lunedì 11 settembre 2017

Dunkirk (2017): Assedio cinematografico


Non sono mai stato un “Nolaniano” convinto, penso che il regista inglese sia destinato ad essere ricordato come uno dei grandi, un giorno forse racconteremo di aver vissuto nell’era di Nolan come altri hanno potuto dire di aver visto in sala i migliori film di Spielberg o di Hitchcock, i due grandi nomi in equilibrio tra intrattenimento del pubblico e autorialità che vengono sempre fuori parlando di Nolan.

Malgrado la mia non-Nolantitudine, Nolantesimo, Nolan, oh insomma avete capito! Malgrado quello, sono andato a vedere “Dunkirk” nel primo weekend di uscita all’Arcadia di Melzo dove viene trasmesso in 70mm, ottima occasione per una rimpatriata con i vecchi soci (Saludos amigos!) e per gustarmi un film che davvero va visto sullo schermo più grosso che riuscite a trovare, con un impianto sonoro che vi faccia tremolare la sedia come quella dei piloti degli Spitfire.

Le premesse non erano facili, non ho letto recensioni sul film, cerco di non farlo mai, ma i pareri erano tutti all’insegna dei toni bassi, quello peggiore urlava al capolavoro, giusto per darvi un'idea. Forse “Dunkirk” era il film che stavano aspettando tutti, sì, perché per la prima volta Christopher Nolan si è tenuto lontano da uomini vestiti da pipistrello, maghi, trottole e viaggi stellari per firmare un soggetto serio e realistico come l’evacuazione dei soldati alleati circondati dai Nazisti e in rotta dopo la disfatta in Francia nel 1940.


Gradevoli gadget dal cinema Arcadia con aggiunta di dita umane.
Questo e il fatto che Nolan sia molto amato hanno fatto sì che i commenti generali fossero tutti dal capolavoro a salire, in tutta onestà, devo dire che “Dunkirk” mi è piaciuto anche moltissimo, potrebbe tranquillamente essere il miglior film di Nolan e quasi sicuramente uno dei migliori visti quest’anno, eppure io ci speravo nel fondo del mio cuoricino cinefilo che questo film di guerra, genere che amo moltissimo, fosse quello con cui anche io sarei diventato “Nolaniano”, “Nolanese”, insomma quella roba lì, invece sfiga: nemmeno questa volta riesco ad uscire dalla sala totalmente convinto e soddisfatto.

In “Dunkirk” ci sono i soliti difetti dei film di Christopher Nolan, si vedono molto meno, ma non vuol dire che non ci siano. Se dovessi fare la somma dei pro e dei contro mi verrebbe voglia di fare solo una cosa: dirvi di correre a vederlo. Sul serio, smettete di leggermi e correre a vederlo, se ne avete la possibilità in 70mm perché merita, visivamente potentissimo, un'esperienza cinematografica come raramente possono accadere nell’anno di grazia 2017. Sul serio, andate perché vale, ma siccome io l’ho già visto, intanto continuo.

Se “Inception” (2010) era Nolan che diceva la sua su “Matrix” (1999), “Dunkirk” è la risposta dell’Inglese a “Salvate il soldato Ryan” (1998), Nolan ha la spocchia di chi può permettersi di dire: «Spielberg ha fatto 40 minuti di soggettiva portandoci tutti in mezzo allo sbarco in Normandia? Bene, io farò tutto il film così!», peccato che abbia il talento per farlo, per la fortuna di noi spettatori.


"Ehm ragazzi, credo che stiamo per avere un problema...".
Dal 1998 quanti film avete visto con il protagonista stordito dall’acufene che si guarda intorno e vede i suoi compagni morire malamente come faceva Tom Hanks nel film di Spielberg? Ve lo dico io: tantissimi. E' diventato talmente un archetipo narrativo che nell’ultima stagione di Giocotrono hanno rifatto la stessa scena… Due volte!

Molto probabilmente ora “Dunkirk” sarà il nuovo standard con cui i registi dovranno confrontarsi per mostrare la guerra al cinema, perché basta la prima scena, per portarti davvero dentro la storia, quando il Dobly Atmos fa tuonare il primo sparo del film come una cannonata, non solo ti ricorda quello che già sappiamo tutti (tranne i guerrafondai convinti), ovvero che la guerra è una merda, ma che i protagonisti sono davvero nei casini.

Ottima scelta quella di Nolan di aprire il film con la faccia dello sconosciuto (ma molto bravo) Fionn Whitehead, una scelta che aiuta lo spettatore ad immergersi in un film fatto di situazioni più che di personaggi, in cui per assurdo si prova un costante senso di ansia per il destino dei personaggi, ma molto probabilmente arriverete a fine pellicola senza ricordavi nemmeno il nome di uno di loro, una spersonalizzazione che ha cittadinanza in una storia del genere, ma va tenuta comunque da conto.


"Come ti chiamo soldato?" , "No Soldato è uno dei Pinguini di Madagascar".
Di fatto, Chris Nolan elabora alla sua personale maniera l’idea stessa del film bellico ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, un genere enorme fatto di titoli gloriosi, ma molti dei quali appartenenti ad un altro sottogenere molto vasto, quello dei film d’assedio. Ecco, “Dunkirk” è un enorme film d’assedio, i soldati inglesi in rotta devono trovare una nave per attraversare il canale della Manica, un tratto di mare così breve che guardandolo si vede casa laggiù in fondo, ma fosse facile cazzarola! Con i Tedeschi che manicano terreno i nostri sono schiacciati in una morsa e trovare una nave su cui imbarcarsi può essere un’impresa non da poco.

Dicevo dei difetti di Nolan, no? Ecco, il primo dei quali è la sua spocchia, caratteristica di quelli proprio bravi bravi come lui, ma sempre presente. Quella che lo porta a volersi giocare tutte le trame con quel tocco di complicazione che trasforma una trama normale in un “Ma che bravo che è Nooooolan”, non è una novità, no? Lo fa dai tempi del bellissimo “Memento” (2000) non dico nulla di nuovo.

Allo stesso tempo, però, il nostro Chris ha una fifa blu di perdersi il pubblico, quindi anche “Dunkirk” risulta un film teso all’autorialità a tutti i costi, per certi versi anche estremo per essere un film che verrà visto da gazzilioni di persone che, però, il suo momento spiegone lo deve piazzare.


"Scegliete una vita, scegliere un film, scegliete lo spiegone... (And a lust for life).
Quindi, le tre trame portate avanti in contemporanea dalla storia, vengono spiegate da una bella didascalia, anzi nella versione 70mm, complice il fatto che probabilmente non è stato possibile tradurre in italiano i cartelli con le scritte, ad un certo punto parte fortissima la voce di Robin Williams (del suo doppiatore lo so, ma quando la sento io penso al vecchio Robin) che ci descrive tempi e luoghi, “1. Il Molo. Una settimana”, “2. Il Mare. Un giorno”, “3. Il cielo. Un’ora”… Per altro, ora che ci penso: Robin Williams è stato diretto da Nolan in “Insomnia” (2002) sarà per quello che hanno scelto il suo doppiatore?

Risultato: per un film d’assedio ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, troverete pubblicati in rete schemi e schemini per spiegarne la (COMPLICATISSIMA!) “timeline”, esattamente come accaduto per “Inception” venduto come il film con la trama più complicata della storia quando era tutto disseminato di spiegoni.


Il solito utente di Reddit ci assiste con una diapositiva.
Detto questo, Christopher Nolan fa un miracolo cinematografico per 90 minuti prima di sbavare qualcosa nel finale, in cui viene fuori il secondo grosso difetto di Nolan, ovvero la sua volontà di strafare a tutti i costi. Evidentemente ha temuto gli mancasse un climax, anche se, secondo me, l’affondamento del dragamine era già il suo finale con i botti, roba da brividi, ma brividi veri il silenti Spitfire di Tom Hardy che vola a motore spento sopra gli ultimi soldati in attesa di lasciare quella dannata spiaggia.

Invece niente, ha dovuto per forza ficcarci anche un altro attacco di un aereo tedesco della Luftwaffe a tutti i costi, però senza mostrarci Tommaso Resistente impegnato a fare manovra e ad intervenire (la sindrome “Che fine ha fatto harvey Dent?” colpisce ancora), in una scena che fa il suo dovere, ma non riesco a non pensare all’enorme mal di testa del montatore che si è visto recapitare a casa quintali di girato da cui tirare fuori un secondo climax finale.


"Vai, vai, nel cielo vai.. lassù nel cielo vai vai!" (Cit.)
Ultimo difetto? Lo sciovinismo inglese. Quello che è stato il più grande impero del mondo ha sempre marciato a testa alta, trovo incredibile che in un film di guerra che si smarca dai canoni americani e dalla loro presenza nella storia, alla fine gli Inglesi ricoprano il ruolo degli Americani patriottici, roba che se lo fa Roland Emmerich partono gli sputi, ma se lo fa Nolan “Ma che bravo che è Nooooooolan”.

“Dunkirk” è potenzialmente un bellissimo film muto girato in IMAX a 65mm (motivo per cui proeittato in 70mm rende al suo meglio) in un paio di momenti azzoppato da frasette che suonano come la stonatura del grande chitarrista. Il personaggio di James D'Arcy sembra stare nel film solo per alzare l’assist con alcune domande sceme che nessuno direbbe MAI in quel contesto (“Cosa vede?”) a Kenneth Branagh che ha il compito di andare a schiacciarle a canestro producendo l’effetto barattolo di melassa (“La patria” pronunciato con gli occhioni lucidi).


Amanti della parola "Americanata" avrete le palle di dire anche "Inglesata"?
Queste problemi, a cui lascio a voi il compito di valutare se grandi o piccoli in base al vostro gusto personale, sono le sbavature che non mi hanno fatto diventare un Nolaniano nemmeno questa volta. Il resto, invece, è tutto da godere perché esclusi questi dettagli “Dunkirk” è un film pazzesco.

Per 90 minuti Nolan ci porta letteralmente in spiaggia, dentro l’abitacolo di uno Spitfire, tra i soldati, con una cura per il dettaglio ossessiva, ci mostra fino all’ultimo bottone delle divise ricreate con perfetta veridicità storica (per questo viene da mordersi le nocche per quel secondo climax).

Di fatto, Nolan prende una pagina di storia inglese, che forse gli Inglesi più di tutti hanno sentito come tragica, mentre per gli altri è semplicemente un “…E poi i soldati lasciarono Dunkirk in ritirata” e ne fa grandissimo cinema, un'idea di spazi immensi che si rifà a David Lean (se non si fosse capito è un gran complimento) per raccontare un pezzo di storia all’insegna del... Se fossi uno di quelli che usa parole inglesi a tutti i costi direi “understatement”, ma essendo io preferisco dire: «Lei forse non è al corrente dei recenti avvenimenti, ma siamo stati presi a calci nelle palle» (Cit.)

Nolan fa del grandissimo cinema utilizzando un montaggio sonoro impeccabile, per questo vi dico cercatevi la sala con lo schermo più grosso ed un impianto audio da terremoto per godere di questo spettacolo. L’Inglese è talmente bravo che può permettersi di rinunciare quasi a tutto, tipo ai dialoghi o alla facce dei protagonisti, ma riuscendo comunque a regalare un grande spettacolo visivo.


Lettori della Bara Volante, vi presento il grande Cinema. Signor Cinema, loro sono i lettori della Bara Volante.
In un film senza dialoghi la musica ha un ruolo fondamentale e anche qui, io non sono un mega fanatico di Hans Zimmer, però cosa gli vuoi dire? Il grande compositore sforna una colonna sonora a cui manca il pezzo che ti canticchi in testa a fine visione, ma è piena di tracce pensate per esaltare le singole scene, una mi ha impressionato moltissimo: quando i due portano il ferito sulla barella e Zimmer s'inventa quel violino pizzicato ZIN ZIN ZIN che ti mette un'ansia esagerata addosso, ma ti fa anche capire l’urgenza della loro corsa disperata. Un pezzo che da ascoltare singolarmente dev'essere una specie di tortura, ma sul grande schermo vi farà aggrappare ai braccioli della poltroncina.

“Dunkirk” è tutto così, ogni scena una tensione costante e ribadisco, per 90 minuti un capolavoro che porta avanti tre sottotrame alla perfezione lasciandoci in ansia per ognuna di esse, ma potendo permettersi anche di intrecciarle, come la scena in cui alcuni dei protagonisti sono alla prese con la minaccia dell’acqua. I soldati presi di mira dal tiro a segno nazista che gli sforacchia la barchetta e il pilota che, invece, imbarca acqua sullo Spitfire, poi tra il bagno che faceva Di Caprio in “Inception” (2010) e le vasche d’acqua di “The Prestige” (2006), un giorno Nolan mi deve spiegare l’origine del suo trauma acquatico!


Acqua aria terra e fuoco, Nolan domina tutti gli elementi nemmeno fosse Capitan Planet.
Trattandosi di un dramma inglese tutto dal punto di vista dei soldati in spiaggia, ho trovato brillante l’idea di non mostrare MAI i Nazisti, che sono una presenza, una minaccia invisibile, proprio come le regole del film d’assedio insegnano. I Crucchi non si vedono mai proprio come invisibili erano i membri della gang che assediavano il Distretto 13, giusto per citare il più grande film d’assedio di tutti i tempi.

Nolan decide di giocarsela in maniera così complicata, da dedicare agli attori principali i ruoli più difficili, ero tutto contento che finalmente Cillian Murphy (quinto film con Nolan e il tassametro corre) avesse una parte rilevante in un film con tanta visibilità, invece? Invece ciccia, perché Nolan diabolico gli ha affidato un ruolo anti eroico, tutto all’insegna proprio dei toni volutamente non spettacolari di una storia così.


Intanto Ciliano nemmeno questa volta si becca il ruolo da protagonista.
La sottotrama della barchetta in mare, in cui il vero dramma si consuma ben prima di arrivare a Dunkirk potrebbe essere da solo un film, poi oh! Beccami gallina se Nolan non stava pensando a L’Orca del film Lo Squalo, quando ha piazzato l’inquadratura su quella barchetta, palesemente inadatta ad una missione del genere, che tutta sola punta verso il male aperto e verso il suo destino.

Nolan paga ancora una volta il suo debito con zio Spielberg.
Clamoroso il caso di Tom Hardy, in virtù anche dei suoi ultimi film, forse l’unico vero divo del cast a cui Nolan chiede di recitare per tutto il tempo con la maschera e gli occhialoni da aviatore sulla faccia. Tommaso Resistente cosa fa? Semplice! Si mangia il film praticamente recitando con un terzo del volto, a basket diremmo “Fare una finta con le sopracciglia” per fregare il difensore, ecco, hardy ha giusto quelle a disposizione, peccato che si mangi il film lo stesso. Molto probabilmente nel prossimo film Nolan gli farà fare la parte di un palombaro, mentre in quello dopo per alzare ancora il livello lo farà recitare direttamente con il burka!

"Tom sono Christopher, ho avuto un'idea per la tua parte nel mio prossimo film...".
“Dunkirk” è talmente orientato alle situazioni e ai generici personaggi che mi hanno detto che nel cast c’è anche un “One Direction”. Secondo il gergo giovanile, o almeno da quello che ho capito io, “essere un One Direction” vuol dire essere uno di quelli che canticchia e sgambetta in una boyband, il che di suo non è propriamente un complimento, insomma se vi dicono “Sei un One Direction” voi offendetevi. Malgrado tutto, io questo One Direction non l’ho visto, se l’ho visto non l’ho riconosciuto, il che mi viene da pensare è un'altra lancia da spezzare a favore del film.

Ho apprezzato moltissimo anche il crescendo finale, sempre all’insegna dello sciovinismo inglese e forse in contrasto con l’ansia e l’atmosfera mesta di quasi tutti il film, ma del tutto funzionale, se “Dunkirk” doveva raccontarci con dovizia di dettagli una pagina di storia bellica spesso descritta solo come una grande ritirata, il finale serve a prepararci a quello che verrà dopo, la storia di un'isoletta umida in cui si beve molto tè (quanto ne bevono in questo film? Sei traumatizzato? Tazza di tè!) che da sola ha resistito sotto i bombardamenti nazisti.


"Di chi hai paura dei TeTeschi??" (Cit.)
L’ultimo primo piano finale sul volto del protagonista che arriva dopo uno schermo nero, potrebbe voler essere la nuova “Trottola” Nolaniana, cosa vuol dire quello sguardo? La sorpresa di uno che ha capito di essere sopravvissuto all’inferno o l’espressione di chi realizza che la vera sfida inizia ora?

Voi non abbiate dubbi, correte a vedere il film, che siate Nolaniani, Nolanesi o Agnostici questo film è da vedere per forza, se ne parlerà ancora molto a lungo.

30 commenti:

  1. Premessa d'obbligo: mi sono mangiato le mani fino si gomiti perché causa maltempo ho saltato la proiezione speciale. Poi causa Mostra del Cinema mi sono dovuto vedere il film in un cinemino scrauso con lo schermo piccolo così. Robe che il televisore di casa mia è più grande... O così o nulla.
    Ma nonostante tutto il film è una bomba assurda! Senza dubbio sale in vetta alla classifica dei migliori film dell'anno e diventa, pure, il nuovo termine di paragone per i prossimi film bellici. Nolan ha dei difetti e Cassidy li ha riportati per bene nell'ottima recensione, ma è un REGISTA come non se ne vedono in giro e può permettersi di raccontare la storia di DUNKIRK giocando col fattore tempo, allungandolo o contraendolo, mostrando la stessa scena da angolazioni e obbiettivi diversi. Credo che nessuno riesca a fare quello che fa Nolan. E se qualcuno ci riesce, non lo fa bene come l'inglese.

    Per il resto non posso che sottoscrivere il toto la recensione di Cassidy. Meglio di così non poteva recensire il film. Quindi correte a vederlo!

    P.S.: il film con la trama più complicata che abbia mai visto è stato PRIMER. Là ho dovuto veramente farmi lo schemino...

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    1. Un peccato, mi sono divertito io a vederlo in 70mm, immagino quanto avrebbe potuto essere divertente vederlo con l’acqua alle spalle, anche perché il senso di assedio è fondamentale per la storia.
      Detto questo di recensioni entusiaste la fuori nell’Internet ne troverete mille, avrei voluto uscire completamente gasato dalla sala anche io, purtroppo i due (non sono più di quelli) difetti che ho elencato spiccavano come Woody Allen su un marciapiede di Harlem. Ma resta il fatto che malgrado quelli sia un film grosso, con tutta a spocchia di chi lo ha diretto ok, però un film così per prima cosa devi saperlo fare.

      Ecco, “Primer” è un film che necessità lo schemino, non di certo quelli di Nolan. Per il resto muchas gracias! ;-) Cheers

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  2. Sono un fan di Nolan dal tempo di Memento. Quando sono nello studio e sto infilando il modellino del Millennium Falcon nella bottiglietta del succo di frutto di Crepascolino e mi occorre la concentraz di Steve Strange pre crash test sono solito ascoltare lo Hans di Bats. Mi pare di vedere Han e Chewbacca spaventati e colle manine puntate verso nord mentre il livello del succo sale come in un film degli Addams. Nonostante questo non ho ancora visto Dunkirk e confesso di non amare i film di guerra, ma Chris è una roba a parte.
    Quando ancora vedevo film di guerra, parliamo di otto lustri fa, incappai ne I Due Nemici con Sordi e Niven. Il primo accusava il secondo di essere un inglese senza la fantasia propria degli italiani, ma quando Dave poi spiegava che Dunkirk era stata una grande vittoria del Regno Unito e l'Albertone nazionale replicava, sbalordito, che in quella occasione era stato fatto loro un bel mazzo, l'elegante Niven spiazzava il suo antagonista commentando che gli inglesi avevano abbastanza fantasia da considerarla una vittoria. Mi pare sia un motto attribuito a Churchill. Naturalmente potrebbe essere una leggenda che vince sulla verità come bel caso delle convergenze parallele di Aldo Moro che lo statista non ricordava di aver ipotizzato, sebbene fosse un concetto che apprezzava.
    Una idea per Chris nel caso desideri per una volta tornare a low budget come nel caso di Memento. Cillian è un terapista radiato dall'albo ossessionato dalla paura che cerca di curare Tom dal terrore che prova quando qualcuno lo guarda il volto mediante una terapia che prevede Tom si scriva sul corto i complimenti e le critiche che riceve con tanto di data. Un libro di carne. Un diario di una porzione di universo. Alcune informazioni è pericoloso siano trascritte. Brr. Ciao ciao.

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    1. I violini usati in modo punk di “Dunkirk” mi hanno fatto pensare proprio al tema del Joker di Hans. Cavolo mi manca “I due nemici”, questo dovrò andare a cercarmelo per forza ;-)
      Cillian terapista come il “Batman Begins” e Tom che scrive sulla carne come i tatuaggi di “Memento” (ancora il mio Nolan preferito insieme a Inception) una trama abbastanza auto citazionista che potrebbe piacere all’Inglese ;-) Cheers

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  3. Le recensioni disincantate, ma comunque motivate come le tue rendono questo film ancora più interessante come visione.
    La parola capolavoro ormai è troppo sdoganata.
    Spero di riuscire a vederlo.

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    1. Avrei voluto uscire dal cinema con le farfalle nella pancia, purtroppo ho visto solamente del grandissimo cinema, il che mi basta e avanza ;-) Per mia fortuna non sono tenuto a dover cavalcare per forza lo sconfinato amore del pubblico di Nolan, per quello ci sono già i siti di cinema specializzati, qui sulla Bara sono tenuto solamente ad esporre il mio punto di vista, il distacco è quello del non-Nolaniano (o Nolanese) che è in me, che malgrado tutto dice di andare a vederlo, proprio perché è grande cinema ;-) … A volte di risposte più contorte delle timeline di Nolan ;-) Cheers

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  4. Io l'ho trovato di una noia mortale,mi piace Nolan ma qui penso si tratti del suo peggior film...zero empatia,zero pathos a tratti anche abbastanza confuso (con tutti sti salti temporali) non mi ha coinvolto minimamente. In sala da me si è beccato bordate di fischi.

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    1. Penso che il coinvolgimento sia comunque soggettivo, a me ha tenuto sulla corda anche se a fine film non impari nemmeno il nome di nessun personaggio. Ma sta di fatto che il cinema di Nolan va sempre di pari passo con il suo grado di spocchia, deve intrattenere il pubblico, non perderlo, fare grossi incassi, ma dall’altra parte anche fare l’autore a tutti i costi. A gente come Spielberg o Hitchcock veniva del tutto naturale, a Nolan secondo me no. Per me è questo il suo problema, lì in mezzo ci sta la percezione che il pubblico ha del suo cinema, qui poi le aspettative hanno giocato un ruolo piuttosto grosso. Cheers

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  5. Ho letto solo il primo paragrafo e poi mi sono fermato. Sai che sto portando avanti il mio Progetto Dunkirk e sto ancora leggendo un saggio storico sull'evento bellico, prima di vedermi il film. Quando sarà ripasserò a leggerti ^_^
    Comunque complimenti a quel cinema, sia per il 70 mm che per i ghiotti gadget ^_^

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    1. Non vedo l’ora di vedere il tuo progetto su Dunkirk, il film ti consiglio di vederlo perché merita, anche se non credo che ti piacerà, ormai sembra che faccio il “Toto Lucius” sul tuo parere sui film :-D Il cinema è figo, il gadget anche, ovviamente non è vera pellicola ma è molto sfizioso come ricordino ;-) Cheers

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  6. Bisognerà aspettare che le acque si calmino e che passi un po' di tempo prima di capire il valore reale di questo film, ma anche se non è un capolavoro, a me va bene lo stesso, Nolan è uno dei pochi a credere ancora nel Cinema grosso, smisurato, commerciale ma ambizioso, e anche se è celebrale e autocompiaciuto non posso che ringraziarlo di questo. Per dire, sono problemi che ha anche Inarritu, in misura grande e ancora più fastidiosa, ma in lui non percepisco lo stesso amore per il Cinema come con Nolan, con tutti i suoi difetti. Comunque dubito che un non nolaniano possa diventare un nolaniano, se togli le nolanate da un film di Nolan non è più un film di Nolan ;)

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    1. Ho detto Nolan 489 volte,chiedo perdono

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    2. Sono troppo Carpenteriano/Cronenberghiano per essere Nolaniano ;-) Concordo, per questo amo scrivere dei vecchi film, il tempo è il miglior critico cinematografico del pianeta ;-) Concordo anche sul fatto che Nolan con il tempo diventi un regista sempre più bravo, sempre più innamorato del suo modo di fare cinema, ma ho anche citato David Lean, Spielberg e Hitchcock parlando del suo cinema, brutto? ;-) Cheers!

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    3. Ti capisco ho ripiegato spesso su "L'Inglese" che sembra il nome in codice di una spia, per di non usare un'altra volta il cognome ;-) Cheers

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  7. Nolan ha una capacita' rara: più leggo recensioni positive dei suoi film e più mi passa la voglia di vederli. Considerato che Interstellar lo sto rimandando da anni, probabilmente questo me lo vedrò sul telefono, scaricato illegalmente per sfregio.
    Per me il buon Chris poteva tranquillamente fermarsi a The Prestige, altro che Hitchcock.

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    1. "The Prestige" mi è sempre piaciuto, ma anche l' buchi di sceneggiatura a go-go, "Inception" è molto bello malgrado gli spiegoni, "Interstellar" tutto molto bello ma anche no. Nient'altro da dire, solo no ;-) Questo "Dunkirk" ha meno difetti visibili di questi titoli elencati, ma come dicevo qui sopra non sono Nolaniano e non credo lo sarò mai a questo punto, se anche a te l'Inglese non prende alla pancia, questo è grandissimo cinema, ma i capolavori sono altri. Oh poi magari ti piacerà tantissimo eh? ;-) Cheers

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  8. Un film veramente magnifico, alla fin fine condivido la tua anche sui difetti del film, ma mi è piaciuto talmente tanto che non posso nemmeno pensare di dargli contro solo per quei due difettucci.

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    1. Infatti quei difetti vanno soppesati da spettatore a spettatore, io li ho notati ma e forse mi ha dato più fastidio l'approccio autoriale a tutti i costi di Nolan, ma in generale che vuoi dirgli ad un film girato così? Ribadisco per 90 minuti è un grande spettacolo ;-) Cheers

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  9. Dell'ultimo sguardo ho la mia teoria: alla fine Dunkirk parla di una sconfitta su tutta la linea spacciata con lo sciovinismo.
    Film che pure a me è piaciuto molto, anche se non lo ritengo un capolavoro. Purtroppo l'ho visto in un "normale" cinema...

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    1. Mi sembra un ottimo punto di vista lo sciovinismo inglese per rigirare una sconfitta bruciate in motivazioni per la vittoria, mi piace come analisi, ma d'altra parte non sei The Genius mica per niente ;-) Cheers

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  10. Non sono ancora riuscito a vedere il film, dopo questa tua interessante e (quasi) entusiastica recensione, spero di andare il prima possibile...
    See you soon

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    1. Non scatto in piedi quando sento il nome di Nolan, ma mi piace il cinema è questo (al detto dei difettucci) è gran cinema, aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  11. Letto un saggio ghiotto su Dunkerque, visto Dunkirk, scritto la recensione di Dancherco (se storpiate tutti, storpio pure io!) posso finalmente tornare a leggerti ;-)
    Visivamente è bellissimo e grandioso, però non è assolutamente una "trama alla Nolan", anzi non ha proprio trama! Hai detto benissimo "film muto", ma evidentemente questo è quello che si chiede al cinema, visto che mi sa rimarrò da solo sugli spalti del "Boh, mica m'è piaciuto" :-D
    Indiscutibilmente perfetto dal punto di vista tecnico, noto con piacere che gli inglesi vogliono rubare agli americani la medaglia d'oro olimpica del falso storico, mettendo in bocca a Branagh, nel finale, un'assurdità vergognosa. E' come se facessero un film sugli ultimi giorni di Hitler in cui il Führer si arrende e viene arrestato :-P
    Al di là di questo, sicuramente Nolan sa sfruttare i mezzi a disposizione, e se pensi che ha lo stesso budget di "Alien Covenant" capisci quanto è stato bravo. Se magari avesse scritto anche solo due righe di sceneggiatura sarebbe stato un filmone.
    Va be', torno a mettermi da solo nella sezione "Ho sbadigliato per tutto il film"! ^_^

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    1. DunQWERTY :-P Penso di aver capito anche a qualche frase di Branagh ti riferisci, voglio bene al buon Kenneth ma in questo film ogni volta che apre bocca a me cadono parti del corpo, diciamo mobili via ;-) Inglesi più yankee degli americani, poi cosa gli vuoi dire ad uno che gira così? Però anche secondo me non è tutto il capolavoro tanto annunciato, ma solo un gran film, per ora mi può bastare, almeno fino al tuo post che attendo. Anzi, se Belushi una volta invocava il Toga, io per il tuo posto invoco il: Lego! Lego! Lego! Lego! ;-) Cheers

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    2. Eh eh eh già sto "legando" :-P

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  12. Hola ! Finalmente sono riuscita a vederlo! Sono ancora sotto l'effetto "emotivo - ansiogeno" e devo metabolizzare ....:) Nolan non delude mai! Un film grandioso, un modo atipico di realizzare un film di guerra, puntando l'attenzione non tanto sugli aspetti politici e bellici, ma sulla "sopravvivenza umana" ! I dialoghi scarni ma essenziali e significativi, ogni frase giusta al momento giusto, e anche questo secondo me arricchisce il film! La colonna sonora potente a rendere perfetta la tensione del film con un totale coinvolgimento di chi guarda! (certi momenti ho rischiato di urlare in sala! :D )
    Cast perfetto ! Purtroppo Ciliano, che adoro, da un po' niente ruoli da protagonista, ma riesce sempre a dare ai suoi personaggi un valore immenso! Queste le mie prime impressioni! ...

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    1. Hola! Nolan se la gioca con un approccio diverso al film di guerra, fa anche parte del suo stile di fare cinema bisogna dirlo. Il vecchio Hans con la sua colonna sonora si carica il film sulle spalle!
      Occhio a Ciliano che domani passa qui sulla Bara Volante, me lo ha promesso quindi te lo dico in anteprima ;-) Cheers!

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  13. Dimenticavo: Non essendomi informata prima riguardo il cast completo, la sorpresa finale è stata proprio Tom Hardy :D l'uomo perennemente mascherato :D Me lo hai fatto ricordare con quelle tre foto sopra e il tuo commento!

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    1. Ti capisco, non avendo visto il trailer del film (escluse le martellanti pubblicità televisive) è stata una mezza sorpresa anche per me trovarlo sotto la maschera da pilota ;-) Cheers

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