martedì 29 agosto 2017

Sbirri oltre la vita (1988): Zombie, Bromance e sellini da donna


Se chiedete a me, è sempre tempo di Horror, ma l’estate è sicuramente tempo per Notte Horror, l’iniziativa a blog condivisi a cui partecipo con grande gioia per il secondo anno di film!


Devo dire che è stata una bella edizione, ci sono stati omaggi a grandi Maestri del genere, passando per King e tanti altri titoli spassosi, sequiti e anche uno squalo! Al vostro amichevole Cassidy di quartiere è stato assegnato l’onore (perché di onore si tratta), di concludere questa rassegna iniziata anche con titoli di un certo livello. Ma tranquilli, ora ci penso io a buttare tutto in caciara, d’altra parte quando sei l’ultimo a “suonare” mi pare giusto alzare il livello della radio, no? Poi sapete che sono un omino di una certa eleganza.

Quando ho dovuto scegliere il titolo del film non ho avuto dubbi, perché per me “Sbirri oltre la vita” è un culto che merita di essere ricordato... Ecco, anche se bisogna dire che non lo ricordano poi davvero in molti, pensate che per anni ho parlato di quel film con i poliziotti che diventano zombie e mi sono anche sentito dire che me l'ero inventato (storia vera). Ma il film esiste sul serio ed è stato ristampato in DVD solo da pochi anni, forse per quei cinque come me che lo hanno amato, sono sicuro di averlo visto in qualche passaggio tv, ma dal mio punto di vista è un titolo perfetto per Notte Horror!

Ci sono due cose che ritendo estremamente sottovalutate: la prima è la bellezza dei film con una coppia di poliziotti come protagonisti, perché non li fanno più? Sono così fighi! I Buddy movie sono una fiera tradizione cinematografica e quelli polizieschi hanno anche antenati molto nobili, capolavori come “48 Ore” (1982) di Walter Hill e il magnifico Arma Letale di Richard Donner scritto da Shane Black. L’altra cosa che ritengo molto sottovalutata è la capacità di farsi una sana risata, aiuta sapete? Stempera quasi tutte le situazioni al limite, se avete lo spirito giusto “Sbirri oltre la vita” oltre a farvi fare tante risate è anche un Buddy movie poliziesco come non se ne sono mai più visti.


Eccoli qui, la nostra coppia di armi letali.
Fin dal suo titolo originale, “Dead Heat” (gioco di parole, letteralmente sarebbe vittoria a pari merito, molto adatto considerando il finale) che fa pensare subito ad un poliziesco in stile "Miami Vice", infatti s'inizia come da tradizione subito forte, con una coppia di sbirri agli antipodi: Roger Mortis e Doug Bigelow. Il primo ha la faccia del grande Treat Williams, uno che in carriera è stato diretto da tutti i più grandi registi della storia, ma che probabilmente ricorderete per la seconda metà della sua carriera, quella più, diciamo di genere, in titoli come “Deep Rising” (1998), ad esempio.

Il suo Roger ha il destino segnato fin dal cognome Mortis che lascia pochi dubbi, della coppia lui è quello precisino con una giacca di tweed alla Callaghan anche se guida una Cadillac rossa tipo Christine che non credo sia proprio l’auto di ordinanza della polizia di Los Angeles. Ancora meno ordinario è il suo compare, Doug Bigelow: un mullet ricciolone che urla “ANNI ’80!”, una discreta collezione di bicipiti e una faccia che dire come il culo sarebbe riduttivo. Ad interpretarlo è Joe Piscopo celebre tra le altre cose per la sua imitazione di Frank Sinatra al Saturday Night Live, qui incarna un tipo di personaggio che al cinema ogni tanto si manifesta: l’ignorante.


La gallina Il Doug Bigelow non è un animale intelligente, si vede da come guarda la gente (quasi-cit.)
Non parlo del bullo dal cuore d’oro alla Rocky, siamo più dalle parti del buzzurro trucido, ma leale alla Jack Burton. Doug è uno capace di esclamare cose tipo “Questa è la biblioteca cittadina? Non ne ho mai vista una all'interno”, ma anche raffinati colpi di classe come “Sei stato sott'acqua cinque minuti interi senza respirare. Spieghi alla mia ragazza come si fa?”, insomma uno raffinato, quasi un Dandy, ecco.

Questi due iniziano il film e la loro indagine forte, sgommando per sventare una rapina di diamanti in corso in una gioielleria di Melrose place, i criminali sono due cristoni mascherati e armati di Uzi (“Come odio sparare di prima mattina") che non vanno giù nemmeno se colpiti in pieno petto dai proiettili della polizia. Ci penseranno Mortis e Bigelow a fermarmi, vi lascio immaginare come. In ogni caso, un inizio così caciarone non lo vedevo dai tempi della prima scena di Predator 2.
Con l’aiuto della bella patologa (ex di Mortis) Rebecca Smythers (Clare Kirkconnell) scoprono che i due rapinatori sono morti. "Bella forza" direte voi "li hanno impallinati come Tordi", no no, erano già morti prima di fare la rapina, hanno anche il taglio ad “Y” dell’autopsia sul petto!

"Quei bastardi ci sparano addosso!" , "Hanno pure una buona mira per essere morti e vestiti da Zorro".
Come fanno due cadaveri ad alzarsi, prendere un mitra e decidere di rapinare una gioielleria? E’ proprio quello che dovranno scoprire Roger e Doug, il raro composto chimico sui cadaveri porta i due piedipiatti nella sede della Dante Pharmaceuticals, azienda che ufficialmente produce dal deodorante ai rasoi, ma che fa anche sperimentazione su animali, tanto che nel giretto turistico dell’azienda, la bionda Randi James (Lindsay Frost) mostra loro la camera a tenuta stagna, dove togliendo l’ossigeno viene data una morte lieve (senza ossigeno lieve? Vabbè) agli animali. Quale multinazionale non ne ha una e la mostra con questa disinvoltura, no? Ecco, Doug non la nota poi molto perché è impegnato a fare il cascamorto con la bionda, ma i due soci si riprendono quando vengono aggrediti da una specie di orrido biker zombie con la panza e una tripla faccia (“Cos’è questo coso?”, “Qualcosa di brutto!") realizzato con effetti speciali di gloriosa vecchia scuola.

"Ma che schifo! Ma cos'è quella roba?! No no non voglio saperlo!" (Cit.)
Doug si libera del ciccio mostro con fatica, ma non riesce ad aiutare Roger che finisce nella camera di decompressione prima e morto malamente dopo. Ancora sconvolto Doug scopre la vera attrazione della Dante Pharma: un macchinario in grado di rianimare i tessuti morti anche se per poco e a patto che non siano deceduti da troppo tempo, quindi senza colpo ferie riporta in vita Roger che sta subito benone, se non fosse che non ha più battito cardiaco, un corpo in lenta, ma costante putrefazione e solo dodici ore per risolvere il mistero, prima di ritrovarsi ad essere un mucchietto di carne senza vita.

Sembra il lettino abbronzante più scomodo del mondo, ma resuscita i morti (letteralmente!).
Ho visto “Sbirri oltre la vita” da bambino in tv la prima volta un’era geologica fa e mi conquistò subito, grazie anche ad un paio di scene con effetti speciali vecchia maniera, che per il me stesso bambino con lo spiccato gusto per l’orrido di allora erano irresistibili, tipo la scena dello specchio (un classico degli Horror) in cui Roger si specchia, oppure quella totalmente folle della macelleria Cinese. Anche se il ricordo maggiore era quello dell’unica faccia a me nota anche da bambino, quella di Vincent Price (se avete un cappello è il momento di toglierlo) che compare in una piccola parte ma sufficiente ad esaltarmi.

Cassidy se scrivi "Da perdere la testa" apriamo il fuoco.
Ero pronto a rivedermi il film e trovarmi davanti una clamorosa puttanata che campava giusto dei miei ricordi d’infanzia, invece niente, che vi devo dire? Mi sono divertito come il cretino che sono, sì, certo il film ha dei buchi di sceneggiatura in alcuni passaggi che sembrano crateri lunari, non è difficile capire perché quando uscì in patria ai tempi, al netto di un budget di cinque milioni di ex presidenti stampati su carta verde, portò a casa noccioline e risate. Eppure, ha un ottimo ritmo, dei dialoghi micidiali che filano via lisci ed è abbastanza matto da sembrare la versione cinematografica di un vecchio fumetto della EC Comics, anche solo per il gusto di portare in scena trovate al limite del disgustoso.

Mentre lo riguardavo, con tutte le trovate da vomito legate al cibo e la coppia di poliziotti, uno precisino, ma cazzuto e l’altro ingrifato e trucido, mi ha fatto pensare a quella bomba di Chew, che se mai dovesse diventare un film, avrebbe due cosette da imparare da “Dead Heat”.

Inoltre, è chiarissimo il debito di questo film nei confronti di Arma Letale, in certi passaggi sembra la sua parodia Horror: il capo che urla dietro ai due poliziotti per via dei casini combinati (“Brav’uomo il capitano dovrebbe fare il domatore di tigri"), ma soprattutto la sparatoria nella piscina della casa di Randi James che sembra davvero la stessa in cui quasi affogano Riggs e Murtaugh nel film del 1987.


Doug impegnato a molestare broccolare la bella Randi James.
Quel genietto di Shane Black all’età di 26 anni, aveva sganciato sul mondo un capolavoro del Buddy Movie poliziesco solamente un anno prima, quindi ci può stare che lo sceneggiatore di “Sbirri oltre la vita”, Terry Black si sia ispir… Time Out Cassidy!

Mi state dicendo che uno che si chiama Terry Black ha scritto questo film, così ispirato a quello scritto l’anno prima da Shane Black? Chi è questo Terry Black? Un caso di omonimia? No, un caso di parentela vista che Terry è il fratello maggiore di Shane (storia vera) e questo spiega moltissime cose, anche perché ad un certo punto, nei panni del poliziotto occhialuto della stradale a cui Roger prende in prestito pistola e motocicletta (come se fosse un T-1000 risorto dalla macerie e con la faccia bruciacchiata) sia interpretato proprio da Shane Black! Che dite facciamo che questo film vale per la mia rubrica ancora in corso d’opera dedicata al vecchio Shane? Ma sì, dai! Back in Black!



Le cose sono due: o il buon Terry ha chiesto consulenza al fratellino per i dialoghi, oppure la capacità di scrivere scambi di battute, “Frasi maschie” e freddure è davvero un talento di famiglia, perché “Dead Heat” sarà pure un B-Movie ma ha dei dialoghi di prima classe e considerando che Terry nel resto della carriera si è dedicato principalmente a scrivere videogiochi è anche iscritto al Mensa (storia vera), mi vien da pensare che mamma e papà Black abbiano passato ai figlioli dei geni mica male, anche se, come natura insegna, non distribuiti in maniera uguale tra i due fratelli, citofonare a casa Knopfler (Mark e David sono un ottimo esempio) per conferma.

Shane Black in una piccola comparsata con occhiali e casco.
A dirigere questa gustosa follia è Mark Goldblatt, uno con un'esperienza come montatore che levati, ma levati proprio, storico collaboratore di James Cameron (suo il montaggio di Terminator, tutti e due), ma anche di un sacco di altri titoli, vecchi e nuovi, qualcuno recentissimo e altri veri pezzi di cuore. “Sbirri oltre la vita” è stato l’esordio alla regia di Goldblatt che forse, però, è più “famoso” (virgolette d’obbligo) per aver diretto il primissimo film in assoluto sul Punitore della Marvel, quello interpretato da Dolph Lundgren.

Come detto, Goldblatt dà il giusto ritmo alla trama, i dialoghi sono micidiali, ma il film ha dei buchi logici degni dei “MACCOSA” Ortolaniani, quasi tutti legati a scene ad effetto che, però, sacrificano la logica, perché i Cinesi dovrebbero avere una SECONDA macchina per rianimare i morti e soprattutto dovrebbero tenerla sul tetto di una macelleria? Ma poi ad inizio film il personaggio di Vincent Price non era stato dichiarato morto? Invece, torna in scena dicendo che un volontario (eh?) ha preso il suo posto nella bara. Insomma, come dicevo, Shane ha ereditato i geni migliori, ma questo non vuol dire che non ci si diverta, perché questi due buchi logici garantiscono il quantitativo di Horror necessario a fare di “Sbirri oltre la vita” il film giusto per questa rubrica.
Ci sono anche due miti come Keye Luke e Professor Tanaka!
Se non sapete chi è Vincent Price mi spiace di cuore per voi, per me è semplicemente una delle ragioni per cui amo i film Horror, insieme a Christopher Lee e Peter Cushing il motivo per cui ho sempre amato i vecchi classici del terrore. Qui anche se molto smagrito e parecchio in là lungo il viale del tramonto, Price ci regala un altro abominevole dottor Phibes, con un piano di utilizzo della macchina per la rianimazione che forse sarebbe interessato molto ad uno come Bernardo Caprotti, non vi aggiungo altro per non rovinarvi la sorpresa.

La prova di Price è davvero vecchia scuola, quando invoca i due protagonisti di salvare la macchina sembra davvero uscito da un’altra era di recitazione e proprio per questo sembra elegante il doppio del solito anche a confronto dei due protagonisti buzzurri e muscolari come solo gli eroi anni ’80 potevano essere. Durante le mie bimbo-visioni non sapevo che questa sarebbe stata una delle ultime apparizioni sullo schermo del leggendario Vincent Prince, per me era soltanto un altro dei suoi film fighi scoperti per caso in tv, che in comune avevano tutti brividi a profusione e quello spilungone baffuto, grazie per i tanti ricordi Sig. Price!

Ogni volta che lo vedo è come se fosse Natale, oppure Halloween fate voi.
A proposito di brividi, ho sempre considerato la scena del ristorante cinese una delle cose più folli mai viste sullo schermo, ora se siete tra quelli che hanno qualche pregiudizio nel cenare nei ristoranti cinesi, lo dico per voi: evitate di vedere questo film, perché a fine scene arriverete a citare Doug dicendo “Da questo momento divento vegetariano!”. Vista da bambino era una scena assurda, rivista con occhi adulti uno spasso assoluto! Una macchina che riporta in vita i cadaveri attivata in una specie di macelleria si trasforma in un tripudio di polli spennati senza testa che zompettano in giro, maiali defunti che tornano in vita, ogni genere di trippe, budella ed interiora che si animano a ritmo nemmeno fossero i mobili di casa di George Harrison nel video di “I got my mind set on you”, l’apice è un quarto di bue che memore di quando era vivo cerca di incornare Doug. Il tutto animato con effetti speciali animatronici vecchia scuola che hanno retto bene la prova del tempo. No, sul serio, se non vi strappa un brivido di disgusto e allo stesso tempo una risata questa roba, vuol dire che siete morti e nemmeno la macchina per la rianimazione potrà aiutarvi!

Roger mettiamola così, Rocky affrontava i quarti di bue con un po' più stile di così.
Insomma, “Sbirri oltre la vita” è un orgogliosissimo B-Movie pieno di difetti ok, ma con tutte le facce giuste, dei dialoghi migliori di quelli che avete sentito negli ultimi dieci film che avete visto e il giusto equilibrio tra Horror, cialtroneria e amicizia virile. Per altro, il doppiaggio italiano rende piuttosto bene, utilizzando un vocabolario che nei film moderni non sentirete mai più (tipo il capitano che chiama “patacche” di distintivi dei due poliziotti) e in una battuta molto azzeccata per tempi (“Ciao Doug benvenuto a Zombieland") anticipa di quasi vent’anni il divertente film di Ruben Fleischer con Woody Harrelson.

Fermati o sei mort... Vabbè lascia perdere.
Nel giro di un’ora e venti con titoli di coda e canzone a tema compresi (“Dead Heat” cantata da Phil Settle) ci troverete due amici, due esempi di Bromance fatto come si deve pronti ad abbracciare la morte e andare appunto, oltre la vita, per il proprio compare. Il tutto facendosi della grasse risate e con una frase di uscita che, per quanto mi riguarda, sta lassù nell’empireo delle frasi ignoranti più divertenti mai sentite al cinema, ovvero quando parlando di possibile reincarnazione Doug fa venire giù il tetto dicendo: «Personalmente sceglierei di essere il sellino di una bici da donna». Boom baby!

Avevo promesso di buttarla in caciara e penso di essermi impegnato ed ora, per onorare come si deve un Buddy Movie passo la parola al mio compare. Precipitatevi in massa nella stanza di Gordie, dove alle ore 23.00 vi attende Marco Contin con il suo pezzo su Jolly Killer. Vai Bro, la palla è nel tuo campo!

18 commenti:

  1. Salve Cassidy sono El Diablo! A volte rimango quasi sconcertato dalle chicche che tiri dai meandri del tempo; mesi fa guardandomi R.I.P.D. mi era giusto tornato in mente questo film, ma dovrei rivedermelo perchè non mi ricordavo nè di Price nè di Treat, nè tantomeno della scena del ristorante cinese. C'è da dire che lo avevo visto solo su passaggi tv e chissà quanto era tagliato SPOILER (Però la scena della decomposizione della bionda me la ricordo abbastanza splatter).Hola.

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    1. Hola Diablo un piacere leggerti! La scena citata è una di quelle che non ha senso a livello di sceneggiatura ma visivamente sa il fatto suo, nell'ottica del B-Movie ovvio. Ti dirò che tra questo è R.I.P.D. (titolo che speravo potesse esaltarmi) mi sono divertito di più a rivedermi "Sbirri oltre la vita" te lo consiglio, con quei i dialoghi, le facce e Vincent Prince può ancora farti passare un ottima serata. Stammi bene e grazie per il commento! ;-) Cheers

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    2. El Diablo - Si, mi hai fatto proprio venire voglia di rivederlo! Sempre in tema horror anno '80 volevo segnalarti nel caso non lo conoscessi il trucidissimo ma anche esilarante Horror in Bowery Street-Street Trash dell' 87.R.I.P.D.non mi aveva fatto proprio schifo ma c' è da dire che non ero partito con grosse aspettative(comunque la presenza di Jeff Brigdes e Kevin Bacon è sempre gradita). La cosa che mi ha più irritato di R.I.P.D. è stato la scomparsa gratuita totale della popolazione dalla città nel finale, in modo da poter far crollare palazzi su palazzi senza far impensierire lo spettatore, citatemi e omaggiatemi pure i Ghostbusters ma fatelo con un minimo di coerenza PER TOUTATIS! Hola!

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    3. Conosco conosco, uno di quei titoli che vorrei rivedermi per vedere l’effetto che fa ;-)
      Goffredo Ponti e Gavino Pancetta sono sempre una ragione per guardare qualunque film, non mi aspettavo nulla da R.I.P.D. ma come è arrivato è anche andato via senza lasciare traccia, il finale con la città vuota lo ricordo, effetti del maledetto PG-13. Era dall’ultimo albo di Asterix che non leggevo più “PER TOUTATIS!” ;-) Cheers

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  2. Devo essere sincero, prima che ne parlassi tu, non conoscevo questo titolo, ma mi ha subito incuriosito, così sono riuscito a recuperarlo e presto o tardi (forse addirittura stasera) me lo vedrò, e poi ti farò sapere che ne penso...
    Intanto complimenti per la recensione, come sempre ricca di dettagli e curiosità...
    See you soon Bro!

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    1. Sono curioso di conoscere il tuo parere, non ricordo quando ho visto per la prima volta il film (ma era sicuramente un passaggio televisivo) ma da allora gli ho sempre voluto bene ;-) Grazie mille Bro! Cheers

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  3. grazie.


    anchio lo vidi tantissimi anni orsono e ho un ottimo ricordo.

    space vampires lo hai visto ?? io no

    rdm

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    1. Segnato, sto portando avanti il mio sondaggio su quante persone hanno visto questo film, grazie a te!
      Si visto parecchio tempo fa, siamo in piena serie B, se non addirittura Z, ti consiglio un paio di letture in merito:

      https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2015/07/08/space-girls-senza-sottana-space-vampires-1985/

      https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2016/11/11/italian-credits-space-vampires-1985/

      Cheers!

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  4. Come sempre recensione eccezionale e mitica, ma ci credi se ti dico che non l'ho mai visto? Dovrei forse vederlo prima o poi perché il ricordo di R.I.P.D. è pessimo ;)

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    1. Ti ringrazio moltissimo, probabilmente ho anche esagerato con l’entusiasmo perché alla fine voglio bene a questo film. A mani basse molto meglio del deludente “R.I.P.D.” mi rivedrò altre dieci volte “Sbirri oltre la vita” prima di vedere per la seconda volta “R.I.P.D.” ;-) Cheers

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  5. Un cultone della mia giovinezza, visto un miliardo di volte all'epoca e poi dimenticato.
    Ora di recuperarlo, immediatamente.
    Poi Vincent Price merita sempre la visione, a prescindere.

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    1. Sei ufficialmente segnato nella lista dei “Visto”, mi fa piacere scoprire che non è solamente un mio film di culto ;-) Vincent eroe, una di quelle facce con cui ho imparato ad amare il cinema. Cheers

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    1. Non è molto famoso, ma è molto spassoso ;-) Cheers

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  7. Hai colto in pieno lo spirito della Notte Horror! Un titolo del genere mi mancava proprio e temo che continuerà a mancarmi... Ma mi pare ci fosse un altro film con uno sbirro zombi in quel periodo, o sbaglio?
    Comunque tanta tristezza per la carriera di Treat Williams...

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    1. Ti ringrazio, non ho avuto dubbi, mi sembrava perfetto per l’iniziativa ;-) La carriera di Treat Williams somiglia a quella di un altro grande come Louis Gossett jr entrambi degni di stima. Esiste la mitica serie dedicata a “Maniac Cop” anche se non è proprio uno zombie nel senso classico, dopo una verifica ho scoperto dell’esistenza di un film intitolato “Zombie Cop” (1991) che mi sembra piena serie Z, magari me lo tengo per la prossima Notte Horror ;-) Cheers!

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  8. Commento tardi, ma dalle vacanze in Olanda era difficile trovare il tempo e la voglia di farlo. Grandissima recensione per chiudere la rassegna, mi hai fatto venire una voglia pazzesca di vedere il film, dato che non ne avevo mai sentito nemmeno parlare...

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    1. Poi in Olanda avrai avuto di sicuro di meglio da fare che leggere me ;-) Ti ringrazio moltissimo, è un B-Movie a cui ho sempre voluto bene, ci tenevo a fargli un po' di pubblicità. Cheers!

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