venerdì 21 aprile 2017

Scanners (1981): Un film da far esplodere la testa!


"Ora misuriamo i nostri poteri". Lo dice Revok a Darryl nel finale ma, allo stesso modo, “Scanners” è il film con cui il mondo ha messo alla prova i poteri di David Cronenberg, scoprendo che non si scherza con… Il mio secondo Canadese preferito!


Film speciale quindi oggi, giornata speciale, questo venerdì Cronenberghiano si gioca anche il sempre gradito contributo del Zinefilo e di IPMP con la locandina italiana dell'epoca!

Cameron Vale (Steven Lack) è un povero spiantato in fuga da alcuni agenti che gli danno la caccia, sedato e legato al suo risveglio fa la conoscenza del dottor Paul Ruth (il mitico Patrick McGoohan, quello della serie “Il Prigioniero”), che gli rivela il perché degli enormi poteri telepatici di cui il ragazzo è dotato, Cameron è uno Scanners, anzi pardon uno “SCHEnners” stando alla buffa pronuncia del doppiaggio italiano del film.

Gli Scanners sono individui nati con poteri ESP e la capacità di leggere la mente, la multinazionale farmaceutica ConSec è l’unica a sapere della loro esistenza, al mondo esistono solo 256 Scanners, molti dei quali sono stati arruolati in una potente organizzazione rivale guidata da Darryl Revok (il grande Michael Ironside), un potente e incazzatissimo Scanners sfuggito dalle grinfie della ConSec.

L’idea del dottor Ruth è quella di contrastare Revok utilizzando Cameron, Scanner di paragonabile potenza da far infiltrare tra le fila dei ribelli per distruggerli dall’interno, unico vantaggio un farmaco, l’Ephemerol capace di prevenire il flusso della telepatia, seguono rivelazioni, casini e teste che esplodono… E non è tanto per dire!


"I am not a number, I am a free man!" (cit.)
Cronenberg ha fatto parlare di sé con i controversi Il demone sotto la pelle e Rabid, con Brood ha attirato le attenzioni dei critici dimostrando di poter dirigere attori famosi, ma con “Scanners” il Canadese fa il salto di qualità, gli vengono affidati un cast di tutto rispetto e quattro milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde di cui disporre, per quello che è a tutti gli effetti il suo primo film commerciale ed è chiaro fin dal fatto che, a differenza dei precedenti film di Cronenberg, il sesso è quasi totalmente assente dalla pellicola e “Scanners” ha davvero tutto per essere il primo capitolo di un franchise, in effetti, ha generato con ben quattro seguiti, anche se tutti apocrifi e nessuno diretto da Davide Birra, li volete sapere? Ve li elenco? Eccoli: “Scanners 2” (1991), “Scanners 3” (1992), “Scanner Cop” (1994) e “Scanner Cop II” (1995).

La prima bozza del film era già pronta nel 1976 con il titolo “Telepathy 2000”, conteneva già quasi tutto, la multinazionale senza scrupoli chiamata Cytodyne che allevava Scanners malvagi, il governo americano che si opponeva arruolandone di buoni e anche una scena in cui uno dei cattivi violentava una donna in metropolitana usando solo i suoi poteri mentali, una cosa che accade ancora oggi, solo che si chiamano “Stalker” e non quelli di Tarkovskij.


Uso la telepatia per inviarvi le musiche di Howard Shore sui titoli di testa.
A dirla tutta, c’era anche un’altra società di telepati malvagi pronti a conquistare il mondo, chiamati “Senders”, in uno dei capitoli del romanzo “Il pasto nudo” (1959) di William S. Burroughs, che poi è da dove Cronenberg ha pescato l’idea per questo film, ma se non altro il Canadese ha ripagato il suo debito intellettuale, nel 1991, dirigendo proprio l’adattamento cinematografico de “Il pasto nudo”, prossimamente su questi schermi.

Dirigere “Scanners”, però non è certo stato tutto pesche e crema per il nostro David, lui stesso è arrivato a definire la produzione di questo film come “Un incubo”, la più complicata della sua vita. Bocciata la prima bozza di sceneggiatura, le riprese del film iniziano senza un copione completo, in compenso, per facilitare il compito a Cronenberg, la data di uscita del film è stata più volte anticipata, costringendo David a dirigere le scene appena scritte nello stesso giorno, una follia, insomma.


David non sposta i suoi occhialoni dalla bella Jennifer O'Neill.
Il risultato finale, però, esce in tempo e sbanca i botteghini, diventando il primo vero successo commerciale del regista, ma se fosse solo questo non sarebbe niente, scusate la metafora anche banale, ma “Scanners” apre letteralmente in due la mente del pubblico, al netto di una trama stringata, colpisce il pubblico con la potenza con cui Revok attacca le sue vittime. La vera forza di “Scanners” è stata quella di anticipare i tempi e i gusti del pubblico come solo i grandi filmaker sanno fanno e d'imporsi come nuovo standard per quanto riguarda i poteri mentali al cinema. Vi giuro che conosco padri di famiglia che mai a poi mai guarderebbero un film Horror nemmeno sotto tortura, che ancora si ricordano della scena dell’esplosione della testa (storia vera), giusto per dirvi di quanto sia entrata nell’immaginario culturale.

Ad una prima occhiata distratta, “Scanners” può sembrare un filmetto dalla trama minimale e con il gusto per lo splatter, ma i contenuti espressi qui hanno avuto una portata enorme, nel tempo abbiamo visto tanti registi calare le braghe in cambio di visibilità affrontando la prova del loro primo film commerciale, Cronenberg, invece, ha sfruttato i mezzi messi a suo disposizione per spargere il suo virus, la sua idea di cinema al mondo, persino Revok avrebbe applaudito un piano di conquista così ben realizzato.


Quando sei uno Scanners, non hai proprio bisogno di un accendino.
Con “Scanners” Cronenberg anticipa lo strapotere e gli scandali della case farmaceutiche e, allo stesso tempo, le teorie (vere o presunte) sui poteri ESP e le cospirazioni governative che avrebbero proliferato solo a fine millennio, su cui Chris Carter con il suo X-Files ha fondato una carriera, forse mi sto facendo influenzare dal tema del film, ma pare davvero che Cronenberg abbia intravisto uno spiraglio di futuro di lì a venire.

Nel corso dei suoi primi quattro film Cronenberg ha seguito un'evoluzione inesorabile, “Scanners” a confronto de Il demone sottola pelle sembra quasi patinato, anche se, a ben guardarlo, è diretto in un rugginoso 35mm e, complici anche i brevissimi tempi di produzione, con davvero pochi movimenti di macchina da presa. Se in Brood il corpo di Nola dava forma fisica alla rabbia della donna, qui Cronenberg cerca di mostrare quello che non è possibile vedere, ovvero il flusso dei pensieri e la potenza della mente, nel farlo si affida ai primi piani su suoi attori e, di fatto, codifica la telepatia e i poteri ESP al cinema, anche Xavier e i suoi Uomini-pareggio hanno pescato a piene mani da qui.


"Tutta questa roba in un solo film? Che mal di testa...".
L’idea di Cronenberg è quella di portare il suo pubblico all’interno della mente dei personaggi, obbiettivo che ottiene quasi a livello subliminale, cospargendo il film di soluzioni visive che servono proprio a sottolineare questo concetto, Benjamin Pierce, lo Scanners artista che si rifiuta di collaborare con Revok, che nel film è interpretato da Robert Silverman (visto anche in Brood), decide di parlare con Cameron solo dopo aver preso comodamente posto all’interno di una delle sue creazioni, una grossa statua a forma di testa umana gigante.

Feed your head, feed your head (Cit.)
Anche il modo che Cronenberg decide di utilizzare per mostrare al pubblico gli effetti dei poteri mentali è volutamente esagerato, oggetti che prendono fuoco, bulbi oculari che diventano improvvisamente bianchi, vene che si gonfiano fino a dimensioni grottesche, puro body Horror al suo meglio, il corpo che si piega alle flessioni della mente, per la prima volta, anche un protagonista che perde se stesso e vede il suo corpo mutato inseguendo la sua ossessione, come vedremo ancora in “Videodrome” e “La Mosca”.

Efficace anche il video registrato di Revok che il dottor Paul Routh mostra al protagonista, l’ostile Scanners ha cercato di alleviare la pressione nella sua mente, facendosi un buco in mezzo agli occhi e disegnandosi un terzo occhio sul cerottone che copre il buco, tante piccole soluzioni che suggeriscono allo spettatore un concetto, al resto ci pensa il grande Michael Ironside che ho iniziato a mitizzare per i suoi ruoli partendo proprio da questo film.


Michael Ironside ci fa l'occhiolino alla sua maniera.
Il suo Revok è l’angelo caduto, il suo piano di utilizzare i suoi sconfinati poteri mentali per sottomettere i deboli umani, lo fa sembrare Magneto, o qualunque degli altri super cattivi da fumetto che oggi sono la normalità al cinema, ma nel 1981 un po’ meno (segnate anche questa tra le trovate anticipate da Cronenberg). Michael Ironside è perfetto, perché ha una faccia da bastardo che levati, ma levati proprio, inoltre, il suo linguaggio del corpo è rabbioso, sembra sempre che debba piantare i denti nel collo del suo interlocutore, quando non è impegnato a fargli esplodere il cranio con la telepatia.

Una delle più grandi facce da schiaffi cattivo della storia del cinema.
Già, la scena della testa che esplode, la più sanguinosamente famosa e spettacolare di tutto il film, i produttori la volevano come scena d’apertura della pellicola, Cronenberg ha preteso di spostarla qualche minuto avanti, perché consapevole della sua efficacia, non voleva che i ritardatari cronici arrivati in sala a spettacolo iniziato se la perdessero (storia vera).

Un effetto speciale efficacissimo realizzato con trucchi di orgogliosa vecchia scuola, una finta testa di latex, appoggiata sulla vera testa dell’attore, riempita di sangue finto, cibo per cani, avanzi della cena della sera prima e fegatini di coniglio, fatta saltare per aria da dietro, usando un colpo di fucile calibro 12 (storia vera!) non avrei voluto essere il poveretto che ha dovuto ripulire il set, mutande dell’attore comprese.


Quando pensate di avere un brutto mal di testa, ricordatevi di lui!
Gli Scanners rappresentano anche la prima incarnazione di alcune idee che metteranno le radici nei successivi film di Davide Birra, Cameron utilizzando i suoi poteri e un normalissimo telefono, può connettersi alle reti informatiche mandando in tilt i computer, questo fa di lui un uomo computer, capace di connettersi alla faccia del nostro Wi-Fi che prende poco!

In questo senso, i personaggi hanno qualcosa che li accomuna a quelli della letteratura e dei film Cyberpunk, l’uomo/macchina Cronenberghiano parte da qui per diventare tema corrente nei film del Canadese e, a proposito di temi che tornano, anche quello del “Mad Doctor”, che abbiamo già incontrato de Il Demone sotto la pelle, e in Rabid, qui torna in un’altra sua incarnazione, più che la sua persona fisica, vediamo gli effetti della sua folle scienza sperimentati sui suoi figli e su una nuova generazione di Scanners pronta a nascere.


"No! Il rumore del modem 56k che fastidio!".
Cameron e Revok, in questo senso, sono due archetipi classici: l’eroe e l’anti-eroe opposti che si completano e si annullano, fino a raggiungere insieme la fine del loro arco narrativo. Il modo in cui si devastano fisicamente nello scontro finale, mi fa sempre pensare a Tetsuo e Kaneda di “Akira” (1988), in senso più ampio sembrano Caino e Abele, l’etereo Steven Lack, anche se ben poco carismatico, è perfetto in contrapposizione al diabolico Michael Ironside, ma se proprio devo dirla tutta tutta, sono due fratelli… Inseparabili, occhiolino, occhiolino.

L’ambiguo ed apocalittico scontro finale tra i due è un tripudio di Body Horror, pelle strappata, fuoco, fiamme, vene che esplodono, il tutto sottolineato dal fighissimo ed incalzante tema musicale del solito Howard Shore, che richiama anche il Dies Irae di Mozart in certi passaggi, sono trascorsi tanti anni, ma io ancora aspetto di vederlo in film in cui lo scontro finale ha un esito apparentemente scontato, ma in realtà così impossibile da prevedere, aggiungete anche questo tra i primati che Cronenberg ha saputo imporre con “Scanners”.


"...Kanedaaaaaaaaaaaaa!" (Ciao Sergio).
Se nei film precedenti del Canadese era chiara l’influenza di George A. Romero, con “Scanners” Cronenberg si smarca completamente dal papà degli Zombie portando, però, quello stesso gusto per la sperimentazione e, perché no, anche la provocazione. Con questo film il virus Cronenberghiano diventa una malattia infettiva su larga scala e il nome di Davide Birra, uno dei più caldi tra i registi del New Horror degli anni ’80, mica male per un film su commissione.

Passo successivo se sei un virus infettivo impossibile da arginare? Facile! Diventare virale e arrivare in ogni casa per infettare quante più persone possibile e il modo migliore per farlo è attraverso il tubo catodico. Tra sette giorni, togliere le pile al telecomando non servirà…

18 commenti:

  1. Dave vedeva lontano davvero, ma era un romantico visionario trafitto come un san Seba 2.0 dalla scienza e fantascienza del tempo. Mind over matter. Mutanti e telepati e frattaglie che volano intorno. Io ero al doposcuola come tanti bimbi figli di genitori lavoratori e la mia fantascienza erano i fumetti che scambiavo a scuola come una minisaga dei Vendicatori
    ( Avengers per i nativi digitali ndr ) in cui il mutante precog Larry Trask prevede il mondo che scoppia come una testa in un film di Dave e la mia scienza era la barza della convention internazionale in cui il giappo telefona comprimendosi la ascella , il tedesco scrive una lettera mettendo fuori la lingua e...il nostro connazionale spedisce un fax con una puzzetta.
    Una epifania a la Joyce anche se si era probabilmente sotto Pasqua . Realizzai che i miei amati Uomini Ics che spostavano gli oggetti con la zucca - quasi come un toro a Pamplona - erano divertenti, ma improbabili quanto un ciccione vestito di rosso che si cala dal camino con i regali, e che la contaminazione uomo-macchina era la nuoova frontiera. Cyborgs sempre e comunque. Facile oggi dirlo in un mondo in cui è tutti hanno chip sotto pelle, che lo sappiano o no, ma al tempo, pantaloncini corti e ginocchia sbucciate sei mesi all'anno e gli originali televisivi di Saturnino Farandola per la tv dei ragazzi come mia unica armatura, mi sentivo quindici minuti nel futuro rispetto al vecchio Dave. Una sensaz non male, eh? Ciao ciao.

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    1. Oltre alla telepatia, Dave aveva già iniziato a pensare al teletrasporto, qui davvero ci ha spostati tutto quindici minuti avanti nel tempo, mentre tu con il tuo sempre gustosissimo commento sei tornato indietro, Cheers!

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  2. Davide Birra qui è davvero potente, e sbaraglia ogni concorrenza: gli anni Settanta sfornavano telepati a manetta, ma nessuno ha la potenza dell'oscuro scrutare di Cronenberg ;-)

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    1. Assolutamente sì, ha dato forma al new horror degli anni ’80, guardando lontano nelle tematiche fino almeno agli anni ’90, un vero futurista ;-) Cheers!

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  3. Il mio primo Cronenbergh, visto in seconda media... un prima TV di quelle che andavano in onda alle 20:30 con, incredibile a pensarci, nessuna censura... testa esplosa compresa! Ricordo che già dal primo trailer di una settimana prima io ed un mio amico andammo in febbricitante attesa (oggi si dice hype) ed il giorno dopo la visione neanche il tempo di salutarci e via a scambiarci opinioni! Tornando al film... é vero che sia la sua prima concessione al commerciale ma, nonostante non lo veda da anni, mi é rimasta addosso la sua atmosfera malsana, disperata, deprimente, oltre che violenta!
    P.s.: Per la scena della testa credo abbia aiutato molto anche il fatto di essere inserita nella sigla del programma "Zio Tibia Picture Show"!

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    1. "andammo in febbricitante attesa (oggi si dice hype)"

      Tanto bella la nostra lingua! Le parole inglesi però fanno più figaggine! XD

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    2. Ci sta, ma se si può dire in Italiano, perché non farlo? Penso a troppi miei colleghi di lavoro che parlano una neo-lingua inventata ;-) Cheers

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  4. Sei almeno la terza persona che sento che si ricorda di quella prima tv televisiva, mi sembra incredibile, altri tempi proprio, ora taglierebbero la scena per metterci mezz’ora di pubblicità.

    Ha tutto per essere un film commerciale (oggi uscirebbe come primo di una trilogia), quanti registi vediamo anche oggi vediamo arrivare dal cinema Indie e accettare lavori su commissione per entrare a far parte del giro che conta? Quanti lo hanno fatto come Cronenberg? Davvero pochi secondo me, la sua idea di cinema non è addomesticabile, e penso nemmeno pienamente replicabile, per quello è uno dei miei preferiti. Cheers

    P.S. Vero era anche nella sigla di Zio Tibia!

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    1. Eppure "Zombi" lo fecero lo stesso anno (sempre in prima TV e sempre in prima serata) e tagliarono tantissime parti... quindi "Scanners" é da considerarsi miracolato!

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    2. Ma infatti è stranissimo che non sia stato censurato, è una pratica (barbara) che praticano ancora oggi, altro primato Cronenberghiano ;-) Cheers

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    3. Ma la versione nostrana del film del 78 non era già più corta? Tagliarono ancora? XD Il top rimane la trasmissione de "L' esorcista" del 2003. Publicizzato a manetta con introduzione di "Lucignolo" che continuava a spostare l' inizio XD. Tagliato a bestia con scene diventure incomprensibili! XD

      " una pratica (barbara) che praticano ancora oggi"

      Senza parlare dei cartoni animati! XD Il bello è che da noi c' era una regola strana. Se andava in onda su reti locali o circuiti "minori" andava bene. Sulle reti principali no! XD Sic!

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    4. "(oggi uscirebbe come primo di una trilogia)"

      A proposito, non sapevo ci fossero anche gli "Scanner cop"! XD Da ignorare come i seguiti de "Lo squalo" credo. XD

      "le riprese del film iniziano senza un copione completo"

      Ah, però! Quì è andata in maniera migliore di Alien al cubo quindi. XD

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    5. Andata meglio del terzo Alien, se vuoi sapere tutto suoi seguiti, ti consiglio l'ottimo speciale del Zinefilo, che li ha ripassati tutti!

      https://ilzinefilo.wordpress.com/tag/scanner/

      Cheers!

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    6. I tagli televisivi sono davvero barbari, un paio di film, rivisti in VHS o DVD dopo il passaggio tv, cambiavano come il giorno dalla notte. Cheers!

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  5. Io invece l'ho visto perchè me lo sono scaricato su emule, essendo una fan di Cronenberg, regista per altro di cui ho fatto la mia prima rassegna cinematografica alla fabbrica la scena dell'esplosione della testa mi ha lasciata con gli occhi spalancati ^_^

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    1. Ti sto leggendo dalle tua parti un po' alla volta, resta un gran film, colpisce in pieno, alla testa direi ;-) Cheers

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  6. Un pò sotto "La mosca" e "Videodrome", però un bel film cupo, teso e disincantato. Come hai scritto, sembra un film di supereroi, ma senza tale patina. Effettivamente anche piuttosto anticipatore.
    Gli acclamati "La promessa dell' assassino" e "History of violence" a me hanno un pò annoiato sinceramente. XD
    Già Verhoeven qualcosa ha fatto, ma un "Atto di forza" di Cronenberg... XD chissà che avrebbe messo! XD

    "Cameron utilizzando i suoi poteri e un normalissimo telefono, può connettersi alle reti informatiche mandando in tilt i computer, questo fa di lui un uomo computer, capace di connettersi alla faccia del nostro Wi-Fi che prende poco"

    Quando l' ho vista sono rimasto così °_O XD! Scena cult! Forse l' unico caso di hacker senza computer! XD
    Cioè, era l' 80! XD

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    1. In effetti oggi ne farebbero una saga di super eroi young-adult in sei parti ;-) Per me si ferma un attimo prima dei capolavori "La mosca" e "Videodrome", ma resta un film straordinario ;-) Cheers

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