mercoledì 14 giugno 2017

War machine (2017): Di corsa a rivedere M*A*S*H, veloci!


Se per caso anche voi utilizzate Netflix, potreste aver notato, una quel certa propensione da parte della santissima piattaforma (non scherzo, io vorrei che fosse TUTTO disponibile su Netflix, la pigrizia è un lusso) a pubblicizzare un film di guerra con il faccione di Brad Pitt in locandina... Ecco, mi sono deciso a cliccare, alla fine.

La locandina non dice tutto di un film, ma quella di “War machine” promette una commediona con il buon Brad che fa il cretinone, una ruffianata che strizza l’occhio alla prova del biondo in “Burn after reading” (2008) dei fratelli Coen, giusto per non fare nomi.

Non basta la corsa buffa per fare un film dei Coen però.
Di certo, il film non punta a raccontarci la guerra come un mattatoio infernale a cielo aperto come fatto da Mel Gibson nel bellissimo La Battaglia di Hacksaw Ridge, siamo più dalle parti del film bellico che ambisce a fare pungente satira, alla base della storia il libro dal titolo breve “The Operators: The Wild and Terrifying Inside Story of America's War in Afghanistan” di Michael Hastings e dietro la macchina da presa non l’ultimo della pista, l’australiano David Michôd.

Il ragazzo aveva già firmato “Animal Kingdom (2010)”, ma soprattutto il bel “The Rover” (2014) dramma post apocalittico con Guy Pearce e un ottimo (non scherzo) Robert Pattinson. Ci vuole un certo coraggio a fare il balzo per un regista e cambiare genere, quindi tanto di cappello a Michôd, ma purtroppo non tutto funziona in questo “War machine”.

La storia ruota intorno al controverso comandante Glen McMahon (Brad Pitt più canuto del solito), carismatico e rispettato dalle truppe, Big Glen, noto anche come Glen la Bestia, scelto proprio in virtù del suo notevole curriculum per diventare il comandante in campo dell’operazione americana in Afghanistan, con un unico obbiettivo: risolvere lo stallo in cui gli Yankee si sono impantanati da otto anni.

"La prima cosa da fare, è capire sulla mappa dove si trova questo fantomatico Afghanicoso, sarà a sud di Detroit?".
Pronti via, McMahon prende estremamente sul serio il suo nuovo ruolo, con l’intenzione di imporre la sua autodisciplina personale a tutta l’operazione di occupazione americana, ma sbattendo presto il naso contro la realtà che risulta spesso più comica della migliore delle commedia, ad esempio: perché gli Americani consentono ancora all’Afghanistan di produrre papaveri da oppio, confermando la fama del Paese di maggiore produttore mondiale di eroina, quando potrebbero convertire tutti i campi a cotone? Per il semplice fatto che poi il cotone afgano manderebbe in crisi l’economia americana del cotone, quindi continuate pure a riempire di merda le strade del mondo, nel nome della pace, della democrazia e dell’american way of life!

La verità che Big Glen scopre presto è quella che già tutti conosciamo: l’integrazione tra USA e Afghanistan non è possibile, per il semplice fatto che ai locali frega cazzi di fare amicizia con quelli che li hanno invasi armi in mano e vogliono solo essere lasciati in pace.

La burocrazia, l’eterno rimandare per colpa delle nuove elezioni (farlocche in Afghanistan e fondamentali per il politico di turno in USA) sono un pantano da cui un uomo d’azione come McMahon non sa come uscire, anche se le proverà tutte, compreso iniziare con i suoi uomini un vero e proprio “Tour Europeo”, fatto di gite alcoliche in bus, pur di trovare alleati per la sua missione, alla ricerca di un incontro faccia a faccia, sempre rimandato, con il presidente Obama.

I'm Popeye the Sailor Man fiuu fiuuu!
Diciamolo subito: “War machine” parte da ottime premesse, è ben diretto e tutto sommato ben recitato, ha il difetto ENORME di tirare avanti una storia che sarebbe stata perfetta per un minutaggio di un’ora e mezza (a dir tanto) su 122 minuti in cui ci si annoia, inutile girarci attorno, prima che la barra dello streaming di Netflix arrivi a metà, si sbuffa e si spera in una svolta, non so se è un tentativo da parte di David Michôd di farci sentire frustrati come McMahon, in ogni caso con una mezz’ora buon in meno, sarebbe stato un film molto migliore.

Nel cast compare anche quella faccia da pirla di Topher Grace in un ruolo di contorno, invece parlando di attori veri, niente male Ben Kingsley che si diverte nei panni del Presidente Hamid Karzai, sembra quasi una versione meno esagerata del Mandarino che interpretava in “Iron Man 3”,  ma ormai è chiaro che Sir Kingsley scelga i ruoli solo in base a quanto possa divertirsi sul set, ha sbracato completamente!

Dopo l'episodio dei Soprano in cui interpretava se stesso, Ben Kingsley è cambiato.
Comparsata anche per Tilda Swinton, nei panni di una Ciornalista TeTesca di Cermania, con un leggerissimo accento, mi sembra chiaro che la presenza della brava Tilda, sia colpa di Brad Pitt, tra lui e Geroge Clooney sono una banda di amici che si spalleggiano uno con l’altro e sono tutti sotto l’ala protettiva dei fratelli Coen.

Quando Tilda, esperta di ruoli sopra le righe, sembra quella normale del cast, vuol dire che abbiamo un problema.
Ecco, continuo a tornare sul fratelli del Minnesota, perché la prova di Brad Pitt qui sembra la versione scolorita di quella in “Burn after reading”, di solito parlo bene del buon Brad, ma qui mi sa tanto di prova con il pilota automatico, per McMahon ricicla una parlata strana che ricorda fin troppo quella di Aldo l’Apache di “Bastardi senza gloria” di Tarantino, ma il tocco massimo di recitazione è la macchinata (e relativa corsa) a ginocchia basse e schiena dritta, che risulta tanto innaturale quanto ironica. Piccoli tocchi vero, ma niente di davvero innovativo, ribadisco, mi è sembrata una prova da pilota automatico dentro e via a portare a casa il risultato.


Falla una faccetta Brad, uno, una sola dai!
Peccato, perché in 122 minuti la forza satirica del film risulta annacquata, vorrei parlarvi del cameo a sorpresa nel finale, ma sarebbe come rovinarvi (traduzione: un enorme spoiler) sul finale del film e forse anche sull’unica trovata davvero memorabile di tutta la pellicola. Insomma, se vi capita di vedere il faccione di Brad Pitt sul paginone di Netflix e vi assicuro, non potete mancarlo! Voi fregatevene e girate al largo, a meno che non siate dei completisti della filmografia di Brad Pitt, per il resto, chissà se trovo le repliche di M*A*S*H su Netflix? Per fare pace con la satira bellica fatta bene.

22 commenti:

  1. Non l'ho ancora visto ma sento puzza di noia... intanto... Cassidy, ti hanno fatto fuori da facebook o sbaglio?

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    1. La noia vince su tutte le buone idee (tipo l’ultima scena con sorpresa), puoi lasciare perdere a meno che tu non sia un completista di Brad, Tilda o Topher… Ma che dico, a nessuno frega nulla di Topher! ;-)

      Si cazzo era ora! Basta persone falziiii !!!!!1!!! ;-) Mi hanno bloccato di nuovo l’account per via del nickname, robe davvero importanti e fondamentali insomma ;-) Cheers!

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  2. Sì l'ho visto, non mi è dispiaciuto ma ho trovato più o meno gli stessi difetti che hai riscontrato tu. Certo che se vuoi distruggere un film del genere, paragonarlo a M.A.S.H. è la mano sulla testa all'affogato, in effetti il cinema di contestazione americano ha fatto di più e meglio. Riconosco a Pitt il tentativo di accreditarsi come attore versatile, potrebbe vivere di rendita come super bello.
    Cos'è sta storia di FB?

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    1. Non volevo dargli il colpo di grazia, ma ci sono dei titoli che diventano un punto di riferimento per un genere, M.A.S.H. lo è per la satira militare, quindi bisognerebbe tenerne conto. Qui mi pare che l’idea sia quella di mettersi in scia ai Coen, anche la scelta degli attori mi pare significativa. Stima per Pitt che è da “12 Monkeys” che recita invece di fare solo il “Bello bello in modo assurdo”.

      Niente, mi hanno messo in panchina perché il mio nickname storico non è in linea con la loro politica di ‘sto cazzo sui nomi degli utenti, una questione assurda visto quello che passa quotidianamente sui server di Zuckerberg. Già utilizzo pochino il Faccialibro, il time out non mi cambia molto la vita ;-) Cheers

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    2. Non mi è mai piaciuto, ho iniziato ad utilizzarlo da quando ho questo blog. Lati positivi: Resto in contatto con molte persone che trovo solo lì sopra, lati negativi: Tutto il resto ;-) Cheers

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  3. Passo, con il film: mi basta averti letto ;-)
    Mi sa che la satira anti-guerra non ha più lo spessore di una volta...

    Ma se noi "epurati" ci facciamo un nostro facebook? Lo chiamiamo "anonymbook" o "pseudobook" e invitiamo solo nickname, niente nomi veri! ^_^ per me facciamo i soldi :-P

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    1. Fottetelo fb: Luciano Etrusco e Violante Bara.

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    2. Vero, anche perché la guerra per gli americani è continua, quindi deve essere ben vista, inoltre poi la satira prima la facevano meglio.

      Cacchio io ci sto! Che poi Internet è fatto di nickname dalla notte dei tempi, dall’alba del 56k! Contami a bordo, basta che quando faranno il film sulle nostre vite non ci faranno interpretare da Jesse Eisenberg e Andrew Garfield! :-D Cheers

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    3. Violante Bara? Sembra il nome della cugina gotica di Morticia Adams, è figo, ma ho un cromosoma Y di troppo, per non parlare di altro ;-) Cheers

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    4. ahahaha ma una bara è meglio violarla o farla volare? Comunque mi ricordo che Beruschi a "Drive In" un anno fece lo sketch del "Doctor Beruscus", che prendeva in giro la famiglia Addams. Fra i Misteri Etruschi e le Bare Volanti in effetti uscirebbe fuori un social-horror niente male! Appena lo scopre Jason Blum ci spara subito fuori un film da far girare a M. Night Shallala! :-D

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    5. Prova con gli anagrammi! Albo Taverna? Balena Torva? Albano Verta?

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    6. "La bara violata" la storia di una giovane neo tumulata, e del vecchio maniaco armato di pala che gira di notte per i cimiteri, roba da film horror scollacciato Italiano degli anni '70 :-D Mitico Beruschi che idolo! In effetti avremmo un sacco di materiale, anzi mi sa che l'occhio lungo si Jason Blum è già in movimento ;-) Cheers

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    7. La Balena Torva è quella che risponde per le rime agli sguardi di odio del capitano Achab? Geniale! :-D Anche se confesso che Albo Taverna mi piace un sacco, unisce la mia passione per i fumetti all'altra mia passione per l'acool! Questa storia degli anagrammi offre un sacco di spunti ;-) Cheers

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  4. Anche io sono stato pochissimo in FB e per la stessa ragione. Ho trasmesso documenti e referenze dei fratelli Coen, del fratelli Marx e delle sorelle Wachowski, ma zero al quoto: pare che Crepascolo sia una minaccia alla politica di security. Pazienza.
    Il Brad dell'ultima foto mi ha ricordato il pupazzetto dell'Uomo da Sei Milioni di Dollari pubblicizzato in qualche vecchio albo originale di Captain America disegnato da Frank Robbins o della Black Panther di Jack Kirby. Il periodo è quello. Diciamo seconda metà anni settanta. Un giocattolino che se non ricordo male poteva simulare il famoso rumore emesso da Steve Austin mentre rallentava a supervelocità. Bastava girare una rotellina. Avevo dei soldatini Atlantic che mitragliavano il nemico - e cioè i Playmobil di mio frarello - in base allo stesso principio.
    Forse è una coincidenza o forse uno degli sceneggiatori ha il suo biscottino proustiano in quei cosini di plastica a cui far girare le rotelle. Chissà.

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    1. Ta-ta-ta-ta-ta-ta mitico! ;-) Me lo ricordo più che altro per le repliche del telefilm, come giocattoli faccio parte dell’era dei G.I.Joe però il paragone ci sta tutto, e anche l’atteggiamento un po’ imballato del personaggio di Brad sembra lo stesso. Per il resto la Bara Volante è un blog PRO-Nickname, qui accettiamo tutti e non nel senso Jack Torrance del termine ;-) Cheers!

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  5. Non ho visto il film, ma da queste foto e dal trailer mi pare che Pitt voglia scimmiottare il suo amico George Clooney con lo stesso taglio dei capelli e le faccette mimiche, non so se volutamente o per scherzo, dato che Clooney aveva già interpretato personaggi militareschi come Three Kings. :)

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    1. Dici bene, perché sembra sempre che da un attimo all'altro debba spuntare anche Mr. Volluto, che in realtà non compare (anche se un cameo celebre non manca), il problema è che "Three Kings" era un film molto più riuscito, nemmeno da mettere. Ma quei due passano troppo tempo insieme, questo è chiaro ;-) Cheers

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    1. Siamo in due allora. Però la satira non dovrebbe annoiare. Cheers

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  7. Fisicamente parlando, Brad Pitt si sta trasformando in George Clooney :O

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    1. Si davvero, è Brad Pitt che interpreta la parte di George Clooney! ;-) Cheers

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