sabato 8 luglio 2017

Doctor Who 10x12 - The Doctor Falls: Scossa la dodicesima ora!


Segnatelo sul calendario, per una volta nella vita sono riuscito ad azzeccare una predizione! Dai, però non era difficile intuire che Steven Moffat avrebbe trasformato la fina della sua gestione in un lungo addio, ma prima di ulteriori dettagli, solito avvertimento alla River Song: SPOILER!


“The Doctor falls” è immediatamente riconoscibile come uno degli episodi del Moffa, dopo una stagione di assenza, il Dottore torna a fare affermazioni spavalde, come quando definisce come inevitabili robe tipo fognature, smartphone e Donald Trump. Il Maestro e Missy pensano che un'intera città piena di Cybermen sia un problema per il Dottore? Ci vuole ben altro per preoccuparlo, una veloce riprogrammazione del computer è per dirla alla sua maniera, la coppia M&M finisce sul menù.

Avete le iniziali adatte, visto che rischiate di fare la fine degli M&M's.
L’idea di rendere le ultime ore di “Twelve” una resistenza non è affatto male come trovata, devo dire che ho un occhio di riguardo per gli assedi, specialmente quelli rivisti in chiave western (menzione speciale a Murray Gold che s'inventa un bellissimo tema western, uno dei migliori mai sentiti per questa serie), ma il Dottore che guida la resistenza dei Coloni della fattoria, contro l’esercito di Cybermen mi ha esaltato, se non altro perché Nardole trova il suo spazio e di tutti i personaggi che ci salutano in questo episodio, lui forse è quello a cui viene dedicato il giusto spazio.

Il nostro pelatone capace di trasformare un fucile in un arma anti-Cybermen efficacissima, è un altro dei personaggi dell’era Moffat che viene “Salvato” (in puro stile Donna Noble) nella continuity della serie, al personaggio viene affidato un ruolo da portare avanti, nello spirito di “Everybody lives!” come urlava gioioso “Nine” alla fine di uno dei primi episodi scritti da Moffat per questa serie, il bellissimo “The Doctor Dances”.

Ecco, “Everybody lives!” perché come si diceva anche per lo scorso episodio, Steven Moffat non è uno scrittore che si ripete, nooo, ma nemmeno un pochino! Ho apprezzato moltissimo il modo hanno saputo rendere la sofferenza di Bill, ma più che altro perché Pearl Mackie è molto brava e in pochi episodi ha scalato la classifica delle migliori Companion del Dottore, peccato che la fine del suo personaggo ricordi davvero tanto, troppo quella di Clara: entrambe sono finite incastrate dentro uno storico nemico del Dottore (Dalek per Clara, un Cyberman Mondasiano per Bill) ed entrambe mutate nel momento della morte in un essere oltre l’umanità, ancora il discorso di Donna Noble di cui sopra, “Salvate” all’interno della continuity della serie, se mai qualcuno deciderà di ripescarle.

"Ah quindi adesso la tua compagna è lì dentro? Beh almeno ha la maniglia per il trasporto".
Se da una parte viene da pensare che Moffat per il Dottore, scriva seguendo il precetto “Everybody lives!”, dall’altra sembra quasi che le idee siano terminate, il Moffa si salva con un tiro all’ultimo secondo, soltanto ripescando il Pilot direttamente dal primo episodio di questa decima stagione, ma sinceramente non riesco a pensare ad un'affilata operazione di continuità interna della stagione, quanto, più che altro, a una mossa pigra, almeno quanto la trovata della lacrima, davvero degna del peggior sceneggiato melenso, una trovata fin troppo standard che non può essere nascosta nemmeno se in pieno palinsesto pre serale della BBC (“Doctor Who” va in onda il sabato verso le 18.00) mi metti due ragazze che si baciano, troppo facile Moffat, conquisti la comunità LGBT, ma come scrittura sei un pigrone.

Dritta tra le migliori compagne di viaggio del Dottore (grazie Bill!).
Bisogna dare una conclusione anche alle due incarnazioni del Master, aver relegato la risoluzione del mistero di Missy all’ultimo episodi, lascia Moffat con troppe cose da dire e poco tempo per farlo. Ho apprezzato il paradosso dello smaterializzatore e anche il fatto che Moffat giochi sull’ambiguità che tra il Master di John Simm e la Missy di Michelle Gomez potrebbe esserci di mezzo qualche altra rigenerazione.

Per quanto io trovi azzeccato che i due cattivi si auto elimino tra di loro a colpi di coltellate alle spalle (letteralmente!) e che tra i due attori ci siano la giusta sintonia, in concreto cos'ha combinato il Master di così importante? Poco o nulla e Missy in certi momenti diventa fin troppo una spalla di John Simm, che si vede, è il primo ad essere felice di vestire di nuovo i panni del cattivone.
Di fatto, anche questi due personaggi sono stati “Salvati”, per coloro che decideranno di portare avanti le loro storie, che sia una rigenerazione di John Simm o di Michelle Gomez, il Maestro tornerà, con i pantaloni o con la gonna, ma malgrado i dialoghi e la chimica tra gli attori, ho il retrogusto di occasione sprecata: due cattivi insieme, per fargli fare poi così poco, mah!

"I'm Mary Poppins, Y'all" (Cit.)
Passiamo alle note positive dell’episodio. I continui richiami alla serie classica, anche nella struttura (con molti episodi dalla trama verticale) in questo finale di stagione si sprecano, a parte l’elenco fatto dal Dottore, dei piani (e delle volte) in cui ha già sconfitto i Cybermen, qui ci affidiamo completamente al passato del Dottore, il rifiuto di “Twelve” di rigenerarsi è anche comprensibile.

Il dodicesimo Dottore è quello che ha perso due companion (Clara e Bill), ma che ha anche dovuto dire addio ad una moglie (nel bellissimo episodio natalizio) è un personaggio che è evoluto sotto i nostri occhi, anche nel look, ve la ricordate la noiosa giacchetta da prestigiatore sfoggiata da Peter Capaldi al suo esordio e poi giù fino al look alla Bob Dylan con Fender e occhiali da sole. Che poi sia stato il più testardo di tutti, non è nemmeno da discutere, proprio per questo il Dottore di Capaldi si oppone negando la rigenerazione, anche quando sembra inevitabile, con tanto di citazioni agli altri Dottori (“I don’t wanna go, e “I'll always remember when the Doctor was me” che, però, sono anche strizzaone d’occhio ai fans).

La neve era l’indizio chiave, il polo Sud di “The tenth planet”, l’episodio della serie classica da recuperare, perché nello speciale di Natale, ultimo dell’era Moffat/Capaldi, verrà citato a profusione, lo dico fuori dai denti: questo episodio ha molti pregi e parecchie parti che scricchiolano, ma non mi fomentavo così tanto per un fotogramma finale, dai tempi di “The Name of the Doctor” dove il grande John Hurt arrivava ad impersonare il (War) Doctor.

David "Setrakian" Bradley, l'uomo con la pronuncia più bella del mondo!
L’episodio di Natale vedrà il Dottore di Capaldi, in piena crisi da rigenerazione, accanto al primo Dottore di sempre, quello di William Harnett, per l’occasione interpretato dal grande David Bradley (visto in Giocotrono, Broadchurch, ma soprattutto nei panni dell’ammazza vampiri Abraham Setrakian di The Strain!), anzi, per la precisione dovrei dire nuovamente interpretato da David Bradley.

Sì, perché il discreto colpo di genio, non è stato solo scegliere un bravo attore, molto somigliante ad Harnett, ma averne scelto uno che aveva già collaborato in parte con questa serie, nel bellissimo speciale della BBC del 2013 intitolato “An Adventure in Space and Time”, un film per la tv uscito in occasione del cinquantenario del personaggio, in cui venivano raccontate le origini della serie Tv e dove David Bradley interpretava l’attore che sarebbe diventato il primo Dottore, William Hartnell, appunto. Ora avete un’altra cosina da ripassare prima dello speciale di Natale.

Tutti a ripassare, tanto abbiamo tempo prima di Natale.
Steven Moffat aveva promesso una spiegazione (mai arrivata) sul nome del Dottore e un’altra sull’origine dei suoi volti (questo per me l’occasione più sprecata di tutta la gestione Moffat), ora, però, ha l’occasione per giustificare le famigerate dodici generazioni del Dottore che il personaggio proprio con Capaldi ha raggiunto (anzi superato… Grazie Tenth!), in quello che sarà un incontro tra Dottori di due ere diverse, se escludiamo il cameo troppo breve di Tom Baker in “The Day of the Doctor”, sapete chi era stato l’unico a fare qualcosa del genere? Sempre lui! Steven Moffat nello speciale “Time Crash” in cui David TENnant incontrava suo suocero (storia vera!) il quinto Dottore Peter Davidson.

Ma non vorrei che la presenza di David Bradley ci distragga da quello che è il momento più alto dell’episodio, il monologo sul fare la cosa giusta e sulla gentilezza del Dottore. No, sul serio, vi lascio lo spazio nei commenti, vi lascio proprio la pagina, perché io sul talento di Peter Capaldi non ho davvero altro da dire, è talmente bravo che ormai ho superato i superlativi assoluti, mi spiace solo che con lui avremo solo un ultimo appuntamento natalizio, perché è stato davvero uno dei migliori attori mai passati su questa serie.

Scegliete il complimento che preferite, per quest’uomo io li ho quasi terminati tutti.
Ed ora scusate, salgo sul TARDIS, ci vediamo sotto l’albero per scartare l’ultimo regalo, vado a preparare giacca e sciarpa, ora è di troppo, ma per allora ci tornerò utile!

6 commenti:

  1. Come dici tu, un episodio con alcune cose che funzionavano, ma narrativamente nulla di nuovo. Però anch'io aspetto con impazienza l'ultimo episodio di capaldi!
    (Ho anche scaricato la prima stagione della serie classica) XD

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    1. Gli attori sono tutti super, il Moffat invece mostra un minimo di pigrizia, tutta questa stagione è sembrata un "Greatest hits" di situazioni conosciute, ma mi aspetto un grande episodio di Natale! ;-) Brava hai fatto bene, è parecchio naif vista ora ma secondo me divertente, ogni tanto moltoooooo lentamente mi piace recuperare gli episodi dei vecchi Dottori ;-) Cheers

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  2. PREVIOUSLY from Anonimo: "Ho una spasimante attesa per il prossimo episodio, dopo 3 puntate che non mi hanno lasciato alcun interesse, Moffat è finalmente riuscito a ricatturare la mia attenzione."
    AND NOW... Posso dirlo, questo epilogo rientra nella mia top 10 degli episodi migliori della serie. Un finale stramaledettamente commovemente per tutti i fan della serie, come ho potuto confrontare con altri utenti sul web. Ripeto quanto già detto per la scorsa puntata, tu avrai più memoria in fatto di "eventi moffatiani" quindi ci può stare che qua e là lo showrunner riutilizzi le sue idee migliori; tuttavia, ciò non mi ha fermato dall'apprezzare l'episodio dall'inizio alla fine. Riguardo a Missy e Maestro, non sono rimasto deluso in verità. Certo, magari ci si poteva aspettare di più ma non appena l'episodio ha dimostrato dove voleva andare a parare, non mi ha scosso più di tanto l'abbandono dei due personaggi. Missy, in ogni caso, mi ha letteralmente conquistato; la sua briciola di cambiamento - per quanto piccola - mi ha fatto sperare che potesse quasi essere la nuova companion (o comunque sia, amica ricorrente) del prossimo Dottore. Non so come sfrutteranno il personaggio ma spero non si perda questo aspetto. IL Maestro che, invece, dice "NOn ho sentito una sola parola di quello che hai detto" dopo il discorso del Dottore è da prendere a schiaffi, ma proprio per questo è un villain riuscito. :D
    Sì, sono d'accordo che l'espediente narrativo della lacrima sia a livello "film Disney", tuttavia c'è tutta la giustificazione della "pozzanghera vivente" quindi per me si salva.
    Episodio stupendo, non vedo l'ora che sia già Natale ma allo stesso tempo non vorrei lasciare Capaldi. L'importante è che non scelgano Eddie Reymane come nuova faccia, piuttosto Rupert Grint! (tra quelli che erano in considerazione)

    Saluti!

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    1. Sono d'accordo con tutti, non è affatto una brutta puntata, solo a tratti molto pigra da parte di uno scrittore che ha già di suo la tendenza a ripetersi. Missy e il Maestro sono stati resi alla perfezione, critico solo quello che il Maestro ha combinato nella stagione, un po' pochino.

      Detto questo, mi aspetto un grande episodio di Natale, ci sono tutte le premesse! ;-) Non sopporterei Eddie Reymane, è bravo ma non lo reggo, preferirei davvero Rupert Grint, che però per ora mi sembra solo uno scherzo che gira in rete, basato sulla famosa gag del Dottore "I'm not ginger" ;-) Cheers

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  3. Bè, il Maestro, comunque sia, detiene la battuta più sottile e divertente della puntata: quando si trova a spalle al muro per via di Missy e sussura "Comunque sia è sbagliato che io abbia...?" "Sì, sbagliatissimo". Chi ha visto l'episodio capirà ;)


    Eddye Reymane è sicuramente un attore bravo che ama immedesimarsi in ruoli non semplici, basti vedere "A danish girl" o "La teoria del tutto"; il problema è che biascica troppo. Mi sono visto tutto "Animali Fantastici" ove ogni volta apriva bocca si sentiva "sbscsnsbsb"!:D
    Giusta osservazione, mi ero scordato del "I'm not ginger" ;)
    Chiunque prenderà le redini, spero abbia la capacità di lasciare il segno; dopotutto al 12esimo Dottore non mi ero affezionato subito, ho imparato a farlo episodio dopo episodio( un pò come la stessa Clara) ma una volta capito il suo pensiero, il suo dramma e il suo humor l'ho praticamente amato.

    Saluti!

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    1. Quella scena tra M&M è fantastica, mi ha fatto davvero ridere :-D Non ho visto "Animali fantastici" ma gli altri si, è un attore da filmoni per l'accademy, non so perché dovrebbe fare una serie tv, per me può continuare a vincere Oscar, e siamo tutti felici ;-)
      Chris Chibnall il prossimo showrunner sa il fatto suo (anche se la terza stagione di "Broadchurch" mah!) vedremo chi sceglierà come protagonista. Capaldi è quello che ci ha messo più tempo a dare forma al suo Dottore (Ten e Eleven erano già fatti e finiti anche nel look al loro primo episodio), ma è quello che si è dimostrato subito pronto alle atmosfere della serie, quell'aria burbera da Scozzese Rockettaro mi ha conquistato, mi mancherà un sacco! Cheers

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