sabato 10 giugno 2017

Black kiss: Un controverso capolavoro a fumetti


Mi spiace dare ragione a Pasquale Ruggiero della Magic Press, la sua gestione dell’ultimo ciclo di storie di Preacher non è mai stata di mio gradimento, ma nella postfazione di questo volume dice una grande verità: Howard Chaykin lo si ama o lo si ignora.

Nel rinascimento fumettistico americano di fine anni ’80, i nomi che vengono citati sono sempre più o meno gli stessi, Frank Miller, Alan Moore, qualche volta Bill Sienkiewicz e per i più ricercati Dave Sim, l’importanza capitale di Howard Chaykin è spesso ampiamente sottovalutata.

Io stesso sto procedendo a ritroso come un gambero nel riscoprire i lavori di questo straordinario autore, sono partito dalla sua collaborazione con Garth Ennis (e dopo aver letto Black Kiss, mettiamo anche l’Irlandese tra quelli pesantemente influenzati da Chaykin), per passare alle sue ultime collaborazioni con la Marvel e via indietro, devo scoprire assolutamente se esiste una ristampa decente che non venga via per l’equivalente di fegato e un paio di reni, di “American Flagg!” il fumetto che dietro successo e piena libertà creativa a Chaykin, mi sa di un soggetto che potrei amare moltissimo.

Cresciuto come assistente dei mostri sacri come Gil Kane e Neal Adams, in particolare da quest’ultimo Howard Chaykin impara moltissimo e per la Marvel finisce a disegnare alcune storie di Conan il barbaro e i fumetti tratti da Star Wars che diventano subito un record di vendite e un involontario palcoscenico per il talento di Chaykin.


Se non il più grande iconoclasta del fumetto americano, comunque da quelle parti.
Oggi come oggi, Howard Chaykin vive nella sua casa di campagna e accetta collaborazioni anche con le grandi case editrici, ringraziando il cielo che padre tempo abbia stemperato una fetta del celebre caratterino che in gioventù gli procurò più di un guaio (storia vera), perché Howard Chaykin non le ha mai mandate a dire e di sicuro non è mai stato un timido nemmeno sul tavolo da disegno, basta dire che alla Distinta Concorrenza ancora si ricordano di quella volta in cui sulle pagine di “Blackhawk”, Chaykin disegnò una fellatio (appena intuibile) nella miniserie dedicata al pilota della Seconda Guerra Mondiale, scatenando una Cambogia mai finita (storia vera) per i puritanissimi e ultra censurati fumetti americani.

Chaykin ha sempre avuto un occhio di riguardo per le storie Pulp, verrebbe da dire un anima Pulp, se non proprio Punk, un cavallo di razza più adatto alle piccole case editrici indipendenti che ai grandi nomi dell’editoria americana, in “Black Kiss” tutta l’attitudine di Chaykin, ma non crediate che per la Vortex che pubblicò questo fumetto nel 1988, sia stato tutto pesche e crema, anzi!

Per via del suo contenuto provocatorio, i dialoghi e le scene di sesso esplicito, “Black Kiss” è stato il primo fumetto americano della storia a venir venduto avvolto in buste di cellophane e con una vistosa scritta “For Adults Only”, l’abitudine che ancora oggi si riserva ai fumetti destinati a lettori adulti, la soluzione estrema venne applicata nei negozi di fumetti dell’area di San Francisco, quella storicamente più libertina degli Stati Uniti, anche perché nel resto degli Stati Uniti, semplicemente si rifiutavano di venderlo e basta!


Il messaggio registrato sulla segreteria di Dagmar, pieno di parole che non ti insegnano a catechismo.
Ma definire “Black Kiss” soltanto un fumetto erotico (anzi diciamo proprio porno) sarebbe riduttivo, Howard Chaykin mescola testi Chandleriani, a dialoghi gustosamente osceni, il tutto disegnato alla grande e con il lettering modernissimo ed espressivo del suo storico collaboratore Ken Bruzenak.

Il sesso in “Black Kiss” è brutale, arrapante, in alcuni momenti anche scioccante e la trama è un riuscitissimo miscuglio di noir, thriller e hard-boiled e nel finale non manca nemmeno una punta di horror che ad una prima occhiata potrebbe stonare e sembrare una soluzione facilona al giallo, in realtà, è addirittura geniale e da sola capace di dare una nuova chiave di lettura ad alcuni archetipi del genere, non mi dilungo su questo dettaglio (anche se vorrei) per non rovinarvi la sorpresa, ma vi posso assicurare che leggendo mi sono detto “Ma no dai! Non può risolvere davvero la storia con una trovata così!”, poi ho capito che era l’unica possibile e forse anche la più esaltante di tutte.

In fondo, i romanzacci Pulp hanno sempre mescolato detective hard-boiled, situazioni piccanti ed elementi a volte anche horror, ma la verità è che, come dicevo, Howard Chaykin più che Pulp è Punk, “Black Kiss” sembra una pisciata in faccia all’autorità, un'evidente provocazione fatta per spostare in avanti il limite del descrivibile nel mondo del fumetto, sembra che ogni trovata, ogni svolta, ogni dialogo sia stato volutamente inserito per offendere qualche ben pensante, mi basterebbe questo per amarlo, se non fosse che tutti questi deliri giovanili, messi insieme funzionano alla grande in una trama che fila e non si legge, si divora.


Mai fidarsi di questi tizi di nome Cass, gente inaffidabile.
Se non sono ancora riuscito a farvi venire voglia di recuperare questa bomba, lasciatemi aggiungere solo qualche dettaglio sulla trama, in modo che siate in grado di valutare se il contenuto di “Black Kiss” possa più o meno disturbarvi, almeno lo sapete e potete lasciarlo nel suo involucro di cellophane, anche se nella bella edizione della Magic Press, ve lo vendono senza, ve lo posso assicurare.

Nella Los Angeles degli anni ’80 il jazzista e quasi ex (forse) eroinomane Cass Pollack (bel nome!) si ritrova nei guai con la mafia e ricercato per un crimine che non ha commesso, sulla sua strada, intenzionate ad aiutarlo a riscattarsi (ma fate pure, a sfruttarlo) trova due biondone che ad una prima occhiata potrebbero passare per gemelle, la prima Dagmar Laine fa la prostituta, la seconda Beverly Grove si porta alla grande i suoi anni, considerando che nel 1950 era una famosa attrice pornografica.

Cass Pollack dovrà recuperare per le due bionde un video, passato attraverso varie mani, da quelle di padre Frank Murtaugh a quelle di sue fratello, un cardinale del Vaticano, passando per una suora piuttosto motivata. Come potete immaginare il video non è quello della prima comunione di Beverly, anche se prevede come protagonisti la bionda e degli uomini di Chiesa, più svariati altri passanti che non sto a dirvi, leggetevi il fumetto e tranquilli, è molto peggio di quello che potete immaginare.


Fare la conoscenza della nuova datrice di lavoro.
Ultima informazione che vi do: la due bionde hanno entrambe un segreto, di una abbiamo detto il video e il suo contenuto con rivelazione shock, l’altra, Dagmar Laine come dire, ecco, sarebbe carino chiedere a Leo Ortolani, se aveva in testa “Black Kiss” quando ha pensato al personaggio di Cinzia Otherside, ecco così ho detto tutto senza dire niente.

Nel fumetto non mancano stoccate alla Chiesa, poliziotti sadici e violenti, battute a battutacce contro tutte le etnie (in modo da non fare torto a nessuno, facendo torto a tutti), basta dire un dettaglio da poco, il passato di eroinomane di Cass Pollack nella storia può avere un ruolo apparentemente minore, ma è lo spirito di questo fumetto, dobbiamo provocare? Allora vi beccate il protagonista con la passione per gli aghi e, tranquilli, tutti gli altri personaggi ve lo faranno rivalutare.


La copertina originale nel quinto numero della serie.
Sono molto felice di aver recuperato questo gioiello che a distanza di anni non ha perso un grammo della sua forza propulsiva, diventando un classico, anche grazie ai quel neri intensissimi tratteggiati da Howard Chaykin, i miei brevissimi (infinitesimali) trascorsi di disegnatore mi fanno amare chi sa essere espressivo con neri così intensi, senza quel modo estremo di usare la china e di impaginare le pagine (ancora applausi per Ken Bruzenak) tanti autori più famosi non avrebbero avuto la fama di cui godono ora, Howard Chaykin lo si ama o lo si ignora, io sto recuperando il tempo perso, ma non ho intenzione di ignorarlo di sicuro.

6 commenti:

  1. Pensa che questa ristampa Magic Press mi capitò per le mani appena uscita: avevo capito che era un omaggio al noir e al pulp e cose simili, così iniziai a leggerlo. Ricordo ancora il rumore che fece la mia mascella cadendo a terra, ed era mi sa lo stesso di Rat-Man di fronte a Cinzia!!! :-D
    Di sicuro un fumetto di rottura, ma temo di non essere abbastanza preparato a capirlo...

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    1. Ne ho sempre sentito parlare senza averlo mai potuto leggere, adesso voglio scoprire se Ortolani lo ha letto prima di creare Cinzia ;-) Ne ho apprezzato molto l'anarchia di fondo, e anche l'utilizzo dell'elemento horror che va a braccetto con l'alto tasso di sesso della storia, non mi sono messo ad analizzarlo nel commento, per non rovinare la sorpresa, ma è un modo davvero originale (e Punk!) di ripensare un classico archetipo horror. Cheers!

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  2. Neal Adams ha portato nella sua continuity cartoonists in linea con il suo tratto - Mark Texeira, Dave Hoover, Mark Beachum - ma è nel fare a pezzi e sgrezzare le tavole di chi continuava a ripresentarsi con il portfolio - Frank Miller ed Howard Chaykin - il suo contributo + importante come trainer. I primissimi FM ( John Carter of Mars ) e HC ( Killraven ) sono tanto ma tanto nealadamsiani. Poi evolvono. Il primo mischia Gil Kane e Steve Ditko. Il secondo diventa + grafico ( Monarca delle Stelle, Solomon Kane ). E' vero che la sua stella , apparentemente, nel decennio di plastica, brilla meno di quella di altri, ma è citato , per esempio, nel Writing Comics di Alan Moore. Io arrossisco se al mare le signore non hanno il costume intero a righe delle comiche di Ridolini , quindi il BK di Chaykin è uno zinzino hard per i miei gusti, ma consiglio caldamente a lettori morigerati come il sottoscritto la miniserie della Bravura / Maliby Power and Glory in cui agisce un Superman patofobo, uno 007 filtrato dal talento iconoclasta del nostro ( che infila sempre un suo alter ego nelle storie ) , la parodia di Madonna ed altro ancora. Sempre per fruitori impressionabili è anche il suo The Shadow.
    Naturalmente l'uomo è al meglio quando lavora su creazioni sue come American Flagg o Time², ma si tratta anche di opere senza mediazioni in cui il montaggio, i dialoghi e tutto quello che è idiosincratico nel tizio possono allontanare un lettore ( gli uomini sono tutti Howard mascelluti e gagliardi , le donne vamp sul tacco tredici, il ritmo è concitato e si inizia spesso in media res, il chaykinverse di turno è compiuto e zeppo di roba ). Come tornare dall'Oktoberfest nella Mistery Machine con Scooby-Doo che ti racconta Blade Runner come fosse una digressione di Capitan Harlock scritta da Ray Carver. Non proprio La Pimpa. O forse sì.

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    1. In effetti questo Black Kiss non prende prigionieri, e alza il volume della radio (e della provocazione) ad ogni pagina, l’ho amato per questo, più che per il contenuto hard che è un tantinello troppo pure per me. Devo assolutamente approfondire, conosco i fumetti più recenti di Chaykin, ora ho messo gli occhi su “American Flagg!” ;-) Cheers!

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  3. Mi hai fatto venire voglia di recuperarlo... di Chaykin ho letto solo le cose più mainstream. Conosco e rispetto la sua vena iconoclasta, anche se spesso è indirizzata in direzioni non proprio compatibili con la mia!

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    1. Nemmeno con la mia a dirla tutta, però ho davvero apprezzato il furore di un opera orgogliosamente di genere, anche io purtroppo conosco solamente gli ultimi lavori e poco altro. Cheers!

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