giovedì 30 marzo 2017

Wanted vivo o morto (1987): I wanna rock and roll all night (and Rutger every day)


Attori biondi degli anni ’60 e ’70? Voi direte, cavolo mica facile scegliere, il bacino da cui pescare è grande, la butto lì: Steve McQueen va bene a tutti? Aggiudicato!

Proprio McQueen era protagonista della serie tv western trasmessa dal 1958 al 1961 intitolata “Ricercato vivo o morto”, il cui il magnifico interpretava il cacciatore di taglie Josh Randall. E' molto probabile che il mitico produttore Roger Corman quella serie se la ricordasse bene, perché nel 1987, la sua casa di produzione la New World Pictures, diede il via libera ad un seguito, più o meno (non) ufficiale, con lo stesso titolo “Wanted: Dead or Alive”, che da noi diventa “Wanted vivo o morto” giusto per mescolare parole inglesi e parole italiane a capocchia.


Han McQueen shot first.
Non avevo mai avuto la possibilità di vedere questo film prima, ma da quando Lucius Etruscus me ne ha parlato, ho iniziato a sbavare, infatti devo ringraziarlo perché grazie ai suoi ordinati e infiniti archivi, ho potuto vederlo per la prima volta, voi intanto potete sempre leggervi il suo pezzo sul Zinefilo.

Corman affida la regia del film a Gary A. Sherman (quello di “Poltergeist III”), ormai è il 1987 e il produttore vuole sfruttare la moda dei ruvidi poliziotti che usano il pugno duro contro il crimine, in puro stile Cobra per capirci, però ci vuole un altro biondo per la parte del protagonista e quindi: attori biondi degli anni ’80? Anche qui la lista dei nomi sarebbe lunga, ma nessuno e dico nessuno, è mai stato più biondo di Rutger Hauer!

Cappotto fino alle caviglie, fucile a pompa (ma con mirino laser che fa figo) e un Mullet ossigenato che più anni ’80 di così ci sono solo gli scaldamuscoli e le repliche della “Riptide” in tv. L’attore olandese qui interpreta Nick Randall, un ex agente della CIA ora cacciatore di taglie, che fin dal cognome si candida a diretto discendente del personaggio di McQueen nella serie tv, pensate le riunioni di famiglia a Natale che spasso!

"Prima si spara poi si fanno le domande... La capitale della Norvegia?".
Rutger Hauer qui era ancora in quella porzione della sua carriera in cui era caldo come uno stufa, arrivava direttamente da uno dei suoi ruoli migliori di sempre, l’autostoppista John Ryder di The Hitcher - La lunga strada della paura e un attimo dopo si sarebbe perso nel mare magnum della sua filmografia, talmente vasta e pazzesca che lo stesso Rutger nelle varie interviste, dichiara che per ricordarsi i film fatti dopo il 1987 deve consultare internet (storia vera).

Qui ancora ci crede tantissimo, infatti con il suo carisma si carica il film sulle spalle, anche se in alcuni momenti non c’ha cazzi nemmeno di cambiarsi, infatti nella scena al porto, indossa la maglietta dei Chicago Bears campioni del Super Bowl 1986, quando il suo ex collega della CIA gli chiede di prendere parte al caso e lo porta sul posto dell’incidente per un sopralluogo è ancora vestito uguale, sembra uno sceso in cortile a gettare il sacco della spazzatura nel bidone, probabilmente era anche in ciabatte.

L’inizio è super classico, per farci vedere quanto è duro Nick, lo vediamo subito alle prese con un classico degli eroi d’azione: la rapina al mini market!


"Dimmi che ti ha mandato la mamma a prendere il latte, dai dimmelo".
Rutger e il suo Mullet fanno fuori i rapinatori in poco tempo, per altro devastando a colpi di fucile il negozio gestito da dieci generazioni da una famiglia di Giapponesi che forse preferivano essere "solo" rapinati, ma avere ancora un negozio senza buchi. Il resto procede senza grosse sorprese, ovviamente Nick ha una ragazza che forse questa è davvero quella giusta per sistemarsi e finirla con questa vita, ma soprattutto ha quello che lui chiama “Il mio ufficio”, che merita una piccola parentesi.

Di fatto, è un enorme garage, con canestro da Basket appeso alla parete (fiiiiiigo!) e un miliardo tra mitra, fucili e pistole appese alle pareti, talmente tante da fare invidia a qualche piccolo gruppo armato sudamericano.


Conosco uno che amerebbe questo arredamento.
Insomma, l’inizio è piuttosto standard e dopo mezz’ora di film, non è ancora davvero successo quasi niente, ah ma non vi ho detto del caso! Perché la CIA ha bisogno del micidiale cacciatore di taglie Nick Randall? Perché in città è arrivato il terribile terrorista islamico Malak Al Rahim, interpretato da… Gene Simmons!

Sì, proprio lui, il bassista e co-fondatore dei leggendari KISS, alla sua seconda esperienza da cattivone in un film d’azione, il suo esordio era “Runaway” (1984), scritto e diretto da Michael Crichton, con quel baffone di Tom Selleck, tanto per stare in tema anni ’80.

Bisogna dire che Simmons non manca di una certa ironia, perché qui fa il Mussulmano cattivo, quello uscito dagli incubi di Matteo Salvini, però lui in realtà è di origini ebraiche tanto che è nato ad Israele, ma non vi preoccupate, c’è in giro ancora gente che crede che i KISS siano un gruppo di estrema destra per via del carattere della doppia “S” nel loro logo, che per motivi puramente satirici ricorda le Schutz-Staffeln Naziste, ma si sa che la satira è roba per pochi.


"Mi piace la musica forte, voglio sentirla ad alto volume, Non accetto compromessi!".
L’attacco di Malak Al Rahim è al cuore dell’America, anzi sembra una sfida aperta agli eroi cinematografici degli anni ’80, infatti fa saltare per aria un cinema dove stanno trasmettendo “Rambo” (altra frecciatina al Cobra di Stallone), ma non vi preoccupate… Ci pensa Rutger!

Gene Simmons che giova ricordarlo, nella prima bozza di "Commando", avrebbe dovuto essere lui il protagonista (sapete poi come è andata a finire), ad espressività non è proprio ben messo, ma poco importa, perché mette su la faccia da cattivo e comunque funziona, anche se non vola sul pubblico sputando sangue finto e non sguinzaglia nemmeno la sua leggendaria lingua, però si gioca la carta del carisma e come cattivo fa la sua figura, d’altra parte oh! È lui che fa la prima voce sulla note di “Charisma” dei Kiss, mica il suo compare Paul Stanley!


Talk to me, talk to me, all I want is a little conversation.
Nel finale il film sale di colpi proprio perché si trasforma in un uno contro uno tra Rutger Hauer e Gene Simmons che fanno a revolverate in una vecchia fabbrica, ma solo dopo essersi inseguiti in uno scontro ino uno scontro tra camion e camioncino. Insomma: tutto quello che uno vorrebbe sempre vedere in un film così!

La messa in scena è grezza, ma azzeccata, “Wanted vivo o morto” è sicuramente una pellicola figlia del suo tempo e della moda dei giustizieri super armati dai modi spicci, un genere che secondo me è sempre pronto a tornare di moda, se vi capita di parlare di cronaca con le persone, spesso sento reazioni che a confronto Nick Randall sembra un monaco benedettino!


"Ti devi stare fermo con quella lingua da Venom che ti ritrovi".
Non vi racconto il colpone di scena finale per non rovinarvi la sorpresa, ma il finale con armonica è nerissimo e devo dirlo… Esplosivo! Insomma, se siete di bocca buona vale la pena passare una serata a vedere questo film, anzi vi dirò di più! I wanna rock and roll all night, and Rutger every day!

12 commenti:

  1. Ti aspettavo! ^_^ Un film davvero figlio dei tempi che purtroppo non ha avuto la fortuna di essere stato "rispolverato" come altri. Ma c'era qualcuno negli anni Ottanta che non avesse casa piena di fuciloni e pistole? :-D

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    1. Arrivo, se prometto un titolo prima o poi arrivo, magari in ritardo come i treni italiani, mi spiace aver mancato il giorno ufficiale del trentennale. Tutti quelli che non avevano un Mullet in testa, avevano le armi sulle pareti di casa, anche se penso che qualche Yankee del mid-west ancora oggi, vada dallo stesso arredatore di interni ;-) Cheers

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  2. Intrigante, mi chiedo da dove tiri fuori certi film visto che fino a tre minuti fa non ne sospettavo minimamente l'esistenza. :D

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    1. Il vero scovatore è Lucius, ma ho reagito come te all’idea di Roy Batty vs. Il bassista dei Kiss, il film è grezzo ma anche bello dritto, 90 minuti di intrattenimento vecchia maniera. Cheers

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    1. Buona caccia, aspetto poi il tuo parere! Cheers

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  4. Anche perché Rutgie ha fatto Hobo qualche tempo fa, quindi sì, è un genere intramontabile ma che negli '80 era ancora più cool.
    Questo forse l'ho visto solo una volta e m'ho mai messo voglia, baby.
    Il tipo dei Kiss in Commando? Ahaha XD

    Moz-

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    1. “Hobo with a shotgun” non era male, era scemone e grazie a Rutger faceva un saltino di qualità mica da ridere, si caricava il film sulle spalle e usava anche le rughe per renderlo convincente, riuscendoci ovviamente ;-)
      La prima bozza di “Commando” era pensata per avere Gene Simmons come protagonista, ma diciamo che va bene così, per quanto simpatica come associazione, mi tengo stretto il film come lo conosciamo :-P Cheers!

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  5. Crepascolino voleva a tutti i costi le action figure di Mototopo ed Autogatto e così ieri sera , dopo il crepuscolo, ero in un minimarket non noto alle masse nella Chinatown meneghina. Mancavano solo gli animaletti da non bagnare per evitare diventino gremlins. Davanti a me in coda alla cassa è Gene Simmons travestito da Lobo. O viceversa. Mi spiace tanto di non avere con me lo Essential di Howard the Duck con i Kiss guest stars da fargli autografare. Ha comperato i modellini di un camion e di un camioncino. Li paga ed il cassiere, la versione via Sarpi di McQueen, ma senza moto e giubbotto di pelle, prende i soldi e lo guarda. Lobo Simmons chiede lo scontrino e Sarpi Mcqueen prende i due modellini e fa un frontale.
    Solo in questa città. Come vivere nella Los Angeles del Replicante Rutger - date una occhiata alla piazza Gae Aulenti ed al contrasto con il quartiere intorno - se lo sceneggiatore fosse Walter Chiari. Ciao ciao.

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    1. Bisogna sempre rilasciare lo scontrino, anche se fatto con due modellini di camion, clamoroso che la Distinta Concorrenza non abbia ancora sfornato un film su Lobo, ma altro che Jason Momoa! Ci vuole Gene Simmons! Peccato sia un ragazzo della Marvel, arriverà al cinema di sicuro prima un nuovo Howard, con i Kiss come ospiti che Lobo. Mica male dalle tue parti quando cala la notte, “New Jersey in the morning like a lunar landscape” avrebeb detto Bruce Sprinsgsteen ;-) Cheers

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  6. Non ti nego che lo ricordo a malapena... Credo di averlo visto anni fa, da ragazzino

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    1. Non è molto famoso, ma molto probabile che un tempo lo passassero in tv ;-) Cheers!

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