martedì 9 maggio 2017

Spider-Man 2 (2004): Vuoi una mano? Sei mal ridotto? Sei fortunato, ne abbiamo otto


Dopo la parentesi dedicata allo Spider-Man mai realizzato da James Cameron, fatemi tornare sui binari ed aggiungere un nuovo capitolo alla rubrica ripiena di ragnatele… Torna a casa Spidey!


Dopo aver frantumato i botteghini del pianeta con il primo film, ormai è chiaro a tutti che Sam Raimi è l’uomo giusto nel posto giusto, motivo per cui già nel 2002 hanno cominciato a fioccare le idee per un possibile seguito. Nella primissima bozza, l’idea era quella di avere ben tre cattivi classici di Spidey tutti insieme: il Dottor Octopus, Lizard e la Gatta Nera, ma l’idea venne bocciata per evitare di avere troppi personaggi in costume nello stesso film soffocati in troppo poco spazio, pensate che scemi, eh? Sarebbe carino capire perché per “Spider-Man 3” hanno deciso di fare proprio così, ma questa... E' un’altra storia…

La prima sceneggiatura scritta da Alfred Gough e Miles Millar (Arma Letale 4), viene rivista da Michael Chabon, è sua l’idea di concentrarsi solo su Octopus che nella sua versione è giovane e prende pure una bella sbandata per Mary Jane, idea che al produttore Avi Arad non piace per nulla, motivo per cui viene chiamato il veterano e vincitore di due Oscar Alvin Sargent che da qui in poi diventerà il nome ricorrente parlando di film sull’Uomo Ragno.

"Sam tutto chiaro, solo una domanda, perché vai in giro vestito come Darkman?".
Sargent ripensa Doc Ock come un personaggio inizialmente positivo, un modello per Peter Parker, in modo da legarlo all’eroe (come già accadeva con Goblin nel primo film) e renderlo metafora dei suoi poteri e delle sue responsabilità. A Sam Raimi l’idea piace un sacco e, da super lettore di fumetti, decide di darci dentro sul tema poteri e responsabilità, prendendo ispirazione dalla celebre saga "Spider-Man: No more" scritta dal solito Stan Lee e disegnata da sua maestà John Romita Sr. Nel 1967 e pubblicata sul numero 40 della storica “The Amazing Spider-Man”.

Cosa manca? Beh, ci vuole un attore di peso per interpretare il carismatico Dr. Otto Octavius, i primi nomi che vengono fuori sono quelli di Chris Cooper (che nella tela di Spider-Man era destinato a finirci evidentemente…) e Robert De Niro, trovo clamoroso che il vecchio Bob non lasci indietro una commedia pecoresca nemmeno per errore, ma i titoli fantastici li schifa quasi tutti con mal celato sdegno, vabbè.


Niente pizza per Scott Spiegel, produttore di Evil Dead 2, i carboidrati fanno male.
La soluzione la trova involontariamente Gillian Greene, moglie di Sam Raimi che voleva solo starsene sul divano a guardare un bel film come “Frida” (2002) ed è proprio qui che Raimi capisce che il suo Doc Ock sarà Alfred Molina, immaginatevi la scena: "Caro visto che bel film che ho scelto stasera?". E Sam Raimi che muove le braccia in aria mimando i tentacoli di Octopus e fa i rumore con la bocca, spum! Sbang! Crash!

Alfred Molina è un ottimo attore con una lunga gavetta, ancora mi stupisco come mai dopo questo film non abbia iniziato a recitare in tutti i film, ma allo stesso tempo, mi ha sempre fatto sorridere il fatto che Molina abbia esordito al cinema, arrivando sul set il primo giorno, per farsi ricoprire di tarantole da Steven Spielberg né I Predatori dell’arca perduta e proprio con un ragno e un personaggio ad otto zampe ha trovato il suo ruolo più riconoscibile. Poi dicono che i ragni non portano fortuna!

"Ragni, dannati ragni, è dal 1981 che me li sogno tutte le notti!".
Certo, bisogna dire che Molina non ha proprio il classico figurino che ti aspetti da un eroe in calzamaglia, motivo per cui ha perso svariati chili per prepararsi alla parte, svariati sì, ma non troppi perché Sam Raimi si è sbrigato a rassicurarlo: "Doc Ock deve avere un po’ di pancetta", inoltre a detta del regista, ci voleva qualcuno con un fisico da sollevatore di pesi degli anni ’50, quindi sotto con i carboidrati Al!

"Ah davvero? Continua a portare allora, continua...".
Ma per completare l’opera ci volevano anche i quattro tentacoli di Octavius, una magia del solito John Dykstra in cui Sam Raimi ci ha messo lo zampino, lo zampino sulle zamp… Vabbè, la smetto dai!

Nel film finalmente i tentacoli del dottore diventano qualcosa di davvero minaccioso, nel fumetto, per quanto talentuosi siano i disegnatori che negli anni si sono succeduti sulle pagine della serie, troppo spesso i tentacoli sembrano solo dei tubi gommosi ben poco minacciosi, nel film, invece, sono delle macchine da guerra, principalmente grazie al lavoro di Sam Raimi.

Spidey aiuta le vecchiette ad attraversare la strada.
Proprio del regista del Michigan è l’idea di aggiungere ai tentacoli degli spuntoni d’acciaio che lui chiamava “Death Knife”, il resto lo fa tutto grazie alla solita regia ultra dinamica, l’inquadratura che mostra il punto di vista dei tentacoli sui loro bersagli è stata ribattezzata da Raimi come “Octovision”, oh, insomma, i tentacoli avevano più nomi della contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare!

L’ultimo tocco lo ha dato Alfred Molina che ha pensato bene di battezzare i quattro tentacoli Larry, Harry, Flo e Moe (storia vera!) e caratterizzandoli ognuno come un personaggio, basta dire che Flo, il tentacolo superiore alla destra di Molina, era l’unico con un nome femminile, perché veniva mosso da una burattinaia donna e, a ben guardarlo, anche quello più materno dei quattro, infatti è quello che si occupa di mettere e togliere gli occhiali ad Octavius, oppure a porgergli il bicchiere.

"Grazie piccola Flo, mi sentirei senza un braccio senza di te".
La mia scena preferita in assoluto resta il risveglio dei tentacoli di Doc Ock dopo l’incidente, al netto di un visto censura che non concede a Raimi nemmeno una goccia di sangue finto, il nostro esagera come solo lui sa fare, la scena è un Evil Dead in miniatura (con tanto di motosega!), tra urla, dottori sollevati in aria e movimenti di MDP fulminei che poi sono il vero marchio di fabbrica di Raimi.

Puoi togliere Sam Raimi dalla casa, ma non "La Casa" da Sam Raimi.
Se riuscite a non restare senza fiato guardando la scena, aguzzate bene la vista, perché sotto la mascherina di uno dei dottori si trova il mio amico John Landis, che proprio con Sam Raimi si scambia cortesie sotto forma di comparsate dei film altrui, un giorno dovrò decidermi davvero a fare quel post per scoprire chi dei due tra John e Sam è quello con il maggior numero di camei in carriera!

"Quest’uomo… E’ morto!” (Contro-citazione).
L’Otto Octavius di Alfred Molina è un personaggio carismatico, un genio con un contorto senso dell’umorismo che Peter ammira, tanto da volerlo aiutare quando la sua vita e il suo esperimento vanno a zampe all’aria, il Doc Ock di questo film è una gustosa variazione volutamente drammatica del classico “Mad Doctor”, vedere Molina ragionare a voce alta sui suoi piani, dialogando mentalmente con i suoi tentacoli è il perfetto adattamento dei monologhi solitari dei cattivi Marvel, che spiegano ai lettori le loro malefiche intenzioni covando rancore contro il protagonista.


"Non sto parlando da solo, ma con i miei quattro amici".
Eppure, allo stesso tempo, è un personaggio tragico, quasi un cattivo da horror della Hammer con cui un pochino si patteggia (significativa la sua frase finale “Non voglio morire da mostro”), dimostrazione che Sam Raimi ha capito bene la lezione di Stan Lee che il cattivo dev'essere interessante e sfaccettato almeno quanto il protagonista per essere una vera minaccia. Non mancano i tratti distintivi del cinema di Spider-Sam nella caratterizzazione del Dottor Octopus, vederlo tornare nel suo laboratorio devastato, mi fa sempre pensare al fatto che Peyton Westlake dopo il suo incidente in “Darkman” fa la stessa identica cosa, per altro, il laboratorio è un vero set che ha fatto bella mostra di sé sul fiume Hudson per parecchie settimane, volutamente ispirato nelle forme decadenti al capolavoro dell’Impressionismo tedesco “Il gabinetto del dottor Caligari” (1920) per sottolineare la parabola discendente di questo tragico cattivo.

Come omaggiare tutto il miglior cinema, e poi ditemi che non bisogna voler bene a Sam Raimi!
Oltre al cattivo, quello che rende “Spider-Man 2” ancora oggi malgrado qualche effetto speciale un po’ invecchiato, uno dei miglior film tratti da fumetto di sempre è proprio la parabola del protagonista, in un mondo di super eroi cinematografici fighi a tutti i costi, l’Uomo Ragno di Sam Raimi è nato sfigato, deve consegnare delle pizze (per altro all’indirizzo di casa del Doctor Strange che nel film viene citato due volte, la seconda da Ted Raimi) e riesce a farsi licenziare, Mary Jane debutta a teatro ne “l'importanza di chiamarsi ernesto” e lui non riesce mai ad andare a vederla, gettandola di fatto tra le braccia dell’astronauta John Jameson (Daniel Gillies) figlio dell’uomo con i capelli a spazzola, J. Jonah Jameson (J. K. Simmons che si mangia lo schermo, anche nella spassosa scena dopo i titoli di coda) che, intanto, continua a non pagarlo per le sue foto che utilizza per fare cattiva pubblicità a Spider-Man.

Altro che Spider-Gwen, vogliamo Spider-JJJ!
I primi quaranta minuti del film sembrano la messa in scena della proverbiale “Fortuna dei Parker” di cui Peter parla sempre nel fumetto, una serie di sfighe mai finite: Voti scolastici che colano a picco, stress, guai economici (tipo l’affitto da pagare al signor Ditkovich, chiaro omaggio al creatore grafico di Spidey, Steve Ditko) e promesse sempre fatte e mai mantenute. Quando vi viene in mente di chiedervi come mai l’Uomo Ragno sia un personaggio così amato, ecco la risposta: è uno di noi che affronta super criminali oltre che i quotidiani super problemi.

L’idea davvero brillante di Raimi è quella di rendere il suo Spidey affetto da stress un eroe psicosomatico che somatizza i casini attraverso i suoi poteri che iniziano a fare clamorosamente cilecca, con effetti comici come la scena dell’ascensore (che mi fa sempre ridere come un cretino), oppure drammatici: è un casino se la ragnatela ti lascia a piedi mentre volteggi in aria dalle parti del centesimo piano.


Niente gente, che vi devo dire? Mi fa sempre ridere un sacco.
Non è stata affatto una pessima idea ispirarsi ad un altro numero due piuttosto famoso, perché è chiaro guardando il film (e Spider-Sam lo ha chiaramente dichiarato) che l’ispirazione arriva da “Superman II” di Richard Lester (1980) e questo spiega anche come mai nel corso del film tante volte Peter faccia il classico gesto di aprirsi la camicia per mostrare il costume nascosto sotto che, poi, è la mossa speciale di Clark Kent.

Proprio come nel film di Richard Lester, l’eroe rinuncia ai suoi poteri per poter vivere una vita normale con la donna che ama e per via di una super minaccia (il generale Zod e i Kriptoniani da una parte, Doc Ock qui) dovrà tornare in azione, in tal senso il ritorno degli occhiali (e della miopia) di Peter è una scelta visivamente molto azzeccata per sottolineare il cambiamento, ma tutto questo Raimi lo fa da fanatico dei fumetti della Marvel, la scena del costume gettato nella spazzatura è la versione su grande schermo della copertina del numero 50 disegnata da John Romita Sr. Roba in grado di farti venir voglia di gridare “EXCELSIOR!” anche alla ottantaduesima visione.


Motivi per cui voler bene a Sam Raimi, secondo estratto.
Non sottovalutate mai la cinefilia di Raimi, ok ispirarsi allo schema di “Superman II”, ma l’utilizzo della celebre "Raindrops Keep Fallin' on My Head" di B. J. Thomas nel film è impeccabile, riesce a dare un'idea di spensieratezza malinconica, ingoiata come un rospo da Peter che non vuole più le responsabilità che derivano dai poteri, è chiaro come il sole che Raimi abbia in testa l’equivalente scena con degli spensierati Paul Newman e Katharine Ross in quel capolavoro di “Butch Cassidy” (1969) di George Roy Hill, non dico che la scena qui sia migliore, ma rifarsi in maniera così spudorata, ottenendo un risultato altrettanto mitico non è certo un affare da poco.

...Because I'm free, Nothin's worryin' me (dedicata a Paolo Uomonuovo).
Di cosa parliamo ancora? Dei problemi alla schiena di Tobey Maguire su cui si ride sopra nel film nella scena della caduta nel vicolo (“Sono arrivato, proprio arrivato”) che per un po’ hanno rischiato di fargli perdere la parte in favore dell’allora vero fidanzato di Kirsten Dunst ovvero Jake Gyllenhaal? (storia vera). Oppure, vogliamo citare l’immancabile cameo di Bruce Campbell nei panni di “l’uomo che usciva la gente” del teatro? Parliamo di un’altra delle mie scene preferite, quella del treno.

Bruce Campbell in "L’uomo che usciva la gente".
Il combattimento tra Spidey e Doc Ock è reso incredibilmente dinamico sempre grazie alla regia di Raimi che per infondere maggiore velocità alle scene, si è inventato la “Spydercam” (ormai è chiaro che Sam sul set del film, battezzava tutti gli oggetti di scena, ciak e sedia del regista comprese…), sospesa in aria e tirata da cavi una MDP del genere nelle mani di uno spericolato come Raimi è un'arma, il risultato sono scene come quella del treno.

Ora, sono sicuro che quella scena da sola, abbia fatto incazzare più Marvel-Fan del ciclo finale di J. M. Straczynski sulla pagine del personaggio, però io la trovo fantastica, ogni volta mi viene voglia di puntare i piedi a terra per fermare il treno, tipo quando sei in macchina con qualcuno che non conosci, ma non guidi tu, capito no?

"Frenaaaa! Ci schiantiamo! Moriremo tutti!" (Come fa mia madre in pratica).
L’idea di uno Spider-Man che resta senza maschera può far inferocire gli appassionati conservatori (secondo i miei calcoli il 74,5% ma le proiezioni sono in salita), però mi sembra una scelta ottima per mostrare lo sforzo dell’eroe e continuare il discorso iniziato nel primo film tra Spider-Man e i Newyorkesi, certo che chiaramente nel 2004 non eravamo tutti in preda alla febbre da Smartphone come oggi, altrimenti l’identità segreta di Spider-Man sarebbe finita su circa un centinaio di account twitter in contemporanea, però in quel “Non lo diciamo a nessuno”, mentre un ragazzino (fratellino minore di Tobey Maguire, storia vera) restituisce la maschera a Spidey, c’è il tacito accordo tra una città e il suo eroe, poi ogni volta che mi ritrovo a guardare “Batman Begins” penso: "Spidey il treno lo fermava... Orecchie a punta... Tzè!".


Lo fa questo quello lì? Lo sa fare?
Insomma, “Spider-Man 2” è ancora una bomba, i personaggi sono così sfaccettati, la regia è ispirata e le trovate sono così tante che se anche qualche effetto speciale inizia a mostrare le rughe sostanzialmente chissene!

Sam Raimi sugli scudi, vento in poppa, va tutto alla grande e in lontananza sento pure un pezzo allegrotto di B. J. Thomas, cosa può andare storto? Il terzo capitolo (gulp!) prossimamente su questo schermo.

26 commenti:

  1. Leggo con calma l'articolo, intanto complimenti per la rima ;)

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    1. Vai tranquillo non scappa, ti ringrazio ma non mi prendo meriti che non mi competono, in realtà quella è la citazione del giorno, chi la indovina vince, vince, che vince? Boh vince la gloria di aver indovinato la citazione del giorno ;-) Cheers

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    2. Abbiamo il campione del giorno! Onore e gloria! :-D Cheers

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    3. Wow, che bello! Per una volta che l'azzecco, me la godo tutta la gloria! Bellissimo blog comunque, complimenti, è sempre un piacere leggere le tue recensioni!

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    4. Ti ringrazio moltissimo anche per la caparbietà di leggerti tutte le mie caSSate, mille grazie! Goditela, devo istituire la Hall of fame della citazione del giorno ;-) Cheers

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  2. Nuova spettacolare analisi spidermanica ^_^
    Visto i film che De Niro ha fatto negli anni Duemila, mi sembra non sia minimamente nella posizione di fare il "raffinato", rifiutando questo film...

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    1. Ti ringrazio moltissimo! ;-) Beh stiamo parlando dello stesso che ha accettato di fare il cattivone russo in "Le avventure di Rocky e Bullwinkle", a confronto di quello tutto il resto diventa automaticamente recitare Shakespeare! Cheers

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  3. La resa dei tentacoli di Dock Ock mi perplime da quando facevo le palline di slaim al dopo scuola. Nel 1976 le due Big Guns sganciarono sul mondo ignaro , congiuntamente ed in formato gigante, il team up tra Supes e Spidey e Ross Andru - il matitista del Ragno nei seventies ndr per le bare volanti di legno verde - è lì più bravo di quanto non sia stato sulla regular, ma meno di Gil Kane e di Romita sr. Steve Ditko ha creato il personaggio e ne ha disegnato alcune storie famosissime - la saga in cui Pavido Parker solleva un peso paragonabile ad un treno e lo lancia alle sue spalle per raggiungere l'antidoto che salverà la zia May prima che diventasse May Tomei - ma non è mai riuscito a rendere la minaccia di quattro braccia di acciaio che sciabolano intorno. Meglio farà Erik Larsen negli anni novanta. Avrebbe potuto fare meglio Angel Medina, ma se non ricordo male si occupò della effimera versione femminile.
    Sono un fan di Bob dai tempi di Travis Bickle, ma credo che Molina fosse la scelta giusta. Ricordo che al tempo - persino prima di vedere il film e solo con il supporto delle foto di scena - decisi che fosse decisamente cool.
    Pensa che bello se Martin girasse un nuovo taxi driver , ma come fosse uno steampunk, con Fredo Molina che è un mad doctor traumatizzato dalle gangs of New York che nel corso di una rissa hanno distrutto il suo dark lab e ne hanno fatto un freak che di giorno porta in giro la gente in carrozza e dopo il crepuscolo è un dark docktor con mantellino da Hyde che nasconde quattro micidiali braccia di metallo a vapore con cui fronteggia le bande di tentacolari ceffi morsi da un Lovecratf radioattivo. Riduzione a fumetto di Mike Mignola.

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    1. Vero Ross Andrus su quelle pagine ha dato davvero il meglio di se, mentre l’idea di zia May Tomei mi manda in tilt già ora prima di vedere “Torna a casa ragno”, potrebbe essere un casting geniale però, mi riservo tutte le riflessioni per Luglio, intanto resto in modalità “TILT” come un flipper.

      Esatto, Medina si è beccato la versione femminile che non era male malissimissimo ma è durata troppo poco per incidere davvero. Erik Larsen invece ha messo giacca e cravatta ad Otto, disegnando i più bei tentacoli di sempre, non si parla mai abbastanza del grande Erik.

      Non so se mi esalta più la versione steampunk di zio Martino o il fumetto del mio Mike, non Jordan preferito di sempre, per ora esiste solo Lady Spider a tenere alta la bandiera vittoriana del vapore. Cheers!

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  4. Sarò breve: Il migliore film di Spidey in assoluto.
    Non sono convintissimo che i prossimi venturi riusciranno a fare meglio.

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    1. Perfettamente e totalmente d’accordo, questo è un apice, il terzo e i due “Amazing” non possono proprio competere, lascio il beneficio del dubbio ad “Homecoming”, poi vediamo se dovremmo ritoccare la classifica ;-) Cheers

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  5. Immagino che il tentacolo Flo facesse anche le seghe, quindi :p
    In ogni caso, grande rece/analisi piena di cosucce che non sapevo.
    Lo vidi al cinema, forse addirittura è stato il primo cinecomic moderno che ho visto in sala. Non mi dispiacque. Peccato per De Niro, ci stava bene!

    Moz-

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    1. Ahahaha oddio non potrò mai più guardare Doc Ock con gli stessi occhi! :-D Il problema è convincere Harry, Larry e Moe ad andare al cinema, in modo da avere un po' di intimità con Flo ;-) E' stato un passaparola anche grazie al successo del primo, per assurdo, quello che ha incassato di più è stato il terzo, proprio per effetto dei primi due, grazie mille! ;-) Cheers

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  6. I tre primi Spiderman figurano tra i non molti film di genere supereroistico che ho visto e in effetti questo mi piacque un po' di più di Spiderman I e molto più di Spiderman III. Ottima recensione, ma sarebbe strano il contrario ;-)

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    1. Ancora oggi i primi tre Spider-Man hanno la particolarità di un protagonista umano anche nelle quotidiane sfighe, nei tanti film sui super eroi che vengono sfornati oggi invece sono tutti comunque fighi anche se con super problemi, e poi questo dei tre è il migliore. Ti ringrazio moltissimo, cinque alto! ;-) Cheers

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  7. Ottimo sequel di un altrettanto già bello primo capitolo.
    Il salvataggio delle persone sul treno entra di diritto tra le sequenze d'azione più belle, non solo per la realizzazione tecnica ma anche a livello ideativo: mi immagino Sam Raimi tutto febbricitante e orgoglioso di aver mostrato la determinazione di un personaggio pronto a sacrificarsi pur di fare del bene. Una sequenza talmente potente che sarà stra-omaggiata (o copiata?) nel nuovo "Homecoming", film verso cui non provo grande interesse se non giusto per il presunto atto finale che pare mettere a dura prova il giovin Spidey. Vedremo.
    Ritornando a parlare di film belli, "Spider Man 2" ha a tutti gli effetti uno dei villain più riusciti nel mondo dei cinecomic. Tra lui e il Goblin di Dafoe non so chi la vince, e neanche m'importa, per me vincono entrambi specialmente di fronte ai vari Lizard, Electro, Rhino e Young Goblin di "The Amazing Spiderman". Non sapevo del riferimento estetico al "dottor Caligari"; tutte queste curiosità non possono far altro che appassionarmi di più a questa duologia iniziale, il momento di massimo splendore dell'Uomo Ragno filmico prima della sua lenta decadenza.
    Come sempre, bell'analisi!

    Saluti!

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    1. Sto già scaldando i lancia ragnatele per "Torna a casa ragno", che secondo me non omaggio solo la scena del treno, ma per essere sicuro tocca aspettare Luglio, ne parleremo ;-) Nemmeno io saprei decidere, Goblin ha un look più datato per via della maschera, Doc Ock parte subito in quarta con la sua follia (giustificata), per entrambi difetti da poco, ancora oggi sono tra i migliori cattivi mai visti, nulla da mettere con i successori, parleremo anche di loro e della ahinoi, decadenza di questa serie. Ti ringrazio molto, avevo un sacco di storielle sul film, ho cercato di infilarne il più possibile senza risultare tedioso, grazie ancora! ;-) Cheers

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  8. Spider-Man 2 è il capolavoro della trilogia di Sam Raimi. Mi preparo alla mannaiata che so che darai al terzo film.

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    1. Assolutamente un capolavoro, mi sto caricando per scriverne, intanto affilo la mannaia, da qui in poi per il resto della Spider-Rubrica mi servirà. Cheers!

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  9. Spettacolare! Raimi al massimo del divertimento e... come ho fatto a perdermi la citazione? ARGH!

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    1. Mi viene sempre in mente quando si parla di ragni, e poi con "Otto" nel titolo mi sembrava azzeccata ;-) Dici bene Spider-Sam al suo meglio, uno che ha fatto bene dirigendo con pochi soldi e quattro attori, oppure con mega budget come in questo caso, un grande! Cheers

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  10. Anche qui ho bei ricordi... Alcune scene le ho trovate commoventi... Come il finale!
    Peccato per il maledetto capitolo 3 :P

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    1. Il difetto di questo film, è sapere cosa verrà dopo, e tiro dentro anche i due "Amazing" ;-) Cheers

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  11. La prima volta che l' ho visto mi era piaciuto poco. L' avevo trovato un pò noioso e il DO non aveva lo stesso carisma del GV! Rivedendolo a distanza di alcuni anni mi è piaciuto ben di più con il suo voler essere meno film super e più umano nello scrutare dentro i personaggi. MJ poi la trovo più caratterizzata.
    La scena della metro... che nervoso all' epoca! XD Mi prude ancora a rivederla, ma vabbé! XD
    L' unica altra cosa è un dottor Connors a tratti un pò snob.

    "Sarebbe carino capire perché per “Spider-Man 3” hanno deciso di fare proprio così"

    Già! Boh! Ah, però sulla gatta nera. In effetti c' era nel videogioco.

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    1. Doc Ock è ancora un gran personaggio, e questo uno strambo ma efficacissimo cinecomics, ancora uno dei migliori ;-) Cheers

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