domenica 25 giugno 2017

Doctor Who 10x10 - The Eaters of Light: La misteriosa scomparsa della Nona Legione


Il mistero della scomparsa dei legionari romani della Nona Legione impegnati a conquistare la Britannia e dispersi per sempre tra le nebbie scozzesi, è uno dei più affascinanti misteri della storia dell’uomo.

La fiction ha sempre cercato di spiegare il mistero compensando i vuoti con la fantasia, abbiamo avuto libri sull’argomento e anche un paio di film, tipo Centurion (2010) del mio amico Neil Marshall, oppure il pessimo “The Eagle” (2011) di Kevin Macdonald, poteva il Dottore non occuparsene? Visto che vi ho promesso la soluzione di un mistero, metto su anche l’avviso: SPOILER!

"Sono estremamente sensibili quando si parla di Spoiler, meglio non farli arrabbiare".
Per riprendersi dopo la trasferta Marziana, il Dottore, Bill e Nardole, tirano un po’ il fiato atterrando con il TARDIS tra le verdi colline scozzesi, ritorno a casa per Peter Capaldi nativo di Glasgow che, per altro, quando smetterà i panni del Dottore, sarà già pronto per interpretare Ivano Landi nel film tratto dalla biografia sulla sua vita, sono identici!

La musica è sempre stato uno degli argomenti preferiti di “Twelve” il Dottore più Rock di tutti e la musica dei roccioni scozzesi racconta una storia, proprio come fanno, o meglio facevano i corvi un tempo parlanti ed ora, a detta del Dottore, offesi con l’umanità incapace di scambiare quattro chiacchiere davvero interessanti. Un modo divertente di ironizzare sul fatto che la comunicazione su questo pianeta funziona benissimo, che sia essa musicale o animale, quando non ci siamo noi bipedi umani di mezzo, con la fissa delle nostre lingue.

L’episodio utilizza un espediente piuttosto classico della serie, ovvero di dividere a metà la strade dei buoni, offrendoci così il punto di vista delle due parti in gioco. Il Dottore e Nardole finiscono in mezzo ai “Pittati” Pitti, facendo la conoscenza di Kar, la giovane guardiana del cancello, come si è auto battezzata lei e del suo “Lollipop” come, invece, il Dottore decide di battezzare il curioso bastone della ragazza.

The Candy Man can (the candy man can).
Il “Lollipop” con la sua pietra incastonata, è l’unica arma che può tenere a bada la bestia uscita dal portale, un essere che assorbe la luce, lasciando le vittime in una totale assenza di luce solare, una “Morte per Scozia” come ironizza Nardole, che in questo episodio prende davvero sul serio il suo ruolo di spalla comica. Tra i pop corn, l’assurdo tentativo di imitare il trucco sul viso dei Pitti e un’altra infilata di battutacce fuori luogo, il capellone (in senso affettuoso) mi ha fatto davvero ridere.

L’altro pezzo della squadra, invece, composta dalla solitaria Bill, finisce tra i pochi componenti della Nona Legione romana, scampati al massacro. Non mi è molto chiaro come mai il Dottore, nel corso dell’episodio Thin Ice, fosse così preoccupato del fatto che Bill fosse vestita in modo consono al periodo, quando qui la lascia aggirarsi tra le colline e i boschi scozzesi in Jeans e felpa, forse perché la ragazza se la spaccia come grande esperta della Nona Legione, su cui dice di aver scritto anche una tesi scolastica.

Il TARDIS è ottimo, una gita scolastica dentro i libri di storia.
Sarà... Ma mi pare un po’ strano che parlando con il legionario Lucius, resti stupita della libertà sessuale dei Romani, anzi è un simpatico ribaltamento di punti di vista, quando la ragazza viene etichettata come di mentalità ristretta, per via della sua passione limitata alle sole ragazze, un modo nemmeno velato di ricordarci che nel 40 e qualcosa D.C. si facevano molti meno problemi di quanti ce ne facciamo noi oggi nel 2017.

Non proprio il look giusto per visitare l'antica Scozia.
Ho trovato anche molto azzeccato il fatto che Romani e Pitti, fossero tutti molto giovani, il “Nonno” della legione è Lucius con i suoi diciotto anni, infatti una delle scene più efficaci è proprio quando, complice l’azione di “Google Translator” del TARDIS e la rimpatriata di tutta la squadra, Pitti e i Romani si trovano uno di fronte all’altro, senza più nessun problema di incomprensione linguistica, riconoscendosi per quello che sono: ragazzi armati opposti sue due fronti diversi, ma fondamentalmente terrorizzati allo stesso modo. Oh, 45 minuti di episodio, ma stoccate ai tempi moderni come se piovesse, eh? Sarà per via del clima della Scozia?

Superate le differenze culturali, abbiamo solo il nemico da affrontare e devo dire che la creatura non è affatto male, una specie di grosso rinoceronte, con tentacoli luminescenti sulla faccia, simili a quelli delle creature che vivono negli abissi degli oceani, in totale assenza di luce. Bravi ragazzi del reparto design effetti speciali, si vede che guardate i documentari sugli animali!

Il Dottor impegnato a fare luce sul mistero della Nona Legione.
L’episodio in sé è il classico “Filler” con poco peso sulla trama orizzontale della stagione, se non i pochi minuti dedicati a Missy a fine episodio, ma grazie ad un finale che definire molto coinvolgente sarebbe riduttivo, porta a casa il risultato, entrando di diritto tra quei tanti titoli che hanno provato ad utilizzare le magie della finzione, per spiegarci non solo il mistero della scomparsa della Nona Legione, ma anche del caratteristico KRA KRA dei corvi. Per essere un episodio riempitivo, davvero niente male! Brava Rona Munro, una delle poche scrittrici donne di questa serie e se ho fatto bene i compiti, anche l’unica ad aver scritto un episodio di “Doctor Who” sia per la serie classica (suo “Survival” del 1989 con protagonista il settimo Dottore Sylvester McCoy) che per la serie moderna.

Visto che li ho citati, parliamo dei minuti finali, che anche qui vengono dedicati a Missy esattamente come accaduto nell’episodio precedenteLa nostra Missy è passata dall’essere intrappolata nella ormai famigerata camera blindata all’interno del TARDIS, senza troppe spiegazioni. L’idea che mi sono fatto è che Missy possa essere un'incarnazione del Maestro, proveniente da un futuro molto in là a venire, un po’ come River Song per capirci, una rigenerazione del Maestro che sta imparando dal suo amico/nemico il Dottore a riparare ai suoi peccati, bah non lo so! Vedremo, mancano solo due episodi alla fine, spero che Steve Moffat prima di cedere il ruolo di Showrunner, non decida di farci l’ultimo scherzetto, lasciando questa grande sottotrama in sospeso.

2 commenti:

  1. Lo ammetto, non sono rimasto granchè colpito da questi ultimi tre episodi. Li guardo con piacere ma preferisco di gran lunga storie come "Knock knock" o "Extremis" ove il mistero è più incalzante. LO so che DW non deve essere sempre un vortice di sottotrame e misteri e ben vengano storie autoconclusive più lineari, infarcite qua e là di buone idee (i dialoghi dei corvi; la risoluzione finale degli avvenimenti, la morale), tuttavia non sono riuscite a farmele piacere a pieno. Vedremo se con Missy riusciranno a riattirare la mia curiosità, per ora la sua (breve) presenza non passa inosservata!



    Domanda OFF TOPIC: Si potrà nuovamente leggere una tua review su "The Last man on earth" o hai completamente saltato la terza stagione? Ormai mi sento l'ultimo uomo (ah-ah!) a vedere 'sta serie.

    Saluti!

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    Risposte
    1. Non è certo un episodio rivoluzionario, anche se tra trovate e le battute di Nardole funziona, spero davvero che la sotto trama di Missy sia materiale per il finale di stagione, un finale di stagione come si deve, ho ancora il ricordo di quello con i Cybermen di due stagioni fa che era davvero poca roba.

      In realtà ho visto tutta la terza stagione, e nella lista di cose da commentare è insieme alla quarta di Black Sails (ed ad un altro quintale di roba), solo che siccome non mi è piaciuto, temo che non sarebbe un commento troppo lungo, per quello non mi sono ancora deciso a scriverne ;-) Cheers

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