lunedì 10 aprile 2017

Life - Non oltrepassare il limite (2017): Il ritorno del biologo che tocca gli alieni


Ero curioso di vedere questo “Life”, l’ultima fatica di Daniel Espinosa, un film che ha attirato l’attenzione anche per un curioso caso di “Telefono senza fili” applicato all’Era di Internet.

Un utente di Reddit dall’occhio particolarmente allenato (complimenti per la vista ragazzo!) si è accorto che nel trailer di “Life” compariva una scena di massa, riciclata da “Spider-Man 3” di Sam Raimi, vista la trama e la comune casa di produzione (Sony/Columbia Picture) è giunto alla conclusione che il film di Espinosa fosse una specie di prequel segreto di un possibile film su Venom, il linguacciuto avversario dell’Uomo Ragno, dalle origini spaziali.

Gli sceneggiaturi Rhett Reese e Paul Wernick, si sono sbrigati a far partire la smentita ufficiale, ma trovo la storiella indicativa sull’andazzo preso dal cinema moderno, ormai da spettatore vediamo connessioni, legami e universi narrativi anche dove non ci sono.


La mia reazione quando ho scoperto che eravamo nuovamente a rischio prequel.
“Life” di suo, le tenta davvero tutte per far pensare ad altri film, anche se la trama, bisogna dirlo, avrebbe potuto spaziare… Avete capito? Spazi… Ok, la smetto!

L’equipaggio della stazione spaziale internazionale, riesce con successo a recuperare una sonda spaziale inviata su Marte e porta a bordo un campione extraterrestre, una sola singola cellula che potrebbe rappresentare la risposta alla domanda: c’è vita nello spazio? Sì, e non solo il sabato sera.

La scoperta viene celebrata sulla Terra, alcuni bambini di una scuola, vincono la possibilità di battezzare la cellula, loro scelgono Calvin in onore della loro scuola e non in omaggio al grande Bill Watterson. Peccato! Ma mi accontento lo stesso.

Gli astronauti in volo sono un gruppo eterogeneo di diverse nazionalità, si va dal biologo disabile Hugh Derry (a gravità zero le gambe non sono poi così fondamentali), l’astronauta russa Katerina Golovkin (Olga Dihovichnaya), l’esperta di sicurezza fissata con le “barriere di sicurezza” Miranda North (Rebecca Ferguson vista in Mission: Impossible -Rogue Nation), il pilota in crisi con la razza umana David Jordan (Jake “Donnie Darko” Gyllenhaal) e Ryan Reynolds nella parte di Ryan Reynolds che fa cose alla Ryan Reynolds.


"Hey Hiroyuki, dimmi se non sembra la scena del pilota automatico de l'aereo più pazzo del mondo?".
Daniel Espinosa, svedese di passaporto e cileno di origine, non è certo l’ultimo della pista, eppure ha una sinistra capacità di non riuscire mai ad incidere davvero, del suo “Safe House” (2012) ricordo la presenza di Denzel Washington, di Ryan Reynolds e poco altro, mentre Child 44, mi aveva deluso anche di più.

Qui inizia forte: un bel piano sequenza della durata di diversi minuti, ci mostra la spavalda mossa dell’astronauta Ryan Reynolds, che prima agguanta al volo la sonda in arrivo da Marte e poi fa mettere la sua foto in posa su Instagram (!) in modo che sia chiaro che lui è quello giovane e spavaldo della cumpa!


Ryan Reynolds realizza che dopo Deadpool, sarà sempre quello buffo del cast.
Impossibile non pensare a “Gravity” (2013) di Alfonso Cuarón per questo inizio, ma il destino del film di Espinosa, come detto, è quello di ricordare sempre qualche altro titolo, nella fattispecie Alien di Ridley Scott che, poi, è il titolo a cui abbiamo pensato TUTTI guardando il trailer del film.

Non che sia un male, eh? Alien è uno stra capolavoro, mi sembra ovvio che ancora oggi dopo quarant’anni dalla sua uscita, ci siano registi pronti ad ispirarsi a quel filmone, il problema, però, è che il coinvolgimento tende un attimo a perdersi, come lacrime nella pioggia (per stare in tema di Ridley Scott) quando gli astronauti a bordo, per studiare Calvin, fanno scelte a dir poco discutibili.


Chissà perchè tutto questo mi ricorda qualcosa...
Nel tentativo di rianimare la cellula dell’alienucolo, ci dobbiamo sorbire Ryan Reynold che cita Re-Animator, sempre per ribadire il concetto che lui è quello simpaticone del gruppo, ma il problema è il biologo Hugh Derry, che dietro ad un vetro e armato di grossi guantoni, tipo quelli che si utilizzano per armeggiare con materiale radioattivo, si mette a tocchicciare, coccolare e spacioccare la cellula Calvin che all’inizio è piccolino e tenerino, poi cresce e diventa prevedibilmente bastardo.

Il risultato è che tu spettatore, sei lì seduto in poltrona e ti viene voglia di sgranare gli occhi dicendo: "Ma che cazzo fai? Ma non l’hai visto Prometheus?". Ecco che ci risiamo, come ben sottolineato dal grande Leo Ortolani siamo di nuovo qui, un altro biologo che tocca gli alieni invece di farsi i fattacci suoi. No, ma sul serio? Ok, che Ortolani non è mai sbarcato negli Stati Uniti (Rat-man è intraducibile! … Questa la capiranno in quattro), ma possibile che dopo tutte le critiche al film di Ridley Scott sbagliato, siamo ancora qui al “Biologo tocca alieno parte seconda”?


...Ma che ti tocchi? Stai fermo con sto dito porco mondo!
Bisogna dire che “Life” si gioca almeno un colpo di scena che non voglio rovinarvi, ma se vi capiterà di vedere il film, potreste rimanere stupiti dall’ordine con cui i personaggi vengono fatti fuori, che sovverte le regole degli Horror, anche se, bisogna dirlo, i protagonisti ci lasciano in una serie di morti degne dei “Darwin Awards”, tra scelte discutibili e dialoghi ancora più assurdi, la frase “Chiedo il permesso di ammazzare quel bastardo” resta lo (s)cult della settimana!

Peccato, perché di suo Calvin che piano piano cresce fino a diventare un essere tentacolare bastardo e parecchio furbo, anche più degli astronauti (anche se non ci vuole poi molto…) è un personaggio niente male. Ok, non ha certo un design che passerà alla storia, mettiamola così, HR Giger ai tempi si era impegnato un po’ di più, però alla fine il tentacolare bastardo si rivela un cattivo non così male, ho sperato forte in un altro paio di evoluzioni che lo rendessero più minaccioso, ma anche così non è malaccio, anche se per lunghi tratti sembra di stare guardando: Life - la vendetta del polpo Paul!


"Faccio una previsione? Gli umani passeranno un brutto quarto d'ora".
Come detto, il film prende volutamente una piega alla Alien, con alcune differenze sostanziali. Calvin non è minaccioso e inquietante nell’aspetto come uno Xenomorfo e i personaggi umani, fanno cose troppo stupide per guadagnarsi il tifo del pubblico, invece di Ripley, Dallas, Kane e il resto dell’equipaggio della Nostromo, sembrano quel branco di fessi tocca alieni che non sanno svoltare a sinistra mentre corrono di Prometheus, il che come direbbe Jack Slater è un madornale errore.

I personaggi del film (e in particolare quello interpretato da Jake Gyllenhaal) cercano di buttare nel mucchio anche temi mica male, come l’incomunicabilità tra noi rappresentati dell’umana razza. Un po' mi ritrovo anche nel discorso del pilota David Jordan che schifa l’umanità e mentre guarda il mostro pianeta da lassù sottolinea che non ci sono confini in natura... In natura no, ma dai tempi sei mesi a The Donald e poi ne riparliamo!


Mi sa che stai meglio lassù tra le stelle Jake...
Il doppiaggio italiano, poi, ci mette lo zampino, dopo una mezz’ora di film, stavo giusto pensando che non era così male il lavoro di adattamento che mi colpisce tra capo e collo il solito AIRLOCK che ormai da Interstellar ci perseguita, niente! Non gli puoi concedere un minimo di credito al doppiaggio che loro ti puniscono in questo modo.

Ho trovato incredibile il fatto che un film così pieno di temi che m'interessano, sia allo stesso tempo così anonimo, l’idea degli scienziati che oltrepassano il limite e utilizzando la scienza si portano a casa qualcosa di maligno, è troppo Lovecraftiana per non piacermi, c’è persino un mostro tentacolare che forse sarebbe piaciuto al solitario di Providence. Il film ha lo stesso modo di guardare al progresso e alla scoperte scientifiche con timore dei racconti di Lovecraft, un approccio alla Punto di non ritorno che forse il sottotitolo italiano ha cercato di sviscerare e sottolinea…. Naaaaa! Il solito sottotitolo applicato per la nostra distribuzione fa schifo e basta!


"Ragazzi ho visto una cosa strana la fuori" , "Riattacchi con la storia del coniglio gigante ora?".
Anche la fine del film (che non vi racconterò, tranquilli!) è proprio il tipo di finale che ad un Carpenteriano come me non può non piacere, ma che risulta depotenziato se durante i precedenti 100 minuti e spiccioli del film, non mi sono appassionato ai personaggi e alle loro vicende. Insomma, un peccato, per la terza volta Daniel Espinosa firma un film bello, ma non bellissimo.

Poteva andarci peggio, poteva davvero solo essere un grosso prequel per “Venom”, per fortuna è fatto abbastanza bene da non essere un riempitivo nell’attesa del prossimo “Alien Covenant”, ma a fine visione si resta con la fame e non completamente soddisfatti. Ora ci tocca sperare in Ridley Scott, anche se lo dico: il suo nuovo Alien mi preoccupa più di un finto film preparatorio per Venom. Speriamo bene.

Ah! Quasi dimenticavo, vi consiglio passate anche dal Zinefilo, che ha da dirvi la sua su questo film.

14 commenti:

  1. Grazie del link e ovviamente concordo su tutto. La regia è sicura e il film è tecnicamente ineccepibile, ma davvero è poca roba. In effetti non sono stato preciso nel dire che si rifà ad Alien: i film di fantascienza si rifanno ormai ad un solo genere, lo "Scienziato che tocca" :-D
    E' un po' come "Alien: Covenant", dove nel trailer i protagonisti pestano una roba nera fumante sul pianeta sconosciuto, che si spera siano spore aliene che se no con quella puzza chi ci torna a bordo, in chiusura ermetica? :-P
    Ormai è un cinema tattile, pestilenziale nel senso che pesti della roba che puzza...
    Dopo il capolavoro Di "Deadpool" mai avrei pensato di rivedere Ryan a fare il fessacchiotto, con quell'espressione sua unica: a metà fra il confuso e lo scemo. Forse sarebbe stato meglio fosse stato un film su Venom, che così Ryan si metteva la poltiglia nera in faccia e non lo vedevamo più :-D

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    1. Di che figurati un piacere ;-) Vi viene da dire che dobbiamo sperare che quella roba nera fumante siano spore e non la sceneggiatura di “Alien: Covenant”, sono cattivo e pessimista lo so ;-)

      Temo che poi uno dei pochi punti a favore del film, sia stato dettato dagli impegni degli attori, se al posto di Reynolds, ci fosse stato un caratterista (ad Hollywood figura più estinta dei dinosauri) non avremmo fatto tanto clamore, per il resto, veramente sono arrivato quasi a pensare che un prequel di Venom sarebbe stato meglio, almeno potevano venderlo come “Deadpool vs. Venom” sai che incassi? ;-) Cheers

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  2. Si decisamente sembra una derivazione di Alien...un po' hanno stufato ste scopiazzature :(

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    1. Nel 2017, per soggetto originale si intente: Non tratto da libro o fumetto, non deve essere un sequel, un prequel o un reboot, e non deve fare parte di un universo narrativo più ampio. In pratica restano solo i film di Aldo, Giovanni e Giacomo :-P Cheers

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  3. Lo devo ancora vedere e ho letto e sentito opinioni di ogni tipo. Non so chi ascoltare, mi scoppia il cervello!

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    1. Vuoi un consiglio? Guardati il film così dopo non avrai alcun dubbio ;-) Però poi fammi sapere il tuo parere. Cheers!

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  4. Per niente originale, per niente intenso anche se ci prova (peggio ancora!), bello comunque un certo colpo di scena che non anticipo... ma insomma fra un anno chi lo ricorderà questo film?

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    1. Il colpo di scena ha stupito anche me, ma concordo, verrà presto dimenticato, "Alien" invece lo ricordiamo ancora tutto. Grazie per il commento e benvenuto sulla Bara volante! ;-) Cheers

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  5. Dopo la recensione di Lucius, la tua, le raccomandazioni del mio amico Petar... ora me lo devo proprio andare a vedere.

    Anche qui c'è "airlock"? Però se i dialoghi sono di Valerio Piccolo dubito che troverò altri errori.

    Cassidy, cancella subito quel "disturbante" e sostituiscilo con "inquietante", altrimenti non ti puoi lamentare di "airlock"!

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    1. Siamo già in tre a fare gli anziani dei film Horror, quelli che dicono “torna indietro finché sei in tempo!” ;-)

      Si hanno infilato un “Airlock” a tradimento, proprio mentre stavo per dire che il doppiaggio non era male. Azzo! Grazie per la segnalazione, passo le mie giornate circondato da persone che fanno “Meeting” invece che riunioni, che usano espressioni come “Ha il commitment” e computer che sono più perf… No non riesco a dirlo.

      Ogni tanto qualcuna di queste parole infettive buca i miei scudi difensivi, gracias! Cheers

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    2. Alla fine siete in tre che ne avete parlato piuttosto bonariamente e dopo le stroncature mondiali lo vedo quasi come un pregio, pur con tutti gli avvertimenti del caso.

      Non potevo non puntare il dito su "disturbante" come traduzione di "disturbing" perché mi disturba, "disturbante" per me è disturbante. Ecco, così è usato appropriatamente. Ahah

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    3. A questo punto mi sa che ti tocca vederlo, lo dico sempre per male che vada viene fuori un video ;-) Hai fatto bene, anzi se ne vedi altri puntami pure il dito, in un occhio, così la prossima volta me lo ricordo meglio ;-) Cheers!

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  6. Ora ho capito dove usciva fuori il "collegamento a Venom". E' l'idea di un utente...

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    1. Un utente con 15 o 16 decimi di vista, beccare pochi fotogrammi, e ricordardi in qualche altri film li avevi già visti, è una roba mica da poco ;-) Cheers

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