domenica 21 maggio 2017

Doctor Who - 10x05 - Oxygen: Nello spazio nessuno può sentirti respirare (o scioperare)


“Space. The final frontier. Final because it wants to kill us. Sometimes we forget that, start taking it all for granted – the suits, the ships, the little bubbles of safety – as they protect us from the void but the void is always waiting.”

No, non è un episodio crossover tra “Doctor Who” e “Star Trek” (anche se sarebbe fighissimo!) è solo la frase di apertura del quinto episodio della decima stagione, da qui in poi come al solito: SPOILER!

Come descritto anche nei precedenti commenti, per la sua stagione finale come showrunner Steve Moffat sta inseguendo molto la verticalità negli episodi che in qualche modo mostrano tutti personaggi intrappolati, una soluzione piuttosto classica come la location di questo episodio, una base spaziale, si sa che ogni volta che il Dottore finisce in una base spaziale, seguono casini intergalattici (“The Impossible Planet / The Satan Pit” oppure in “The Waters of Mars”), questo episodio non è da meno, anzi, rischia seriamente di essere ricordato come uno dei più memorabili.

Questi poster per gli episodi sono un vero spettacolo!
Jamie Mathieson si conferma uno dei migliori sceneggiatori presenti nella squadra del Moffat, ha già firmato gli ottimi “The girl who died”, ma, soprattutto, uno dei miei episodi preferiti dell’era recente del Dottore, ovvero “Mummy on the orient Express”, qui si conferma davvero in grande forma, spero di vederlo alle prese con il Dottore anche nella prossima gestione post-Moffat.

Il Dottore (ormai calato nel ruolo di professore) illustra a noi spettatori e ai suoi studenti, il comportamento dell’ossigeno nello spazio, ricordandoci che trattenere il fiato a gravità zero potrebbe risultare più dannoso per i polmoni che due pacchetti di Marlboro al giorno. Un'informazione che tornerà utile nel corso dell’episodio, ma anche un modo per dirci che al Dottore manca lo spazio ed inizia a pesargli essere confinato sulla Terra a guardia della camera blindata.

Per questo si parte tutti (compreso Nardole) per una base spaziale scelta a caso tra le stelle, dove scopriamo presto che dei 40 lavoratori della stazione mineraria, solo quattro ancora respirano, con parsimonia, per altro, perché i vari cartelli sparsi in giro per la nave ci ricordano che l’ossigeno costa. Gli altri 36 che fine hanno fatto direte voi? Beh, vagano ancora a zonzo per la stazione orbitante dentro le loro tute. Morti, ma ancora perfettamente operativi.

All in all you're just another brick in the wall.
Fin troppo facile commentare un episodio intitolato “Oxygen”, dicendo che ti lascia con il fiato sospeso (ah ah) fino alla fine, però Mathieson fa davvero un ottimo lavoro in termini di ritmo e dialoghi, ad esempio, la trovata di Nardole che riconosce nell’intelligenza artificiale della tuta spaziale di Bill, una sua vecchia fiamma, Velma che dialoga allegramente come se fosse la voce del vostro navigatore.

Niente male nemmeno il modo in cui attraverso Bill (ragazza, nera e omosessuale) non manchi l’occasione per parlare di razzismo, ho trovato molto divertente la scena in cui la ragazza trovandosi di fronte alla pelle blu di Dahh-Ren, reagisce stupita, meglio della faccia di Bill, solo la frase dell’alieno bluastro “Abbiamo salvato una razzista”.

Le zombie tute che marciano in fila come i Cybermen (o i martelli di “The Wall” dei Pink Floyd) sono un altro avversario che si aggiunge alla lista di quelli che stanno facendo il loro esordio in questa stagione, per quanto io vada giù di testa per i Dalek, sono sempre felice quando oppongono al Dottore qualche inedita minaccia, ma le “Tutine” poi, diventano un'efficace metafora del Capitalismo.

Che carini, sembrate i Power Rangers.
“Presto ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo”, frase che prima o poi nella vita è scappata a tutti, magari di fronte all’ennesimo rincaro della benzina, questo episodio scherza (nemmeno troppo) su questo, la stazione spaziale mineraria (che anche per via dei problemi di ossigeno, mi ha ricordato il mio culto “Atmosfera zero”) non più redditizia economizza su tutto, anche sull’ossigeno a bordo e le tute spaziali non fanno altro che fare quello per cui sono state programmate, ovvero ottimizzare il lavoro. Visivamente parlando, non credo ci sia metafora migliore di un lavoratore morto dentro la tuta che continua a eseguire i movimenti che faceva in vita. Pur facendo una variazione (spaziale) sul tema, questo singolo episodio ha dimostrato di aver capito e assimilato la lezione di zio George A. Romero meglio di TUTTI gli episodi dei Camminamorti!

Come dico sempre, Peter Capaldi è fenomenale e con i monologhi galvanizzanti ci va a nozze, qui ne fa uno davvero esaltante, in cui per cinque minuti pare cambiare nome da “Dottore” a “Compagno”, quando inizia a motivare i suoi dicendo loro che non stanno combattendo una semplice minaccia, ma il Capitalismo stesso, i capi che si prendono le nostre vite, oh una meraviglia! Sarà che Capaldi è Scozzese, ma sembra di guardare “Grazie, signora Thatcher” (1996), anzi, non è detto che avesse un papà o un nonno a scioperare contro la lady di ferro.

Signora Thatcher, abbiamo un altro Scozzese incazzato che ha qualcosa da dirle.
Come al solito, tutto si risolve perché il Dottore è sempre un passo avanti a tutti, ma si risolve davvero? Ok, Bill viene salvata con un trucco molto efficace (anche per le coronarie dello spettatore) e la cecità temporanea del Dottore viene affrontata da “Twelve” con la suo solito fare burbero, ma spavaldo, come a dire: "Ok, mi avete tolto la vista, ma è solo un contrattempo che non mi fermerà".

Proprio per questo il finale è molto efficace, il Dottore ora non è solo rimasto senza cacciavite sonico (con ritorno dei Wayfarer sonici, con buona pace di tutti i non pochi detrattori degli occhiali sonici), ma anche senza vista e il prossimo episodio, almeno a giudicare dall’anticipazione a fine puntata, si prospetta molto, ma molto interessante, anche solo per la ricomparsa del famoso libretto di River Song. Si vede poco, ma l’ho visto bene, gli occhi mi funzionano, anzi Dottore se hai bisogno, conosco un oculista bravo.

10 commenti:

  1. Un altro ottimo episodio che mette in gioco delle tematiche non da poco. IL momento più destabilizzante è stato percepire il mondo attraverso gli occhi di Bill mentre non poteva rimettersi il casco. 3 minuti girati con grande bravura.
    E a proposito di occhi, sarà molto interessante scoprire come gestiranno la sua (provvisoria, immagino) cecità. Per non parlare di come stanno calcando la mano riguardo la camera blindata; vogliono a tutti i costi tenerci sulle spine, eh?

    Saluti!

    PS: A me gli occhiali sonici piacevano! Se il Dottore non li usa può anche darli a me, eh! :D

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Era chiaro che il Dottore non avrebbe mollato Bill così senza un piano, ma hanno gestito la scena del casco molto bene, la non-battuta del Dottore è stato un gran modo per creare tensione. Una bella puntata, le stazioni spaziali poi mi comprano sempre ;-) Mi piaceva come li hanno introdotti in combinazione con la Fender, facevano sembrare Twelve una specie di Bob Dylan, nella sua fase in cui è passato all'elettrica, di norma preferisco il cacciavite (e so che tanti Whoviani la pensano allo stesso modo) ma l'alternanza non mi disturba, e poi qui pare che abbiamo un ruolo, non solo per are un look alla Ray Charles ;-) Cheers

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    3. Che è successo Luca? Attacco di timidezza improvviso? ;-) Cheers

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  2. Anche a me è piaciuto assai! Tra l'altro super metaforico anche che siano le tute il cattivo.. che suits sta per tute ma anche per abiti/completi (quelli dei capi)

    Ora vado a recuperarmi il nuovo 😉

    Tra l'altro per colpa tua ora sto recuperando con calma anche le serie con david tennant... come resistere..

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    1. Bravissima, non ci avevo pensato, in un episodio dove il Dottore è a capo dei "Colletti blu", ci sta che i capi, i cattivi, siano i colletti bianchi in giacca, cravatta e completo/suits ;-) Pomeriggio domenicale, si dedica alla nuova puntata di "Doctor Who", un rituale ;-)

      Mi prendo volentieri la colpa, David TENnant è stato protagonista di alcuni dei miei episodi di questa serie preferita, a partire da quello con la ragazza nel camino, quando lo vedrai non potrai non riconoscerlo ;-) Cheers

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    2. L'ho appena passato! È il quarto, per ora il più geniale e simpaticissimo. Ma anche quello col lupo mannaro e la regina vittoria è stato bello.
      Poi sapevo che David Tennant mi sarebbe piaciuto perché già mi è piaciuto in Broadchurch... avrei dovuto tenere le distanze, ormai devo vederla 😁

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    3. Anche per me é uno dei più geniali, bello anche quello la regina Vittoria diventerà un po' un tormentone nell'era di Tennant ;-)É bravissimo, per altro devo trovare il tempo per scrivere della terza stagione di Broadchurch! Buona visione fammi sapere come prosegue. Cheers

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  3. Devo assolutamente inserirmi in questa serie , in queto ultimo episodio mi hai convinto..
    Ci volevi tu amico mio..
    Buona domenica e un abbraccione!

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    1. Pensa che l'episodio successivo è ancora migliore ;-) Stammi bene, cheers!

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