giovedì 9 marzo 2017

King Kong (1933): Hail to the King (Kong), baby!


L’uomo discende dalle scimmie.
L’uomo inventa il cinema.
Il cinema discende dalle scimmie!

1899, Jacksonville Florida, un posto da sogno se siete Ash Williams, o se ci siete nati, come il piccolo Merian, anni 6, che riceve in dono dal padre un libro dell’esploratore francese Paul du Chaillu, che racconta dei suoi viaggi in Africa. Il dettaglio che colpisce la mente del giovanotto è la cronaca di una grossa scimmia che si carica in spalla una donna del villaggio. Lo immagino seduto sul pavimento e il librone sulle ginocchia, nel caldo della Florida, viene gettato il primo seme per quella che sarà, robetta: la storia del cinema.

Salto in avanti, Prima Guerra Mondiale, un Merian poco più che ventenne, con sciarpa e occhialoni, solca i cieli europei facendo a mitragliate con i Tedeschi, avete presente gli aerei da combattimento del primo conflitto mondiale? Il vostro ventilatore di casa è più stabile e anche più tecnologico. Quanto matto devi essere per mettere il culo su uno di quei cosi? Merian lo è abbastanza e proprio durante la guerra conosce qualcuno fuori almeno quanto lui.

Merian C. Cooper impegnato ad "inventare" il cinema, così, come passatempo.
Si chiama Ernest Beaumont Schoedsack, ha la passione per la fotografia e fa subito amicizia con Merian, perché entrambi sono appassionati di lotta. A guerra terminata i due compari fanno società, il futuro sono i documentari, Merian ed Ernest girano il mondo, vanno in posti che normalmente visiterebbe solo Indiana Jones, l’idea è quella di riprendere animali, possibilmente esotici e pericolosissimi, nel loro ambiente naturale, per poi montare il materiale in maniera ordinata dando vita ad una storia di docu-fiction.

Gli animali? Robetta, draghi di Komodo, elefanti e scimmie, soprattutto scimmie. I draghi di Komodo sono la cosa più vicina ai precedenti inquilini di questo pianeta (i dinosauri) ancora in circolazione, dei lucertoloni sugli 50kg che mangiano il loro equivalente in peso, preferibilmente in carne, ma questo è lo stesso che faceva a mitragliate con i crucchi seduto appeso ad un ventilatore, che volete dirgli?

Merian (C. Cooper) ed Ernest Beaumont Schoedsack, si beccano uno nomination all’Oscar nel 1927, per il documentario "Chang: A Drama of the Wilderness", il successo fa capire a Merian che ok, al pubblico piacciono gli animali esotici, ma bisogna darci dentro con la parte fiction.

Far scalare l'Empire state building ad una scimmia, è la cosa più normale fatta da questi due.
Occhio che qui la trama si complica, come lo fai un film se sei abituato a montarne uno usando il girato conquistato sul campo? Ti procuri uno sceneggiatore facile, forti del successo ottenuto alla RKO Merian ed Ernest secondo voi si accontentano del primo che passa? Ma figuriamoci, minimo minimo vogliamo Edgar Wallace, che insieme ad Arthur Conan Doyle e Agatha Christie è considerato un maestro della letteratura gialla e del poliziesco che, guarda caso, in quel periodo è in America in cerca di fortuna ad Hollywood.

Come avrete intuito, il nostro Merian è uno che tende a pensare in grande, quindi non importa che Wallace sia un giallista, l’importante è che sia un nome grossissimo che serva a dare visibilità al film, è un po’ come se io chiamassi Stephen King per farmi scrivere la lista delle cose da comprare al supermercato, per capirci. Su cos'abbia scritto davvero Wallace per la sceneggiatura finale, è un mistero che si perde tra le nebbie di Skull Island ancora oggi, qualcuno sostiene che il finale con la morte della bestia (“The Beast” era proprio il titolo della bozza di sceneggiatura scritta in un weekend) sia farina del sacco del giallista, Merian C. Cooper con il suo stile pacato da maltrattatore di Tedeschi e di varani di Komodo, alla domanda su cos'abbia scritto Wallace ha sempre risposto: “Not one bloody word!” come dire, non un'accipuffolina, traducendo a braccio.

Gli avvocati di Cooper e Wallace, impegnati a dirimere la questione legale.
Sfiga! Edgar Wallace il film finito non lo vide mai perché morì nel febbraio del 1932, lasciando il mistero sul suo reale contributo e tanti creditori alla porta. Il compito di completare la sceneggiatura passa nella mani di James Ashmore Creelman, prima, e di Ruth Rose, poi, storica collaboratrice di Cooper nonché moglie di Schoedsack, insomma un affare di famiglia che diventerà sempre più intimo, malgrado le dimensioni del progetto… E del suo protagonista.

"Va bene avere la scimmia per un film, ma non le sembra di esagerare?".
Sì, perché a Merian quell’idea della scimmia che rapisce una donna continuava a tornare in mente, anche se nel piano originale, lo scimmione era più tipo un uomo molto molto molto peloso, piano che cambia per due ragioni: la prima che mio zio non era ancora nato negli anni ’30, la seconda, l’entrata in scena di Willis Harold O’Brien, se avete un cappello sarebbe il momento di toglierselo in segno di rispetto.

Ora, in vita mia un varano di Komodo non l’ho mai visto, ma ho visto svariati Irlandesi, persone squisite (come direbbe il varano), dei gioiosi folli, ve lo posso assicurare. Secondo voi, chi poteva pensare di utilizzare modellini di 30 o 40cm con scheletro di metallo, ricoperti di plastilina e animati un fotogramma alla volta per fare del cinema se non un Irlandese? Ecco, appunto, O’Brien è stato un pioniere dell’animazione a passo uno, quella che oggi chiamiamo Stop-motion, muovi il pupazzetto realizzato con certosina precisione di un millimetro, click, imprimi un fotogramma su pellicola, un altro movimento millimetrico, un altro click, se lavori un giorno intero, ottieni al massimo pochi secondi di girato. Irlandesi, matti come varani.

Dopo sette o otto Guinness NON diventa più facile.
Willis O’Brien aveva già devastato i botteghini con Il mondo perduto, non questo, quello del 1925, in cui i suoi dinosauri in stop-motion mandavano giù di testa gli spettatori, Merian C. Cooper chiede ad O’Brien “Sai solo dinosaurare o sai anche scimmiare?”, l’Irlandese sapeva il fatto suo, l’opzione uomo molto molto peloso viene buttata nel cestino (mi spiace Zio), non appena Merian vede il mamozzo della scimmia, Kong. Cambiato presto in King Kong, nome la cui origine è piuttosto controversa, ma se chiedete a Merian secondo voi chi vi dice che lo ha coniato?

Per girare il film, Cooper e Schoedsack depredano tutti i set già disponibili presso gli studi della RKO, ad esempio, l’enorme muro che contiene il gigantesco King Kong non sono altro che le mura del tempio di Gerusalemme del film di Cecil B. DeMille “Il re dei re” (1927), all’attrice Fay Wray va ancora meglio, scelta per il ruolo della protagonista Ann Darrow, la Waray ha sempre dichiarato che Merian C. Cooper per convincerla, le disse che come co-protagonista, avrebbe avuto l’attore più alto e scuro di tutta Hollywood, lei pensò immediatamente a Cary Grant (storia vera) e poi si ritrovò a recitare con King Kong.

"Quando dovrai lasciare le tue impronte sull'Hollywood Boulevard, sarà un bel guaio ragazzone".
Ma Merian non ha ancora finito e decide di portare il film in zona palesemente meta cinematografica, il vice-capitano della nave che porta la troupe cinematografica su Skull Island, John Driscoll, viene modellato sull’amico Schoedsack e, di conseguenza, Ann Darrow deve molta della sua caratterizzazione a Ruth Rose. L’esploratore Carl Denham (Robert Armstrong) diventa il regista Carl Denham, impegnato a viaggiare alla ricerca dell’ottava meraviglia del mondo, per realizzare un film che nessuno aveva mai visto prima, esattamente quello che ha fatto Merian C. Cooper, nel Marzo del 1933, quando il film venne proiettato per la prima volta davanti ad una folla di New Yorkesi in estasi, chissà se in quel momento lo sapevano che la storia del cinema scorreva davanti ai loro occhi.

"Oh allora! Cos'è sto casino?! Qui c'è un gorilla che domani va a lavorare!".
La storia del potente King Kong, portato via dall’isola in cui dominava come il Re della catena alimentare, disarticolando mascelle ai dinosauri e prendendo in ostaggio bionde attrici, per finire a fare lo zimbello in catene davanti ad un pubblico pagante, sull’immaginario collettivo ha la potenza di una rivoluzione, ci sono dei film che cambiano tutto per sempre, “King Kong” è stato uno di questi, qui le pellicole così hanno un nome preciso, il cinema discende dalla scimmie e i Classidy sono Darwinisti!


Rocky che corre sulla scalinata di Philadelphia, Rossella O’hara che parla del domani con il cielo di Atlanta sullo sfondo e King Kong che si arrampica sull’allora fresco di costruzione Empire State Building (voluto da Merian perché più scenografico ed economico del Madison Square Garden, storia vera, alla faccia del marketing moderno), alcune di quelle scene che tutti conoscono anche se l’ultimo film che hanno visto in vita loro è stato “Bambi”.

"Signore ho due notizie, una buona e una cattiva. La buona è che un inquilino è interessato all'attico...".
Il peso specifico di “King Kong”, ha cambiato per sempre la percezione del cinema presso il grande pubblico, ci sono persone che hanno intrapreso la carriera di regista solo dopo aver visto questo film, tra i più celebri, il più grande cantore delle scimmie al cinema, il mio amico John Landis, il cui esordio “Slok” non è altro che un grosso omaggio a questo capolavoro, ma il più celebre di tutti resta Peter Jackson, che quando si parla di follia per questo film, è secondo soltanto a Merian C. Cooper.

Pietro Di Giacomo non ha solo pagato di tasca sua, per ricostruire fedelmente le scene perdute del film di Cooper, come lo scontro tra Driscoll e compagni, contro dei ragni giganti, venuti fuori “dalle fottute pareti” del crepaccio in cui cadono attraversando il tronco sospeso (storia vera), ma nel 2005 forte del successo de “Il Signore degli anelli”, ha scritto e diretto l’omaggio definitivo al film di Cooper, ovvero il suo “King Kong” che, di fatto, è una versione estesa (anche troppo forse) del capolavoro originale, condito con abbondati dosi di cuore.



Il film di Cooper e Schoedsack ha una trama minimale, ma anche a rivederlo oggi, 84 anni dopo la sua uscita in sala, è ancora un film di una modernità abbacinante, non ha affatto il ritmo di un film degli anni ’30 e anche se basato su svariati archetipi narrativi, ancora oggi è considerato a sua volta un archetipo cinematografico di riferimento.

La trama, per quanto stringata, si espone a svariate letture di secondo livello, una critica al Capitalismo americano che trasforma in merce tutto quello che tocca, ma anche una rilettura della classica storia della bella e la bestia, senza contare la già citata interpretazione meta cinematografica, un regista che parte verso l’ignoto, con la volontà di portare al pubblico qualcosa di mai visto prima, che sia l’ottava meraviglia del mondo o la settima arte.

Qui la faccenda si fa parecchio meta cinematografica.
Ci si possono intravedere punte di erotismo (nell’idea originale Ann Darrow veniva denudata dal gorilla), ma quello che colpisce è proprio come “King Kong” sia ancora oggi un modello per il cinema, per vedere la creatura la prima volta, bisogna affrontare tutto il viaggio a Skull Island, Kong mostra il suo (incredibilmente espressivo) faccione solo dopo 40 minuti buoni di film, che è quasi la stessa cosa fatta anni dopo da Spielberg che centellinava il suo Bruce per terrorizzare gli spettatori, o da Ridley Scott in Alien, un archetipo narrativo che ne genera altri e così via senza sosta.

Kong fai un bel sorriso ai lettori della Bara Volante!
Rivedendo il film, resto ogni volta colpito dalla qualità del montaggio, dalla cura di costumi, scenografie ed effetti speciali, pare che furono proprio Cooper e Schoedsack, appassionati di lotta, a coreografare i combattimento tra King Kong e i dinosauri di Skull Island e il lavoro di Willis O’Brien incanta, ogni singolo movimento ricreato alla perfezione, con King Kong che si muove davvero come un vero gorilla, pugni battuti sul petto compresi.

"It's Good To Be The King" (Cit.)
Oltre a quello di Jackson, esistono anche il remake prodotto da Dino De Laurentiis nel 1976, più un quantitativo ragguardevole di seguiti, anche prodotti dalla Toho, storica casa di produzione giapponese celebre per Godzilla, ma la verità è semplice, è inutile che mi prendiate per il culo per la mia mania delle scimmie nei film, il ciclo è chiaro: l’uomo discende dalle scimmie, l’uomo inventa il cinema, lo aveva capito Merian C. Cooper di Jacksonville Florida, King Kong lo ha sempre saputo ed ora lo sapete anche voi, il cinema discende dalle scimmie!


Se volete approfondire vi consiglio il pezzo de Il Zinefilo, a differenza di questo che è pieno di CaSSate, lì troverete date e citazioni precise, frutto del lavoro di chi le ricerche sa davvero farle, non di una scimmia che batte sui tasti come me.

34 commenti:

  1. ottima recensione ma credo che non vedrò mai il King Kong degli anni 30. l'unico film in bianco e nero che sopporto è Don Camillo!!!!

    ho visto invece molte volte il sottovalutatissimo King Kong del 1976 e una volta il sopravvalutatissimo King Kong del 2005.

    Il king kong del 1976 è mille volte meglio di quello del 2005 di peter jackson che mette troppa carne( vedi mostri) al fuoco ed è davvero troppo lungo.
    Jackson poteva e doveva rendere superato il Kong del 76, che invece risulta avere una trama ben più logica e continua degli altri .
    Questo king kong del 1976 è un bel film con una sceneggiatura di ferro e scorre liscio fino alla fine.
    Notevoli le scene a New York, la ricostruzione degli indigeni ( non gli zombie assurdi di jackson!!) il trasporto nella super petroliera : speravo che jakson desse una risposta al trasporto che invece non ha dato.
    i due attori protagonisti in seguito hanno vinto il premio oscar.
    a proposito di oscar: il king kong del 1976 ha vinto l'oscar l'oscar per gli effetti special; super adeguato anche in tal senso.


    il film di Peter Jackson del 2005 è pacchiano e i gorilla non hanno quella ghigna antipatica.
    Nel film del 2005 KONG viene molestato per tutto il film da ogni genere di animale co-inquilino dell'isola dove vive : all'inizio pensavo a uno scherzo, poi ho iniziato a ridere senza tregua


    Per concludere la prossima settimana andrò a vedere il nuovo Kong e speruma nbin.

    grazie

    RDM


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    1. Ti ringrazio molto, ma visto che anche tu sei appassionato di Kong, ti consiglio di vederti anche questo.
      Se non altro per capire quanto aderente Jackson è stato a questa versione del film, la questione trasporto ad esempio, arriva proprio dal film del 1933, che più favolistico, glissa e passa diretttamente a Kong in catene a New York.

      Vediamo se riesco a rivedermi e scrivere anche delle altre due versioni del 1976 e del 2005, che hanno entrambi pregi e difetti, tipo la coroncina sulla capoccia del Kong di Rambaldi ;-) Però anche vero che in quel film c'è uno dei miei attori preferiti di sempre, il grande Jeff Bridges.

      Sul nuiovo "Kong: Skull Island" ecco, hai riassunto bene il concetto, speruma nbin ;-) Cheers

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  2. Grandissimo film, che come hai sottolineato non perde nulla del suo splendore con il passare gli anni. Sui due remake, secondo me entrambi mal riusciti, ho detto la mia a suo tempo, in forma sintetica, sul mio blog.
    Interessante che il triceratopo sia carnivoro qui come nei romanzi di tarzan. Il che sembra confermare la tesi che si tratti anche in questo caso non di triceratopi ma di grifi, risaliti sull'isola di Kong, insieme a tutti gli altri mostri preistorici, attraverso un passaggio sotterraneo che mette in connessione Pellucidar con Skull Island.

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    1. Vero è ancora molto appassionante e fatto davvero con il cuore, andrò a leggermi i tuoi pareri che sono curioso.
      Sicuramente Cooper ha tenuto conto del lavoro di Edgar Rice Burroughs, è impossibile che uno della sua generaione non sia cresciuto con i romanzi di Tarzan, la spiegazione, molto più banale che mi sono dato io, è che Skull Island è talmente isolata, che i dinosauri non solo sono ancora vivi, ma si sono evoluti in modo diverso, ma la teoria di Pellucidar mi piace molto di più ;-) Cheers

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    2. Se quel passaggio è servito a Tarzan per andare a combattere contro i Predator, diventa plausibile tutto! :-D

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    3. La teoria della terra cava applicata a dinosauri, Predator e mazzate assordite, si si, ben venga il passaggio, installiamo il telepass ;-) Cheers

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  3. visto che (giustamente!!!) nessun lo cita consiglio vivamente di vedere il godibilissimo film d'azione "il grande colpo " con un imberbe mark whalberg che fa il superkiller.

    per tutto il film fra sparatorie e omicidi il superkiller viene perseguitato da uno zelantissimo commesso di blockbusters( bei tempi con la pizza surgelata) che vuole restituito un vhs.

    e che film contiene il vhs ????

    non ve lo dico !!!!

    rdm

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    1. Mi manca, ma sembra un titolo che potrebbe proprio piacermi, grazie per la dritta ;-) Cheers

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  4. Oh, finalmente! Stavo aspettando questa retrospettiva da quando me l'avevi accennata nei commenti dell'ultimo Godzilla!
    Il primo storico "King Kong" l'ho visto una volta sola ma ora che sono - nuovamente - in formento per i monster movies per via del prossimo "Skull Island" , sono tentato a rivederlo una seconda volta. Ho molto apprezzato come hai ripercorso in maniera semplice ed efficace il making of di questo film, le recensioni che analizzano una produzione partendo dal passato di un regista hanno sempre un qualcosa in più rispetto alle altre. ;)
    Per quanto riguarda la versione di Peter Jackson, io l'ho praticamente divorata e ogni tanto mi vado a rivedere qualche scena su youtube (e se ci scappa, anche l'intero film); la versione del '76 invece l'ho vista a pezzetti, per causa di forza maggiore, ma da uno primo sguardo mi è sembrata una trashata assurda, un "so bad so good" in piena regola. Dovrei certamente rivederla ma, in ogni caso, Pietro di Giacomo ha già saldamente piantato la sua bandiera nel mio cuore cinefilo. Vedremo se anche Jordan Vogt-Roberts ci riuscirà!

    Saluti!

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    1. Ti ringrazio, ci tengo a mantenere le promesse che faccio ;-) Questa volta mi è stata particolarmente utile wikipedia che scandisce bene i tempi, poi sono andato a scovermi un po' di informazioni tra iMDB, e i contenuti speciali dei DVD, tra cui proprio quello del film di Pietro Di Giacomo che è strapieno di roba bellissima, la sua versione avrà anche dei difetti, ma gli voglio molto bene, vediamo se un giorno riuscirò a scrivere anche di quel film, per ora ho ehm... La scimmia per vedere "Skull Island" speriamo bene dai ;-) Cheers

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    2. Vorrei spezzare una lancia a favore del Kong di Dino, perché al di là di trama e personaggi ha una regia eccezionale che sa sfruttare una fotografia da applauso. Le scene di Kong sull'isola sono splendide ancora oggi, con quel modo di far percepire le grandi dimensioni e quel modo di creare loro intorno la luce giusta. Sono gli ultimi tempi in cui il cinema è meraviglia, in cui per ritrarre uno scimmione gigante si costruisce uno scimmione gigante, in cui cioè si esagera per mostrare esagerazioni agli spettatori. Tutto è andato perso con il digitale, dove una formica o un gigante sono fatti allo stesso modo: è una bellezza diversa, ma non va dimenticata la folle visione di un uomo che portò davvero a New York un gorillone gigante!
      Così come non va dimenticato il Kong originale, che con pochi centimetri di altezza ha cambiato per sempre l'intero cinema e ha creato da solo almeno un secolo di effetti speciali stupefacenti. Non sono filmetti con scimmie... sono filmoni con scimmioni ^_^

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    3. Verissimo, era proprio un modo differente per stupire, voglio rivederlo quello del 1976, coroncina a parte ne conservo un buon ricordo, approfittiamo di questo "Skull Island" per vedere qualche scimmione su pellicola, che è sempre cosa buona e giusta ;-) Cheers

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  5. Lusingatissimo della citazione ma ovviamente è tutta colpa tua se mi sono lanciato in un infinito viaggio nel Cinema delle Scimmie, con all'interno un Ciclo King Kong che freme per aggiungere l'Isolano del Teschio. (Ma perché i trailer italiani pronunciano "Skall"?)
    Mi sa che per l'occasione ci faccio una pagina dedicata così da inserire anche il tuo link ;-)

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    1. Doverosa, avrei sempre voluto fare una rubrica sulle scimmie, ma dopo la tua non si poteva davvero fare di meglio, niente sviolinate, proprio l'esaltazione vera di un maniaco dei Monkey-Movie che si è goduto ogni tuo pezzo ;-) Tecnicamente "Skall" è anche la pronuncia giusta, ma è buffo, fino all'altro ieri dicevamo "Per il potere di Greyskull!" con la "U" ;-) Cheers

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  6. formulo meglio il quiz.

    ".......... nel film "il grande colpo " del 1998 il protagonista (mark walberg) viene perseguitato da un commesso che rivuole indietro il vhs di un dei film più brutti di tutti i tempi...."

    QUAL'è IL TITOLO DEL FILM????

    VI DO UN AIUTINO.

    il regista è lo stesso de "L'inferno di cristallo " e la protagonista è Linda Hamilton.

    tic tic tic tic

    rdm

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    1. Che sia King Kong 2? :-P
      (scusa lo spam Cassidy ^_^)

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    2. Figurati Lucius no problema, vai vai spara, le scimmie sono sempre gradite ;-) Cheers

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    3. Eh mi sa che abbiamo un vincitore, Linda Hamilton è l'indizio chiave per risolvere il mistero, però adesso questo film con Marky Mark voglio recuperarlo ;-) Cheers

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    4. Ah, ah! Il mitico Dino De Laurentiis era così avanti che fece pure il remake de "Il figlio di King Kong", forse il seguito meno conosciuto e visto al mondo! XD Perché fare un seguito a distanza di 10 anni che non penso fosse così richiesto lo sapeva solo lui. XD

      "Linda Hamilton è l'indizio chiave per risolvere il mistero"

      Decisamente! XD

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    5. In effetti era l'indizio rivelatore ;-) Cheers

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  7. Ciao, come ho scritto ad Ivano Landi nel commento alla sua condivisione, io vidi solo quello successivo con Jessica Lange, dico giusto? Non mi ricordo. Ricordo che rimasi abbastanza impaurita all'epoca.
    La tua recensione fa pensare a questa versione originale come ad un capolavoro. Tenuto oi conto dei mezzi dell'epoca un risultato incredibile. Mi hai davvero incuriosito

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    1. Ciao a te, si era proprio Jessica Lange, se non ricordo male era il su film d'esordio ;-) Ho voglia di rivederli la versione del 1976 adesso, da bambini mi piaceva ma saranno 15 anni che non lo rivedo. Questo del 1933 é un capolavoro, il capostipite, ritmo passione e cura non la fanno sembrare un film vecchio di 84 anni. Esiste una versione ricolorata, ma ti consiglio l'originale in bianco e nero, grazie per essere passata a commentare! Cheers

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    2. No, ricolorata no!!!!! Atroce!!!! Come vedere John Wayne e cappellone che recita in tedesco..... :)
      Ciaooooo

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    3. Il Duca capellone proprio no ahaahah :-D Le versioni ricolorate mi ranno tenerezza, con quello strano effetto "Gote rosa" sembra che tutti i personaggi abbiano freddo, o siano arrivati di corsa ;-) Cheers

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    4. "con quello strano effetto "Gote rosa" sembra che tutti i personaggi abbiano freddo, o siano arrivati di corsa"

      Mamma mia come hai ragione! Ci si lamenta giustamente delle taroccate in CGI di Lucas, ma questo è pure peggio! Per fortuna si vedono ormai poco in giro anche se ogni tanto ricicciano fuori!


      "Ho voglia di rivederli la versione del 1976 adesso, da bambini mi piaceva ma saranno 15 anni che non lo rivedo"

      Il primo KK non si scorda mai! XD Tra l' altro "Alvin and the chipmunks" fece più una parodia di questo visto che mette le torri gemelle piuttosto che del film del 33! Quest' ultimo lo beccai una volta e vedendo la scena della lotta contro il dinosauro pensai fosse un "King Kong contro Godzilla"! XD
      Tornando al film del 76, anch' io è un bel pò che non lo rivedo.

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    5. Me lo ricordo anche io la parodia di Alvin ;-) Questo sarà pure del '33 ma è sempre bellissimo, devo rivedermi quello del '76, non mi sono dimenticato, è solo che non ho mai tempo! Cheers

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  8. esatto!! king kong 2 il film più urendo degli ultimi 31 anni.

    classidy assolutamente guardati "il grande colpo" e semmai recensiscilo .

    film diretto da un grande regista econ un grandissimo cast.
    eliot gould ch si prende in giro a fare l'alcolista che vomita sui killer da solo vale il biglietto.
    e appunto il super tormentone di kin kong 2 fa veramente ridere.

    rdm

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    1. Bene bene me lo guarderò grazie per la dritta ;-) Cheers

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  9. Sembra che il prossimo in uscita sia il preludio allo scontro fra Kong e Godzilla,in uscita fra qualche anno. Comunque il King Kong di Jackson mi ha sempre colpito molto,non è certamente privo di difetti ma quando lo passano mi guardo sempre almeno qualche spezzone con piacere. Dici bene,una delle più grandi icone cinematografiche nella storia.

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    1. Gli americani si sono messi in testa di rifare la Toho alla loro maniera, per me va bene, finché ci sono mostroni che si menano ;-) Cercherò di mettere in pista anche il Kong di Jackson, ci sono tante cosette da dire anche su quel film. Cheers!

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  10. Ho visto un paio di film su King Kong, ma mai l'originale. Purtroppo è un personaggio che davvero non mi dice nulla e non vedo un buon motivo per recuperare per lo meno il primissimo film. Potrei farlo giusto per vedere quello nuovo che mi sembra un minimo interessante!

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    1. Capisco legittimo anche che non tutti siano impallinati di film con le scimmie, ma questo è veramente un film storico, e speriamo che quello nuovo sia meritevole ;-) Cheers!

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  11. Le scene sull' isola sono ancora spettacolari dopo ormai 80 anni e passa! Non oso immaginare la reazione del pubblico! Roba da "Avatar". Boh! XD
    Effettivamente ritmo e montaggio per l' epoca sono piuttosto moderni!
    Sempre interessanti gli aneddoti e il "making of"!
    Una delle prime icone cinematografiche!

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    1. Pensa l'effetto sul pubblico di "Avatar" moltiplicato per cento ;-) Grazie mille! Cheers

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