giovedì 13 aprile 2017

Headshot (2017): Piccoli "The Raid" crescono


Se io vi sparo a bruciapelo il titolo “The Raid” e voi con lo stesso slancio, vi alzate in piedi esultando, vuol dire che siete personcine per bene. Per tutti gli altri, correte a vedere “The Raid” e poi mi ringrazierete dopo.

Sapete qual'è stata la prima cosa che ho fatto dopo aver visto “The Raid” ad un Torino Film Festival di ormai qualche anno fa? Intendo dire dopo essermi ripreso dallo shock, dalla crisi isterica di gioia, dopo essermi dato diversi schiaffi in faccia ed essermi lanciato contro una balaustra dalla felicità? Ho realizzato che l’Indonesia era la nuova frontiera dei film di menare fatti con tanto amore per il genere e pochissimo rispetto per le regola di sicurezza su un set, ho sperato fortissimo che il capolavoro di Gareth Evans facesse scuola e diventasse un modello per tutti.

Di sicuro, chiunque lo ha citato come esempio, come nuovo record del mondo di cui tenere conto, persino i tipi di Netflix mentre erano alle prese con la prima stagione di Daredevil, lo citavano come ispirazione. Ecco, non è andata proprio così, non è andata sicuramente così per quanto riguarda Iron Fist, dove le botte erano per tutti e per quanto io abbia apprezzato, mi è tornata voglia di rivedermi “The Raid” tanto ho sempre il disco del raggio-blu a portata di mano (storia vera!).


"Non mi provocare quando si parla di The Raid, hai capito? Non mi provocare!".
Ma prima di lanciarmi nella visione numero BOH del film di Gareth Evans, ho scoperto che il suo profeta Iko Uwais, per nostra fortuna, è piuttosto attivo in patria e il suo nuovo lavoro è proprio questo “Headshot” che, però, è diretto dai Mo Brother, chi sono i Mo Brothers? E ‘Mo ve lo spiego.

Essendo composta da un fottio di isole, incontrarsi in Indonesia non deve essere mica un affare semplice, non è tipo noi che ci si dà appuntamento alle tre in piazza e tutto sommato ci si trova, quindi nella popolatissima Giacarta con il suo traffico selvaggio, può capitare di non incrociarsi mai, anche perché è meglio, da quello che mi ha detto un ragazzo che lavora con me, il traffico di Giacarta è un delirio di lamiere, di gente che si lancia rombando incuranti dei semafori e della vita, una roba delirante che forse solamente George Miller sotto acido potrebbe dirigere.


"Piuttosto che guidare in quel casino, faccio a botte tutta la vita".
Iko Uwais che oggi è soltanto il divo marziale più corteggiato da tutti (tanto che gli Americani gli offrono comparsate a caso nei loro film più in vista), ma un tempo per mestiere guidava furgoni (storia vera) quando lo ha scoperto Gareth Evans e gli ha detto “Hai voglia di venir giù a fare la storia dei film d’azione moderni?”, stunt al limite della morte, turni di lavoro rigorosi e un sacco di botte prese e date, per qualcuno potrebbe non essere il lavoro dei sogni, ma se per campare, guidate nel traffico di Giacarta, dove il mio collega mi ha raccontato di essere stato superato a destra da uno su un muletto con tanto di pale sollevate (sì, ma in autostrada! Storia vera), potete capire che scaraventarsi contro una balaustra è un netto miglioramento.

E i Mo Brothers direte voi? ‘Mo ci arrivo un attimo! Timo Tjahjanto e Kimo Stamboel, sono altre due scoperte di Gareth Evans, basta dire che Timo, ha diretto insieme a lui il segmento di "V/H/S 2" intitolato “Safe Heaven”, magari lo ricordate come il più bello, non di quel film, ma di tutta la trilogia di "V/H/S", anche qui se non lo avete visto, correte a farlo subito!

Di loro i Mo Brothers hanno all’attivo la regia di un paio di film grondanti sangue come “macabre” (2009) e “Killers (2014) che, però, mi mancano, quindi non vi so dire di più, ma ho capito una cosa: se in Indonesia cercate qualcuno, è meglio chiedere a Gareth Evans anche se è Gallese.


"C-Come mi hai trovato?" , "Ho chiesto a Gareth, lui conosce tutti".
Il giochino dei gradi di separazione diventa facile, a unire Iko Uwais e i Mo Brothers è sicuramente stato Gareth “Amico di tutti” Evans, il risultato è questo “Headshot” che non è bello come “The Raid” e nemmeno come “The Raid 2”, ma solo perché quelli sono delle bombe atomiche imprendibili.

La trama accreditata a Timo, sarà stata scritta su un fazzoletto, appoggiato ad una parete del set, intingendo un dito nel sangue finto disponibile sul set, perché tanto è la cosa più pretestuosa possibile, ci vuole una scusa per dare degli avversari a Iko Uwais, lui e la sua squadra di stuntmen che porta il suo nome (la Uwais Team) fanno il resto.

Il pretesto è nel titolo “Headshot”, il nostro Iko interpreta Ishmael, ragazzo che viene ritrovato con una grossa ferita alla capoccia, privo di sensi e memoria sulla spiaggia, quindi il “Colpo alla testa” del titolo è giustificato e il nome biblico del protagonista vi fa capire che non si sono sbattuti più di tanto con la costruzione dei personaggi.


Ecco, diciamo si sono impegnati un po' di più con QUESTO tipo di scene.
Lo soccorre e lo cura una giovane dottoressa di nome Ailin (Chelsea Islan) che diventa in parti uguali la spalla che lo aiuterà a risolvere il mistero del suo passato e la damigella in pericolo, perché Ishmael non ha memoria, ma il suo sistema nervoso, se stimolato, si ricorda benissimo come picchiare i bulletti. Ora, io non so come si dica "Una trama tipo film di Jason Bourne, ma con le botte al posto delle corse sui tetti" in Indonesiano, ma “Headshot” è proprio questo.

Nei suoi 118 minuti, “Headshot” si prende il tempo di mostrarci un cattivo veramente cattivo che, come avrete intuito, ha un ruolo non da poco nel passato dello smemorato protagonista. Non aggiungo altro perché già la trama è risicata, quindi inutile che vi racconti anche l’unico (non) colpo di scena.


Gli manca solo di fare una bella maniacal laugh.
Imbastita la trama, assunto Iko Uwais e superati i primi 30 minuti di film, “Headshot” diventa quello che tutti vogliamo vedere, ovvero il nostro Indonesiano preferito, impegnato in lunghi combattimenti contro un'infilata di sgherri da sconfiggere, uno più forte e caratteristico del precedente, in una scalata in pieno stile videogioco fino al boss di fine livello, vi assicuro che quando arriva il primo combattimento, il film cambia passo.

Ecco, il primo combattimento è quello che ho battezzato “Se un uomo con un tavolo, incontra un uomo con un Machete, quello con il tavolo è un uomo morto giusto?”, ecco, l’uomo con il tavolo è appunto Uwais ed io non so se esista la versione indonesiana dell’Ikea, ma se esiste e ha sponsorizzato questo film, di sicuro si è fatta un gran pubblicità per i suoi tavoli, perché Iko ne utilizza uno per difendersi e menare l’aggressore prima e per uscire (quasi) indenne dall’esplosione ravvicinata di una granata (!). Chiavi a brugola vendute separatamente.


"Per fare il tavolo ci vuole il legno, per farti il culo basto io".
Il secondo combattimento prende il nome di “Se un uomo disarmato, incontra un uomo con un fucile a pompa, quello disarmato è un uomo morto giusto?”, mi sa che avete capito chi è l’uomo disarmato, ma non come si svolge il combattimento, perché vi assicuro è anche migliore del precedente, più frenetico, più lungo e con una coreografia molto, ma molto più complicata. A fine film sono tornato indietro a rivedermi tutta la scena perché ‘sti Indonesiani sono pazzi, non so quante volte hanno girato la scena del fucile che casca nel buco sul tavolo, ma immagino non poche!

Mica finita, perché tra una lotta uno contro tutti in un bus che mi ha ricordato quando cerco di tornare a casa nell’ora di punta, c’è anche una rissa nel bosco, con un tizio armato di sfollagente, ma soprattutto un combattimento in spiaggia con una signorina niente male con più lame di un coltello Svizzero.


L'Avete riconoscita? No? Leggete qui sotto allora...
Anche qui, vecchie conoscenze provenienti da “The Raid” il secondo per la precisione, uno altri non è che Very Tri Yulisman, mentre la caruccia è Julie Estelle, ovvero il Baseball Bat Man e la Hammer Girl del secondo filmone di Gareth Evans, cosa vi dicevo? Se in Indonesia cercate qualcuno, è al gallese che dovete chiedere!

Stop... Hammer time (Cit.)
I Mo Brothers in tutto questo come s'incastrano? ‘Mo ve lo dico e vi dico anche abbastanza bene, fatto salvo che no, non hanno lo straordinario talento di Gareth Evans, anche perché quel rigore e quell’assoluto controllo degli spazi al cinema, nell’anno di grazia 2017, lo possiede solo lui.

I due fratelli sono due bei matti, è chiaro che lo spettacolo lo facciano tutte le coreografie folli pensate dal Uwais Team, ma i due registi le pensano tutte per cercare le inquadrature più ardite, ad esempio, sembrano andare pazzi per movimento circolari della macchina da presa attorno ai combattenti, senza mai staccare, in alternativa, sono alla costante ricerca dell’angolo d'inquadratura più spericolato e matto possibile per accentuare gli effetti di un colpo... Insomma: due gioiosi folli a cui si vuole subito bene.


'Mo i Mo ci fanno una bella inquadratura tutta matta delle loro.
Poi non potevo trovare nulla di meglio per riprendermi dalla “Botte per tutti” di Iron Fist, perché comunque questa non è Hollywood, ma è l’Indonesia delle persone trafitte, delle gole sgozzate, delle fratture esposte mostrare in primo piano e dei taglia carta da ufficio sradicati e utilizzati come valida alternativa al machete (!). Mentre aspettiamo il nuovo lavoro di Gareth Evans ora sapete cosa fare.

8 commenti:

  1. E per la categoria "Film da gustarsi a Pasqua" abbiamo un vincitore!!!
    Non sapevo di questa fatica di Uwais e quindi già pregusto la Santa Pasqua passata a vedere indonesiani che si smontano a vicenda :-P E già che ci sono ci sbatto dentro pure un ripasso dei due Raid, così la santità è assicurata ^_^

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    1. Ero certo che avresti gradito, aspetto il tuo parere sul film ;-) Niente male l’idea del Raid di Pasqua, bisogna onorare i santi, tipo Gareth Evans ;-) Cheers!

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  2. Tu sai come farti voler bene : visto The Raid proprio pochi giorni fa ..
    Ho in caldo anche il br del 2. :D

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    1. Offro un servizio socialmente utile ;-) Oh bene aspetto il tuo parere, per altro, mi ricordo che il raggio-blu del secondo mi manca, un giorno di questi mi faccio questo regalo. Cheers!

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  3. Mi sa mi farò una pasqua piena di botte. Ho da recuperare praticamente tutti i film di Evans... a sto punto in fondo ci piazzo pure questo.

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    1. Mi manca solo "Footsteps" che non sono ancora riuscito a scovare, gli altri mi sono piaciuti tutti, compreso il segmento di V/H/S 2. Buon raid di Pasqua anche a te! ;-) Cheers

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  4. ho apprezzato tantissimo the RAID e sono fomentato...

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    1. Ti divertirai anche con questo, non è "The Raid" ma se ti è piaciuto gradirai, fammi poi sapere com'è andata ;-) Cheers!

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