martedì 14 marzo 2017

Death Race 2 (2011): Prequel? Sequel? Comunque più divertente di Prometheus


L’appetito viene sgommado, anche se ho il sospetto che il modo di dire fosse un po’ diverso di così, ma in ogni caso Death Race è come le ciliegie: uno tira l’altro… Oh, devo smetterla con questi modi di dire!

Uno che non usa strani modi di dire, ma che anzi non le manda a dire è Il Zinefilo, che oggi ci parla anche lui del film, cliccate!

Ricapitoliamo: in principio fù Roger Corman con il suo Anno 2000 la corsa della morte e anni dopo, Paul W. S. Anderson arrivò con il suo remake, ambientato nel 2012, ma lo stesso un antefatto del film prodotto da Corman. Anderson raccoglie ingiustamente critiche e risate al botteghino, quello cinematografico, però, perché in home video il suo andò tanto bene da giustificare un seguito proprio per il mercato dei DTV.

Il risultato arriva nel 2011, s'intitola “Death Race 2” e quel numero bello sparato nel titolo, ci fa capire che si tratta di un film ambientato tra quello di Anderson e quello di Corman, no? Ecco no, “Death Race 2” è un prequel del prequel, quindi mi viene da pensare che il grafico che si è occupato della locandina abbia sbagliato, dimenticando di selezionare il numero “2” e metterlo come apice, perché in realtà siamo di fronte ad un prequel di prequel, un prequel al quadrato insomma! Siete abbastanza confusi? Bene, allora possiamo iniziare!


"Death Race 2? Avevo capito Space Jam 2, avevo portato anche la palla".
Diamo subito le coordinate. Per questo “Death Race 2” dovete entrare nell’ottica del film di cassetta, la serie B, se non Z più pura, quella che tanti appassionati di cinema schifano e che, invece, quando funziona regala gioie grandi, o anche molto grandi, la regia viene affidata allo specialista dei film in DVD, quelli del cestone delle offerte, Roel Reiné quello che di recente abbiamo scovato alla regia di qualche episodio di Black Sails, o di Hard Target 2, in generale, se c’è un “2” nel titolo, quasi di sicuro lo ha diretto Reinè.

Iniziamo parlando del protagonista, Luke Goss, classe 1968, insieme al suo fratello gemello, suonava la batteria in un gruppo pop noto come i Bros, se siete più appassionati di gruppi per ragazzine di me (ci va pure poco) facile che li conosciate pure, mica un gruppetto, hanno riempito lo stadio di Wembley una volta (storia vera) insomma, il nostro Luke invece di dedicarsi a fare “L’Isola dei famosi” versione inglese (che spero francamente non esista, la nostra fa rimpiangere Frankenstein e la sua corsa della morte!) ha pensato: "Vado a fare il cinema!".


Quando lanci l'accendisigari fuori dal finestrino pensando di essere Jake Blues.
Tanti film di serie B, ma anche film con Guillermo Del Toro (mica pizza e fichi) che gli affida il ruolo Nomak in “Blade II” (2002) e poi quella del principe ribelle Nuada nel bellissimo “Hellboy II - The Golden army” (2008), qui interpreta un ruolo che non prevede trucco e lenti a contatto (almeno per un po’) quello di Carl Lucas, avete presente quello che durante una rapina sta fuori con il motore acceso e poi guida forte seminando la polizia? Ecco, Carl Lucas, un fedelissimo del boss criminale Markus Kane, interpretato da Sean Bean, sì il Ned Stark di Giocotrono. S'inizia subito forte: una rapina con una Mustang gialla che finisce male, ma male male! Lucas spara ad un uomo, inizia a muoversi a rallentatore sconvolto (proposta per un drink game divertente? Ogni volta che Roel Reiné usa il rallenty, si beve, finite ubriachi prima di fine primo tempo, sicuro!), guida fortissimo, ma la polizia lo becca lo stesso, intanto Reinè, tra un rallenty e l’altro manda a segno un inizio bello adrenalinico.

"Raga dite che ho qualche possibilità di arrivare vivo ai titoli di coda?".
Ovviamente, il boss Sean Bean non si fida e teme che Lucas faccia la soffiata, quindi chiede di eliminarlo dietro le sbarre, da una parte il buono buonissimo Lucas, dall’altra Sean Bean, l’attore che con la sola presenza garantisce uno SPOILER su come finirà, non dico il film, ma di sicuro il personaggio che interpreta lui, quindi voi direte: "Strada segnata si procede sui binari della noia?". Per nostra fortuna no, per niente.

La prigione di Terminal Island è un focolaio di violenza dove i carcerati si ammazzano con una facilità irrisoria durante le sommosse e qui arriva il colpo di genio di “Death Race 2”: le carceri strapiene sono state privatizzate e come si chiama la compagnia che controlla prigioni e programmi televisivi? Pronti perché è il momento di sfoggiare la vostra migliore espressione da “Dramatic chipmunk”… Weyland Industry!


The best 5 second clip on the internet.
Sì, proprio quella, la compagnia, anzi LA compagnia, come la chiamavano in Alien, il 50% della temibile multinazionale Weyland Yutani della saga di Alien, il cui proprietario il signor Weyland è interpretato dal mitico Ving Rhames, anche se nel 2004, sempre il solito PaulW. S. Anderson e prima di lui David Fincher, ci avevano raccontato che il signor Weyland ha la faccia di Lance Henriksen, che l’ultima volta che ho controllato non somiglia molto a Ving Rhames, ma magari sono io che non sono tanto fisionomista.

"Signorina, chiami mio fratello Lance. Si quello che è stato adottato".
La Weyland Industry cerca di prendere due piccioni con una fava: diminuire il numero di carcerati e massimizzare il livello di share televisivo, quindi a capo della divisione televisiva troviamo Miss September Jones, interpretata dalla bella Lauren Cohan, la Maggie dei Camminamorti, che in quella noiosissima serie è già molto guardabile anche senza trucco e con i capelli sfatti, qui invece è appena appena più tirata, ma giusto un filo.

"The Walking Dead" ha questa nel cast, e riesce pure ad essere noioso. Criminali!
Sotto lo sguardo della scollacciata e viscidissima Miss September, i carcerati combattono come gladiatori nell’arena, disponendo di alcune armi bonus sbloccabili, in una versione televisiva del Thunderdome di Mad Max 3 che, in effetti, era già una parodia dei programmi televisivi stupidi e violenti, ma questo solo perché George Miller è sempre quello più avanti di tutti.

Tra i carcerati qualche faccia nota: il meccanico cicciotto e 14K (Robin Shou) che già comparivano nel film precedente (anche se tecnicamente è il successivo, oh che mal di testa!) giusto per ribadire che questo è un prequel al quadrato, tra gli altri carcerati, anche Danny “Non rifiuto un film dal 1986” Trejo, che nei panni del carcerato, ha iniziato la sua carriera al cinema in “A 30 secondi dalla fine” (1985), ma solo perché aveva esperienza diretta, che vita incredibile quella del vecchio Danny!


"Io stavo già al gabbio quando tu portavi ancora i pannolini".
Siccome il pubblico televisivo è una bestia stupida che si adatta presto anche alle peggio mostruisità vomitate dalla televisione (STACK! Stoccata sociale!), lo share diminuisce, Miss September rischia il posto e ci vuole qualcosa di più, tipo convincere con le brutte Carl Lucas a combattere prima e a guidare poi, in questo film assistiamo a come Terminal Island si trasforma in un circuito automobilistico, pronto ad ospitare la Death Race che ormai conosciamo molto bene.

Idea geniale: sfruttare tutte le automobili già viste nel primo, ma proprio le stesse. Trovata che serve a dare grande continuità tra i due film, ma soprattutto, serve a contenere i costi! Sì, perché con una parte del cast, gli stessi set e le stesse automobili, hanno girato due film e se non è un'operazione degna di Roger Corman questa, allora non so quale altra potrebbe esserlo!


Massimo risultato, con il minimo del budget.
“Death Race 2” è un film che mantiene esattamente quello che promette, Roel Reiné non è un fenomeno ed è innamorato perso dei rallenty, ma il film non ha un calo di ritmo che sia uno, siamo di fronte ad una di quelle volte in cui un film di serie B uscito in home video, rispetta lo spirito dei suoi predecessori molto più di tanti film di serie A girati con il doppio dei soldi e la metà della voglia.

La chiusura perfetta del cerchio è mostrarci l’incidente che trasforma Carl Lucas, nel pilota sfigurato, sopravvissuto a mille mila operazione e mascherato noto come Frankenstein, anche se dentro la tuta nera (con le bande rosse, ma non da Carabiniere) Luke Goss non è minaccioso come Jason Statham, il ragazzo ci crede tantissimo, fa le facce e le pose da duro giuste, insomma un grande!


Sembra il Michael Myers smilzo di Halloween 2 ma è tosto lo stesso.
Ci sono dei difetti certo, tipo trovo assurdo che Miss September Jones presenti la gara finale stando in piedi in mezzo alla pista prima della bandiera a scacchi, ma l’operazione in generale è talmente divertente e riuscita da farsi perdonare queste (grosse) leggerezze, perché da un film di pura Exploitation fatta come Corman comanda cosa si può pretendere di più? Delle copilota donne provenienti dal carcere femminile? Ah no, abbiamo anche quelle!

Questa macchina è dotata di cinture di sicurezza e air-bag frontali di serie.

18 commenti:

  1. ottima recensione grazie.

    con oggi smetto ma ti lancio un ultima richiesta per la recensine di un film che secondo me tu sei riuscito a vedere( io no )

    dead in tombstone: diretto da reinè l'olandese violento e un cast che non ci si crede : dyna meyer . danny trejo . micky rourke. anna magnani e humpry bogart!!!( no gli ultimi due scherzo)

    grazie

    rdm

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    1. Intervengo per testimoniare che purtroppo mi è capitato di vedere questo immane filmaccio, che non ho avuto il coraggio di recensire perché troppo abissalmente brutto per meritare la serie Z! E' indegno dei grandi nomi della Z che lo interpretano... :-D

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    2. Secondo te posso perdermi un western con Dina Meyer e Danny Trejo? Anche se è così brutto che forse sarebbe stato meglio perderlo, per ora ti lascio la recensione del Moro, dove concordavamo tutti sulla sua bruttezza:
      http://storiedabirreria.blogspot.it/2015/11/dead-in-tombstone-recensione.html

      Ti ringrazio come sempre gentilissimo e buona giornata! Cheers

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    3. Eccolo! Infatti sono andato subito sul Zinefilo a cercarlo, perché ricordavo che da qualche parte ne avevamo parlato ;-) Cheers

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    4. Mi ricordo di quel filmaccio... :-)

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    5. Sei stato anche uno dei pochi che ha avuto il fegato anche di commentarlo, ricordavo che qualcuno era stato tanto coraggioso ;-) Cheers

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  2. Sono abbastanza vecchio da ricordare i videoclip dei Bros mandati a raffica su Videomusic: ti assicuro che negli ultimi anni Ottanta Luke e suo fratello imperversavano con tormentoni che non riuscivi proprio a toglierti dalla testa. Non li seguivo ma era impossibile non ritrovarsi a frullare nella mente i loro ritornelli...
    Drop the boy drop the boy / I'm a man, yes I am / But they still call me boy... Roba tosta! :-D
    Per il resto il film mi è ripiaciuto, dopo che già l'avevo apprezzato la prima volta. E sì che ha tutti i numeri per essere una minchiatina invece funziona alla grande: ad avercene di piccoli film come questo!!!

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    1. Strano che non li abbia mai sentiti, sapevo della precedente carriera di Luke Goss, mi sono letto due cose al volo per questo pezzo, non immaginavo fossero così famosi da riempire Wembley, a questo punto dovrò almeno cercarmi il video di una loro canzone su youtube, da quello che mi hai scritto qui, non proprio un testo alla Bob Dylan, ma almeno la curiosità me la tolgo :-D
      Anche io mi sono divertito a rivederlo, poteva essere un disastro invece funziona, ed ora sotto con il terzo capitolo! ;-) Cheers

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  3. anchio ahimè sono abbastanza vecchio da ricordarmi i bros!!!.

    alzo la posta .
    se in quegli anni avevi 18 anni ed eri biondo e pirla abbastanza da farlo ti tagliavi i capelli a spazzola e ti mettevi gli urendi orecchini a cerchietto!!

    mamma mia mi sento vecchio!!!

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    1. Che poi anche il nome Bros, trattandosi di due fratelli, lo avranno inventato dieci minuti prima di salire sul palco ;-)

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  4. ok grazie lucius.

    la mia richiesta nasce anceh dal fatto che uscirà tra breve dead in tombdtone 2. stesso regista e stesso protagonista.

    grazie

    rdm

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    1. Gran brutta notizia, l'uscita del sequel di quella porcata :-(

      Per fortuna all'epoca dei bros avevo circa 15 anni e quindi scarso controllo sulla mia capigliatura. Ma in realtà per il mio carattere non l'avrei fatto in ogni caso :-P
      Non vorrei sbagliare, ma uno dei due fratelli negli anni Novanta è stato intervistato per la trasmissione "Meteore" di Italia1, ma non ricordo se era Luke o il fratello. Dall'intervista ne usciva tipo un fallito che non sapeva più che fare nella vita, ma era in fondo il taglio della trasmissione: la quale trovava molto più interessante chiamare Mal e gli Oliver Onions a cantare i loro cavalli di battaglia, al cui tempo i Bros non erano ancora nati!

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    2. Azz pure il seguito ha fatto? Roel Reinè non ne lascia indietro una! Ho controllato ora "Dead again in Tombstone" anche il titolo non promette nulla di buono ;-) Cheers

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    3. Da ignorante totale sui due fratellini, trovo incredibile come Luke si sia riciclato attore specializzato in ruoli d’azione, l'unico paragone che mi viene in mente è Johnny Hallyday, che finisce a recitare in "Vendicami" di Johnnie To, con le differenze del caso ovviamente. Cheers!

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  5. Sbaglio o non è mai passato in tv?
    E' un direct-to-video e l'ho visto solo in dvd.
    Fico come la saga possa andare avanti, dagli anni '70 a oggi (esiste anche un terzo che però non conosco)

    Moz-

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    1. Penso che non sia mai passato in tv, dritto sparato in home video. In effetti è una saga che potrebbe andare avanti a lungo, e non è male come sono riusciti a dare una continuità interna ai vari capitoli, per il terzo capitolo, arriva la prossima settimana ;-) Cheers!

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    2. Perfetto: di quello so praticamente zero, mi raccomando cita gli agganci, le eventuali discrepanze e via dicendo^^

      Moz-

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    3. Di sicuro, tanto conto di iniziare a scriverne tra oggi e domani ;-) Cheers!

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