sabato 3 giugno 2017

La Visione 2 - Un po' meglio di una bestia: Visione versione 2.0


Secondo ed ultimo volume dedicato alla storia che ha cambiato per sempre la percezione del sintezoide più amato di casa Marvel, se il primo volume scritto da Tom King e disegnato da Gabriel Hernandez Walta era bellissimo, questo è la sua degna e trascinante fine.

Non è certo un brutto momento per Visione, il sintezoide creato da Roy thomas e John Buscema nel 1968 sulla pagine di “Avengers 57”, al cinema è diventato una faccia (pitturata) ormai nota al grande pubblico dopo il suo esordio nel film di Joss Whedon, ma Tom King in due soli volumi, è davvero riuscito a prendere tutto il meglio della lunga storia editoriale del personaggio, mescolarlo insieme e fornirci un Visione perfettamente coerente con il passato, ma che d’ora in poi guarderemo con occhi del tutto nuovi.

Il primo volume Un po’ peggio di un uomo, era forse più accessibile per i lettori occasionali, quelli che magari del personaggio conoscevano giusto la controparte cinematografica interpretata da Paul Bettany, questo secondo volume “Un po’ meglio di una bestia”, oltre che citare in modo sensato Shakespeare, va dritto nel passato del personaggio, tutto è molto ben spiegato, ma sappiate che se non siete proprio aggiornatissimi sui personaggi Marvel, in questo secondo volume potreste rischiare l’effetto “Entrare in sala a film iniziato”. Ma ribadisco: Tom King anche da questo punto di vista fa un ottimo lavoro per mettere tutti i lettori, vecchi e nuovi sullo stesso livello.
Bravo Visione, per conquistare una donna falla ridere, non a letto però!
Abbiamo lasciato Visione e la sua famiglia nella sua nuova casetta nel sobborgo di Washington, in una location che ricorda tanto i sorrisi di facciata di film come “American Beauty” di Sam Mendes, possibile che il fidato androide abbia mentito alla polizia per proteggere la sua nuova famiglia? Che cosa sta nascondendo?

Il volume si apre con un bel salto indietro nel tempo, il primo capitolo è davvero micidiale, Tom King ci fa dare un'occhiata alla vita privata di Visione e della streghetta Scarlet, donna in carne ed ossa con cui l’androide ha avuto una lunga storia d’amore e anche due bambini… Non chiedetevi come, la spiegazione può risultare un pelo complicata.

Tom King dimostra di aver fatto i compiti prima di mettersi a pestare sulla tastiera, in poche pagine ci racconta il punto di vista dei due innamorati, riassumendo i passaggi chiave della loro travagliata storia d’amore, se siete vecchi lettori, vi divertirete a riconoscere alcune scene mai narrate, ambientate in alcune fasi storiche della vita dei personaggi, come lo scontro con il Conte Nefaria, firmato da Jim Shooter e John Byrne, oppure il triangolo amoroso tra Visione, Scarlett e Wonder Man che ha tenuto banco negli anni ’90, quando a scrivere era il mitico Kurt Busiek e a disegnare la leggenda George Pérez.

I lettori di lunga avranno pane per i loro denti.
La scena della barzelletta sul tostapane è dolceamara, all’inizio è un riuscito modo per stemperare la tensione tra i due amanti, più avanti nella loro storia, una fredda lapide sulla loro vita come coppia, Tom King e Gabriel Hernandez Walta si dimostrano un team creativo affiatato, la scena del pranzo nella (stranissima) famiglia allargata di Visione e Scarlett, si conclude con un primo piano sull’Androide che sorride felice, tanto felice da risultare inquietante e con una semplice ellissi narrativa, noi lettori capiamo quando è stato il momento in cui Visione ha capito che per sentirsi felice e umano, aveva bisogno di una famiglia.

Uno schema che ha tentato di replicare creando successivamente sua moglie Virginia e i suoi due figli Viv e Vin che tutti insieme sembrano la moglie e i figli di Frankenstein se fossi in vena di paragoni cinematografici arditi.

Il primo volume si concentrava sui temi della diversità, dell’integrazione e sui segreti della famiglia Visione, in qualche modo facendoci affezionare, ma anche diventare complici dei misteri di questa atipica famiglia. Il colpo di genio di Tom King è quello di espandere ulteriormente il nucleo famigliare, sfruttando la grande voglia di famiglia del protagonista e la sua conoscenza del passato del personaggio. Perché non aggiungere anche lo zio Victor? Il fratello di Visione!

La moglie di Visione, i figli, il fratello e pure il cane, nemmeno Frankenstein aveva osato tanto!
Anche Victor Mancha, alla pari di Visione, è stato costruito dal terribile androide Ultron per distruggere i Vendicatori, questo fa di lui un fratelli minore di Visione, ma anche il ragazzo (si può dire anche se è stato costruito? Diciamo di sì per comodità) destinato nella sua programmazione, un giorno a diventare Victorious e a distruggere gli eroi più potenti della Terra.

Victor aveva esordito sulle pagine di “Runaways” e ha fatto squadra con Visione della versione robotica dei Vendicatori, gli Avengers A.I. (si, inteso come intelligenza artificiale), quindi il sintezoide è molto ben contento di ospitare il ragazzo in cerca di una vita normale per sei mesi a casa sua, la copertina interna disegnata dal bravissimo Mike Del Mundo, riassume alla grande il concetto di albero genealogico dei Visione.

Visto copertine meno efficaci in vita mia.
I due fratelli sono due “Sintetici” (credo che preferiscano il termine “persone artificiali”), entrambi molto ben motivati nella loro ricerca di una vita normale, l’intelligenza di King è stata quella di anticipare al lettore fin dal primo volume che qualcosa di brutto sarebbe accaduto, cosa potrebbe far scattare malamente il pacifico, ma risoluto Visione? A questo punto, complice anche la copertina del volume, dovreste aver capito che il nostro Visione è peggio di noi Italiani: non si scherza con la famiglia!

Non vi sto a rivelare tutti i segreti, anche perché vi consiglio caldamente di leggerlo voi stessi, perché Tom King ha firmato uno dei migliori prodotti pubblicati dalla Marvel di recente. Come fa un androide ad elaborare il lutto, il lutto di un altro androide per altro, un essere che tecnicamente non è nemmeno da considerarsi vivo può morire?

Segnale digitale 0 o 1, acceso o spento, vivo o morto.
L’approccio di Visione ad ogni problema è quello analitico tipico di un androide, estremamente logico come direbbe Spock, la sua riflessione sulla vita, e sull’assenza di vita è algida, immobile, ma comunque emozionantissima, Tom King selezionale ogni parola in modo magistrale toccando le corde giuste del lettore, e Gabriel Hernandez Walta con le sue matite riesce ad essere essenziale, a disegnare il vuoto che una vita, anche se sintetica, può lasciare.

A questo punto, quando la storia ti ha preso allo stomaco, diventa impossibile non patteggiare per il logico calcolo di Visione, perché da lettori ormai abbiamo capito in pieno il dramma interiore di un personaggio che, in teoria, non dovrebbe nemmeno avere dei sentimenti e proprio per questa ragione, quelli che ha li tiene ancora più stretti per aggrapparsi alla sua umanità. Quando King utilizza due momenti ultra canonici dei fumetti di supereroi (l’eroe che indossa il costume e parte all’attacco in una splash page doppia), per la prima volta non è il solito momento in cui sai che l’eroe farà il culo ai cattivi (anche perché il suo bersaglio sono proprio gli Avengers), eppure, stai completamente dalla sua parte.

Come tutti gli altri fumetti di super eroi, ma comunque del tutto diverso.
Ho sempre detto che Visione è virtualmente il più potente degli Avengers, qui ha l’occasione per dimostrarlo, ma in questo dramma tutti i personaggi hanno un ruolo e Visione non è l’unico a portare a termine il suo arco narrativo facendo scelte etiche anche difficili. Il risultato finale è una storia davvero intensa, mi è capitato di vedere già Visione in azione tra le pagine di altri fumetti della Marvel, ma dopo aver letto “Un po' meglio di una bestia” vi assicuro che non vedere il sintezoide sospeso a mezz’aria con i suoi colori sgargianti non è più la stessa cosa, ma qualcosa di decisamente più sinistro.

Pare che Tom King abbia firmato un contratto in esclusiva con la Distinta Concorrenza, bella presa ragazzi, avete in squadra uno che sa davvero il fatto suo.

10 commenti:

  1. Quindi passa alla DC?
    In ogni caso, mi hai incuriosito. Mi piace anche la colorazione...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Contratto in esclusiva, hanno fatto bene é un talento. La serie merita, in due volumi Tom King ha cambiato per sempre la prospettiva del personaggio, buona lettura! ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Aspetto il volume unico in libreria per leggerlo tutto d'un fiato.
    Nel frattempo Visione nei fumetti sugli avengers ha fatto perdere un po' le sue tracce.
    Forse c'entrano i due volumi sopra.
    Comunque spero per il futuro che chi scriverà di nuovo Visione ci riporti il super eroe dei mitici tempi di Kirby , introspettivo finché vuoi ma comunque con la sua bella dose di action che secondo me ultimamente manca ...a presto.
    Massi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono sicuro che uscirà la versione in volume unico, ed in effetti é vero Visione spesso latita o fa solo da tappezzeria. Chiunque arriverà a scrivere le sue storie però dovrà tenere conto del lavoro fatto da Tom King, un po' si spero, abbiamo tanti volumi su Moon Knight perché non su Visione ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Ho i miei dubbi....comunque materiale per sviluppare ulteriormente il personaggio c'è ne stato pensa alle storie dei primi anni 80 dedicate a Visione e Scarlet oppure a quelle dei Vendicatori della costa Ovest ( vision quest) al bellissimo Vision icon del 2002 se non sbaglio.
    Credo che far parte di un gruppo così colorato come quello degli avengers porti determinati personaggi soprattutto quelli storici ai margini delle storie a favore di personaggi più freschi ( vedi Ms.
    Marvel inumana o La Squirred girl ).
    Strana cosa che non capisco!
    Comunque speriamo di non vedere solo serie dedicate per vedere all'opera i nostri personaggi preferiti.
    Ciao
    Max

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche gli Avengers A.I. non sono stati sfruttati al pieno del loro potenziale a mio avviso, la Marvel sta puntato tanto sui personaggi più freschi, ed è incredibile come certi personaggi storici risultino sempre un po' inchiodati alle storia del passato. Staremo a vedere, Cheers!

      Elimina
  4. Brutta serie e brutti disegni!
    Mai piaciuta A.I
    Un esempio di " un passo indietro " ...rispetto a tutte le serie che coinvolgevano fino a quel punto Visione.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come idea non era male, ma già dopo il primo numero non aveva più niente da dire, un vero peccato. Cheers!

      Elimina
  5. Curioso di leggerlo, visto che so molto poco di Visione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo secondo volume in particolare, è scritto in un modo che anche chi non ha mai letto una sola pagina di fumetto del personaggio, può capire le svolte principali, certo da vecchi lettori si apprezzano di più, ma il volume è perfetto anche per i neofiti ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...