martedì 12 settembre 2017

Cane mangia cane (2017): Who let the dogs out? (Cani da rapina)


Ho una grande passione per i romanzi di Edward Bunker, il suo stile di scrittura è assolutamente magnifico, la sua storia personale poi è degna dei tanti film a cui ha preso parte, basterebbe questo a renderlo uno dei miei scrittori preferiti, se non fosse anche che, per indole, mi sono spesso identificato (anche molto) con alcuni dei suoi personaggi.

Edward Bunker è stato uno scrittore, solo che per una buona parte della sua carriera non lo ha mai saputo, per scoprirlo beh, è dovuto finire in galera. Falsario, rapinatore di banche, il giovane Bunker campava sulle strade della sua Los Angeles tra estorsioni e traffico di droga, servizi sociali, ospedale psichiatrico e riformatorio non bastano, a 17 anni Bunker stabilisce il suo primo record, ovvero quello di diventare il più giovane recluso del carcere di San Quintino (storia vera) dove, per altro, fa la conoscenza di un altro “ospite” della struttura un messicano piccoletto, ma con faccia cazzuta di nome Danny Trejo.

Tra mura e sbarre Bunker conosce anche gente come Dostoevskij, Hemingway e Cervantes il passo successivo è la scrittura, seguendo l’antico adagio “scrivi di quello che conosci” Bunker nel 1973 pubblica il bellissimo “Come una bestia feroce” che, oltre ad essere uno dei titoli più fighi mai dati ad un romanzo, nel 1978 diventa un bel film con Dustin Hoffman “Vigilato speciale”.

Arte che imita la vita (e finisce in galera).
La svolta arriva quando un ragazzotto di Knoxville pieno di entusiasmo lo vuole conoscere a tutti i costi, si chiama Quentin Tarantino, potreste averne sentito parlare. Tarantino si fomenta così tanto con i racconti di vita (e crimine) di Bunker che lo vuole a tutti i costi per la parte di Mr. Blue ne “Le Iene” (1992), per altro, nei contenuti speciali del film, il viaggio per le strade di LA di questi due vale da solo l’acquisto del DVD, Tarantino guida, Bunker sdraiato sui sedili posteriori che dice: «Ah sì, su questa strada una volta sono scappato da due volanti della polizia» (storia vera).

Bunker per anni continua a fare dentro e fuori dalle patrie galere, ma continua anche a sfornare libri, non molti, ma bellissimi e intanto Hollywood continua a fare il filo a questa “canaglia” che scrive testi già pronti per il grande schermo, tipo “Animal Factory” (1997), una delle più lucide cronache della vita in un carcere di massima sicurezza che nel 2000 Steve Buscemi (con lui ne “Le Iene”) porta al cinema con Edward Furlong e Willem Dafoe, ottimo film, ma il finale è più chiaro nel romanzo.

Le collaborazione tra Bunker e l’industria del cinema sembra il gioco dei “Sei gradi di separazione”, viene chiamato come consulente alla sceneggiatura dell’ottimo “A 30 secondi dalla fine” (1985) e sul set ritrova Danny Trejo, in una piccola parte da pugile all’inizio della sua incredibile carriera.

Ed Bunker contro i baffi a manubrio di Jon Voight, in una scena del film.
Tra gli altri romanzi di Bunker non ancora portati al cinema, mancavano solo “Little Boy Blue” (1980) di cui non dirò nulla se non che se un libro è arrivato vicino a cambiarmi la vita è stato quello e “Cane mangia cane” (1996), avete presente la storia di criminali che avreste sempre voluto vedere al cinema? Ecco, “Cane mangia cane” che ora al cinema ci è arrivato veramente.

Nemmeno portato sul grande schermo dall’ultimo della pista, ma da Paul Schrader, grande autore che ha diretto il remake de “Il bacio della pantera” (1982) e scritto roba da ridere per Scorsese, tipo “Taxi Driver” (1976) e “Toro scatenato” (1980).

Perché Willem fa paura anche quando fa "Cheese" per le foto?
“Cane mangia cane” (romanzo) è una lettura immediata, coinvolgente, praticamente un film d’azione su carta. Perfettamente in linea con la poetica e il pensiero di Bunker per cui il carcere può solo trasformarti in un criminale migliore prima e in un ex criminale senza futuro poi, sì, perché quando sei “Fuori” nel mondo reale reintegrarsi sarà quasi impossibile. La seconda metà del libro è una lunga e coinvolgente scena d’azione che ti fa pensare: «Perché nessuno lo ha mai diretto così?! Uguale!».

I tre ex galeotti Troy, Mad Dog e Diesel campano di piccoli colpi, di un lavoro normale per loro non se ne parla, un po’ per la fedina penale sporca un po’ per l’impossibilità ad adattarsi alla vita fuori. “Pe' fa` la vita meno amara” (cit.) Troy organizza l’ultimo colpo, quello che ti sistema per sempre, il rapimento di un bambino, una cosa facile facile, si prende il bambino prima, i soldi dopo senza nemmeno torcergli un capello, liscia e pulita. Avete già capito come finisce, no?

Per questi tre virgulti Paul Schrader non se la gioca certo facile, lo sconosciuto Christopher Matthew Cook (intravisto nei Camminamorti) è Diesel, Willem Dafoe timbra per la seconda volta il cartellino in un film tratto da Bunker per entrare nei panni di Mad Dog mentre Troy a chi lo affidiamo? Il preferito del mio cane, visto il titolo del film sembra la quadratura del cerchio: Nicolas Cage!

"Date un pezzo di pane a questo povero pazzo cane".
La frase che ho ripetuto più spesso durante la visione di “Cane mangia cane” era: «Eppure non mi sembra proprio uguale al libro», penso che la questione sia tutta qui, perché Paul Schrader prende dal romanzo di Bunker quello che gli interessa, mentre con il resto fa ciò che vuole lui, però è così sveglio da capire di avere i tre attori giusti, infatti li utilizza alla grande e al più scatenato dei tre regala il folle inizio del film.

In una casetta tutta roba, il fattissimo Mad Dog cerca di guardare la tv, sembra un elfo maligno sotto acido in una cosa tinteggiata da uno che ha assunto più droga di lui. Il telefono suona e la telefonata termina nel disastro, le cose vanno peggio quando rientra l’ex moglie di Mad Dog, che lui chiama affettuosamente “piccola” anche se è un donnone giunonico che da circa dieci centimetri in altezza a Willem Dafoe che, però, compensa esagerando tantissimo.

Non voglio dire che era dai tempi di “Cuore Selvaggio” di David Lynch (il film più sottovalutato degli anni ’90) che non andava così sopra le righe, mentre lo vediamo “Smascellare” davanti allo specchio rende davvero onore al nome del suo personaggio un vero cane pazzo (“Cane pazzo? Odio quel nome!” Cit.).

Una scena del film "Cane mangia Can... No aspettate devo aver sbagliato.
Paul Schrader era consapevole di aver riunito insieme buona parte del cast di “Cuore Selvaggio”? Penso proprio di sì. Il Troy di Nicolas Cage sembra davvero un Sailor Ripley invecchiato che, però, ancora scalcia. Lo dico sempre che il nipote di Francis Ford Coppola è un'arma letale che pochi registi hanno saputo maneggiare, i personaggi di Nicola Gabbia cambiano solo la parrucca, per il resto hanno i suoi tick nervosi e facciali, il suo compulsivo “Indicare” qualunque cosa e i cambi di umore da impassibile a crisi isterica con occhi strabuzzati, per la gioia del mio cane.

Idea per un drink game: Si beve quando Nicola indica qualcosa!
Le volte in cui queste caratteristiche sono giuste per il personaggi che interpreta, viene fuori un film da vedere perché funziona, il resto del tempo, un film da vedere sì, ma solo per godersi le facce da pazzo di Nicola.

Il suo Troy qui è un filosofo fuori posto che parla di poesia mentre una “Signorina” da 300 dollari a notte vorrebbe solo incassare. Uno che può illustrare un piano in cui dice «Faremo come i samurai» per poi dare un calcio al secchio del latte sparando in faccia alla gente solo perché gli salta la mosca al naso, il tutto mentre il suo personaggio paragona se stesso ad “Una versione allungata di Humphrey Bogart”. Viene quasi da chiedersi se Cage stia recitando sul serio.

Schrader s'impegna a mostrarci le difficoltà della vita fuori dalla prigione, Mad Dog che elogia la moquette e Diesel che ha una mezza crisi di paranoia quando una biondina senza alcuna cattiva intenzione gli attacca bottone.

Due facce di cui vale la pena fidarsi no? (Seee proprio!).
I tre attori sono davvero bravi, compreso Christopher Matthew Cook che ha meno spazio, ma non si lascia intimorire dal recitare accanto ai suoi ben più vistosi colleghi, purtroppo il film ha qualche lungaggine, alcuni dialoghi aggiungono davvero poco alla risicata trama e anche se il film dura poco più di 90 minuti, più di una volta si guarda l’orologio.

Paul Schrader si affida spesso all’ironia, una gag ricorrente riguarda il fatto che nessuno dei tre protagonisti (dentro ormai da parecchio) sappia chi è questa cacchio di Taylor Swift, quello che mi è sembrato un po’ strano è stata la messa in scena generale.

Mi è sembrato quasi che Paul Schrader si sia messo in testa di fare un'operazione retrò in stile anni ’90 senza, però, maneggiare a pieno lo stile, alcune scene d’azione sono farcite di trucchetti visivi per dare un’idea di velocità a scene che in realtà sono state girate pianissimo, si vede che alcune delle auto impegnate nell’inseguimento procedono poco più che a passo d’uomo, il risultato sembra uno di quei videoclip che si vedevano negli anni ’90.

Paul Schrader nel film nei panni del "Greco" (anche se non è Greco).
Dalla lettura del romanzo di Ed Bunker ricordo fortissimo il senso di coinvolgimento e di ansia per il destino (segnato) dei protagonisti durante la lettura, il finale tra le pagine era sincopato, qui invece Nicolas Cage perde tempo a sfogliare una rivista con la solita Taylor Swift in copertina, bah! Davvero non mi ha convinto.

Per assurdo, le parti visivamente migliori di “Cane mangia cane” sono quelle più palesemente esagerate, oltre all’inizio rosa confetto dedicato a Mad Dog è davvero bello il finale nella nebbia, vi siete mai trovati nella nebbia, quella davvero così spessa che basta la luce rossa, gialla o verde di un semaforo lontano a trasformare tutto intorno a te in un muro fumoso fatto di un unico acido colore? No? Beati voi vuol dire che siete cresciuti in un posto con un bel clima.

"C'è qualcosa in mezzo nella nebbia!" , "Si, il nipote di Francis Ford Coppola!".
Per l’ultima scena tra la nebbia Schrader sfrutta lo stesso principio e i colori sparati, per poi concludere con tanto di malinconica scritta “THE END”, ma che belli sono i film che finiscono con “THE END”? Una volta era la normalità.

Insomma, “Cane mangia cane” non mi ha esaltato come il bellissimo romanzo, ma nella sua pancia ha alcune trovate davvero riuscite e un cast impeccabile, la prova di un autore che ne elabora al cinema un altro, chissà cosa ne avrebbe pensato Edward Bunker?

20 commenti:

  1. Bella recensione Cassidy. Si vede che hai apprezzato il romanzo e il film non ti è andato giù del tutto... Però questo mi manca. Risposta secca: al netto di aver letto o no il romanzo, vale la pena recuperarlo?
    Di Bunker lessi una vita fa solamente "Come una bestia feroce". A memoria ero ancora a scuola e me lo ricordo zero... Mi sa che se lo ritrovo a casa dei miei me lo tengo a portata di mano per una rilettura.

    Mi permetti di aprire due parentesi veloci veloci agganciandomi alla tua recensione?

    David Lynch. Su CUORE SELVAGGIO non so che dirti. Amo e odio David allo stesso tempo e i miei giudizi su di lui sono ondivaghi a seconda del film di cui stiamo parlando. INLAND EMPIRE? Odio profondo! Domani ti rigo la macchina nel parcheggio. MULHOLLAND DRIVE? David, ti prego, sposa mia figlia! TWIN PEAKS? Oggi ti adoro, domani ti prenderei a schiaffi in faccia. Dopodomani ti intesterei la casa e tutti i miei beni! DUNE? Hai giocato col fuoco e un po' per colpa tua e un po' del colpe altrui hai fallito. Dai, ti perdono perché la vetta da scalare era troppo alta anche per te. Su CUORE SELVAGGIO (che non rivedo da una vita!) tengo il giudizio in sospeso. Mi pare di ricordare che mi piacque abbastanza ma l'ho visto una ventina di anni fa mi sa... Serve una rinfrescata.

    Nicholas Cage. Sono il primo a prenderlo in giro e tutto questo per colpa sua. Sta diventando il nuovo Eric Roberts abbassando sempre di più il livello delle sue pellicole pur di lavorare, gettando via una promettente carriera e un buon talento. Cage è diventato monoespressivo (prima almeno ne aveva due di espressioni!) ed è perennemente uguale nel modo di recitare. Può fare un poliziotto, un ladro di macchine, un templare, Superman (Dio cosa ci siamo persi!) o quello che volete. Sarà sempre lo stesso personaggio, con le stesse mosse, le stesse faccette, gli stessi tic. Una macchietta. Eppure... C@zzo, me lo ricordo in IL LADRO DI ORCHIDEE e in AL DI LA' DELLA VITA. Nic, sapevi recitare! Che cavolo ti è successo? Perché buttarsi via così? Non cito l'Oscar perché fu più una pagliacciata del solito visto che non furono nemmeno candidati Gibson per BRAVEHEART, Hanks per APOLLO 13 ma sopratutto Byrne per I SOLITI SOSPETTI.

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    1. Mille grazie gentilissimo! Da giudicare senza aver letto il libro ti dirò che non consiglierei di spenderci soldi per andare al cinema a vederlo, ma dura 90 minuti, gli attori sono tutti giusti perché esagerano sì, ma in maniera funzionale, se passasse in tv lo vedrei, non è impeccabile (anzi) ma tutto sommato si lascia guardare.

      I libri di Bunker sono tutti consigliati, “Come una bestia feroce” è fighissimo e anche il film è davvero ben fatto, “Little Boy Blue” un pezzo di cuore. Sono sempre a favore degli agganci! ;-)

      Lynch l’ho capito davvero quando ho visto “Twin Peaks” in realtà è un cabarettista con la propensione alla psichedelica, anche a me non è piaciuto INLAND EMPIRE, visto una sola volta però. Gli altri mi sono piaciuti tutti, “Cuore selvaggio” per me è il film che ha inaugurato gli anni ’90. “Natural born killers” e Tarantino sono arrivati tutti dopo, Lynch era già lì ;-)

      Non ho mai amato “Via da Las Vegas” ricordo meglio la prova di Elisabeth Shue in quel film che quella di Nicola. Il suo problema è che oltre ad essere pazzo (problema non da poco) lavora troppo, ormai non è un attore che interpreta un personaggio è Nicolas Cage, lo guardi e vedi sempre lui, i suoi tick il suo indicare compulsivo, non ne farei nemmeno un problema di numero di espressioni, ne ha comunque molte, ma ormai non si notano più si vede solo la sua presenza in un film che ti tira fuori dalla storia.

      Quando un regista sa sfruttare quel suo andare sopra le righe arrivano i vari “Al di là della vita” (che un giorno mi rivedrò, visto solo nel 2000 al cinema e apprezzato molto), il remake de “Il Cattivo Tenente”, scegliesse meglio registi e film avremmo una percezione diversa di Cage come attore. Cheers!

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  2. Ricordo di aver visto da qualche parte il video di Valerio Mastandrea che sta leggendo a teatro dei racconti di Ed Bunker e che resta sbalordito e commosso quando lo scrittore esce dalle quinte. No kiddin. Immagina Denny Trejo che legge un romanzo della serie di Riccardo Finzi a teatro e Max Bunker che esce dalle quinte. Il mondo non è improvvisamente più interessante ?
    Anche io sono un fan e spero davvero che Paul Schrader riesca nel suo progetto del remake di American Gigolò con Machete nel ruolo che fu di Gere e Valerio Mastandrea in quello della Hutton. Il nuovo Julian Kay sarà un reduce che ha avuto un momento di celebrità quando ha dato fuori di zucca e ha piallato il manager ed i clienti di una prostituta bimba per salvarla dal mondaccio in cui era precipitata. Diventerà oggetto della ossessione di un ricco ed annoiato ex ragazzo sempre ragazzo di origine italiana che ama leggere la prosa di scrittori ex criminali uno zinzino ancora criminali. Il film sfiora il mood Thelma e Louise quando il dinamico duo in una versione 2.0 di Profundo Carmesi si ricicla come coppia di ammaliatori di persone sole ed abbienti ed ingenue. Sulle loro tracce una posse di pulotti che ricordano il gruppo TNT come potrebbe metterli in scena Emir Kusturica ( grande fan del lavoro di Max Bunker ndr ). Mi pare già di vederlo trionfare al Sundance Festival. Ciao ciao

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    1. American Gigolo con Trejo protagonista è una genialata che se la legge Rodriguez te la frega in tempo zero!

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    2. Rodriguez intende girare un remake de Il Vizietto con Trejo e Bruno Ganz. La sua idea è che la Cage aux folles abbia un pubblico di vampiri. Il figlio di Danny e Bruno sta per sposare la figlia di un fabbricante di parrucche per i divi di Hollywood interpretato da Nic Cage che sta scappando dallo scandalo del toupet di Hanks che è stato posseduto da angeli e demoni durante la lavorazione di un film di Ron Howard tratto da un lavoro di Dan Brown.

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    3. Mi piace questa versione di Travis Bickle, mi sto già immaginando La Cariatide filtrata dalla mente di Emir Kusturica, con maglia di Maradona addosso, roba da far sembrare un normale impiegato anche il Mad Dog di Williem di questo film ;-) Cheers

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    4. “Mexican Gigolò” ;-) D’altra parte con Rodiguez, Trejo aveva fatto le prove generali, ricordate il fake trailer di “Machete” in cui il nostro ammaliava le donne? :-D Cheers

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    5. Meraviglioso, “Wigate” da noi in uno strampo Paese a forma di scarpa diventerebbe subito “Parruccopoli” ;-) Cheers

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    6. Jim Broadbent nel ruolo di Gervasius de Statuis in arte Cariatide, J. K. Simmons è Grunf, Jude Law è Alan Ford , flavio insinna il conte Oliver , richard anconina è bob rock e Giovanni Lindo Ferretti nei panni di Geremia Lettiga. Il Numero Uno non compare, come il Charlie degli Angeli e la Mary Jane Parker al tempo di Ditko se non travisato, come scrivono nei verbali i poliziotti di chi si maschera, ed il Grande Cesare è Joe Pesci. L'azione si sposta dalla Nuova York grottesca di Magnus ad una non meglio definita ex costola dell'impero del male, come diceva Ronnie , post giorni di Atomica Charlize. Mission: Impossibile incontra l'armata Brancaleone come potrebbe scriverla Len Deighton. Ford e gli altri, come lo harrypalmer mutuato da Deighton, hanno commesso qualche birichinata e l'esercito ne ha fatto delle recalcitranti spie sempre sul punto di cedere alle lusinghe del mammasantissima borsaronero Grande Cesare. Come Underground, ma sotto acido. Solita raffica di premi a Venezia o a Cannes o a Locarno per Emir Kusturica.

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    7. No ma sul serio il casting è perfetto, da quanto è che lo immaginavi? ;-) Simmons con i baffoni colpo di genio, ma lo voglio vedere alle prese con Insinna e Giovanni Lindo Ferretti, prevedo una tragedia! :-D Cheers

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  3. Non vale, stai recensendo tutti film che devo vedere nell'immediato! Anche qui, dunque, tornerò a scrivere dopo la visione :-P

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    1. Fai con calma, la strada la conosci ;-) Sono curioso di sapere il tuo parere su Bunker, al massimo avrai materiale per Nicolino, che dopo il remino potrebbe passare al “rapino” ;-) Cheers

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  4. Incredibile, Dafoe e Cage si ritrovano dopo Cuore Selvaggio (gran film, hai ragione^^).
    Questo proprio non lo conoscevo, ed è il mio genere: hardboiled, sanguigno.

    Moz-

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    1. “Cuore selvaggio” è il Lynch di cui non si parla mai, sarò di parte ma ribadisco, per me è il film che ha inaugurato gli anni ’90 ;-) Potrebbe piacerti, se ti capita ti consiglio i libri di Bunker, ci trovi tutti l’hardboiled sanguigno che vuoi. Cheers

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  5. Devo proprio guardarlo presto! Poi tornerò a rileggerti :)

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    1. Fai con comodo tanto non scappa, buona visione! ;-) Cheers

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  6. Forse è la prima volta che ho visto Defoe con i baffi.
    Per il resto, ho gradito il film. Non me l'aspettavo, vista la presenza del caro Nicolas Cage XD

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    1. Bella questione mi porti, Dafoe si era già visto baffuto in qualche film? A memoria aveva la barba ne "l'ultima tentazione di Cristo" per ovvi motivi iconografici, ma anche i baffetti in "Cuore selvaggio", questo é il terzo capitolo della "Trilogia del baffo" di Willem ;-) Cheers!

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  7. Filmone. Schrader non mi delude (quasi) mai.
    Vergognosamente non avevo collegato Cage e Dafoe a Sailor e Bobby Peru, e si' che Cuore Selvaggio e' uno dei miei film preferiti ("Il mio caaane... lo porto... sempre con me!).
    Ora pero' voglio leggere il romanzo di Bunker.

    Un salutone.

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    1. Ai tempi delle prime visioni di “Cuore selvaggio” sono arrivato a tanto così dal comprarmi la giacca pitonata, solo per ripetere il tormentone di Nick Cage sulla giacca ;-) Schrader ha preso dal romanzo quello che gli interessava, per cast e alcune scene, un film da vedere, fammi sapere com’è andata con il romanzo, quello è ancora più avvincente senza nemmeno essere uno dei miglior di Bunker. Cheers!

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