domenica 16 aprile 2017

Shada di Douglas Adams (e Gareth Roberts): L'avventura (ex) perduta del Doctor Who


Nell’angolo rosso (del pulsante “Don’t Panic”) uno dei miei autori preferiti, il creatore della “Guida Galattica per autostoppisti” Douglas Adams, nell’angolo blu (come il Tardis) il Doctor Who, secondo voi potevo resistere ad un libro che univa due delle mie più grandi passioni?

Non amo molto le operazioni postume, di solito mi sembrano un modo per continuare a far soldi con qualche nome famoso, ma “Shada” è un discorso a parte e bisogna fare un applauso a Gareth Roberts per il risultato finale. Prima, però, proprio come farebbe il Dottore: un piccolo salto indietro nel tempo!

1979, un anno bello impegnato per il grande Douglas Adams che ha appena conquistato tutti con il primo libro della sua trilogia (in cinque parti) della Guida Galattica ed è già al lavoro sul seguito “Ristorante al termine dell'Universo” che uscirà l’anno successivo. Ma allo stesso tempo è lo scrittore di punta della serie regina della BBC, ovvero Doctor Who.

Non era inusuale leggere il nome di Douglas Adams negli ipnotici titoli di testa della serie inglese alla voce “Scritto da”, ad esempio, proprio durante la stagione del 1979, la diciassettesima per “Doctor Who” (seguendo la numerazione antecedente al rilancio del 2005), Adams aveva già scritto l’ottimo "City of Death", ancora oggi considerato uno degli episodi migliori della serie.

Douglas ci aiuta a fare luce sulla vicenda.
Il Dottore in carica nel 1979 è il mitico Tom Baker, il leggendario Quarto Dottore, forse uno dei più famosi, visto che Baker ha prestato altezza, riccioloni e sguardo stralunato al personaggio per ben sette stagioni di fila (dal 1974 al 1981). Ancora oggi, tanti quando pensano al Doctor Who, immaginano uno spilungone con una sciarpa chilometrica a righe colorate.

Invece dei canonici 20 episodi, la stagione numero 17 avrebbe dovuto essere composta da 26, un lungo finale di stagione che Douglas Adams aveva già scritto e s'intitolava proprio “Shada” parola misteriosa che per tutto il tempo il Dottore, la sua “companion” Romana e il cagnetto Robot K-9 avrebbero imparato a conoscere, insieme ad un'altra serie di minacce uscite dalla mente geniale di Adams.

Sfiga! Iniziano le riprese degli episodi, ma restano incompiuti, a causa di uno sciopero dei lavoratori della BBC, per cui niente finale di stagione extra, vi beccate 20 episodi e zitti. Negli anni il mito di “Shada” è cresciuto e la storia ha cercato di manifestarsi in altre forme, Tom Baker ha contribuito alle parti narrate di una versione radiofonica successiva, riscritta utilizzando l’Ottavo Dottore come protagonista, finché non è arrivato Gareth Roberts a farsi carico dell’impresa.

Chronotis, il Dottore e Romana, in una delle poche scene che sono state girare per l'episodio.
Roberts, a sua volta, è una vecchia conoscenza della serie, di suo pugno ha scritto gli episodi “The Shakespeare Code” (terza stagione del rilancio, 2007) e “Closing Time” (sesta serie, 2011), ma Roberts ha scoperto, a sue spese, che fare ordine tra gli appunti sparsi e il talento di Adams non è affatto impresa semplice.

Eppure, il risultato finale è notevole, Roberts ha saputo riproporre la prosa e i dialoghi esplosivi di Adams senza imitarli (anche perché è impossibile), la differenza si percepisce, ma allo stesso tempo il libro si legge che è un piacere e per lunghi, se non lunghissimi tratti, ci s'illude davvero di stare leggendo qualcosa scritto di pugno da Douglas Adams, il che è un gran complimento.

“Shada”, di fatto, è una novelization dell’episodio mai girato che, però, può essere letta tranquillamente anche da chi non ha mai visto nemmeno mezzo episodio della serie tv, perché il romanzo spiega tutto quello che serve sapere, chi è il Dottore, chi sono i Signori del Tempo. Quindi, se vi piace lo stile scanzonato di Douglas Adams è una lettura consigliata.

La trama non è niente male, tutto ruota intorno ad un libro, il codice di Gallifrey, che non solo contiene tutta la storia del pianeta di origine dei Signori del Tempo, ma è anche l’arma più potente della galassia. Capito l’antifona? L’arma più potente è un libro.

"Questa roba è pazzesca, mi sballa più delle mie Jelly Babies!".
Ovviamente, se è così potente, non deve finire nella mani sbagliate, tipo quelle del malvagio e vanesio (la sua nave spaziale senziente è programmata per adularlo) Skagra. Il tiranno cerca il libro in lungo e in largo, ma non sa che lo svampito professor Chronotis, un Signore del Tempo in pensione, lo ha preso in prestito quando ha lasciato Gallifrey ed ora si trova nel suo studio di Cambridge, dove il professore insegna da… Beh, diciamo che molti studenti si sono laureati ai suoi corsi.

Aggiungete gli immancabili “Comapanion” umani (che qui sono rappresentati dai giovani Clare e Chris) a completare la squadra dei buoni il (Quarto) Dottore e la sua socia, la Signora del Tempo di nome Romana, tutti quanti, dovranno scoprire cos’è Shada e perché è così importante. Non ve lo dico, scopritelo da soli che vale la pena!

Se a sentire il nome del professor Chronotis, vi si è acceso qualche campanellino in testa, bravi! Vuol dire che siete grandi fan di Douglas Adams, perché, in effetti, è lo stesso personaggio comparso nel romanzo di Adams “Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica” (1987) di cui da poco esiste un adattamento televisivo americano. Quando l’episodio televisivo di “Shada” è naufragato, Adams ha riciclato qualche idea per i suoi altri lavori.

Mi sono divertito molto a leggere “Shada”, se mai fosse diventato un episodio della serie, sarebbe stato sicuramente uno dei migliori, il brio che Adams (e Roberts) hanno saputo imprimere al Dottore, è paragonabile a quello dei Dottori moderni, quelli con numerazione più altra, tipo, Dieci, Undici o Dodici.

Bello il Gallifreiano, più incasinato della calligrafia di un medico.
Inoltre, non manca lo stile ironico e i temi tipici degli altri lavori di Adams, ad esempio, il modo in cui il Dottore riesce a tenere testa alla logica della nave di Skagra mi ha fatto morire dal ridere ed è impossibile non pensare alle porte automatiche felici di aprirsi e alla depressione dell’androide Marvin della Guida Galattica.

Non mancano momenti comici e piccole strizzate d’occhio, tipo quando il Dottore inseguendo Skagra beh… In bicicletta, si fa largo tra la folla chiedendosi perché questi Inglesi non sono a casa a vedere il programma tv del sabato pomeriggio. Provate a dire quando va in onda “Doctor Who” in patria?
Mi ha fatto anche sorridere la riflessione del Dottore, su alcuni uomini impegnati a scaricare strumenti musicali, indossando magliette con citazioni in latino relative allo… Status Quo.

Insomma, per riempire l’attesa fino alla prossima stagione di “Doctor Who”, questo libro è un'ottima lettura, ma potrebbe essere ideale anche per fare la conoscenza del personaggio, o di uno scrittore geniale come Douglas Adams.

8 commenti:

  1. Grande, ho seguito il dottore solo dalla serie del 2005 e la adoro, per non parlare di douglas adams... E il libro è lì da un po' sulla mia libreria in coda di lettura... Dovrei dare una rimestata a quella coda.

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    1. Anche io ci ho messo un po' a fargli scalare la pila delle lettura, ma ne vale la pena, sono sicuro che ti piacerà ;-) Cheers!

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  2. Noooo ma questo lo devo assolutamente avere!!! Libri falsi e Douglas Adams: si può chiedere di più?
    Grazie per questo regalo di Pasqua ^_^

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    1. Sapevo che l'antico e venerabile codice di Gallifrey ti avrebbe stuzzicato, è un ottima lettura ;-) Grazie e a te, e.. Buona Pasqua! ;-) Cheers

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  3. Guida Galattica mi è piaciuta molto come saga, quindi Douglas lo si stima a prescindere.
    Tanti auguri di buone feste. ;-)

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    1. So che anche tu sei un lettore delle Guida, anche Dirk Gently merita, il primo in particolare ;-) Grazie a tanti auguri anche a te! Cheers

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  4. Si, mi autoflagello perchè non seguo le serie, pechè..Perchè io che soffro quasi sempre d'insonnia , mi addormento o sul finale o all'inizio ,ma sempre sonno è.
    Quindi non capisco nulla..Ma perchè non le registri? Bella domanda,..non so rispondere, ho la presunzione di riuscire a vederle e poi cedo e poi mi vengono le paturnie e mi arrendo.
    Ti prometto , leggerò il libro consolatore e ti saprò poi dire tutto..
    Buon fine serata Pasquale e tanta serenità e amore!

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    1. La serie mi rendo conto non essere per tutti i gusti, ma se ti prende poi ciao, diventa un appuntamento fisso, fammi sapere come ti trovi con il libro, può essere un ottimo punto di inizio. Buona serata anche a te e auguri di buona pasqua! ;-) Cheers

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