mercoledì 15 marzo 2017

Logan - The Wolverine (2017): Il mutante della valle solitaria


Grazie Deadpool!
No, non ho battuto la testa, ho ben chiara la differenza tra quelli che al momento sono i due mutanti di casa Marvel più famosi in circolazione, eppure se dopo non uno, ma due film pessimi, siamo riusciti finalmente ad avere un film su Wolverine come si deve, un minimo dobbiamo ringraziare anche il successo del film su Deadpool, ma soprattutto la caparbietà di Hugh Jackman.

Era parecchio che Ugo Uomogiacomo sperava di riuscire ad azzeccare il tono di uno dei film solisti di quello che è a tutti gli effetti il personaggio della sua vita, i ragazzi della Fox dopo aver spaccato i botteghini con un film vietato ai minori con il mercenario chiacchierone D-Pool, hanno forse capito che per questo tipo di film esiste un pubblico disposto a pagare per vedere finalmente il sangue sugli artigli di Wolverine, perché sapete, se il vostro protagonista è in costante lotta con il suo lato bestiale e ha sei lame affilate che gli spuntano dai pugni, il morto ci potrebbe anche scappare.

Erano solo 17 anni che aspettavamo questo momento!
Quindi sì, parliamo subito dell’elefante nella stanza “Logan” (da noi “Logan - The Wolverine”, perché si sa che “The” è un’espressione tipica italiana) è un film violento, ci sono teste ed arti mozzati, gente colpita in piena faccia dalle artigliate del protagonista e persino i “Bimbi sperduti” del film, quando usano il loro potere, lo fanno per salvarsi la pelle, perché se un tizio imbraccia l’artiglieria, tu gli restituisci la cortesia, citare Fabrizio De André parlando di un film Marvel, non ha prezzo.

Il nostro amico Uomogiacomo che ridendo e scherzando, ha sfoggiato i basettoni di Zio Logan in tutti i film della saga degli Uomini-Pareggio, ha capito che la sovraesposizione può essere un problema e che il tempo passa anche per lui, il risultato è un film maturo che risulta ancora più riuscito se messo in confronto diretto con quei due giocattolini mosci che erano i film precedenti dedicati al personaggio. Ma non è tanto l’aggiunta di violenza e parolacce (Logan che esclama “Porco Cazzo” è il tormentone della settimana) ad aver fatto fare il salto di qualità a questo film, non mi lascio impressionare solo da queste cose per unirmi al coro del “Miglior film di super eroi di sempre, anche meglio del Batman di Nolan” che è il nome che viene sempre fuori quando si parla del genere più popolare degli ultimi 20 anni.

Io, ogni volta che qualcuno attacca a parlarmi di quanto è bello "Il Cavaliere Oscuro".
“Logan” al pari di almeno un film di Nolan (e voi non avete idea che palle che ho a doverlo citare per forza), manda a segno un sacco di trovate e ne sbaglia altrettante, i difetti ci sono e si vedono tutti, ma in generale è un'opera talmente azzeccata, non solo per violenza e parolacce, che fa sperare che la tendenza dei prossimi film sarà sempre questa.

Chiaro anche che se ti metti in scia alla moda delle serie “The End” della Marvel, raccontando l’ultima avventura di un eroe che da 17 anni appassiona il pubblico, è più facile coinvolgere a livello emotivo, ma l’occasione era quella giusta, la volontà di “Ultimo Tango” di Jackman fa sì che “Logan” diventi il soggetto migliore per parlare del crepuscolo dell’eroe. L’ispirazione arriva dal ciclo di storie di Mark Millar e Steve McNiven intitolato “Vecchio Logan”, in cui lo sceneggiatore scozzese, prendendo enorme ispirazione da “Gli Spietati” di Clint Eastwood, ci raccontava di un Logan vecchio e stanco lontano dai suoi giorni di gloria, in un futuro apocalittico in cui i buoni hanno perso, James Mangold chiude idealmente il cerchio e, a sua volta, pesca temi, uomini, colori rugginosi e citazioni (a “Il cavaliere della valle solitaria”) per trasformare “Logan” in un western.


"Io ho sempre avuto fortuna quando si tratta di ammazzare cristiani" (Cit.)
Anno 2029, la campagna di controllo (Leggi anche: Sterminio) della Essex Corp ha portato i suoi frutti, da 25 anni non nascono più mutanti, quei pochi che ci sono vivono nascosti e sono l’ombra di loro stessi, come Logan, James Howlett, chiamatelo come volete, ma non più Wolverine, visto che quei tempi sono andati e il nostro ora si barcamena come autista di Limo, i poteri arrugginiti e una malattia che lo sta consumando, vive in una cisterna arrugginita con Calibano (Stephen Merchant) che gli stira le mutande, a fare la bada ad un vecchio 90enne rincoglionito da una malattia neurologica degenerativa, Charles Xavier (Patrick Stewart), il cervello più potente del mondo, ora danneggiato e pericoloso per se stesso e per gli altri.

Il passato, però, torna a grattare (con gli artigli) alla porta e il nostro eroe con le pezze al culo dovrà tornare in sella per aiutare Laura (Dafne Keen, con premio di miglior personaggio femminile dell’anno già in tasca) e l’infermiera Gabriela a raggiungere la terra promessa nel North Dakota. Sì, perché la piccoletta frutto dell’esperimento X-23, di fatto, è un clone in miniatura di Wolverine, che dal papà non ha soltanto ereditato gli artigli, ma anche il brutto carattere.


Tutta sua padre, la cocca di papà
Sulle loro piste i Reavers guidati dal bionico Donald Pierce (Boyd Holbrook, il biondo di Narcos) intenzionato a cancellare il programma “X-23” per sempre e, su tutto, l’ombra di un'arma ancora più letale, X-24, perché seguire la numerazione è importante.

"Macaulay Culkin aveva la mano robotica? Eh? Eh?"
Parliamo subito dei difetti, nessuno particolarmente tremendo, più che altro passaggi di trama stiracchiati e poco ispirati che nel film si notano e non poco, senza rovinare la visione a nessuno (traduzione: OCCHIO SPOILER MODERATI!), il filmato dell’infermiera Gabriela non è altro che il classico momento “Spiegone” per aggiornare il pubblico, inoltre, se si decide di introdurre un elemento come il proiettile di Adamantio per la grande occasione, in stile Martin Riggs, è abbastanza ovvio che prima o poi verrà utilizzato, specialmente se poi il cattivo X-24 si presenta con QUELLE sembianze (Fine SPOILER MODERATI).

Inoltre e, a mio avviso, a ragione, James Mangold ha deciso di sacrificare una scena sul “Disastro di Westchester” citato da Xavier per mantenere il tono realistico del film (storia vera), d’altra parte, però, l’elemento meta cinematografico dei fumetti degli X-Men di Laura viene un po’ diluito, peccato perché da vecchio lettore di fumetti, l’idea degli stessi utilizzati come elemento di speranza per i protagonisti non può che farmi piacere.


"Solo Cassidy può leggere questa robaccia, hanno anche tagliato degli alberi...".
La durata del film per qualcuno potrebbe essere un problema, con i suoi 137 minuti “Logan” è il secondo più corposo dopo il pallosissimo X-Men- Apocalisse, ma su due piedi non c’è una scena a cui avrei fatto a meno, perché “Logan” funziona sotto diversi punti di vista.

Per la prima volta vediamo un po’ di azione come si deve in un film degli uomini-pareggio, inseguimenti in macchina, combattimenti corpo a corpo e sparatorie come un film su Wolverine si merita, la marcia in più è sicuramente poter finalmente vedere gli artigli del Canadese che si piantano nella faccia e nella zucca dei cattivoni e, livello di coreografia, ho amato molto la sequenza in cui Logan in versione badante artigliato, interviene per fermare la “crisi” di Charles Xavier, ho ripreso fiato solo quando l’ultimo dei cattivi e rimasto steso (malamente) a terra.

Patrick Stewart, poi, è davvero bravo nel regalarci un Professor X mai così devastato che, però, in alcuni brevi momenti di lucidità (la scena dei cavalli) recupera quella pacatezza che lo ha caratterizzato nei primi film degli X-Men.


"Sapevo che dovevo restare sull'Enterprise, questi X-Tizi m'hanno rovinato".
Menzione speciale per la piccola Dafne Keen, perfetta per il ruolo della giovane X-23, è difficile rendere credibile che una bimba nata nel 2005, possa ammazzare in malo modo degli energumeni armati, sarà pure stata aiutata dai cavi (e ci mancherebbe!), ma alla fine la sfida a livello di credibilità più complessa del film è vinta alla grande, nel giro di mezzo film X-23 sfoggia più mosse letali di suo papà in nove comparsate, il che fa ben sperare per il futuro, inoltre, vocetta odiosa a parte, la ragazzina sfoggia la cazzimma giusta per il ruolo, insomma, promossa a pieni voti!

"Carini gli occhiali" , "Sarà bello il tuo occhio nero".
Ma staremmo qui a parlare della fuffa se non fosse proprio per Ugo Uomogiacomo, lo abbiamo lasciato nudo e feroce nel cameo in stile ArmaX dell’ultimo X-Men - Apocalisse e ancora prima in Wolverine - L'immortale, era tiratissimo al limite della parodia, non vorrei esagerare dicendo che sembrava pronto per il prossimo capitolo di “Magic Mike”, ma quasi.

Qui, invece, senza la capigliatura proto-punk e i basettoni da Neil Young, Jackman è imbolsito, che per i suoi standard vuol dire che nelle ultime settimane ha solo fatto 47 ore di palestra, contro le canoniche 124, ma la distanza anche fisica dall’inguardabile film precedente di Wolverine contribuisce a rendere ancora più credibile la sua prova attoriale, il risultato finale per lui è un “Canto del ghiottone” (perché dire il cigno non mi sembra il caso) notevole, un film di cui andare giustamente molto fieri. Bravo Ugo!


"Prova ora ad andare col trattore in tangenziale...".
Wolverine qui, è finalmente un personaggio vero, guardando “Logan” è chiaro perché gli altri film solisti dedicati a lui hanno fallito: erano tutti orientati all'estetica del personaggio e nessuno di questi alla sostanza, qui, invece, tutto il peso dei suoi drammi e delle sue scelte spesso sbagliate si vede tutto e da spettatori è inevitabile patteggiare per lui, mi viene anche da dire: finalmente!

Il protagonista di questo film non è più Wolverine, “Il migliore in quello che fa” e non è nemmeno più James Howlett, ha provato ad essere solo un umano, ma anche in questo caso è stato preso a schiaffoni, è semplicemente Logan, un vecchio che ha perso amici ed amanti ed è stato sconfitto dalla vita, è lo sceriffo Reuben J. "Rooster" Cogburn che non ha nemmeno più voglia di parlare dei tempi in cui era “Il Grinta”, ma vuole solo che nessuno gli rompa i coglioni, per sognare un po’ di pace impossibile. Davvero portarsi “Il cervello più pericoloso del mondo” di un malato Xavier su una barca a vela può essere la soluzione? No, è soltanto un’altra fuga.

"Sono troppo vecchio per queste artigliate...".
X-23 per lui è l’occasione di provare a fare un ultima cosa giusta ed è proprio per questo che “Logan” è un film che sta in piedi sulle sue gambe, potrebbe quasi essere apprezzato anche da chi non ha visto nessuno dei precedenti film sugli uomini-pareggio, è un film “On the road” come direbbero gli Yankee, vero, ma è anche un film sviluppa la sua coerenza, facendo piazza pulita di tutine colorate e concentrandosi sui suoi pochi personaggi, per svilupparli attraverso tematiche tipicamente western.

"Pà se non ammazzo nessuno, possiamo fermarci a prendere un gelato?".
I ragazzini del programma “X-23” sono una metafora (facilona se vogliamo) sul futuro, Laura, Rictor e tutti gli altri stanno a Logan come i ragazzetti di Thunderdome stavano a Mad Max (anche se ci ho visto anche dei punti in comune con “I Nuovi eroi”, ma sto già degenerando quindi meglio che mi contengo…), l’occasione per fare qualcosa di buono anche se l’eroe è ben consapevole che per lui non ci sarà una vittoria, “Noi abbiamo perso. Noi perdiamo sempre”.

In questo senso, quell’utilizzo de “Il cavaliere della valle solitaria” potrà anche essere “Didascalico! Letterario!” (Cit.), ma è tremendamente efficace ed è anche una dichiarazione di intenti. Spielberg nella sua sconfinata conoscenza cinematografica ha pronosticato per i film di super eroi, oggi popolarissimi, lo stesso destino dei Western, destinati a diventare il genere che viene troppo spesso dato per morto. Ma che siano Cine-comics o Western, sono entrambi popolati da eroi e cattivi, fino ad ora abbiamo visto lo scintillio dei costumi in spandex troppo simile alle giacche con i lustrini di Roy Rogers (chissà perché mi scappa di citare John McClane…), è ora per il cine comics di mostrare la polvere su selle e sugli spolverini, è ora dello sceriffo "Rooster" Cogburn e di William Munny, spero che “Logan” sia solo il primo di tanti.


Old man look at my life I’m a lot like you were.
Sempre sullo stesso argomento, vi consiglio i leggere il pezzo del Zinefilo, l'unico sul film che ho letto prima di vederlo, bollino di qualità, se è piaciuto a lui, potevo vedermi il film tranquillo, cosa che, in effetti, ho fatto.

22 commenti:

  1. Come hai scritto, tanti i difetti di questo film: dalla nemesi poco fantasiosa, al lasciarsi andare con il pilota automatico nella seconda parte, al fatto che [SPOILER]
    L'agente Murphy sia una peeppa ancestrale, mentre nei fumetti è il motore di una delle mie storie preferite di sempre, quella dove i reavers crocifiggono wolverine [/FINE SPOILER], agli odiosi piccoli mutanti dell'isola perduta...Però, signori, questo è Logan, vecchio, malconcio, pesto, ma sempre pronto a dare due pizze al momento giusto, coreografate come Dio comanda e con grande abbondanza di sangue e carnazza.
    La prima parte è un miracolo, quella fuga continua, verso non si sa dove, con xavier mai così umano e una x-23 gajarda al punto giusto. La seconda, come detto sopra, è molto meno sorprendente, ma va bene così. 0 ( o molto pochi) spiegoni e tanta viulenza. Peccato solo che per fare un film degno di questo nome dedicato a Logan, abbiano dovuto raccontarne la fine...Come hai scritto è "Il grinta degli uomini X"!
    PS Bello pure il rapporto tra padri(o sostituiti tali) e figli: logan e xavier, il professore e X-24, logan e X-23...

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    1. Il capo dei Reavers nel fumetto, oltre ad essere ispirato a Donald Suttherland (storia vera) ha tutto un altro spessore, anche qui mancano i cattivi veri, ho sorvolato su [SPOILER] Lo scontro tra Logan e la sua versione malvagia X-24, un metaforone facilone per descrivere come il protagonista combatta con il suo passato, se al posto su ci fosse stato Sabertooth, sarebbe stata un’altra cosa [ FINE SPOILER]
      Per fortuna a funziona è il noto realistico e dimesso del film, il rapporto padre e figli, e l’eroe rugginoso e arrugginito, i nostri tempi non bellissimi richiedono eroi di questo tipo, ok il divertimento e l’esaltazione tipica dei film Marvel, ma ben vengano prodotti più maturi, in fondo i fumetti offrono intrattenimento per ragazzini, ma anche storie per lettori adulti. Cheers!

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  2. Grazie della citazione e sono contento ti sia piaciuto l'unico film degno di Logan! Non spoilero, ma dopo una lunga carriera... "quella" fine mi sembra un po' pochino...
    Al netto dei difetti, rimane un ottimo film e trovo illuminante il discorso che facevi, riferito a Spielberg. Le tutine sono come i nastrini dei primi eroi del western, ed ora è il momento di vestiti impolverati e storie crepuscolari. Che sia volta buona che inizino a piacermi i film di supereroi? ^_^
    Ah, e sì, la parte della base così supersegreta che una qualsiasi infermiera riesce a riprendere tutto è un po' stiracchiata, ma si sa che dal '99 la realtà al cinema esiste solo se passa per il found footage ;-)

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    1. Figurati citazione doverosa, sei l’unico che ho letto, il tuo benestare al film mi ha fatto andare al cinema tranquillo ;-)
      Più che altro un filmato perfettamente montato, con campi e controcampi, forse l’infermiera aveva una App per il montaggio dei video sul suo smartphone ;-) I super eroi al cinema stanno bruciando le tappe, meglio così, perché i nostri tempi sono più adatti ad eroi pieni di chiari scuri e non in brillante… tutina ;-) Cheers!

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  3. Sapevo che ti sarebbe piaciuto!! Ne ho scritto anche da me, adorato, con tutti i suoi difetti XD
    Anch'io ho adorato la Dafne Keen, nata, facci caso, mentre noi guardavamo il primo film di Batman di Nolan ;)

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    1. Piaciuto davvero, ho visto che ne hai scritto e mi sono ripromesso di passare a leggerti ;-) In effetti hai ragione il tempi coincidono, ma sulla paternità non ci sono dubbi, quegli artigli parlano chiaro, tutta suo padre ;-) Cheers!

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  4. Uno dei momenti + alti della estate ultima scorsa è Crepascolino che cerca di lanciare le spalle siccome stantuffi contro il soffitto della camera di albergo di Jesolo dal letto su cui saltella al suono del primo hit di Rovazzi. No kiddin. Quando penso che Man-Gold ed io abbiamo speso anni nel progetto di un film sul Ghiottone della Casa delle Idee interpretato da Johnny Cash e non ci siamo riusciti - Kiefer Sutherland nel ruolo di Steven Lang con il suo terribile "Olocausto via Sentinelle da realizzare in 24 Ore " - solo il sorriso da castoro del mio cucciolo che danza a scatti riesce a restituirmi il mio sorriso da Jack Torrance.
    Detto questo, con il secondo hit Rovazzi mi ha fatto cambiare idea. Capita.
    137 minuti sono troppi. Mi spiace per Hugh e Pat, ma credo che attenderò passi in tv, lo registrerò e guarderò a pezzi molto oltre il crepuscolo.
    La pensa così anche il mio amico ed ex allievo Carlo " The Stropicciato " Iacona ( no kiddin: lo stropicciato è stato x tanto tempo il suo nickname in RAI ). Ne parlavamo qualche sera fa ad una convention dei cosplayers di Chris Nolan. Forse avevo esagerato con la doppio malto, ma ad un certo punto ho detto a Iaco quanto mi abbia inquietato il servizio Ciao Maschio di Presa Diretta ( un ricercatore ha detto che un terzo dei maschi italiani almeno 18enni potrebbe non avere animaletti sufficienti o abbastanza rapidi per nuotare altrove e riprodursi ed il sosia cattivo di Peter Coyote ha detto che la infertilità di portatori di cromosoma Y è Il Problema in Occidente ) e gli ho spiegato che sarebbe un bello spunto per un film sugli Y-Men con il solito futuro prossimo venturo in cui in laboratorio si creano mutanti rapidi e sufficienti ad invertire il calo demografico in perenne lotta con la posse degli stropicciati , cioè androidi spietati programmati da fanatici che sognano un pianeta scarsamente abitato in cui sia semplice parcheggiare senza girare in tondo per ore come animaletti che hanno perso direzione e senso di marcia. Non proprio una commedia. Iaco faceva di sì con la testa, ma poi ha puntato il suo naso a punta verso Chris Nolan che stava decidendo a chi dare il primo premio. Non ci crederai, ma Chris ha ignorato Jude Law e Aaron Eckhart e Leo DiCaprio e ha premiato il giornalista Francesco Giorgino. Cattivo.

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    1. Gli Y-men dovrebbero riprodursi più velocemente di quanto Stan Lee ai tempi d’oro riusciva a sfornare personaggi seguendo lo schema, nome + potere + origine. Chris Nolan, ad una gara di cosplayers di Chris Nolan arriverebbe secondo, mentre invece Johnny Cash con gli artigli lo avrei visto volentieri, ma anche con il chitarra non era malaccio. Cheers!

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  5. Leggerti è sempre un piacere e condivido molti aspetti della tua analisi.
    Per fare prima, vorrei postare il mio commento a caldo che ho condiviso con dei miei amici appassionati del genere. Sì, lo so è un pò lunghetta ma non sono mica tipo da twitter. :P

    !!SPOILER SPOILER SPOILER!! SPOILER SPOILER !!SPOILER SPOILER!!

    Posso capire l'euforia dietro ad una simile pellicola, specie da parte di coloro che di fronte ad un Deadpool boccacucita o ad un robot ninja gigante comandato da un vecchietto hanno storto il naso. In fin dei conti i precedenti film su Wolwerine non erano così disastrosi e per quanto possa essere impopolare, mi erano anche piaciuti. (Ryan Reynolds sta suonando al campanello e vorrebbe linciarmi per quello che ho scritto. Che faccio, apro?). La maniera in cui li avevo vissuti, tuttavia, era molto più frivola e giocosa, non li guardavo con l'aspettativa di visionare un grande film ma qualcosa di (possibilmente) interessante sull'universo degli Uomini – Ics.
    Questo "Logan",per forza di cose, lasciava presagire qualcosa di molto più grande, mettendo in gioco non solo la riuscita di un film ma il miglior addio che Huck Jackman potesse dedicare al personaggio. Duole ammetterlo che il film, in fin dei conti, non si separa molto dal tema on the road che caratterizza i film di questo genere (clichè compresi), finendo per essere piuttosto prevedibile se non con l'arrivo in scena del "Wolwerine 2.0" (che per un attimo mi era sembrato Victor Creed , la cosa è voluta?). La resa scenica è certamente migliore rispetto ai precedenti film, l'ausilio del rating R ha dato i suoi frutti (viva la violenza!), ma ad essere visibile è soprattutto un'impressa impronta registica che riesce a farti dimenticare anche quelle idee buttate un pò lì alla rinfusa come il sacrificio di Calibano (riutilizzare le frasi pronunciate dal proprio nemico fa sempre figo, parola di Yzma).
    La vera forza di questo film sono i personaggi. Non è comune trovare un blockbuster che riesca a scrivere bene i caratteri dei personaggi e il loro arco narrativo senza essere sopraffatto da effetti speciali o scene al limite della noia (sì, "X-men Apocalypse", sto guardando te). Questo film ci guadagna tantissimo anche nella recitazione. Jackman si sporca le mani, sdrigna i denti come non mai, tossisce, sputa, soffre, traballa,urla, agonisce e risorge. Non ho mai vista così tanta dedizione nel dare vita e affanno ad un personaggio così sofferente. Già dai primi minuti di film, vedendo come l'X-men combattesse con difficoltà contro degli scagnozzi, ho capito che non avrei avuto un eroe perfettino ma un vero e proprio berserk, incazzato costantemente e continuamente acciecato dal suo IO più oscuro. Un personaggio magnifico. Intitolare il film "Logan" è un gesto molto significativo: Non abbiamo a che fare con il Wolwerine narrato nei fumetti (paresenti metafumettistica, presente anche nelle storie di Rat-man) ma con un Uomo sulle cui spalle pesa una croce pesantissima (occhiolino). Ottima perfomance anche per il capitano di Star Trek, che riesce ad essere perfettamente calato nel ruolo di Charles. Gradevole Calibano; funzionale la ragazzina. Antagonisti dimenticabili ma in questo film fungono più da grosso ostacolo piuttosto che da vera e propria nemesi.Vedere poi scontrarsi Wolwerine e il suo clone ora come ora mi ricorda la miglior scena partorita dal terzo film di Superman!
    Nulla da dire sull’ottima qualità delle scene d'azione o delle ambientazioni in stile “post-apocalisse” (il "capannone" dove giace moribondo Charles, tutto decaduto e bucherellato, rappresenta in pieno la vulnerabilità dell'anziano mutante ma anche le sue speranze, dato che di notte i fori sembrano delle stelle nel buio).
    Voto complessivo: 8. ps: Non ho pianto sul finale. Sono insensibile.
    ...
    Oh, ciao, Ryan! Sei entrato! Vuoi una chimichanga?

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    1. Grazie mille anche per il commento, ben accetto perché qui la sintesi non sta proprio di casa ;-) Concordo sulla “Frase maschia” di Calibano, una delle più riuscite di tutto il film, hai ragione non avevo pensato a Superman III, però siamo da quelle parti! :-D

      Sull’ultima, ma ultima ultima, scena, stavo per avere dei dubbi, poi ci ha pensato X-23 con quella “rotazione” a trasformare il tutto in un finale davvero ottimo ;-) Ora gradirei quel chimichanga grazie! Cheers

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  6. Un film con molti difetti ma sincero e ben fatto.
    Uno dei migliori film sui Super eroi di questi ultimi anni

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    1. Senza ombra di dubbio, non mi ci metto a fare la classifica, mi limito a godermelo per il bel film che è ;-) Cheers!

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  7. Continuo a dire che Logan è un grande stronzo.
    Fa un film bello, che mi commuove ed emoziona... e poi se ne va via :D

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    1. Missione compiuta, il suo compito e terminato, proprio ora che aveva finalmente azzeccato un film! ;-) Per altro devo leggermi anche il tuo pezzo su "Logan"! Cheers

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  8. Lo guardo stasera! Poi torno a rileggerti ;)

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    1. Buona visione, già mi frego gli artigli per il tuo commento ;-) Cheers!

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  9. Risposte
    1. Grazie mille, gentilissimo! ;-) Cheers

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  10. Se il mio cinefumettaro preferito promuove l'ultimo film del mio personaggio Marvel preferito, allora non ho più dubbi! :D

    Ah, ma sai che per me Il cavaliere oscuro è il più bel film di sempre...?

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    1. Ti ringrazio gentilissimo! I difetti ci sono ma resta un gran film, sono abbastanza sicuro che ti piacerà, fammi sapere se mi sono sbagliato ;-)

      Si, sapevo di questa tua passione, ma ti voglio bene lo stesso ;-) No scherzi a parte, “Il cavaliere Oscuro” al pari di “Logan” ha dei difetti a mio avviso grossini, e allo stesso tempo dei notevoli, se non enormi, punti di forza, è un film che mi è piaciuto per molte cose, ne riconosco il fascino e la grandezza, ma ho passato così tanto tempo a discuterne, specialmente con chi si rifiutava di vederne i difetti in quanto “Più bel film di sempre”, che ormai ogni volta che lo sento pronunciare mi sento più spossato di Zio Logan in questo film ;-) Magari un giorno deciderò di parlarle come si deve, devo prendere il pipistrello per le corna, o le ali fai tu ;-) Cheers!

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  11. Un davvero ottimo film crepuscolare, un film sull'uomo sconfitto finalmente

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    1. Esatto concordo in pieno, se ti capita guardati anche la versione speciale "Logan Noir", identico film, ma il bianco e nero sottolinea ancora di più il crepuscolo dell'anti-eroe. Cheers!

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