lunedì 4 settembre 2017

Atomica Bionda (2017): Ich bin ein Menarer


Che “Atomica Bionda” sarebbe stato un film figo era chiaro, bisognava solo stabilire quanto e in che misura, posso dirlo tranquillamente: molto! Ed oltre ad essere figo è sicuramente uno dei film che a fine 2017 ricorderemo tra i più gustosi della stagione, apre anche a qualche riflessione.

La prima delle quali è che John Wick ha dato il via ad una nuova tendenza, Chad Stahelski e David Leitch, due con un curriculum come stuntmen lungo come entrambe le vostre braccia incollate insieme, pare si siano messi in testa di dare una scossa elettrica al genere action americano, considerando che gli eroi dell’azione con cui siamo tutti cresciuti non sono più i divi di un tempo, per farlo stanno pescando a piene mani dai volti che il grande pubblico conosce a patto di trovare gente ben disposta al cinema picchia picchia e spara spara, amici come Keanu Reeves e Charlize Theron che, non a caso, si sono anche allenati insieme (storia vera) mentre uno preparava il secondo John Wick e l’altra scaldava i muscoli per questo.

"Questo è per Matrix Reloaded!" , "Ma io sono la controfigura di Keanu Reeves!!".
Visto che sono due pellicole che camminano mano nella mano lungo lo stesso viale delle botte diciamolo subito: “Atomic Blonde” è tipo venti volte più figo sotto tutti i punti di vista rispetto a John Wick. David Leitch che era il registra (non accreditato) del primo capitolo, ha rinunciato al secondo proprio per dedicarsi anima a pugni ad “Atomic Blonde”, perché lo ha fatto? Beh, a questo punto, come in tutte le storie davvero interessanti, deve entrare in scena una donna.

Quando tra vent’anni guarderemo la carriera di Charlize Theron sarà chiaro che questa ci ha fregati tutti, mentre eravamo impegnati a guardare la sua gonna che si accorciava in una pubblicità che ha fatto impennare le vendite (diciamo le vendite) della Martini, Charlize ci ha propinato la storia del ranch in cui è cresciuta, per anni descritto dalla bionda (atomica) come la casa di Heidi, però in Sudafrica. Intanto, zitta zitta si giocava la mossa alla Mia Farrow in “Rosemary's Baby” (1968) (tagliarsi i capelli per sembrare più, eh eh, brutta, fa ridere lo so) e beccarsi il ruolo della moglie in “The Astronaut's Wife” (1999) da lì non si è più fermata mostro di bravura premiata con l’Oscar per “Monsters” (2003) di Patty Jenkins che, in qualche modo, torna in questo pezzo, vi avviso.

"Ne hai ancora per molto Cassidy? La guerra fredda è durata meno della tua premessa".
“Æon Flux” (2005) è un passo falso, ma anche la mossa di apertura dell’offensiva mondiale lanciata dalla Theron al pianeta, la tosta cattiva di “Hancock” (2008) e l’ancora più tosta Meredith Vickers di Prometheus indizi chiari che nessuno ha colto, sottovalutati perché mimetizzati dentro brutti film.

Poi la verità sul ranch Sudafricano, non una caramellosa storiella per i giornalisti, ma un incubo con un padre violento e alcolizzato, una storiaccia brutta (e prutroppo vera) che finisce con la mamma di Charlize che uccide papà Charles davanti agli occhi della figlia, dopo l’ennesima aggressione indotta dall’alcool. Quindi, alta bionda è perfetta per far vendere i Martini, ma ha pure due palle così visto che questa cosa se l’è tenuta per se per decenni.

Il resto lo conoscete, con l’imperatrice Furiosa di Mad Max Fury Road non solo Charlize decide il nome della mia futura ed ipotetica (molto futura e molto ipotetica) figlia, ma zittisce tutti, Fast & Furious 8 l’ideale continuazione ed ora che ho visto il film posso dirlo, “Atomica Bionda” è la coronazione di un piano di conquista globale che rilancia il film di menare mainstream americano e costringe tutti i cinefili seri (quelli con la pipa e il brandy)  a pensare, perché se un'attrice premio Oscar corre dietro a questo progetto dal 2012 e chiama David Leitch per poter brillare, beh, cari amici è ora di spegnere la pipa perché il cinema di menare ha vinto.

Mentre eravamo impegnati a sbavare questa ci ha fregati tutti quanti...
Punti negativi del film? Sono talmente pochi che me li gioco subito, poi passiamo alle cose serie. Sono quasi tutti legati alla versione italiana, se hai americani, inglesi, tedeschi e francesi come se fosse una barzelletta, metti in preventivo il doppiaggio odioso con i soliti finti accenti, ma soprattutto l’uso di quel bellissimo italiano finto che esiste solo nei film doppiati moderni.

Mai sentito nessuno in vita mia dire “Gli Americani hanno sganciato un’atomica bomba su Hiroshima”, nessuno in italiano dice “Atomica Bomba”, quindi perché dovremmo dire “Atomica Bionda”, al massimo “Bionda Atomica” che è la corretta traduzione di “Atomic Blonde” e conserva pure meglio il gioco di parole originale. Ma se il film lo chiami “Atomica Bionda” sulle locandine italiane i grafici devono cambiare ben poco, quindi via così, per il resto parola agli esperti.

“La città più fredda” la graphic novel fumetto del 2012 scritto da Anthony Johnston con i glaciali bianchi e neri di Sam Hart è lo spunto di base, di cui resta sostanzialmente l’ambientazione nella Berlino del 1989 pochi giorni prima della caduta del muro rimasto in piedi per 28 anni, ma di fatto è una storia tutta basata sui colpi di scena e il doppio gioco degli agenti in missione. Una bella storia che David Leitch e il suo sceneggiatore Kurt Johnstad devono aver letto pensando: «Sai cosa manca qui dentro? L’azione», quindi vi hanno posto rimedio.

Atomica mora (e pure in bianco e nero).
Tutto è stilizzato in “Atomic Blonde”, anche la trama è stilizzata, il lungo racconto dei giorni passati a Berlino da Lorraine Broughton, la migliore agente nel mondo e il nome probabilmente destinato a sedersi accanto agli eroi d’azione di cui avevate il poster in camera. Le facce sono tutte quelle giuste e stilizzate: Toby Jones il capo a cui fare rapporto, John Goodman l’agente “Cocksucker” il contatto della “Bugia bugia bugia dice la CIA” (cit.), James McAvoy l’inglesaccio bastardo che si è ben adattato alla vita e ai night club berlinesi, che direttamente da Split si è portato “La testa rasata alla Sinead O'Connor”, il gesso del braccio rotto sul set del film di M. Night Shyamalan (storia vera) e lo stesso campionario di facce e faccette.

Come ci si riduce a lavorare con Shya.. Shyia... Michael Night.
Mettici, poi, Eddie “Culto Umanoide” Marsan nei panni di Spyglass, la spia a cui far attraversare il muro tipo Il ponte delle spie, ma che conosce a memoria un MacGuffin che con molta fantasia si chiama “La Lista”, ovvero la più classica e stilizzata delle trovate, una cosa mai sentita pensate: una lista di nomi di agenti segreti che se finisse nelle mani sbagliat… Quanti film avete visto così? Forse tutti quelli di spie. Stilizzato, tenetelo a mente, la parola chiave di tutta l’operazione.

Stilizzato come la Berlino che fa da sfondo alla vicenda, che non ha quasi nulla di realistico quasi nessuno per strada, ma i locali pieni, giusto una protesta di piazza e poco altro, sembra la Berlino del muro che potrebbe avere in testa uno che ha un'idea abbozzata della guerra fredda e che, come me, quando sente citare la capitale della Germania pensa subito alla fase berlinese della carriera di David Bowie che, infatti, è omaggiatissimo nella colonna sonora, intanto voi mi leggete, ma io sto arrotolando il tappeto sotto i vostri piedi lentamente…

Se il Graphic Novel fumetto è in bianco e nero, David Leitch compensa con tutti i colori al neon che mancavano tra le pagine, avete presente i neon a buttare di John Wick? Ecco, uguale, ma di più (altro concetto chiama John Wick, ma di più) con Charlize che pure lei è stilizzata, non esiste una singola inquadratura statica in cui lei non sia in posa, ma comunque naturalissima, roba che ti viene facile solo se sei nata figa e formata su mille mila set fotografici. Beve la Vodka? Posa stilosa. Fuma una sigaretta? (Sì, perché in questo film fumano clamoroso!) posa stilosa. Quando Lorraine Broughton è rilassata in camera d’albergo, indossa un vestitino a righe orizzontali che ti fa pensare che questa è venuta giù nella città cardine della guerra fredda, con un campionario di giacche, giacchette, cappottini, gonne, vestiti da sera e poi magari si è portata anche una pistola, tanto non le serve per essere letale.

Ci pensate voi a dirle che nei film non si può fumare vero?
Stilizzata è la musica che spesso parte a caso e con i neon porta l’estetica da videoclip a livello di guardia, pezzi scelti per libera associazione di idee che sembrano stati scippati dalle mie cuffie, Londra? London Calling dei Clash. Berlino? Una cover di Der Kommissar di Falco. Gli anni ’80? Siouxsie and the Banshees, gli Eurytmics, George Michael. Per associazione di idee è assurdo che manchi la scelta più ovvia "Atomic" di Blondie. In compenso, vuoi non metterci un pezzo dei Queen poi? Dai, vada per Under Pressure, guarda caso quello cantata con David Bowie vero filo rosso di tutta la colonna sonora.

Il Duca Bianco è quello che va più forte, vuoi proprio per la sua storica fase berlinese, Peter Schiling rifà la sua “Major Tom”, una cover altro concetto chiave, “99 Luftballons” di Nena si sente in due versioni, così come “Blue Monday” e anche se “Cat People (putting Out Fire)” si sente nella versione originale di Bowie di fatto sullo schermo sembra una cover, tenetevi forte perché qui il mio ragionamento si fa un po’ contorto e poi sono pure impegnato ad arrotolare il tappeto sotto i vostri piedi, eccomi che vado.

Con tutto che mi piace David Bowie, “Cat People (putting Out Fire)” è assorta a nuova vita dopo che Quentin Tarantino ha deciso di usarla in “Bastardi senza gloria” (2009, detto in amicizia “BEsterdi”) quando la BIONDA Mélanie Laurent si trucca allo specchio prima di andare ad ammazzare dei Nazisti.

Ok abbiamo trovato Eva Kant, ora però ci manca Diabolik.
Ora, con tutta la mia stima (tanta) e il mio amore (tanto) per Tarantino, non sono uno di quelli che giustifica un film dicendo “Lo ha fatto Quentin, quindi è cosa buona e giusta”, ho un intero Blog a testimoniarlo. Qui David (Bowie canta) “See these eyes so green”, David (Leitch) inquadra gli occhi di Charlize Theron pure lei davanti ad uno specchio, troppo palese il riferimento, veramente troppo.

Leitch ha visto quella scena e ha detto «Bella bella anche io!», oppure ha voluto omaggiare? Non lo so bisognerebbe chiederglielo, il flash della mia mente malata è stata: David Leitch che balla sotto i neon di un locale di Berlino, che da lontano incrocia lo sguardo di Tarantino (che balla alla Travolta) e i due si guardano con un cenno del tipo «Hey!», come due metallari che s'incontrano in fila alla posta e si riconoscono per via della maglietta teschiata.

Collezione autunno inverno ideale per rompere ossa e spaccare crani.
“Atomic Blonde” è una cover di un pezzo famoso, non è originale, ma non è detto che debba essere per forza una noiosa replica, anche perché di noioso qui non c’è nulla, il ritmo è buono e nel secondo tempo migliora ulteriormente. Ci sono cover spesso più famose dei pezzi originali da cui sono state ispirate, David Leitch fa questo ci suona la cover di un film di spie dalla trama canonica e stilizzata (“Didascalico! Letterario!” Cit. Ciao Sergio), ma lo fa avendo nella testa, nel cuore e nelle dita solamente una cosa: l’azione!

Charlize Theron durante le riprese ha perso due denti per i cazzotti presi (storia vera) robetta dopo la storia del ranch in Sudafrica. Imbarazzante la differenza di efficacia tra lei e Keanu Reeves, che in John Wick 2 è chiarissimo che ha studiato l’uso delle armi, si è impegnato tantissimo, ma risulta comunque legnoso e si vede che fa fatica, suda e ha il fiatone. Charlize no, Charlize è una macchina, tutto il tempo che non passa ad essere stilosissima in posa sotto in Neon o a fare l’ice bucket challenge uscendo da vasche da bagno piene di ghiaccio lo passa a menare, a sparare, a guidare e mentre lo fa per assurdo è ancora più naturale stilosa e “Cool”, uso il termine inglese perché se dico figa sembra che pensi solo alla sua avvenenza.

L'ice bucket challenge nella versione di Charlize Theron.
No, intendo proprio “Cool”, figa come può essere figo un marzialista in piena forma, un giocatore di basket al massimo livello, una ballerina all’apice della forma, mentre fanno quello che gli viene meglio. Quello che viene meglio a Lorraine Broughton è menare come un fabbro e uccidere in maniera efficacissima.

Mentre lo guardavo pensavo che Lorraine Broughton è più una Wonder Woman di Wonder Woman. Ora, io capisco che il film di Patty Jenkins (vi avevo detto che sarebbe tornata) sia importante a livello di produzione, ma a livello di contenuti le chiacchiere stanno a zero. Diana in qualche dialogo accenna al suo rapporto con gli uomini, Lorraine se ne frega assolutamente, a volerla buttare in provocazione (ma nemmeno tanto) si potrebbe dire che se il suo personaggio fosse un uomo, non cambierebbe poi molto.

In uno dei suoi momenti rilassati (sempre in posa) indossa una maglia con su scritto “BOY”, poi quando è il momento, invece di farsi James McAvoy balla il mambo degli orsi con Sofia Boutella, utilizzata in arti marziali da materasso, ma considerando la preparazione atletica della Boutella quasi un peccato vederle fare solo questo.

"Sai che sei molto più caruccia di quello Scozzese che mi hanno appioppato?".
Perché Lorraine funziona? Perché non ha bisogno di ribadire di essere una donna che fa cose da uomini (menare), non è guidata dall’istinto materno come Ripley o la bionda di “Kill Bill”, fa quello che fa perché è la migliore, non la migliore agente donna, la migliore e basta. Che poi non è quello che abbiamo sempre fatto guardando i film d’azione? Fare il tifo per IL MIGLIORE impegnato a fare il culo ai cattivi? Bene, nel cinema d’azione occidentale del 2017 la migliore è Charlize Theron che ti fa tifare per lei perché fa quello che ti aspetteresti da qualunque altro eroe dell’azione uomo. L’ultima volta che ho controllato il femminismo voleva l’uguaglianza uomo/donna, no? Il resto sono polemiche in rete che non m'interessano.

“Atomic Blonde” è il classico film figo da vedere con il bonus aggiuntivo dei filmati extra con i video degli allenamenti e delle prove sul set in cui puoi goderti la realizzazione, è chiaro che le coreografie siano state pensate per una stangona di 1.80 (con i tacchi), ma con una preparazione fisica che mi fa pensare: meno male che non ho 42 anni come Charlize e non sono donna, altrimenti sarei uscito dalla sala con i complessi di inferiorità.

La varietà delle coreografia è micidiale, l’uso degli spazi è quasi degno di “The Raid” (mica pizza e fichi!), Lorraine utilizza gli oggetti di scena attorno a sé come armi, tipo la porta del freezer sbattuta in faccia al cattivone, mentre quando termina le pallottole, improvvisa, la pistola scarica girata e usata come tirapugni mi ha fatto balbettare “Ti-Ti-Tirapugniiiii” come se fossi in presa ad un ictus.

Anche io mi incazzo sempre quando trovo la porta del freezer aperta.
David Leitch tiene la macchina da presa alla distanza che il Dio del cinema di menare impone, non stacca mai sui pugni, di ogni colpo vediamo l’effetto (e i lividi) ed è tutto ripreso così da vicino che a volte viene voglia di spostarsi per non prendersi una pizza in faccia. L’apice è quel piano sequenza di quasi sette minuti se contiamo anche la salita in ascensore e l’uscita successiva dal palazzo, uno scontro che inizia sulle scale e finisce in un appartamento (contro il mitico Daniel Bernhardt, a proposito di curriculum lunghi come le vostre braccia) che, signora mia, è una roba da applausi a scena aperta.

Si parlerà tantissimo di quella scena, verrà citata a titolo di esempio per parecchio tempo, fa sembrare statica la scena della discoteca del primo John Wick, per i movimenti laterali della MDP ho avuto alcuni flash della regia di un altro John (Woo). Che, poi, forse era stato l’ultimo a prendere attori famosi senza quasi nessuna preparazione atletica (Travolta e Nicolas Cage) e regalarci scene d’azione fighe in un film destinato al grande pubblico americano.

Charlize chiarisce i conti con i condomini che non pagano l'ascensore.
Quella scena sulle scale da sola vale la visione (su grande schermo, coccolatevi) basta quella a perdonare un film che è una cover stilizzata sotto tutti i punti di vista, ma posso citare un’altra scena di lotta significativa. Ok, non è bella come quella della scale, è un momento “di menare” intermedio che è comunque più figo di molte scene d’azioni cardine di altri film che avete visto di recente, parlo di Lorraine che mena i tre sgherri al cinema (se fossi un critico con la pipa tirerei di nuovo in ballo il finale dei “BEsterdi” di Tarantino, ma non fumo e vi risparmio).

Lorraine s'infila in un cinema dove proiettano quel capolavoro totale e assoluto di “Stalker” di Andrej Tarkovskij, mentre sullo schermo passa una delle scene più importanti (e statiche) del film, Lorraine e i tipi fanno a pugni e calci mentre letteralmente bucano lo schermo, lanciandosi dall’altra parte. Forse qualche critico con la pipa potrebbe offendersi: ma chi è questo David Leitch che si permette di oltraggiare Tarkovskij? Personalmente non mi sono offeso, non mi lancio in paragoni tra “Atomic Blonde” e “Stalker” li lascio volentieri a quelli che se non usano la parola “extradiegetico” ogni tre frasi stanno male.

Solo questo fotogramma potrebbe scatenare ogni genere di paragone.
Molto più banalmente dico che posso amare tantissimo “Stalker” ed esaltarmi per la trama minimale di “Atomica bionda” quando davanti a me vedo in azione registi con una tale passione e convinzione nella forza di quello che stanno dirigendo. David Leitch convinto lo è molto, Charlize Theron porco mondo lo è anche più di lui, convincetevi anche voi perché se un'attrice premio Oscar, sceglie il cinema d’azione di menare e un ex stuntman passato alla regia per brillare sullo schermo come non mai, vuol dire che il cinema d’azione di menare ha vinto e bisogna solo godere di uno spettacolo così.

Io non sono Berlinese, sono un appassionato di cinema e al massimo sono “Menanese”, siatelo anche voi! Ich bin ein Menarer.

32 commenti:

  1. Ho visto Solaris di Tarkovskij nel vecchio e glorioso cinema De Amicis di Milano, poco dopo la morte dello scrittore di Cuore, quando avevo più o meno l'età che dimostra Bill Skarsgård in Atomica Charlie, su quei seggiolini punitivi di teak che sono il valore aggiunto dei cine d'essays, ed è stato come farsi iniettare la run di Shade di Milligan/Bachalo ad un live di Richard Ashcroft. Ancora oggi non riesco a pensare ad Andrej senza cominciare a tremare come se mi fossi immerso in una vasca piena di cubetti di ghiaccio, ma senza Charlize a coccolarmi.

    Visto sabato sera perchè Crepascola adora James McAvoy solo uno zinzino meno di Gerry Butler. Il suo commento- dopo la fine del film - è stato che la signora Theron fuma tenendo la sigaretta tra i denti per non perdere in turgore delle labbra. Io non sono così cerebrale e ricordo che durante la proiezione le ho bisbigliato solo che: 1) il personaggio di James McAvoy all'inizio sembrava una parodia "nera" dell'ufficiale al dettaglio di Tony Curtis in Operazione Sottoveste e ( attenzione allo SPOILER per chi non avesse ancora visto Atomica Charlie ) 2) il plot ed il probabile switch andavano nella direzione di Senza Via di Scampo con Kev tonnonellavalleverde Costner. Non che il plot fosse importante.
    Domenica ne stavo parlando al telefono con il mio amico ed ex allievo Chris Nolan - sabato la mia idea era di vedere il suo Dunkirk, come quasi tutti gli altri che erano nel multisala - e ho commentato che i suoi tre Bats hanno influenzato anche le coreografie delle risse uno contro quasi tutti gli altri ( si veda Atomica Charlie che affronta i minions due a due perchè questi arrivano a pattuglie di due per proteggere Spyglass ferito).
    Chris ha riso e mi ha detto che anche nel suo prossimo Kim & Don - un cartone animato su di una distopia con animali antropomorfi che ricordano Paperino e Ciccio e si sgangiano uova atomiche bisticciando - il rapporto tra gli ordigni lanciati sarà uno del buono a due del cattivo. Vedremo. Ciao ciao.

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    1. I mitici sediolini di legno di teak, meglio del Napalm al mattino, odorano di vittoria ;-) Ho smesso di credere nelle critiche “Un film lento” quando ho iniziato ad amare Tarkovskij, quindi molto presto.

      In effetti il paragone ci sta, ma credo che la trama di “Atomica Bionda” non abbia una singola scolta originale che sia una. Il tuo amico ed ex allievo Chris Nolan arriverà qui sopra a breve, il tempo di scriverne, se da questo film prendesse la voglia di linearità sarebbe meglio, sono sicuro che anche in Kim & Don ci saranno otto linea temporali, diversi spiegoni e un paio di scene importanti mancate, comunque davvero vedremo ;-) Cheers!

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  2. A questo punto, mi sovviene una domanda : ma che ca**o vuol dire extradiegetico?? :-)

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    1. Riassumento velocemente (e male) in letteratura è quando lo scrittore si rivolge direttamente al lettore. La parola in se a senso ovviamente, ma quando la trovo nelle recensioni mi viene l'orticaria un po' come "la struttura cinematografica che implode su se stessa" per descrivere un film con le esplosioni, lo so sono grezzo e barbarico ;-) Cheers

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    2. Come il mondo di Fantàsia fa con Bastian ;D

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    3. Esatto, perché quindi non citare semplicemente "La storia infinita" come esempio? Un filmone che hanno visto tutti, ma forse non abbastanza di classe ;-) Cheers

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  3. L'atomica bionda che fa impazzire il monda... No, aspetta, non era così. Se è ancora al cinema forse me lo vado a vedere. Magari trovo la scusa per parlarne anche sul blog. Però il trailer mi ha ispirato così poco!

    Inutile dire che concordo con te sul dubbioso titolo italiano. Invece di tradurre "atomic blond" (atomic come aggettivo di blond) in "bionda atomica" (atomico come aggettivo di bionda nella costruzione italiana) si traduce il titolo ma mantenendo la grammatica inglese. Per me dunque è un ordigno nucleare... biondo.

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    1. Ho anche pensato che abbiano scartato "Bionda Atomica" per evitare che passasse per una commediola con Cameron Diaz. Ma non sarebbe nemmeno la prima volta che un titolo "furbetto" venga cavalcato dalla nostra distribuzione. Penso che fosse proprio una questione di locandine da sistemare a photoshop. Cheers

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    2. Era la disposizione più semplice da ritoccare in Photoshop, hai perfettamente ragione

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  4. Le recensioni più che entusiastiche crescono di numero e quindi non sto più nella pelle di vedere questo film ;-)
    E comunque agli adattatori e traduttori pare non vada più di "girare" le costruzioni inglesi. Sabato ero dal meccanico e c'era un manifesto della Opel che informava che le loro auto sono fatte da "11.000 diverse parti": ma in italiano non sarebbe meglio dire "11.000 parti diverse"?

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    1. La Opel voleva essere poetica e non hai apprezzato la loro licenza poetica. Anche io sto guardando adesso gli orari dei cinema per la bionda atomica, tutta colpa di Cassidy. Sarà meglio che sia fenomenale! Altrimenti sappiamo dove abiti.

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    2. Già il fatto che tu fossi dal meccanico non è una bella cosa, spero almeno che il film di piaccia Lucius, sono sicuro che ne demolirai la storia, ma quella scena sulla scale (e Sofia Boutella) valgono la visione, aspetto il parere dell’esperto marziale però ;-) Cheers!

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    3. Sono sicuro di quello che scrivo!!
      […Disse Cassidy preparando in fretta e furia passaporto e valige] ;-) Cheers

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    4. Vado al solito O.T. per legarmi al discorso di @Lucius sulle traduzioni. Ho un amico che di lavoro fa il traduttore. Nato in Italia da padre francese e madre inglese, dalla nascita parla correttamente 3 lingue. Ha studiato tedesco e spagnolo (e siamo a 5...) per poi aggiungere il russo e il portoghese con dei corsi privati (7 lingue). Mastica pure un po' di giapponese (8 totali). Fino a qualche anno fa (diciamo fino al 2014 più o meno) era oberato di lavoro tanto che spesso doveva rinunciare a dei lavori molto remunerativi perché non riusciva a starci dietro. Girava letteralmente il mondo per seguire ditte o personaggi importanti e fare da traduttore simultaneo a feste o eventi. Ora è in crisi nera perché moltissime ditte utilizzano Google Translate per qualsiasi cosa. E i risultati sono quelli che potete constatare ogni giorno.

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    5. Grazie per la testimonianza, l'approccio "Fatto male ma costa poco" è fin troppo diffuso in troppi campi, anche al cinema. Cheers

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    6. @Cassidy: chiedi il parare di Lucius sull'aspetto marziale? Spero che tu abbia già cambiato domicilio. Ahahah! Non so quanto sia brava Charlize a menare ma per Lucius se davanti alla cinepresa non c'è Jigoro Kano non son buoni.

      @Zio Portillo: purtroppo la triste storia di tutti i professionisti di quel settore.

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    7. Ehehe no dai mi gioco il dollaro? Penso che sia più probabile che Lucius bocci il film ma promuova Charlize, la componente ex-ballerina conta ;-) Vedremo vado ad inchiodare il dollaro sull'albero maestro per la scommessa! Cheers

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  5. Bella recensione infatti mi aveva preso dalla sinossi e dalle immagini (io non guardo mai i trailer dei film che voglio vedere)...mi era venuto in mente (superficialmente) un mix tra Nikita e Salt con un non so che di Charles Bronson...poi quei colori cosi saturi rendono bene la fotografia...lo vedrò...anche se io non ho mai visto John Wick

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    1. Grazie ti ringrazio, avevo duecento cose in testa a fine visione, spero di essere riuscito ad ordinarle tutte nel pezzo in maniera decente, ‘sta bionda mi ha mandato fuori! ;-) Peggio di “Nikita” (che è un capolavoro) molto meglio di “Salt” questo da una bella scossa al genere action occidentale. Se dovesse piacerti, “John Wick” ha molto in comune, anche se è meno figo. Cheers!

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  6. Sincero sincero? Per me è il film dell'anno. A memoria non mi pare (nel 2017) di aver visto un'altra pellicola che mi abbia così colpito come questo ATOMIC BLONDE. Tutto è calibrato e perfetto e i pochi difetti (per me la non-originalità della trama è il difetto più grosso) passano via come nulla fosse. Al cinema ero divertito e gasato da matti. Una bomba!
    La Charlize (però è sempre in seconda posizione nella "lista delle 5" in stile Friends...) è qualcosa di assurdo. Se quando fece Furiosa mi fece innamorare di lei, qua alza ancora di più l'asticella e diventa letteralmente fuori scala. Ho visto un paio di dietro le quinte dove la Theron si allena e fa gli stunt: ha una forma assurda per essere una signora 42enne e vedendo quello che combina sembra abbia fatto solo film così negli ultimi vent'anni. Mi pare impossibile che questa faceva la ballerina classica, poi gli spot della Martini mostrando le chiappe e infine si è fatta brutta e lesbica per portarsi a casa un Oscar. Cosa vuoi dirle a una così? Solo che la amiamo da morire!
    Rimandi e citazioni (proprio in stile Tarantino, bravo Cassidy) a go-go fanno vedere che chi è dietro la macchina da presa ha fatto i compiti a casa, studiato tutto per bene e adesso ha applicato alla perfezione ciò che ha imparato. Bravo Leitch! Ora hai la prova del nove con DEADPOOL 2. Se le premesse sono JOHN WICK e ATOMIC BLONDE, il prossimo film con Reynolds sarà una cannonata.
    Delle polemiche sul femminismo-non femminismo che il film si è portato dietro manco parlo perché sono assurde e non meritano attenzione.

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    1. L'ultima gif di questo post è la copia sputata di una scena di "Kill Bill Vol. 1" giusto per dire dei paragoni. Lo penso anche io, siamo davanti ad uno dei film dell'anno, il bello dello "Scisma" tra Chad Stahelski e David Leitch è che ora rischiamo di avere due film d'azione l'anno di questo tipo :-D Scherzi a parte, il secondo Deadpool nelle mani di questo signore (con Cable!) è già uno dei miei film più attesi ;-) Cheers!

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    2. Si Kill Bill è la prima cosa che mi è venuta in mente...poi anche quella di Skyfall per sempio con la medusa in sottofondo

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    3. Uh vero Skyfall! Che poi ci sta la nostra bionda atomica è una 007. Si vede che David Leitch ama solo i film molto recenti ;-) Cheers

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    4. Hai ragione @Cristian! SKYFALL!
      Ah, dimenticavo: causa maltempo devo ancora riuscire a vedere Dunkirk... Ma da quanto leggo in giro è una discreta bomba pure quello...

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    5. Visto sabato (in 70mm) ne scriveró il prima possibile. Ha i solito difetti dei film di Nolan anche se si notano meno, ma é un film da vedere mi é piaciuto anche molto, forse non il capolavoro di cui si sente ma davvero un gran film, fammi raccogliere bene le idee poi ne parleremo ;-) Cheers!

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    6. Per altro, giusto per concludere il discorso, più la guardo più mi sembra quella l'ispirazione:
      http://radiodesign.co.uk/content/uploads/2012/10/skyfall_still01.jpg

      Cheers!

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  7. Ich bin ein spettatoren contenten! W il menare, W Leitch, W Charlize Theron e il suo culo anche a 42 anni! W Cassidy che fa queste recensioni bellissime :D

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    1. Vielen Dank! No niente con questo accento nella Berlino del film mi beccavano tempo due secondi ;-) Filmone avevi ragione, la scena delle scale è l'apice! Cheers

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  8. Mi tocca recuperare il fumetto.
    Per il resto, è un bel film :D
    Charlize Theron è in perfetta forma!

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    1. Una solida spy story a tratti anche piuttosto intricata nell’intreccio, il film dal fumetto ha preso giusto lo spunto. Charlize numero uno assoluta :-D Cheers

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  9. C'è un interessante articolo sul blog di Grammaland dove spiega la sottile differenza di significato che c'è quando si mette un aggettivo qualificativo prima o dopo il nome. Tra gli altri, fa l'esempio di Snoopy che dice:"Ehi, stupido gatto" intendendo che il gatto è stupido in quanto gatto. Se avesse detto "Ehi, gatto stupido", avrebbe inteso che quel gatto in particolare è stupido.
    Comunque lo sganciamento dell'atomica bomba non si può sentire, è certo un errore e non una sottigliezza di qualche tipo.

    99 Luftballoons!!! Da cui è stato tratto un pezzo della colonna sonora del mitico "Lazy Jones", una delle colonne sonore più fighe dei videogiochi anni '80!!!!

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    1. Anche perché Snoopy odiava tutti i gatti ;-) Scherzi a parte ottimo esempio, ma temo che qui non siano andati così per il sottile, hanno optato per la soluzione più veloce da applicare con photoshop. Lazy Jones cosa sei andata a ripescare! Non ci pensavo da davvero vent'anni! :-D Cheers

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