domenica 23 aprile 2017

Rat-Man collection n. 119 - Onora il padre: Cos'hai fatto in tutti questi anni?


Esattamente vent’anni dopo, era l’aprile del 1997, sono ancora qui ad esaltarmi per un piccolo fumettino in bianco e nero intitolato Rat-Man. Certo, nel frattempo ci sono stati 118 numeri, ma la corsa del ratto creato da Leo Ortolani terminerà e se i prossimi tre numeri finali, sono tutti emozionanti come questo, le mie coronarie dovranno rassegnarsi.

Coronarie già messe da dura prova dall’ultima avventura di Hellboy, un altro personaggio che al pari di Rat-Man ho letto sempre con gioia in questi ultimi vent’anni, inizio a sentirmi con Noodles di “C’era una volta in America”, solo che a differenza sua alla domanda: "Cos'hai fatto in tutti questi anni?", non potrei rispondere: “Sono andato a letto presto”, al massimo: “Ho letto un sacco di fumetti”.

“Onora il padre”, i riferimenti biblici in questa saga finale di Rat-Man si sprecano, ma è davvero una storia di padri questo numero 119 che siano loro effettivi, come il ritornato Valker, oppure putativi, come l’altro grande ritorno, quello del capitano Samuel Kirk, di fatto, il vero protagonista di tutto il numero.


Mi vengono in mente le note di Ennio Morricone a rivederlo...
Era scomparso 13 anni fa, tempo che è intercorso sia nella storia che nella realtà fuori dalle pagine (Ortolani è sempre bravissimo a rendere questo limite spesso molto sottile), in questo numero scopriamo quasi tutto del tempo passato, cosa'ha fatto, con chi è stato e la storia aggiunge nuove rivelazioni, riguardanti in particolare la dottoressa Aima, fino al colpo di scena, QUEL colpo di scena.

Ortolani prima fa una mezza finta, nascondendo l’identità del suo colpo di scena dietro ad un sacchetto di carta, ma è chiaramente uno specchietto per le allodole per una rivelazione non impossibile da intuire, ma sicuramente efficace, anzi moltissimo.


Il sacchetto contiene il colpo di scena!
Trovo ammirevole il modo in cui Ortolani abbia rivoluzionato quasi tutto, questa'ultima saga di Rat-Man procede inesorabile verso la fine, ma lungo il percorso aggiunge nuove parti, in grado di dare anche un retrogusto amaro a quelle che pensavano già di conoscere.

Leo, poi, gioca con la narrazione padroneggiando in pieno il linguaggio del fumetto, il modo in cui mescola vecchie tavole insieme a quelle nuove, crea sulla pagina degli ellissi narrative degne di quelle che Sergio Leone faceva proprio nel sopra citato “C’era una volta in America”.

A proposito di disegni, la copertina di questo numero e l’ennessimo (ormai ho perso il conto) omaggio di Ortolano a Jack Kirby, l’Ombra e il resto dei personaggi sono rappresentati nella stessa posa del Dottore Destino sulla copertina nel numero 16 di “Fantastic Four” del 1963!


Jack "The King" Kirby è sempre fonte di ispirazione.
Non manca nemmeno l’ormai consueta “Storia nella storia”, che come sempre offre una nuova sfaccettatura al personaggio di Rat-Man, qui vediamo la sua stramba forma di eroismo, applicato alla teoria del Gender, ovviamente in salsa Ortolaniana.

Il pozzo, popolato da maschi dominanti e da “Femmini” è chiaramente una strizzata d’occhio a “Il cavaliere oscuro il ritorno” (2012) di Christopher Nolan, ma se devo dirla tutta, meglio le poche pagine di Ortolani che tutto il film originale! Bisogna anche essere capaci ad utilizzare i contentini (meglio noti su Internet con il famigerato termine di “Fan service”) in una storia, Ortolani trova sempre l’equilibrio giusto e sono piuttosto sicuro che i colpi di scena grossi non sono ancora finiti. Meno tre numeri alla fine, iniziate a scaldarvi, presto ci saranno muscoli da flettere.

4 commenti:

  1. Pienamente d'accordo, storia fantastica per questa saga finale dell'Uomo Ratto. Per quanto riguarda il colpo di scena, l'ho trovato narrato in maniera così naturale che ho dovuto rileggerlo una seconda volta per poter dire "Ehi, Aspetta un momento!" XD. Adoro come queste rivelazioni siano suggerite poco a volta (eheheh il sacchetto di pane... Eh, ma è pane fresco! XD)piuttosto che all'improvviso come succede spesso nelle serie tv. In quei casi si rischia sempre di far parlare del colpo di scena e mai della storia che c'è dietro ma Mastro Ortolani è sempre stato un bravo narratore e in queste cose futili non ci è mai cascato.

    Adesso vedremmo come se la caverà con gli ultimi 3 episodi. Non vedo l'ora!

    Saluti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giustissimo, il colpo di scena è incastrato nell'ingranaggio, non è la storia ad essere costruita intorno alla rivelazione, anche io ho apprezzato molto il modo naturale con cui il colpo di scena ti colpisce tra capo e collo. I prossimi tre numeri saranno tosti, anche emotivamente, la fine di un abitudine che dura da vent'anni ;-) Cheers

      Elimina
  2. Concordo in pieno.
    Ortolani uber alles.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. vent'anni e più a fare fumetti, e si vedono tutti, un controllo assoluto della narrazione ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...