, al Central Perk entra proprio Isabella Rossellini per un caffè e Ross, su invito di Rachel, può provarci con lei. Vabbè... In soldoni io e la mia compagna abbiamo una lista di personaggi famosi (che si aggiorna anno per anno) con cui potremmo avere uno shot da giocarci. Un gioco infantile giusto per prenderci in giro a vicenda. La Rebecca Romijn-Stamos anni fa (diciamo attorno ai primi anni 2000, più o meno con "Femme Fatale" di De Palma) lei era in cima alla mia "lista delle 5". Ora le FORTUNATISSIME candidate sono: Megan Fox, Beyoncè, Alexandra Daddario, Violante Placido e Valentina Nappi (quest'ultima per ovvi motivi...). Giusto per curiosità i 5 della mia compagna sono: Ryan Gosling, Patrick Dempsey, Daniele de Rossi, Bradley Cooper e Jon Bon Jovi.

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    3. Non lo seguivo moltissimo ma ricordo l’episodio proprio per la comparsata di Isabella Rossellini ;-) Ehehe grazie per la spiegazione veramente uno spasso in effetti è un giochetto divertente.

      Ti faccio i complimenti per la lista delle fortunatissime, l’unica cosa che posso consigliarti è che la Rebecca Romijn anno 2017 forse batte la Megan Fox dello stesso anno, dannato botox maledetto!

      Per questa volta passa perché stavi citando la tua signora, ma non citare mai più il nome del cotonato, il rocker sbagliato del New Jersey in mia presenza!! Io chiederei di farlo depennare dalla lista :-P Cheers

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    4. Guarda, se vuoi provare a spiegarglielo tu alla mia signora... Poi però non lamentarti se viene fino a Torino a cambiarti connotati. Guai a toccarle Giovannino!
      Per il discorso Megan-Rebecca per me la Fox pure zoppa, gobba e lebbrosa sarebbe in cima alla mia lista.

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    5. Ahahaah ok ho capito è Bongiovia… Bonjovi… Non riesco nemmeno a scriverlo :-P Mi piace questo tipo di decisione, bravo! Cheers

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  2. Il racconto È tra i pochi di Stephen King che non ho ancora letto, quindi molto bene! Finisco di guardare quel 302 serie televisive che ho iniziato, i 168 film che ho in lista e poi mi divoro anche 1922 ;)

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    1. Da quella raccolta penso sia il primo film estratto, speriamo non l’ultimo, aveva dei racconti non male. Quindi, sposto la virgola, riporto di tre con il resto di 8, vabbè insomma sai dove trovarlo il film, intanto mi leggerò i 302 commenti dedicati alle serie ;-) Cheers

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  3. Meglio del racconto stesso.
    Lo dico tranquillamente, anche perché il regista ha tolto o meglio dato un taglio meno romanzato alla storia d'amore dei due piccoli piccioncini.

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    1. Concordo in pieno, qui viene ridotta ad una specie di flashback, e anche se i tempi sono molto dilatati per la storia raccontata, sono quelli giusti per sottolineare l’effetto di logoramento, penso anche io che sia anche meglio del racconto originale. Cheers!

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  4. Got a feeling '22 is gonna be a good year...Ben venga un altro buon adattamento dal Re, me lo vedrò quanto prima. Comunque va detto che in realtà gli adattamenti pessimi da Stephen King sono quasi tutti di matrice televisiva, "Tommyknockers" "L'ombra dello scorpione", La ridicola versione di Shining di Mick Garris, mentre alla fine al cinema ha una media decisamente buona secondo me

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    1. Oh mamma mia era una vita che non pensavo più a “Tommyknockers", quello mi piacerebbe vederlo rifatto con un budget decente ;-) Vero, ma anche al cinema qualche scivolone lo abbiamo avuto, sto pensando a roba tipo “L’acchiappasogni”, avevo apprezzato il libro, ma il film… gulp! Cheers

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    2. Devo dire che in effetti Tommyknockers l'ho rimosso per quanto era brutto, a parte la faccia di Jimmy Smits, ma mi è sempre rimasta in testa la canzone dei Blind Guardian https://www.youtube.com/watch?v=GBq2h1N7xJo

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    3. Ecco esatto, ricordo giusto la prova di Jimmy Smits, e il pezzo dei Blind, che da queste parti sono sempre molto apprezzati ;-) Cheers!

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  5. io osno l'ottavo ch adora the mist



    rdm

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    1. Io lo so che posso sempre contare sui tuoi gusti in fatto di cinema, sei una sicurezza ;-) Una volta mi piacerebbe scriverne, tempo permettendo. Cheers!

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  6. io l'ho mal digerito ed ho subodorato la puzza di film tv :-)

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    1. Oltre ad aver presentato in stereofonia lo stesso film, ci siamo anche commentati in contemporanea, prossimo passo squadra olimpica di nuoto sincronizzato ;-) Sono anche d’accordo con parte delle tue critiche, però tutto sommato non mi è dispiaciuto, forse con venti minuti in meno sarebbe andata meglio, ma alla fine anche la lentezza mi è sembrata funzionale. Cheers

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  7. Non ce la farò mai a stare al passo con tutti questi adattamenti kinghiani, per fortuna ho la Bara Galattica Volante per Cinefili :-P

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    1. Ahahaha il fan di Douglas Adams in me ringrazia anche per l’aggettivo :-D Cheers!

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  8. insieme a seven "The Mist " ha il finale meno buonista di tutta la storia del cinema usa .
    e questo è già un enorme pregio .
    poi il film è bello . non capisco le critiche. il premio oscar marcia gay harden recita divinamente.


    rdm

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    1. Penso che provochi un po’ l’effetto risata involontaria, secondo me colpa anche del doppiaggio italiano, il finale è anti buonista ma anche di gran lunga migliore rispetto a quello della storia originale di King, quindi due punti a favore ;-)

      Marcia Gay Harden è bravissima a farsi odiare, poi io apprezzo proprio il modo di fare cinema di Frankuzzo Darabont è un bellissimo monster movie, in cui i mostri sono gli umani, vuoi vedere che le critiche arrivano proprio dall’assenza del lieto fine? Cheers

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  9. L'ho trovato anch'io un ottimo adattamento, peraltro infinitamente superiore a quello strazio di "A Good Marriage" (l'altro racconto, bellissimo e maldestramente adattato per il piccolo schermo, tratto dalla raccolta "Notte Buia, Niente Stelle"). Molly Parker da dieci e lode...

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    1. Verissimo, davvero tremendo “A Good Marriage” una noia sconfinata, e concordo anche su Molly Parker, ha davvero un altro passo. Cheers!

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  10. Mah, me lo sono guardato la scorsa settimana, ma questo non mi ha coinvolto più di tanto ad essere sincero. Sicuramente una buona qualità e non male la storia - che ovviamente non ho letto per i miei ormai arcinoti problemi serissimi con King -, ma non so cosa di preciso non mi ha convinto...

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    1. Forse perché è un horror un po' anomalo nell'andamento? Non so la butto lì ;-) Cheers

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  11. Questo è lo Steven King che mi piace... Inquietante come non pochi!

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    1. Sono frecce che lo zio ha nella sua faretra ;-) Cheers!

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