sabato 29 aprile 2017

Fine turno di Stephen King: Ultimo capitolo della trilogia


A meno che non siano scritte da Douglas Adams, o da Leo Ortolani, le trilogie di solito si concludono con il terzo capitolo, quella dell’ex poliziotto in pensione Bill Hodges è scritta da Stephen King e, proprio con questo terzo romanzo, si completa.

Abbiamo fatto la conoscenza di Bill Hodges in Mr. Mercedes, dove il nostro doveva scuotersi dalla depressione delle pensione dopo una vita da poliziotto, per cercare di beccare il sadico assassino della Mercedes, autore di una strage utilizzando proprio una berlina tedesca, dalle pagine dello stesso romanzo arriva anche l’odioso Brady Hartsfield la nemesi di Hodges.

Il secondo capitolo, Chi perde paga sembrava quasi uno spin-off, era citata la strage fatta da Mr. Mercedes e, ovviamente, compariva anche Bill, ma la trama ruotava intorno a monoscritti mai pubblicati di un autore. Insomma, Stephen King che parla della bellezza dei libri, strano perché Zio Stevie non lo fa quasi mai, no no.

Con questo terzo torna prepotentemente di moda anche Brady Hartsfield, che già alla fine del capitolo precedente, aveva sviluppato la sinistra capacità di muovere gli oggetti solo con l’uso della mente. Proprio da qui si riparte, i nuovi poteri soprannaturali dell’assassino della Mercedes lo renderanno nuovamente un minaccia per tutti, quindi Bill e i suoi compagni dovranno nuovamente mettergli i bastoni tra le ruote.

La trilogia di Bill Hodges al gran completo.
“Fine turno” non è certo il romanzo che vi ritroverete a consigliare a tutti i vostri amici, forse nessuno dei tre della trilogia di Bill Hodges lo sono, ma questo in particolare mi è sembrato il più debole, era chiaro fin dal finale di Chi perde paga che la trilogia avrebbe preso una piega leggermente più paranormale, questo ultimo capitolo aveva solo il compito di giustificare tale svolta e trovare un modo di rendere un cattivo semi paralitico, una concreta minaccia.

Dai tempi de “La chiamata dei tre” apprezzo il modo fantastico in cui Stephen King riesce a descrivere un personaggio che entrando come un clandestino nella mente di un altro, descrive il mondo che vede attorno a se, nel tanto criticato “L’acchiappasogni”, King riprendeva questo concetto in maniera molto riuscita, qui il trucchetto viene riciclato un'altra volta, ma a differenza degli altri due libri citati, l’ospite indesiderato non viene da un altro mondo, quindi il livello di coinvolgimento è minore.

Inoltre, la trovata che rende possibile questo trasferimento viene spiegata fin troppo da King, il congegno, lo Zappit che fa bella mostra di se anche sul retro della copertina del romanzo, viene descritto fin nei minimi dettagli da Zio Stevie, il che è un bene, non mi lamenterò mai di chi sviluppa una trama per filo e per segno, ma una volta fissati i paletti, diventa tutta una lunga attesa per lo scontro finale e nemmeno l’ineluttabilità del finale (un tema ricorrente negli ultimi romanzi Kinghiani) aiuta a migliorare il brio.

Lo zio impegnato a comandarsela, che gli frega lui è il Re.
Per quanto Zio Stevie sia sempre fenomenale nello scrivere dialoghi e rendere realistici e tridimensionali i personaggi, la trama di “Fine turno” somiglia fin troppo ad un episodio a caso di quei procedurali che di solito passano sulla Rai in odore di Thriller, solo che almeno qui l’elemento paranormale giustifica almeno in parte il nome KING scritto a caratteri cubitali in copertina.

Di conseguenza, “Fine turno” sembra già pronto per un adattamento, magari proprio televisivo più che cinematografico che, per altro, mi pare sia già stato confermato, non per questo libro, ma per il primo della serie Mr.Mercedes, che sembra sia già in lavorazione.

Per fortuna, lo Zio è prolifico ed io dal mio canto, sono rimasto un po’ indietro nella lettura, ho già un paio di altri suo romanzi sul comodino, insomma con King saremo MAI senza qualcosa da leggere, una sicurezza!

4 commenti:

  1. Come sai non seguo più il buon vecchio zio Re, però quando parla di manoscritti misteriosi mi squillano tutti i sensi di ragno! Grazie per la dritta ^_^

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    1. Si lo so bene, pensa che proprio per via dei manoscritti, "Chi perde paga" è il capitolo della trilogia che ho apprezzato più di tutti, prego figurati ;-) Cheers

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  2. Siamo oltre la sospensione dell'incredulità con lo Zappit. :-P
    Scherzi a parte, io non sono un grande amante dei romanzi thriller e la trilogia di Mr.Mercedes mi ha lasciato poco, anche se secondo me il secondo libro è di gran lunga il migliore della trilogia.
    L'unico personaggio che ha veramente personalità e caratterizzazione è Holly mentre sia Hodges che Jerome lasciano il tempo che trovano.
    Romanzi che comunque si fanno leggere, poiché l'aggettivo brutto con King fa poca rima visto che comunque scrive benissimo.

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    1. Sono totalmente d'accordo, scrive comunque così bene da lasciarsi leggere, ed Holly è il personaggio più sfaccettato. Anche io dei tre libri ho preferito il secondo, l'ultimo in particolare è poca cosa, si sapeva già come sarebbe andata, l'unica novità è proprio lo Zappit, che è una trovata da episodio di Criminal minds ;-) Cheers

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