giovedì 20 aprile 2017

Aftermath (2017): Arnold Vs. Il ruolo drammatico intimista


La trama di questo film è talmente semplice che potrei riassumerla anche io: il protagonista di “Aftermath” perde la famiglia in una tragedia e si mette a dare la caccia ai responsabili.
 Ah! Il protagonista è interpretato da Arnold Schwarzenegger, vi lascio il tempo per una contenuta esultanza.

Non è la prima volta che accade, fortunatamente solo al cinema, se non ho contato male, “Aftermath” è il settimo film in cui un personaggio interpretato da Schwarzenegger perde la sua famiglia, quali sono gli altri sei ruoli? Eccoli!

In Conan il Barbaro (1982), quel gran bastardo di Thulsa Doom uccide la famiglia di Conan, pessima idea fare incazzare un Cimmero. In Last Action Hero (1993), lo Squartatore scaraventa il figlio di Jack Slater giù da un tetto (Madornale errore!). In “Giorni contati" (1999), Jericho perde la fede quando moglie e figlia vengono uccise da un criminale intrufolato nell’appartamento. In “Danni collaterali” (2002) il pompiere Swarzy perde moglie e figlio in un attentato dinamitardo. In “Sabotage” (2014) la famiglia di Breacher viene rapita, torturata e uccisa da un grosso spacciatore di droga. Volendo nella conta potrebbe rientrare anche Maggie (che da noi ora si chiama “Contagious - Epidemia mortale”, 2015). Se non ho contato male, con “Aftermath” siamo arrivati a sette.


Quest'uomo ha ucciso la famiglia si Schwarzenegger... Madornale errore!
Il primo dettaglio da sottolineare è la frequenza con cui questa tipologia di ruolo si sta manifestando nella filmografia di Arnoldone. Secondo dettaglio non da poco, tenendo a mente che “Aftermath” è diretto da Elliott Lester che ha già diretto Jason Statham in Blitz (2011), provate a dire a quale di questo altri titoli “Aftermath” somiglia? Vi do un indizio: il segreto dell’acciaio non viene mai citato… Per Crom!

Pur dandoci dentro con il melodramma, “Aftermath” è tratto da una brutta storia vera, ovvero il tragico incidente del primo luglio del 2002, in cui due aerei di linea in volo sopra i cieli tedeschi si scontrarono in volo per un problema tecnico di comunicazione.

Nel disastro morirono 71 persone (il film gonfia i numeri, portando la conta a 271), tra cui la moglie e la figlia di Vitaly Kaloyev, architetto russo che le aspettava nell’aeroporto di Barcellona. A dramma si aggiunge dramma, perché fu proprio Kaloyev, dopo essersi offerto volontario sul luogo del disastro, a ritrovare il corpo di sua figlia.

Come prosegue la triste storia di Vitaly Kaloyev non ve lo racconto, altrimenti sarebbe come descrivervi tutto il film, dove il suo nome è stato cambiato in Viktor Roman e viene interpretato da Arnold Schwarzenegger che con la sola presenza rischia di far passare il film per qualcosa che non è, solo in funzione della sua filmografia.

Il grande Arnold ancora alle prese con il ruolo drammatico intimista.
Mi sembra giusto dirvelo: non vedrete mai Arnold inseguire Scoot McNairy (visto in Black Sea), incolpevole controllore di volo, minacciandolo con un'arma gigante e coglionandolo con le solite battutacce, il più delle volte improvvisate sul set dalla quercia austriaca. Se Viktor Roman fosse stato interpretato da John Cusack, tanto per non fare nomi, non avrebbe di sicuro avuto la stessa visibilità, anzi, penso proprio che non l’avrei nemmeno visto.

In 94 minuti Elliott Lester si sofferma sulle conseguenze (così abbiamo spiegato anche il titolo del film) di un tale disastro nelle vite del padre di famiglia e del controllore di volo che si ritrova con più di duecento vite sulla coscienza. Lo fa con un certo gusto per il melodramma, specialmente nel finale, insomma, è un drammone, in cui fa capolino del sangue, ma sempre di drammone si tratta.

Nell’anno di grazia 2017, questi sono i ruoli che vengono offerti ad Schwarzenegger che con Maggie (mi rifiuto di chiamarlo “Contagious - Epidemia mortale” è un titolo acchiappa polli) ha aperto al classico “Ruolo drammatico intimista” che è una deriva drammatica del classico è già testato “Schwarzenegger che fa cose non Schwarzeneggeriane”, tipo inseguire giocattoli Natalizi oppure partorire.

Swarzy scusa, solo sguardi a terra in questo film?
La sfiga vera di “Aftermath” non è il suo essere un film drammatico, ma è quella di essere un film drammatico che sposta davvero poco, in certi momenti (come nel finale) la ricerca costante del melò(dramma) è talmente sfacciata da risultare anche troppo, quindi l’unica ragione per cui ho deciso di guardarlo, ovvero la presenza di Schwarzenegger, non può cambiare davvero molto l’andazzo della pellicola.

Bisogna dire che Arnoldone si butta nel ruolo credendoci, s'imbruttisce quel tanto che basta per passare per un padre di famiglia medio, ci dà dentro con barba lunga, camicie brutte e giacche una taglia extra per sembrare ancora più impacciato in quel suo corpaccione. Purtroppo, non è un attore drammatico, la sua prova qui pareggia con quella offerta in Maggie, al pari di una storia che coinvolge meno, perché almeno, nei panni di un padre con la figlia affetta da un virus-zombie, il personaggio di Swarzy deve prendere una posizione che fa agitare lo spettatore sulla poltrona, qui, invece, ogni decisione è sacrificata sull’altare della vicinanza con gli eventi reali, ma, soprattutto, del “Drammone”.


...Ah no anche verso l'alto! Grande! Poliedrico!
Detta fuori dai denti? Uno Schwarzenegger solo per completisti di Schwarzenegger. Possibile che quello che è stato IL divo degli anni ’80, per lavorare oggi debba accettare ruoli opposti a quelli che lo hanno reso celebre? Anche perché l’industria dei film “Mi hai ucciso la famiglia, ti spezzo le ossa” si è ridotta a pochi e sparuti (e sparanti) titoli.

Parliamoci chiaro: per vedere nuovamente uno che ha fatto la storia del cinema come Arnold Schwarzenegger, in un film dal budget e dalla visibilità alla sua altezza, nell’anno 2017, l’unica speranza è il rilancio di qualche sua storico titolo del passato e, visto che sappiamo tutti com'è andata con Terminator Genisys, abbiamo solo un altro titolo in cui sperare forte, ma mi rifiuto di pregare qualche burocrate ad Hollywood, non li ho mai pregati prima d'ora, non saprei come farlo, quindi se non volete far interpretare a quest'uomo "Legend of Conan" e non m'ascoltate, allora andate alla malora!

Dai che è il momento per Crom!

12 commenti:

  1. A me "Maggie" ha stracciato il cuore in due...questo potrebbe seppur melodrammotico, essere interessante...segno...

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    1. Anche io sono tra quelli che ha apprezzato “Maggie”, questo non ha lo stesso dramma etico alla base, ma i momenti intensi non mancano. Temo solo come tradurranno il titolo, se mai dovesse uscire in uno strambo Paese a forma di scarpa. Cheers!

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  2. Ci vuole proprio Crom!
    Beh sapevo che il film poteva essere una cosa poco esaltante ma quando uscirà qui da noi mi sa che dovrò vedere comunque sto Aftermath!
    Per lui intendiamoci!
    Mi hai fatto contento anche stamani. :D

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    1. I film con Arnold si guardano. Punto ;-)
      Chissà se uscirà, certo Schwarzenegger è sempre un nome che tira, ma mentre aspettiamo Conan va bene anche questo. Bene sono molto contento a mia volta! Cheers

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  3. Non ho visto molti film interpretati da lui, ma nei due film di Conan lo ricordo assai impacciato. Forse dirò una bestemmia, ma mi sembrava più a suo agio nel ruolo di gemello di De Vito.

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    1. Devo dire che tra tutti i film a tema “Schwarzenegger che fa cose non Schwarzeneggeriane” quello in cui faceva il gemello di De Vito è ancora uno di quelli che funzionava bene, i tempi comici non gli sono mai mancati.

      In Conan è identico al suo personaggio, più a suo agio con le azioni che con le parole, e poi cavolo sembrava uscito dalla illustrazioni di Frank Frazetta ;-) Cheers!

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  4. Non so se avrò il coraggio di vederlo, né credo che ripescare Conan abbia senso: ci sono ancora scosse telluriche di assestamento dopo il terremoto di settimo grado che ha fatto il "Conan" del 2011 crollando a terra. Momoa è stato in terapia intensiva per anni per riprendersi dalla mattonata che ha preso...
    Se vivessimo in un universo parallelo, dove il cinema è ancora vivo, il vecchio Schwarzy sarebbe perfetto per portare su schermo l'anziano cimmero amareggiato della splendida recente saga a fumetti "King Conan: Wolves Beyond the Border" (2016), ma in questa realtà, con questa defunta industria cinematografica, verrebbe fuori una minchiata ignominiosa. Lo dimostra che dei 3 Hercules usciti in contemporanea, l'unico divertente è quello firmato Asylum...

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    1. Vero, il fumetto della Dark Horse sarebbe un ottima base, ma anche "L'ora del dragone" di Robert E. Howard. Momoa per assurdo era un Conan davvero azzeccato ma il film... Crom ancora bestemmia dall'alto della sua montagna.

      Arnold ora sarebbe perfetto per il ruolo, il problema è che abbiamo già visto come è finita con Terminator. Ma in generale concordo con il tuo punto di vista, oggi ne verrebbe fuori una porcheria da farci rimpiangere pure "Conan il distruttore".

      Per un po' si è vociferato in rete di far dirgere il tutto a Paul Verhoeven, ma non ci sono state né conferme né smentite. Ci vorrebbe uno così, un regista della vecchia scuola con carattere, che dovrebbe avere anche voce in capitolo, in pratica un utopia, meglio tenersi stretta l'ultima scena del film di Milius mi sa. Cheers!

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  5. Arnoldo perde la famiglia e dà òla caccia ai responsabili. Sembra la trama di un qualsiasi film con Schwarzenegger o con Seagal.

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    1. Esatto, la sua presenza nel cast può creare false illusioni, oppure è voluta, proprio per sottolineare il contrasto con il torno, che in questo film è diverso dagli altri, beh sei precedenti ;-) Cheers

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  6. Ancora mi manca, ma la trama mi ispirava davvero pochissimo... Lo recupererò comunque da buon fan di Arnie, ma senza aspettative :)

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    1. Non è un film da grosse aspettative, si guarda per Arnold, motivazione più che sufficiente ;-) Cheers

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