lunedì 25 settembre 2017

Baby Driver (2017): Alzate il volume e abbassate il pedale dell'acceleratore


Non so voi, ma ho tre modi che apprezzo più degli altri per sentire la musica, il primo è con le cuffie, possibilmente ad un volume criminale che mi isola dal mondo, roba che se qualcuno per caso mi rivolge la parola, sembra che stia cantando il testo della canzone che hai nelle orecchie. L’altro è in macchina, quando sei coccolato dalle casse intorno a te, non puoi direi di aver sentito per davvero un disco finché non lo hai ascoltato mentre imbocchi una curva tenendo il volante in mano. Sapete dove altro mi piace sentire la musica? Nei film.

Edgar Wright dopo aver mollato per “Divergenze artistiche” la regia di Ant-Man ha annunciato subito che si sarebbe dedicato ad un film intitolato “Baby Driver” come un pezzo di Simon & Garfunkel, personalmente se uno come Wright annuncia qualunque cosa, anche “Farò un film tratto dalla mia colazione mattutina” ha tutta la mia attenzione, perché l’autore della trilogia del cornetto e dell’ottimo “Scott Pilgrim vs. the World” (2010) (sì, ho detto ottimo e non me ne pento) per quanto mi riguarda può fare quello che vuole, infatti “Baby Driver” è l’ennesima prova del suo talento, un altro gran titolo in una filmografia finora impeccabile e un film che rischia di essere ricordato come uno dei più spassosi del 2017, insomma poteva andarci peggio.

Wright ha definito il film un musical con degli inseguimenti, definizione molto azzeccata, ma che secondo me crea delle aspettative diverse dal film finito, perché dal musical Wright prende a prestito, ovviamente, la musica sempre presente e il ritmo, ma quello a ben guardare è sempre stato impeccabile in tutti i suoi film precedenti. La differenza sostanziale è che “Baby Driver” non è un film dove ogni tanto qualcuno si mette a cantare è più che altro un film d’azione estremamente classico (anche dei riferimenti cinematografici a cui decide di rifarsi) in cui la musica è fondamentale.

Tempo di trovare la canzone giusta e poi si parte con il commento!
Più che un musical, quindi, “Baby Driver” è un film sui fanatici di musica come potreste essere voi o io, per tutti quelli che quando sanno di dover affrontare un viaggio in auto, la prima cosa a cui pensano è «Cos’ho nel lettore CD?», “Baby Driver” sembra una grande dedica a tutti quelli che non escono di casa se non hanno le cuffie, a quelli che sanno che per affrontare certe giornate e certi momenti della vita, ci vuole la canzone giusta, un tipo di ossessione simile all’autismo ben incarnata da Baby (Ansel Elgort) in cui mi ci riconosco molto.

Quando dico che i primi cinque minuti di un film sono quelli che ne determinano tutto l’andamento, è proprio a film come “Baby Driver” a cui penso, qui i minuti nello specifico sono circa sei, ma il principio è lo stesso, Baby (B-A-B-Y come nel pezzo di Carla Thomas) è l’autista, quello che aspetta fuori con il motore acceso mentre gli altri entrano, di solito con una maschera di gomma sulla faccia a fare la loro cosa, ah! Per inciso, vorrò eternamente bene ad Edgar Wright anche solo per la gag sulla maschera da Halloween di Mike Myers, avevo già capito dove sarebbe andato a parare, ma ho riso come un cretino lo stesso.

La ricordavo un po' diversa la maschera di Mike Myers, però...
In quei sei minuti iniziali sulle note di un bluesaccio come “Bellbottoms” Wright ci illude che “Baby Driver” saranno 115 minuti di gente che canta come fa Baby mentre aspetta al volante, facendo tutte quelle mossette che facciamo tutti quando sentiamo un pezzo figo, tipo suonare il piano, la batteria o la “Air Guitar” e non ditemi che non lo fate pure voi perché tanto non vi credo!

Tanto lo so che lo fate anche voi, vi conosco mascherine.
In realtà, “Baby Driver” è un heist movie che inizia con una fuga su una Subaru rossa diretta come il William Friedkin comanda, ok lo so che forse ci sono troppi stacchi di montaggio per i canoni dell’inseguimento stradale, normalmente mi farebbero storcere il naso, ma il risultato finale è incredibile per due ragioni: la prima è che non ci sono “tamarrate” esageramene irrealistiche in questa scena, l’altra è il fatto che il montaggio frenetico è il marchio di fabbrica del regista della Trilogia del Cornetto, se questa di apertura con in macchina il Pazzo (Jamie Foxx) ed Eddie-senza-naso (Flea dei Red Hot Chili Peppers, che quando c’è da sgommare in auto non se ne perde una) è solo la prima di almeno tre o quattro scene di inseguimento e fughe (in auto e a piedi) una diretta meglio dell’altra e tutto con la perfetta musica di sottofondo.

Salve, sono la prima scena del film. Mica male no?
Sì, perché appassionato di film d’azione Edgar Wright lo è sempre stato, è diventato palese al mondo intero quando ha diretto quella bomba assoluta di “Hot Fuzz” (2007) omaggio fatto con il cuore al genere action con gli sbirri, ma era chiaro ancora prima, ve lo ricordate l’episodio di Spaced in cui i protagonisti iniziano a spararsi con le dita? Ecco, “Baby Driver” è forse una delle pellicole più personali di Wright, un film dove si ride, perché l’Inglese è una di quelle persone che di non scherzare proprio non è capace, però il suo lavoro lo prende terribilmente sul serio, motivo per cui “Baby Driver” ha una trama molto convenzionale, ma perfettamente calata nella poetica e nel modo di concepire il cinema di Wright.

Nessuno dei personaggi ambisce ad essere davvero realistico, siamo di fronte ad uno che si presenta come Baby e davanti alle facce incredule fa lo spelling del suo nome. Un mondo leggermente spostato a sinistra rispetto alla nostra realtà (quindi perfetta continuazione di quel manga con attori che era Scott Pilgrim) in cui l’apparenza è realistica, ma tutti i personaggi ricoprono un ruolo posticcio come i nomi che indossano.

Wright impegnato a radunare la banda al gran completo ("La banda!!" cit.).
Kevin Spacey in parti uguali diabolico e paterno è Doc (tenete conto del numero di citazioni), il boss che ha orecchie ovunque, ma anche il mentore di Baby, quello a cui se pesti i piedi rubando l’auto sbagliata ti ritrovi invischiato con un debito (a vita) da cui puoi uscire solamente lavorando per lui. Jon Hamm che è quello che palesemente si diverte più di tutti ad apparire stropicciato è Buddy uno che si vive la storia d’amore romantico con Darling (la bella Eiza González, occhio che presto la vedremo in TUTTI i film) un po’ come Baby vorrebbe viversi la sua con Deborah, un personaggio che in poco tempo passa dall’essere un possibile fratello maggiore per Baby al suo nemico pubblico numero uno.

Uno già lo conoscete, l'altra la vedremo presto ovunque.
Jamie Foxx è uno spettacolo, il suo Pazzo fa il percorso quasi opposto a quello di Buddy, sospetta di Baby, ma ad un certo punto agisce quasi come se fosse la sua coscienza (è l’unico che si mette a canticchiare il pezzo giusto al momento giusto come farebbe baby… Tequila!), il tutto divertendosi come un matto a fare appunto, il pazzo, con una serie di “Frasi maschie” (“Sei ancora vivo? Allora non ci conosciamo”) in cui la migliore è quella su Mastro Lindo che vince a mani basse.

Hai saccheggiato l'armadio di Willy il principe di Bel-Air per caso?
Basta dire che nella parte nel bulletto un po’ tamarro (di nome Griff, state contando le citazioni?) troviamo Jon Bernthal, ma sono i dettagli ossessivi con cui Wright crea il mondo dove si muovono, sgommano e cantano i suoi personaggi a darci la prova schiacciante, i nostri protagonisti fanno benzina con caffè comprato in un posto che si chiama “Octane” e mangiano pizza in ristoranti con nomi da film di Scorsese, il bello di “Baby Driver” è che sono certo nelle prossime visioni, noterò altri livelli di dettaglio come questo, spero che arrivino presto, devo togliermi dalla testa quel “Dinner” ripetuto fin troppe volte dal doppiaggio italiano, ma “Tavola calda” non si dice più nei film?

"Forza andiamo avanti con questo commento, vai vai va...".
Dico sempre che prima di fare un film, bisognerebbe conoscere i classici, “Baby Driver” ha un'ulteriore marcia in più proprio perché Edgar Wright dimostra di essere uno che il cinema lo conosce (molto) e lo ama (molto), quindi ha l’ardire di arrampicarsi lassù dove osano le aquile dei grandi Maestri come Walter Hill e regalarci la sua interpretazione estremamente personale di un classico come “Driver l'imprendibile” (The Driver, 1978), ma lo fa con sincera ammirazione e il giusto livello di deferenza, se Ryan O'Neal era il grande Driver, Wright ci regala il suo Baby Driver.

Ora, siccome è estremamente in voga di questi tempi condividere foto e frasi prese da Twin Peaks, penso che chiunque vi abbia già fatto notare il parallelo tra Deborah e le cameriere della “Tavola calda” (non Dinner) di Twin Peaks, io invece preferisco farvi notare come un regista che maneggia alla perfezione l’arte del montaggio, sia lo stesso che abbia preso una non proprio memorabile come la Lily James vista in “Downton Abbey”, in Ceneratola e in quella menata di PPZ regalandole un ruolo da bella in pericolo che forse è la parte più debole della trama del film, ma è anche quello a cui nome di Lily James verrà associato per il resto della sua carriera fino a nuovo ordine.

"Preferisci cenare in un dinner o in una tavola calda?" , "Bah l'importante è che se magna!".
Il capolavoro di Wright in tal senso è la scelta del protagonista: la natura ha donato ad Ansel Elgort una clamorosa faccia da pirla e il naturale carisma della vostra cassapanca (smontata) acquistata in un popolare negozio di mobili svedese. Un imbarazzante sellerone che (non) ho visto nella saga di Divergent e che (non) ricordo nel remake di “Carrie” (2013), quindi questo vi dice di che razza di magnetismo animale sia dotato ‘sto ragazzo, eppure Wright attorno alla sua quasi totale assenza di espressività gli costruisce attorno un personaggio ideale per guadagnarsi il tifo dello spettatore, un “Rain Man” con la mia e la vostra passione per la musica che dovrebbe far riflettete i fanatici dell’espressività negli attori, sulla vera importanza del numero di facce che uno sa recitare per l’efficacia recitativa, ma anche sul talento di dirigere gli attori di quel genietto di  Edgar Wright.

Tirare fuori un personaggio da un carciofo del genere è una vera impresa.
Wright proprio attorno ai suoi attori mette su una selezione musicale niente affatto scontata e banale, farcita di pezzi con il nome “Baby” nel titolo certo (un paio di esempi? “Baby Let Me Take You (in My Arms)” dei Detroit Emeralds e “When Something Is Wrong With My Baby” di Sam & Dave), ma anche di pezzi non scelti solo per via dell’ambientazione come accadeva nella comunque buonissima colonna sonora di Atomica Bionda, ma nemmeno selezionati per becera associazione di idee e pronti a parte a casaccio in altri titoli meno curati. Certo, non mancano i Queen, a cui Wright aveva già regalato nuova linfa nella favolosa scena di “Don’t stop me now” di “Shaun of the dead” (2004), ma qui fanno da sottofondo ad una delle migliori scene d’azione del film (una delle tante) con un pezzo meno per tutti come “Brighton Rock”, insomma come Baby per un po’ avremmo questi pezzi in cuffia tutti quanti, perché qui sì, alla pari di un musical, associati alle immagini possono aggiungere uno strato aggiuntivo alla storia.

Ma dove “Baby Driver” vince tutto è nel suo abbracciare tanto cinema, oltre al già citato Walter Hill non mancano strizzate d’occhio a “Monster & Co.”, ma mi pare palese che Wright abbia tenuto a mente anche “The Blues Brothers” (1980) di John Landis, toh! Guarda caso un film che univa grande musica (anche black) e inseguimenti in auto.

"...Quando inizio l'ultimo ritornello tu BOOM! Ti schianti fortissimo, tutto chiaro?".
Poi, quando si tratta di girare beh allora Edgar Wright non prende più prigionieri, il montaggio dei suoi film oltre ad essere impeccabile lo trovo addirittura espressivo, basta un fotogramma di un qualunque suoi film per riconoscere il suo stile e, per quanto mi riguarda, questa è una caratteristiche che hanno solo i grandi registi.

Sì, perché tra la fuga di Baby nel centro commerciale (ho detto Blues Brothers vero?), con i colpi di mitra di Jon Hamm che vanno a ritmo di musica e lo scontro finale nel parcheggio coperto, “Baby Driver” è un gran film di fughe più che di veri inseguimenti, di fuga da una realtà in cui il protagonista è intrappolato o dall’acufene che lo tormenta, per altro trovo curioso che proprio in questi giorni, nelle mie di cuffie giri a rotazione l’ultimo disco di Caparezza che, guarda caso, è ispirato al suo problema di acufene. Ah, per altro, ci tengo a sottolinearlo: cuffie nelle orecchie e occhiali da sole neri, lo facevo già PRIMA di aver visto questo film, ora mi sento solo legittimato a continuare.

Beh devo ammettere però che hai un ottimo look.
Voi invece non perdetevi questo film, sarebbe un grosso peccato specialmente se avete un rapporto ossessivo compulsivo con la musica e con il cinema, ma se state leggendo questo blog, probabilmente sì, quindi ringraziamo tutti insieme Edgar Wright che anche questa volta ha centrato in pieno il bersaglio!

40 commenti:

  1. Sai che a me invece alla fine non ha convinto troppo? Musica stratosferica ma alla fine mischia veramente troppa roba insieme e mi ha lasciata un po', come dicono i giovani "meh..?!"lui poi ha una faccia da pirla incredibile...

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    1. Un giorno scopriremo che la missione di Edgar Wright è quella di regalare ruoli della vita ad attori con la faccia da pirla, insieme a “Scott Pilgrim” questo è il secondo capitolo della “Trilogia dei pirla” ;-)

      A proposito di trilogie, quella del Cornetto sta una spanna e mezza sopra questo film, la cui trama è canonica, ma su cui Wright ha applicato il suo stile, apprezzo chiunque decida di confrontarsi con i classici come Walter Hill e John Landis. Se potessi vedere sempre film da metà classifica (in una filmografia) diretti con questo brio ci metterei la firma ;-) Cheers

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  2. Film musicalmente perfetto. Non l'ho amato quanto le sue altre produzioni, forse perchè quelle erano molto più comiche e assurde, ma se tutti i film "meno riusciti" di un regista fossero a questo livello non ne sarei affatto dispiaciuto! :D
    Saluti!

    PS: Ma "Scott Pilgrim" è ottimo! Chi è che ne dubita?! CHIII!!??

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    1. Gli manca il contributo comico degli amici di Wright, Pegg e Frost a piazzare quelle due o tre battute nei punti giusti, ma in generale penso sia una scelta voluta, sto pensando alla fine dell’arco narrativo del personaggio di Jamie Foxx, una conclusione che forse una volta Wright avrebbe gestito con più comicità. Quando l’Inglese avrà sette o otto film nella sua filmografia, sarà più facile incastrare questo nel suo percorso cinematografico, per ora se questo è un film minore, mi va benissimo ;-)

      Sono in tanti che non amano “Scott Pilgrim” credimi, per quanto mi riguarda è un film geniale, Wright ha fatto in occidente quello che nel cinema orientale è più facile da trovare, ma che comunque riesce bene a pochi, gente come Takashi Miike ad esempio, quindi non proprio l’ultimo della pista ;-) Cheers

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    2. L'assenza di Pegg si fa sentire però sul finire del terzo atto, durante lo scontro decisivo, il personaggio di Baby acquista un pò il carattere determinato del miglior poliziotto di Londra in assetto da guerra.;)

      A fine visione "Scott Pilgrim" mi ha lasciato sorpreso come Knives Chau all'inizio del film. Per me è follia non amarlo! :D

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    3. Si lo fa davvero, ho apprezzato Baby, sembra davvero la versione aggiornata del “Driver” di Ryan O'Neal, Baby Driver appunto ;-)

      La faccia di Knives Chau è un colpo di genio, piazzata in quel momento del film riassume anche la reazione degli spettatori, come se il regista volesse sottolineare il cambio di tono del film, pochi utilizzano il montaggio in maniera così espressiva come fa Wright ;-) Cheers

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  3. Ogni tanto riprendo in mano i volumetti di Scott Pilgrim e comincio a leggere il primo, ma non arrivo al giro di boa. Più forte di me. Gap generazionale. Non mi convince nemmeno lo storytelling. Quando Crepascolino inciampa nel cartone di Marco e Star vs le Forze del Male ( che deve qualcosa al segno di Brian O'Malley ndr ) ho una reazione rettile. Più forte di me. Così non ho visto nemmeno la riduzione ( è una riduzione, vero ? non è una roba che dura cinque/ sei volumetti ...) di Edgar. E ti ringrazio perchè prima di leggere la tua rece, stavo per saltare senza rimorso anche il nuovo lavoro di Ed. Da qualche parte avevo letto che era un musical e che un personaggio era Baby e ho avuto la reazione rettile che ho sempre quando inciampo in Dirty Dancing. Mi pare di capire sia altro. Bene. Ciao ciao.

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    1. Avrei sempre voluto leggerle l’american manga di Brian O'Malley, mi ferma sempre il numero di volumi rapportati al costo, di solito preferisco spendere gli stessi soldi per altri fumetti, sono strano lo so. Si per fortuna il film è una riduzione, ma anche un adattamento allo stile di Edgar, come dicevo qui sopra, la cosa più simile ad un film di Miike (senza budella e follie varie) vista qui da noi in occidente.

      No per fortuna “Baby Driver” non ha l’andamento di un musicale (dialogo, canzone, dialogo, canzone, ritornello, strofa) è un film a ritmo di musica quello sicuramente, ma per assurdo sembra più un musical, nel senso classico del termine “The Blues Brothers”, che per altro è uno dei pochi film con gente che inizia a cantare che non mi stancherò mai di guardare ;-) Cheers!

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  4. Uau, ero indeciso se vederlo ma dopo questa recensione devo farlo assolutamente!
    Ah, e ovviamente sottoscrivo e condivido in pieno i tuoi tre modi di sentire la musica, che sono esattamente anche i miei :-P
    L'unica limitazione in auto è di non mettere mai la colonna sonora di Fast and Furious quando prendo l'autostrada: entro in un'esaltazione davvero pericolosa e comincio a fare cose rischiose :-P

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    1. Merita la visione, la trama non è originale ma Wright ci mette il pepe ;-) Allora mi capisci, penso che siano anche i tre metodi più coinvolgenti, beh per lo meno in mancanza di un impianto casalingo con vinile e casse da terremoto ;-) Ahahah si hai ragione a me fa lo stesso effetto “Brothers in arms” dalla colonna sonora di Mad Max Fury Road. Cheers!

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  5. Purtroppo il buon faccia da pirl@ Elgort l'ho ben visto anche in un film che non avrei mai voluto vedere: "Colpa delle Stelle". Una roba molto molto strappalacrime che la mia lei mi ha costretto a vedere nel classico gioco dell'alternanza (una cosa la scelgo io, un'altra te,...).

    Ma torniamo a noi e a questo "Baby Driver". L'ho perso... Mi sarebbe piaciuto godermelo in sala perché Wright è una garanzia, e invece mi tocca attendere. Peccato. Anche perché sto leggendo recensioni molto positive in giro. Che rabbia!

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    1. Scusa Cassidy ma di Melo a OKC ne vogliamo parlare?!?!

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    2. Azz è vero “Colpa delle Stelle” ecco perché mi sembrava di averlo già visto. Ti faccio il commento al volo di “Colpa delle Stelle”? Sono certo di averlo visto, mi ricordo che parla di due ragazzi di cui lei malata, il resto vuoto completo, fine del commento. Un film che mi ha molto impressionato come puoi capire ;-)

      Guarda potrebbe non essere stato un male, se non altro ti potrai evitare il maledetto Pino Insegno e i vari “Dinner” del doppiaggio italiano. Infatti non vedo l’ora di rivedermelo in originale, non che sia doppiato poi così male, ma i film di Wright come quasi tutti, li preferisco in lingua originale. Cheers!

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    3. Ovvio che ne parliamo! ;-)
      Colpo dell’ultima ora, Phil Jackson voleva liberarsi di Melo per puntare tutto su Porzingis, New York si è liberata di tutti (Coach Zen compreso) tenendosi proprio il lettone.
      OKC ha fatto un affare ma ha anche messo su un signor scambio, con Paul George (a contratto per un anno) sono riusciti a prendere anche Melo in cambio di una sacca porta palloni e due borracce (con tutto il rispetto per Kanter e McDermott).

      Per un anno avranno anche loro i Big Three, per altro tutti in posizioni differenti tra di loro, liberi di non pestarsi i piedi uno con l’altro, se mettiamo anche che hanno già Steven Adams, hanno tutto per fare male a quasi tutti a patto di trovare una chimica tra di loro.

      Melo ha circa 20 giorni scarsi per iniziare a pensare da Thunder, secondo me nelle squadre dove è stato gli è sempre mancato qualcuno che potesse dirgli “Io so io, e tu non sei un cazzo” è sempre stato trattato troppo da super star capricciosa (ricordiamo il “Melodrama” di qualche anno fa), ora quel qualcuno esiste e si chiama Russell Westbrook, se quei due si annusano e si piacciono, potrebbero fare davvero bene con la stessa maglia ;-) Cheers

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  6. Bentornato Edgar Wright! Adesso non andartene mai più e sforna più capolavori possibili :D

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    1. Assolutamente d'accordo con te, ci mette sempre il suo tempo a fare i film, ma di solito ne vale la pena, come questa volta ;-) Cheers

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  7. Sarà la mia prossima visione cinematografica questo film xD

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    1. Aggiungo solo buona visione, ti leggerò molto volentieri ;-) Cheers

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  8. Ne vorrei di più di film così, purtroppo di Edgar Wright ce n'è uno solo quindi fra un film e un altro tocca confortarsi con una sana dose di Spaced che per me rimane il suo capolavoro assoluto...In ogni caso per un autistico musicale come me un vero gioiello (pun intended)

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    1. Lo penso anche io e "Spaced" si riguarda puntualmente, davvero una di quelle serie che non mi stanca mai, ogni volta mi riconosco nei personaggi ;-) Assolutamente, troppo facile etichettarlo come musical è un film su chi ama la musica, quindi ancora meglio ;-) Cheers

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  9. Io chitarre e batterie invisibili non ne suono, in compenso canto e mi ci impegno pure tanto, come quando tento di arrivare alle note che raggiunge Chris Cornell in Show me How to Live o a fare i falsetti di Justin Hawkins nelle sua canzoni con i The Darkness - che andrò a vedere in concerto a Novembre e sono eccitatissimo! - . Tutto questo per dire che il film non l'ho ancora visto e mi sto mangiando le mani per questo.

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    1. Ti capisco perfettamente da grande appassionato dei Soundgarden so bene che ogni tanto bisogna ricordare a noi stessi che lassù a quelle note là ci arrivava davvero solo Chris, ma nel trasporto a volte uno se lo dimentica ;-) Oh i The Darkness che spettacolo! Ho dato loro poco peso quando sono esplosi e si sentivano ovunque, poi mi è capitato di vederli dal vivo ad un festival, purtroppo senza Justin Hawkins alla voce (penso fosse già KO per i suoi problemi extra palco), ecco malgrado il sostituto alla voce hanno messo su un gran spettacolo, da allora ho iniziato ad apprezzarli, dovrei recuperarmi i loro ultimi dischi. Ecco ora abbiamo entrambi qualcosa da recuperare ;-) Cheers

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  10. mannaggia, nella settimana che avevamo a disposizione per andare al cinema (= quella in cui qualcuno ci teneva la bambina, per capirci!!) lo passavano solo alle 11 di sera, di giorni lavorativi... e cosi' siamo fregati, perché mi sembra la tipica cosa che merita vedere sul grande schermo! in tv ho paura che non renda...

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    1. Malgrado tutto i film di Wright continuano a venir distribuiti malissimo, ricordo che i primi due capitoli della trilogia del Cornetto, da noi sono usciti entrambi il 15 di Agosto (storia vera). La prima scena al cinema è una figata, ma non credo sia un film che perda visto in tv, anzi, visto a casa puoi selezionare la traccia audio originale ed evitarti il doppiaggio pieno di “Dinner”, insomma non perderti d’animo ;-) Cheers

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  11. Tre modi che adoro anch'io per sentire musica.
    Da patito musicale non potevo fare a meno di apprezzarlo pure io. Se lo si prende solo come un heist movie gli si fa un torto, questa è una grande sinfonia cinematografico-musicale che esalta come poche altre pellicole. Un po' come l'ottimo (dici bene) Scott Pilgrim.
    Per me è già cult!

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    1. Sei uomo di musica ero certo che avrebbe colpito al cuore anche te.
      Solo come heist movie o come “Un ragazzo incontra una ragazza” davvero gli si fa un torto, è un film per fanatici di musica (e cinema), dici bene Wright ha firmato un altro titoli destinato a diventare di culto. Cheers!

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  12. Visto approfittando dell'influenza che m'ha devastato! Diciamo che fino a metà è fra i migliori film visti negli ultimi dieci anni, poi forse - ma è proprio un essere rompipalle - si fa eccessivamente intricato e succedono troppe cose: forse una seconda parte più snella, come la prima, sarebbe stato meglio. Però sono proprio finezze: è innegabile che è un film sorprendente, un noir durissimo e cattivissimo mascherato da film "macchine di correre". Forse sul finale ci sarebbe da discutere, ma comunque la prima metà è da applauso a scena aperta.
    Dal vivo sono una persona discreta e non attiro mai l'attenzione, ma ti posso assicurare che dentro di me sento la musica esattamente come fa il protagonista! ^_^ Ogni istante della vita ha una sua colonna sonora, e ci sono giorni e ci sono umori, per questo ho sempre con me compilation le più diverse, in modo da essere coperto a seconda del mio umore.
    Per sette anni sono stato pendolare con treno, autobus e metro, ogni maledetto giorno, e ogni maledetto giorno avevo musica nelle orecchie a scandire la mia vita. E proprio come il protagonista sceglievo il ritmo a seconda di quello che dovevo fare: il treno stava per partire e dovevo fare a piedi due chilometri in cinque minuti? Pompa un rockettaccio infame e comincia ad andare a tempo! Sta' sicuro che il treno lo prendi: poi muori per la fatica, ma lo prendi! ^_^

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    1. Purtroppo questo è il periodo, ma per lo meno ti ha dato il tempo di vedere il film, guardiamo il lato positivo. Vero il secondo tempo non è all’altezza del primo, la tua analisi è giusta più che un calo di ritmo e un accumulo di materiale. Anche secondo me ha dentro un’anima da noir da film anni ’70 che me lo ha fatto apprezzare moltissimo, con il tempo e le visioni penso che migliorerà.
      Ti capisco perfettamente, sia sul rapporto km/sec da coprire per non restare a piedi che sulla musica che è veramente la benzina per i nostri motori, lo hanno definito un musical questo film, no, è un film sulla musica e su la musica se la vive ogni secondo e deve averla sempre con se, ma deve essere per forza quella giusta ;-)
      Buona guarigione! Cheers

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  13. Cass, quando citi Walter Hill è un riferimento a "Driver l'imprendibile"? Se sì, bro-fist, recuperato da poco, una di quelle robe squisitamente anni '70 su cui scrivere qualcosa.
    E poi, quando si parla di Edgar Wright: la forza scorre potente in quest'uomo. Solo lui poteva farci tifare per un attore così.
    Ho visto il film al cinema dopo spasmodica attesa, perchè 4 anni di attesa sono troppi per noi wrightiani (eh sì, coniamolo questo termine). Dananto Ant-Man...
    Non sono troppo d'accorodo sul fatto che Baby Driver sia un film "minore", lo è sotto l'aspetto squisitamente narrativo, ma la messa in opera è un passo in più rispetto al passato: si è confrontato - vincendo - col cinema d'azione puro.
    Sogno un futuro in cui Wright conquisterà il mondo, usando questo film come punto di partenza per dimostrare che è mestierante esperto capace di crescere tecnicamente, qui siamo a livelli più "hollywoodiani", e questo è importante in un regista giovane che mantiene un suo stile riconoscibile.

    p.s. forse lo ricorderemo anche per l'ultima interpretazione di Kevin Spacey...

    Bob.

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    1. Vai pure con il Bro-Fist perché "Driver l'imprendibile" è uno dei miei Hill preferiti di sempre ;-)
      Seconda volta che Wright ci fa fare il tifo per un cetriolo umanoide, dopo "Scott Pilgrim". Da wrightiani (sfrutto il tuo neologismo che ben mi rappresenta) vogliamo dire che questo film sta (o starà) alla filmografia di Wright come "Driver l'imprendibile" a quella di Hill? Un giorno verrà apprezzato in pieno come merita ;-) Purtroppo forse si, ciao ciao Kevin punito lavorativamente per qualcosa di molto extra lavorativo. Cheers!

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  14. Bella la prima parte, citofonatissima la seconda mentre nella terza si sbraca abbastanza! La battuta di KS: "Anch' io una volta ho amato" o qualcosa di simile per giustificare la sua azione... sic! Grande JF, ma pure il vecchietto! Tornando a KS, uscito veramente sul filo di lana visto che poi è cominciata ad Hollywood una nuova stagione che chissà quanto durerà! Ancora un pò e probabilmente non avrebbe avuto il successo che ha ottenuto causa questioni extra filmiche.

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    1. Per un bel po’ questo sarà l’ultimo Kevin Spacey, gli tocca un lungo periodo alla Mel Gibson. Tornando al film si vero cala un po’ ma gli voglio bene lo stesso un casino ;-) Cheers

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  15. Non si possono non amare film fatti così, tanto carisma e tecnica. Chissà Hill che ha detto guardando il film che assieme a Drive di Refn è una delle più interessanti citazioni (in superficie) al suo film.

    Comunque quando si sono ritrovati con il Macellaio a comprare armi non ho potuto che non pensare ad un altro film inglese ovvero Free Fire 😂 la soluzione di Wright è stata molto più veloce di quella del buon Ben.

    Premio "chiappette d'oro" alla González

    Premio "divertiamoci con un ruolo opposto" a Hamm che in The Town di Affleck era esattamente il contrario come personaggio.

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    1. Gualtiero Collina si è ritrovato improvvisamente citatissimo, era ora che qualcuno capisse l’importanza di “Driver l’imprendibile” ;-) Ahaah si esatto, Ben si è dedicato un po’ di più alla sparatoria, appena appena un po’ di più :-P la González stiamo per vederla in tutti i film, posso aggiungere anche: Per fortuna? ;-) Cheers

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  16. Piano piano sto esplorando il tuo blog e perle come questa mi spingono a farlo sempre di più. Anche io ho apprezzato tanto Baby Driver e ora ho aggiunto il link alla tua recensione sotto la mia, come era doveroso. :--)

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    1. Sei il benvenuto! Inoltre devo dire che i posti non mancano da leggere, avevo letto il tuo post su questo film, quindi sapevo che eri anche tu appassionato, grazie! Cheers

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    2. Difficile non essere appassionato del cinema di Edgar Wright, uno dei migliori registi "nuovi" in circolazione! Alla fine di quest'anno dovrebbe uscire il suo prossimo film, Last Night in Soho! :--D

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    3. Per me anche l’unico che sa come fare film nuovi, omaggiando quelli vecchi senza scopiazzarli o citarli spudoratamente e basta, ma elaborando le lezioni dei maestri, ci è riuscito con Romero, e con Walter Hill, che guarda caso sono due dei miei preferiti di sempre ;-)
      Già tra i film più attesi dell’anno, come ogni suo nuovo film. Devo approfittarne per completare la (non) rubrica su di lui con un post su “Scott Pilgrim”, magari me lo gioco prima dell’uscita di “Soho” ;-) Cheers!

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  17. Proprio ora Rai4 sta mandando il film, con splendide scritte italiane che ho registrato con gran piacere!
    E' davvero la concretizzazione della Legge di Cassidy: i 5 minuti iniziali più belli del ventennio!
    La prima volta non avevo notato che quando Baby cammina canticchiando per le strade di New York ci sono delle scritte sugli alberi che corrispondono al testo della canzone, infatti sono inquadrate nel momento esatto in cui il cantante le pronuncia. Già solo i primi 5 minuti sono un film a sé ^_^

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    1. Lo sto guardando anche io ;-) Come tutti i film di Edgard Wright li puoi rivedere dieci volte e ci trovi sempre nuovi dettagli, al momento credo sia l'unico con (anche) questo talento, i primi cinque minuti di questo film se la giocano con tutti quelli usciti negli ultimi anni, per dirla alla Indy: dovrebbero stare in un museo! Cheers

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