giovedì 4 maggio 2017

Power Rangers (2017): Don't You (Forget about morphing)


Sono pronto ad ammetterlo candidamente: non è che stessi proprio trattenendo il fiato in attesa del film sui Power Rangers ecco, per il semplice fatto che da bambino li guardavo, ma non è che mi facessero proprio impazzire.

Mi ricordo anche quando esordirono in questo strambo Paese a forma di scarpa nel 1993, ero alle elementari, vennero annunciati come il secondo avvento, televisivamente parlando, ricordo molto bene anche la mia reazione davanti al primo episodio della serie, mi sembrava di guardare “Bayside School” dove ad un certo punto i protagonisti s'infilavano dentro caschi da moto e calzamaglie a rombi, facendo mossette e mossettine prima di zompare sopra robot e combattere mostri in gomma piuma. Il mio commento fu lapidario: “Non sono belli come le Tartarughe Ninja”.

Io faccio parte di quella generazione che è stata colpita in mezzo agli occhi dalla mania delle Tartarughe Ninja e di striscio dai Power Rangers, ho continuato a seguire le avventure pomeridiane di questi cinque tizi colorati, più che altro perché fino almeno alle scuole medie, la programmazione dei telefilm del primo pomeriggio era una tappa obbligata per me, piccolo teledipendente mai del tutto guarito.


Eravamo ragazzi semplici, bastava poco per farci contenti.
Siccome rompicoglioni lo sono sempre stato e quella serie mi è sempre sembrata troppo strana per la media delle produzioni americane, ho scoperto quello che oggi sanno tutti, peccato che nel 1993 non esistesse Google, quindi ciccia. “Power Rangers” altro non era che l’adattamento a stelle e strisce della serie di fantascienza giapponese “Super Sentai” che poi era solo uno dei tanti Tokusatsu, gli storici serial televisivi che andavano da Ultraman, a Megaloman (ME-ME-GA-GA-LO-LO-MAN, MEGALOMAN!) passando per Machineman fino all’Uomo Ragno nella sua versione giapponese, quello con moto, Robot gigante e poteri ottenuti da un alieno (storia vera, beh più o meno).

Ma siccome il mio cuoricino di bambino apparteneva già alle Tartarughe Ninja, ho sempre seguito la serie con il giusto distacco, fino a quando mi sono ritrovato a leggere gli spernacchiamenti che la notizia “Faranno il film sui Power Rangers!” ha generato in rete, esagerati come tutte le reazioni sul web, ma forse comprensibili, specialmente quando poi scopri che nel cast sarebbe comparso anche Bryan “Più grande attore del mondo” Cranston.


Come vedete Internet ha reagito a modo suo alla notizia.
Non aiuta nemmeno che ultimamente gli Yankee siano alla ricerca disperata di soggetti da saccheggia… Ehm, da adattare per il grande schermo, dopo Ghost in the Shell, pare che gli anni ’90 siano il nuovo bersaglio ed io temo che la stagione di caccia sia appena cominciata. Sull’onda di tutto questo mio (manifesto) entusiasmo per il film, ho saltato tranquillamente la fase “Trailer” buttandomi proprio sul film, alle brutte, mi faccio due risate, sapete che c'è? Cavolo poteva andare molto peggio, per i primi quaranta minuti ho quasi creduto in un mezzo miracolo.

Per adattare materiale che di base risulta ormai datato (e anche piuttosto kitsch) nel 2017, l’unica chiave di decriptazione possibile è quella dei super eroi che oggi come oggi dominano i cinema, Dean Israelite che qui rischiava di essere il solito agnello mandato al macello da Hollywood, al grido di “Dirigi se non vuoi essere condotto alla cinta daziaria!”, riesce tutto sommato a tirare fuori qualcosa di coerente con il suo precedente (anche se non brillantissimo) Project Almanac, puntando tutto sui suoi protagonisti adolescenti.

"Questo coso è vecchissimo, non ha nemmeno il wi-fi!".
Jason (Dacre Montgomery) è la promessa del Football della cittadina di Angel Grove, per una ragazzata si gioca il futuro da professionista, vincendo in cambio una cavigliera, un coprifuoco da rispettare e tutti i sabati passati nella classe di recupero del liceo, se tutto questo vi ricorda qualcosa, state buoni che ci torno su questo punto…

Qui fa la conoscenza di Kimberly (Naomi Scott), trombata dalla popolari Cheerleader per trascorsi di tipo “Social” (quindi del peggior tipo) e di Billy (RJ Cyler) che oltre a coprire le quote per i “Fratelli” nel film è anche al limite dell’autismo selettivo, non capisce le battute e la satira come Drax dei Guardiani della galassia, ma allo stesso tempo è un nerd geniale, uno che viene picchiato dai bulli, che non ha vita sociale, un nerd vero! Non nel senso modaiolo e Sheldon Copperiano del termine.

Alla riffa si aggiungono (un po’ frettolosamente, ma vengono in parte caratterizzati più avanti nel film), Zack (Ludi Lin) e Trini (Becky G), uno dei due è omosessuale, stranamente il dettaglio non viene sbattuto in faccia agli spettatori e, per una volta, non sembra una mossa pubblicitaria per dire “Nel prossimo film dei Power Ranger ci sarà un personaggio omosessuale!”, almeno non come ha fatto la Disney ecco.


Spero che sia un omaggio a David Bowie...
Dean Israelite si prende tutto il suo tempo per farci affezionare ai personaggi e se vi è sembrato dalla descrizione che unire insieme un eterogeneo gruppo di studenti problematici di diversa estrazione, per di più il sabato mattina, sia un omaggio a “Breakfast Club” (1985) è solo perché il regista di origini sudafricane ha l’intelligenza di sapere che il film di John Hughes è talmente un filmone che è giusto utilizzarlo come modello di riferimento.

Lo dico chiaramente: se “Power Rangers” riesce ad evitare la buccia di banana della fredda operazione fatta a tavolino, dividendo i protagonisti tra etnie e minoranze come il politicamente corretto impone, è solo perché sì, di fredda operazione di calcolo si tratta, ma per lo meno i personaggi sono ben scritti, ben diretti e ben interpretati, tutte cose che permettono di chiudere un occhio.


It's Breakfast Club time!
Ci vuole anche la parte fantasy/supereroica, con la scoperta delle gemme in grado di donare i poteri dei Power Rangers solo a chi ne è veramente degno, inizia il romanzo di formazione dei protagonisti e anche la parte in cui Dean Israelite pesca a piene mani da tutta l’iconografia (ormai vastissima) dei super eroi al cinema.

I protagonisti adolescenti, le dinamiche di poteri e responsabilità arrivano da Spider-Man, anzi, la scena del salto per testare i nuovi poteri sembra presa di peso dal primo film di Sam Raimi, l’idea di un gruppo eterogeneo di emarginati che unisce le forze e impara a lavorare come gruppo, pensando al “Noi” invece che ad “Io” è mutuata dagli Avengers.

Spero tu abbia fatto l'antitetanica ragazzo.
Se devo dirla tutta, la parte “spiegone”, quella in cui ci viene illustrato per filo e per segno la missione dei Rangers e i loro poteri, sta tutta sulle spalle di Bryan Cranston, anzi, sulla faccia di Bryan Cranston che qui è chiamato (con l’aiuto della computer grafica) ad interpretare il faccione gigante di Zordon, che sembra l’enorme navigatore Tom-Tom della nave aliena dei Rangers e, in senso più ampio, non può che ricordare i messaggi che papà Jor-El lasciava al suo figlioletto Kal-El, meglio noto come Superman, nel film di Richard Donner del 1978. Vuoi vedere che questo Israelite è meno sprovveduto di quello che si poteva pensare? Jor-El era interpretato da Marlon Brando e lui in cerca di un grande attore per il ruolo nel 2017 cosa fa? Fa venir giù Bryan “Più grande attore del mondo” Cranston, bravo Dean, tra questa e l’omaggio a John Hughes te la sei giocata bene!

Bryan “Più grande faccia gigante del mondo” Cranston.
A proposito di attori in ruoli sull’infame andante, se ti assumono per interpretare un personaggio che risponde al nome di Rita Repulsa, le cose sono due, o scappi il più lontano possibile, oppure hai l’ironia di Elizabeth Banks, che nella parte iniziale del film quasi se la gioca in modalità strega cattiva che perseguita gli incubi degli aspiranti Rangers, nel finale, invece, sembra la sorella di Loki e riesce comunque ad uscire piuttosto bene da un personaggio che potrebbe ammazzarti la carriera.

"Thor fratellino! Quanto tempo, era una vita che non ti vedevo".
Le note negative per quanto mi riguarda sono tutte nel finale, nell’ultima mezz’ora il film accelera forse anche troppo, quando arriva il momento del “Morphin Time” in un attimo i Rangers sono alla guida dei loro Zord, quando fino a pochi minuti prima non riuscivano nemmeno ad indossare l’armatura.

Ma il vero difetto è che il mostrone finale da combattere, gli Zord e il Mega-Zord sono un lavoro di design abbastanza approssimativo e anche abbastanza anonimo, per quanto Dean Israelite cerchi in ogni modo di dare al tutto un aspetto simile a quello dei combattimenti della serie televisiva, il che potrebbe essere un bene per l’aderenza al materiale originale, un po’ meno bene vista la natura vagamente trash dello spettacolo.

I Power Rangers in saltelli aggraziatissimi!
La verità è che il finale è chiaramente giocato sul fattore nostalgia, la musichetta “Go Power Rangers go” parla chiaro e, ancora una volta, di fronte a questi tipi impegnati a combattere e fare mosse e mossettine, mi ritrovo a pensare che continua a preferire la Tartaughe Ninja, non ci posso fare niente, per questo finale sono fuori target di una manciata di anni anagrafici, anche se apprezzo il tentativo, ma far dire ad uno dei personaggi Hippy ya-ye! mi spiace non basta.

...Who needs tv when you got T-Rex.
Il risultato finale sono sicuro esalterà tutti quelli che hanno amato di Power Rangers più di me, è ammirevole il modo in cui sono riusciti a sfornare dei protagonisti per cui viene voglia di fare il tifo e magari sistemando qualche sbavatura, potrebbero anche riuscire nell’impresa di lanciare il terzo polo super eroistico, anche se tra Marvel e Distinta Concorrenza, gli schermi cinematografici sono già belli saturi di gente in calzamaglia.

16 commenti:

  1. Bella rece, bro.
    Anche io -da superfan dei PR (ma pure delle Turtles, baby!)- sono tra quelli che ha apprezzato ma la vedo come te sul finale: gli zord sono irriconoscibili e poco caratterizzati, le arti marziali sono pochine. Ma forse non era nemmeno quello su cui puntavano, e infatti il resto c'è e funziona.
    Già immagino che la rivalità tra Tommy (nel prossimo film) e Jason non sia più ovviamente sul karate ma su chi conquista il cuore di Kimberly.
    Ah, pure io ho apprezzato l'omosessualità non sbattuta in faccia (ed è giusto, anche perché ormai invece domina il politically correct che vuole multiculturalismo a gogo e red rangers ebraici). Dan ISRAELite (cognome non a caso da lobby giudea) invece dai, è stato intelligente. E anche non avendo più la cinesina che è il ranger giallo e il negretto che è il ranger nero, ha fatto un ottimo lavoro.
    P.s. la cosa che ho maggiormente apprezzato è la storia del passato, con Rita (grande interpretazione) che era la Green e già nominano i cristalli Zeo.

    Moz-

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    1. Grazie bro!
      Non mi ha disturbato dover aspettare fino all’ultima mezz’ora per vedere gli Zod, peccato però che il design sia così poco originale. Sia per i Power Rangers (che per i super eroi in generali) non si tratta mai di vere arti marziali, più che altro di giocose botte, che mi rendo conto hanno contribuito a formare la mia passione per i film di menare ;-)
      Eheeh anche io pensavo che Israelite fosse Israeliano (anche solo per associazione di idee) in realtà è sudafricano! La cosa più divertente dell’utilizzo dei Rangers è quello nero, non è nero, ma è orientale! Quello nero in realtà è blu, fantastico! :-D Ma nello smontare i cliché il film fa un lavoro più che decente, basta dire che la solita scena auto vs treno, non termina nel solito convenzionale modo Hollywoodiano ;-) Cheers!

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    2. Sì, vero: auto vs treno, scena fantastica.
      Quanto ai colori e alle razze, già con l'abbandono di Trini e Zack (originali) nel 1994, misero un'africana come giallo e un cinesoide come nero. Insomma, forse si erano resi conto che l'accostamento facile nero/negro, giallo/orientale non era poi così politically correct XD
      Il secondo film sarà migliore.

      Moz-

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    3. Scena che pensi: Ok ora finisce che lor… No, no niente ;-) Fa parte di quei quaranta minuti in cui ho sperato nel miracolo.

      Il politicamente corretto domina (pure troppo) ad Hollywood, se non altro l’Israeliano sudafricano ha saputo giocarsela bene. Anche secondo me il secondo sarà migliore, bisogna vedere se lo vedremo, al botteghino sta andando male male ovunque, tranne qui in Italia! Dove evidentemente le tante repliche pomeridiane della serie hanno creato uno zoccolo duro di appassionati. Cheers!

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  2. Non ho mai seguito i power rangers, sia per ragioni anagrafiche che perché non mi piaceva l'americanizzazione di quei telefilm giapponesi che vedevo da ragazzino. (Megaloman era il migliore, ne vedevo di ben peggio!)
    Ignorerò dunque tutto di questo e di eventuali altri film, però mi chiedo: perché i giapponesi non rispondono con qualcosa di loro? Tipo il film tratto da quella serie con i gorilla alieni :-D Monkey movies forever ^_^

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    1. Si Megaloman era praticamente la serie A dei Tokusatsu, da quando ho visto questo film, mi sto sforzando di ricordare una serie che guardavo da bambino della stessa tipologia, e ben più trash! ;-)
      Hai ragione, ci vuole la risposta orientale, un film di gorilla alieni diventerebbe in automatico uno dei miei preferiti! ;-) Cheers

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    2. Mica dite Guerre fra Galassie?

      Moz-

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    3. Non mi pare ci fossero le scimmie in "Guerre fra Galassie", ma forse ricordo male.
      Quello di cui non ricordo il titolo prevedeva tre eroi (rosso, verde e giallo), quello giallo era un robot, con una ruota in mezzo al petto, che utilizzava nella sua forma umanoide ma anche quando si trasformava in, beh, una motocicletta ;-) Cheers

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  3. Io già non li sopportavo da bambino, figuriamoci adesso...
    Il fatto che in qualche modo omaggi Breakfast Club comunque mi fa ben sperare. O se non altro mi fa quasi ben sperare. :)

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    1. In un film sui Power Rangers, quando finalmente diventano Power Rangers che fanno cose da Power Rangers, funziona tutto meno. I primi quaranta minuti invece li ho trovati molto più appassionanti anche grazie all’omaggio al filmone di John Hughes ;-) Cheers

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  4. Sai caro amico mio che sono proprio digiuna di queste cose anche se "Power ranger " non mi risulta proprio sconosciuto e tantomeno le "artureghe ninja" forse perchè all'epoca dell'uscita ne avevo un paio nel terrario.
    Ma mi piace e mi diverte così tanto leggerti che arrico sino al fondo dei tuoi post, tipo questo, senza conoscere un personaggio( Marlon Brando escluso)
    Bacione serale simpatia!

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    1. Che fighe le tartarughe le ho avute anche io per un po' non ninja però ;-) Ti ringrazio molto, se risulto divertente e leggibile anche scrivendo di argomenti che non ti interessano è un gran risultato per me, muchas gracias! :-D Cheers

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  5. Devo ancora vederlo e le recensioni che leggo non mi confortano più di tanto. La tua però, soprattutto per quel che riguarda la prima parte, una qualche speranzina me la dà.

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    1. Dipende dal tuo livello di coinvolgimento emotivo nei confronti del materiale originale, ma la prima parte secondo me è davvero ben fatta, aspetto il tuo parere! ;-) Cheers

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  6. L'ho adorato!
    Non si prende sul serio, eppure riesce a colpire dentro... E io non sono un nostalgico dei Power Rangers!

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    1. Verissimo, non si prende sul serio, ma prende sul serio i suoi protagonisti, che per me è sempre l'approccio giusto ;-) Cheers

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