mercoledì 13 settembre 2017

Narcos - Stagione 3: Cosa devo fare per riavere indietro Pablito?


Attesa da molti, anche dal sottoscritto, spinta in maniera massiccia da Netflix, la terza stagione di Narcos è comparsa sulla celebre piattaforma di streaming il primo di settembre, vista in un tempo ridicolmente breve posso dirlo: che palle!

Ok, non è molto professionale dire “Che palle!” commentando un'opera, però davvero mi è venuto dal profondo del cuore, sono piuttosto certo che sarò l’unico a pensarla così, ma davvero questa serie che ci ha regalato una stagione di esordio magnifica ed una seconda per certi versi anche migliore, questo clamoroso buco nell’acqua non doveva farlo, non me lo aspettavo, nemmeno fosse l’Inquisizione Spagnola.

Voi direte «Eh, ma ti sei fatto venire la malinconia per l’assenza di Pablo Escobar» forse, ma vi assicuro che ero mentalmente preparato a non rivedere più Pablito interpretato dal bravissimo Wagner Moura. Parliamoci chiaro: questa serie è sopravvissuta alla dipartita (artistica) di José Padilha alla regia e dello stesso Pablo Escobar nelle trame, alla fine della seconda stagione era davvero lecito pensare che gli showrunner Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro fossero dei discreti cervelloni che avessero pianificato tutta molto tempo fa, fin dal titolo della serie scelto “Narcos”, invece del più facile da vendere “Pablo”.


Sarà cara Netflix, ma io mi sono fanno delle dormite che levati, ma levati proprio.
Purtroppo, alla luce della terza stagione mi è chiaro che il titolo della serie e l’idea di cambiare l’oggetto delle indagini di Pablo Escobar al cattivissimo cartello di Cali è frutto del crescente successo della serie, non di un’efficace strategia a lungo termine, mi sembra chiaro che nemmeno loro erano pronti ad un successo di pubblico di questo tipo e siano dovuti correre ai ripari.

La terza stagione di Narcos tradisce alcuni degli spunti che hanno regalato il successo alle prime due, capisco perfettamente che il cartello di Cali non fosse “Mediatico” come Pablo Escobar, quindi il materiale girato reale a disposizione, da alternare alle immagini fittizie della serie girate con gli attori, fosse molto meno di quello dedicato a Pablito nostro, ma se ne sente moltissimo la mancanza durante la stagione quegli innesti reali in cui il “Realismo magico” della serie poteva lavorare e strabiliare. L’altro dettaglio che manca come l’aria a questa serie sono i personaggi.

Non che sia una serie recitata male, niente affatto, tanto di cappello al bravo Matias Varela nel complicato ruolo di Jorge Salcedo, ma anche all’ottimo Javier Cámara (visto in The Young Pope) in quello del contabile da catturare Guillermo Pallomari, in quella che è solo una delle tante citazioni a “Gli Intoccabili” (1987) di Brian De Palma, basta dire che Javier Peña ad un certo punto si presenta proprio con il nome di Eliot Ness.


"Oh basta eh? Mi state facendo rimpiangere Giuda Legge!".
Ecco, Peña! Di fatto diventa lui il vero filo rosso che unirà tutte le stagioni di Narcos, anche la prossima mi viene da pensare, alla luce dell’anti climatico finale che mi è sembrato una chiusura di serie davvero moscia.

Complice anche la storia, il tanto bistrattato Boyd Holbrook è andato a fare il nuovo Predator (di Shane Black, rumore di mani che si sfregano in sottofondo), quindi l’ex Dorniano di Giocotrono ha sulle spalle tutta la serie. Sulle spalle, diciamo sulle labbra visto che per dieci episodi Pedro Pascal proprio non riesce a chiudere la bocca, ma perché sta sempre con la boccuccia socchiusa? Sta cercando di imitare la Magnum di Zoolander? Non lo so, ma dopo la dodicesima posa con “Duck Lips” il personaggio avrà perso tre quarti della sua credibilità, il resto ci pensa la storia a portargliela via.

Potresti anche dire delle grandi verità, ma con quella bocca a culo di gallina non ti si può vedere.
Nella terza stagione di “Narcos” ci sono anche momenti appassionanti, senza rovinarvi la visione poso dire che c’è una perquisizione degli uffici molto ben fatta, ma anche l’intercapedine di un muro utilizzata in modo davvero creativo, il problema è che con la storia strutturata in questo modo, non ti affezioni davvero mai a nessuno dei personaggi.

Fin dal primo episodio (e dalla stagione precedente) il cartello di Cali ci viene mostrato molto più spietato nei modi rispetto a Pablo Escobar, ma anche molto più organizzato e per certi aspetti intoccabile, le premesse sarebbero quelle di un cartello molto più difficile da smantellare rispetto a quello di Medellín che, però numeri alla mano, in questa serie ha tenuto banco due stagioni, quello di Cali non può dire lo stesso.

Nelle prime due stagioni abbiamo visto Pablito passere da “Zero to hero” come direbbero gli Yankee, dei fratelli Rodríguez e del loro associato quasi di famiglia Hélmer "Pacho" Herrera non possiamo dire lo stesso, proprio quest’ultimo, il gangster omosessuale di cui NESSUNO ha il coraggio di scherzare sul suo essere un “Marica” se non vuole finire con la gola tagliata, avrebbero potuto raccontarci molto di più, invece non sappiamo nulla, se non che sono cattivi e cattivissimi. Inoltre, Pacho in molte inquadrature sembra una versione Latina (e con pornobaffo) di Shia LeBLUFF, cosa che non gioca molto a suo favore.


Lo Shia LeBLUFF Colombiano, sicuramente meglio dell'originale.
Da questo punto di vista la terza stagione di Narcos sbaglia proprio quello che era stato il suo fiore all’occhiello, ovvero quello di farci tifare per uno dei più grandi bastardi della storia del Narcotraffico, lo sappiano che da “I Soprano” in poi ormai i nostri eroi televisivi sono gangster e criminali, qui tra “Pacho”, Chepo e Chipo non ne ho trovato uno di cui m'interessasse davvero qualcosa.

Sul fronte dei buoni non va meglio, il migliore è Javier Peña con le sue labbra a culo di gallina, mentre degli altri due in dieci episodi non ho imparato nemmeno il nome, qualcosa vorrà pure dire, no?


"Voi sareste i buoni? Ora ho capito perché il pubblico tifa per i narcotrafficanti".
Mettiamoci anche che quella che dovrebbe essere LA scena d’azione della serie, la sparatoria dell’episodio 3x06 è realizzata in maniera davvero imbarazzante. Dopo pochi minuti mi veniva voglia di gridare fortissimo all’operatore «ma la tieni ferma ‘sta cazzo di macchina da presa!!», un rimbalzare costante che rende l’azione incomprensibile, delle scene mandate a velocità doppia nel tentativo disperato di dare un'idea di movimento, penso sia una delle sparatorie peggiori che abbia mai visto in una serie televisiva.

Il finale, oltre che essere anti climatico non funziona granché nel convincermi ad attendere la prossima stagione, però mi ha fatto ridere, vuoi vedere che alla fine il buon vecchio Joaquín Guzmán Loera detto El Chapo potrebbe avere quella storia sulla sua vita che tanto sognava?

8 commenti:

  1. Le prime due annate di NARCOS le ho viste con colpevole ritardo ma le ho divorate. Tutto era calibrato al centesimo con attori in stato di grazia, una sceneggiatura perfetta e con i tempi giusti e una storia originale, quella di Escobar che è già un romanzo di suo.
    Questa la vedrò, ovviamente, ma tra qualche tempo. Per ora, spulciando il web non pare il massimo. Ma tenere il passo delle prime due stagione sarebbe dura per chiunque.

    Che poi il Cartello di Calì era già stato il villain in SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO e 007 VENDETTA PRIVATA. E da quanto so il cartello di Calì è tuttora attivo.

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    1. Esatto il cartello di Cali è ancora in attività, senza rovinarti la visione, anche per questo la terza stagione di Narcos risulta meno a fuoco. Bravissimo e complimenti per la memoria, erano i cattivi di “Sotto il segno del pericolo” e “007 vendetta privata”, uno dei miei Bond sottovalutati del cuore ;-) Cheers

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  2. Segno e ripasso, sono un po' indietro con le serie tv!

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    1. A chi lo dici, ne ho almeno tre o quattro in piedi e su almeno due sono indietrissimo, fai con comodo tanto non scappa il post ;-) Cheers

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  3. Vista tutta, in effetti perde molto senza il personaggio di Escobar.

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    1. Lo avevo messo in preventivo, ma davvero qui manca qualcuno in grado di sopperire all’assenza di Pablito, anche come idolo per gli spettatori. Cheers

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  4. Sono al quinto episodio e non mi sta prendendo come mi sarei aspettato. In linea di massima sono abbastanza d'accordo con te su quello che dici nella prima parte del post, poi ho smesso di leggere per evitare spoiler.

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    1. Non ci sono spoiler ma hai fatto bene, comunque davvero prende davvero pochissimo, manca un personaggio del calibro di Pablo purtroppo. Cheers!

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