domenica 4 giugno 2017

Doctor Who - 10x07 - The Pyramid At The End Of The World: Se non torniamo per l'alba, chiamate il Presidente!


Ho sperato che visto il titolo dell’episodio, almeno fosse l’occasione buona per dare un contributo all’iniziativa strapiena di bende di Lucius Etruscus, sfiga! Nell’episodio abbiamo una piramide, ma nessuna mummia, in compenso, da qui in poi trovate un sacco di SPOILER!

Ormai abbiamo capito che Steve Moffat con l’episodio precedente ha deciso di far saltare il banco, introducendo i misteriosi monaci e la cecità del Dottore, questo settimo episodio porta avanti il discorso, infatti il “Moffa” rappresenta il 50% degli sceneggiatori della puntata, l’altra metà della mela è Peter Harness vecchia conoscenza di questa serie, visto che a lui dobbiamo l’episodio “Kill the moon” e la doppia puntata con protagonisti gli Zygon della scorsa stagione, a ben guardare, tutti episodi che hanno molto in comune con questo.

Se nella scorsa puntata a fare visita all’appartamento di Bill era il Papa, questa volta tocca al segretario delle Nazioni Unite, che chiede alla ragazza dove si trova il presidente, no, non quello arancione come sottolinea Bill, l’altro presidente. La ragazza è l’ultima arrivata, quindi, è giustificata (anche se avrebbe dovuto rispondere “Presidente di che?”), ma dal finale della stagione numero otto, sappiamo che in tempo di crisi, il Dottore è ufficialmente il Presidente del mondo, nemmeno fosse un pezzo di Max Pezzali.

La crisi questa volta è davvero grossa, nel mezzo del deserto del Turkmenistan, fronte caldo su cui sono schierati tre eserciti (quello russo, quello cinese e quello americano, come in una barzelletta che non fa ridere), compare una gigantesca piramide vecchia di 5000 anni, peccato che fino a poche ore prima non si trovasse lì, ma stiamo ancora guardando “Doctor Who”, oppure è un episodio crossover con “Stargate”?

Mi aspetto spunti Jack O'Neill da un momento all'altro.
Nella piramide nessuna mummia (purtroppo!) se non vogliamo considerare gli incartapecoriti Monaci che sono subito molto chiari, attraverso un messaggio mandato su tutti i telefoni cellulari del mondo, aggiornano l’ora del “Doomsday clock” a tre minuti alla mezzanotte che vuol dire che c’è ben poco da stare allegri. Qui il comportamento del Dottore è strano, forse risente della sua condizione di non vedente, oppure ha imparato proprio dall’episodio “Kill the moon” che certe scelte riguardanti il futuro della Terra, devono essere prese dai Terresti che lo hanno sì nominato Presidente (iper mega direttore galattico Fantozziano), ma che vogliono il loro libero arbitrio. Da notare che la simpaticissima Clara, ai tempi si incazzò leggerissimamente come una belva proprio per la decisione delegata dal Dottore, non voglio fare quello che batte sullo stesso tasto, però Clara è sempre stata una cagaminchia di prima categoria e questo episodio sembra l’ennesima riconferma.

L’attacco in massa dei militari si risolve con un aereo e un sommergibile russo (ah bei tempi!) piantati nel bel mezzo del deserto con effetti speciali degni del vostro miglior film… Asylum, vabbè, dai lasciamo stare, parliamo del fatto che i tre generali a capo dei rispettivi eserciti, insieme al segretario dell’ONU, al Dottore a Bill e a Nardole entrano nella piramide. Così? Loro entrano? Non mandano una squadra di militari armati? No, entrano loro… L’odore di Asylum si fa fortissimo.

Qui diventa tutto una versione povera di Arrival, i Monaci che come le tre Parche della mitologia tessono le fila di tutte le possibili trame dell’umanità, si offrono di prendere il controllo sul pianeta impedendo la fine del mondo che sta avvenendo da qualche parte proprio in questo momento, ma di sicuro non nella vistosa piramide.

"Guardate in alto con aria stupita, bravi sembrate tante piccole Amy Adams".
Ho apprezzato il fatto che il terribile batterio destinato a sterminare la vita, sia nato in un laboratorio per errore, anche se a dirla tutta sempre un idea presa da “L’Ombra dello scorpione” di Stephen King, quello che apprezzo meno è che il Moffat, insieme al suo compare qui, Pietro Cablaggio, quando si tratta di portare in scena queste trame globali, in cui il Dottore diventa Presidente sul campo, di solito pecca di eccessiva fretta, questo episodio mi è sembrato, al netto delle sue ambizioni, il più frettoloso di questa decima stagione, inoltre vuoi per la presenza dei militari, mi ha ricordato molto il pessimo finale dell’ottava stagione, ribadisco, Steve, lasciale perdere queste svolte da Blockbuster americano con i militari, davvero non sei Michael Bay su.

Posso sorvolare sul fatto che il Dottore e Nardole trovino subito il laboratorio incriminato in pochi minuti, attraverso un comunque spiegato “Mambo Jumbo” informatico, posso anche sopportare il fatto che il Dottore si trovi nei guai da solo, per aver deciso di nascondere a Bill la sua cecità, vederlo trovare velocemente soluzioni a problemi giganteschi e poi arenarsi su una semplice combinazione, che non può inserire perché non vedente, bah! Ne capisco in pieno gli intenti, bisogna mettere i personaggi (e l’umanità) con le spalle al muro per accettare di buon grado l’aiuto (molto interessato) dei Monaci, ma è la messa in scena che mi è sembrata grossolana e frettolosa.

Sono incartapecoriti, ma purtroppo non valgono come mummie.
L’episodio ha una trama piuttosto attuale e, per altro, è stato sforbiciato di qualche minuto, per eliminare scene che avrebbero potuto urtare qualche spettatore, dopo i tremendi eventi dell’attentato di Manchester, lo capisco benissimo ed è anche giusto, il problema per me è proprio la messa in scena, il doppio episodio con gli Zygon parlava di una minaccia globale che si concludeva con una scelta difficile da prendere (e un gran monologo di Peter Capaldi il grande forma), questa puntata, invece, mi ha ricordato fin troppo il finale dell’ottava stagione con i Cybermen.

A questo punto, non è semplice giudicare gli episodi singolarmente, visto che da Oxygen in poi, la verticalità è stata quasi del tutto sacrificata ed è anche chiaro che questo episodio serva solo a mettere tutti i personaggi (e il pianeta!) in una situazione critica da cui il Dottore ci salverà, molto probabilmente con qualche scelta difficile di Bill e con l’aiuto di Missy (forse!), un episodio di passaggio che serve a far muovere trama e personaggi, ci sta, ma preso singolarmente è il più debole degli ultimi tre visti fino a questo momento. Intanto zitti zitti abbiamo superato la metà stagione, vediamo cosa succederà nei prossimi episodi, è ancora lunghissima! 

6 commenti:

  1. Mi aspettavo una recensione più entusiasta.
    Pur rispettando il tuo parere, non sono molto d'accordo con quello che hai scritto: non ho trovato nessun "effetto Asylum" se non le classiche forzature che segnano da sempre la serie. Ho percepito l' episodio come ben gestito, non entusiasmante quanto il precedente ma qualche scena è riuscita a catturarmi. La mia preferita è forse stata quella in cui i tre capi dell'esercito stringevano la mano l'uno con l'altro in segno di alleanza. Ora, una scena del genere, in un altro contesto, l'avrei trovata estremamente mielosa quasi quanto una noiosa lezione del catechismo sulla paaaaceee e sull'ammmmoreee, tuttavia, non ho potuto fare a meno di sussultare (positivamente) in maniera simile alla reazione di Bill. Forse vedere degli eserciti mettersi d'accordo in così poco tempo e con grande violontà d'animo è il momento più fantascientifico dell'intera serie XD perfino i dalek sono più credibili a confronto!
    Oltre a questo, ho apprezzato molto tutta la parte girata in laboratorio così come la sequenza finale in cui Bill salva il Dottore; in quell'esatto momento ho pensato "Ecco, sta per diventare la nuova Clara, non sarà più una friggitrice di patatine\studentessa in cerca di appartamenti". Sappiamo tutti quante disavventure abbiano dovute le precedenti compagne del Dottore (Clara, in particolare, accumulava una responsabilità dopo l'altra)adesso bisogna vedere cosa ne faranno di Bill nei prossimi episodi; per ora ho molta curiosità a riguardo.

    Questo è quel che penso, alla prossima review!


    (Facciamo 5 minuti di silenzio per Nardole; non ho idea se ricomparirà in futuro ma spero proprio che questa non sia la sua uscita di scena. E che cavolo, voglio vedere ancora quella testa pelata! XD)

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    1. PS: Andandomi a rileggere il libro mi ero accorto del sbaglio, tuttavia, solo io quando ho sentito dire nell'epsodio "L'amore è schiavitù" ho pensato ai tre slogan di 1984? CHe sia voluto o meno, rimane comunque uno degli episodi più esplicitamente politici di questa stagione, insieme a "Oxygen".

      Saluti!

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    2. Avrei voluto essere più entusiasta della puntata, purtroppo non mi ha esaltato. Anche io ho apprezzato la scena dei militari e la reazione di Bill nel finale, ma mi é sembrato piuttosto frettoloso nello sviluppo. Mi é piaciuto anche il fatto che la fine del mondo arrivi da un "angolo cieco" inatteso. No Nardole non lo abbiamo perso, non cosi sono piuttosto sicuro ;-) Cheers!

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    3. Questo episodio insieme a quello doppio sugli Zygon é tra i più politici del Dottore, il tema della schiavitù torna in ogni episodio, mi piace il paragone con 1984 ;-) Cheers!

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  2. ahhhh ecco chi è quel pelatone cicciottone!
    Ultimamente ho scoperto su YouTube le clib del britannico "Graham Norton Show" che mi fanno morir dal ridere, e ovviamente invitano attori del Dr. Who trattandoli come se fossero dèi.
    Devi assolutamente vederti la puntata dove il conduttore trova nel librone del Fan Club del Dr. Who la lettere in cui il giovanissimo fan Peter Capaldi si lamentava per alcune scelte di sceneggiatura! Ovviamente il Capaldi di oggi si vergogna da morire della cosa :-D
    https://www.youtube.com/watch?v=XM2bXjs0n2g

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    1. Il Graham Norton Show è famosissimo per far fare cose scemissime (nel senso migliore) agli attori Inglesi, in patria il cast di Doctor Who è iper celebrato ;-) Ti ringrazio per il video, andrò a vedermelo appena recupero una connessione decente, capisco anche perché si vergogna ora ;-) Cheers

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