giovedì 2 marzo 2017

Autobahn - Fuori controllo (2017): AutoBAH!


Ogni tanto mi capita di accendere la televisione e in quei due, tre o cinque secondi che siano, prima che il lettore blu-ray si accenda, mi capita di venire esposto alle trasmissioni televisive contemporanee. Temo che se l’esposizione fosse sufficientemente prolungata, potrei trasformarmi in qualche mutante metà uomo e metà digitale terreste.

Qualche giorno fa, quei cinque lunghissimi secondi mi hanno colto con gli scudi abbassati, lanciandomi addosso “Top Gear”, una simpatica trasmissione con un Inglesaccio bastardo vecchio e bilioso, che fa cose con automobili che costano più soldi di quanti vedrò mai in sei o sette vite.

Non sono mai stato un fanatico di automobili, ho sempre a che fare con il mondo della macchine per lavoro, ma non c’è cosa che mi emozioni di meno, potreste averlo notato, visto che sto sempre qui a parlare di cinema e mai di macchine veloci. Malgrado questo, gli inseguimenti in auto per me sono la base del cinema, la storia della settima arte passa anche da copertoni consumati sull’asfalto e pistoni pronti ad uscire dal cofano, ci sono poche cose in un film che mi esaltano più di un inseguimento ben fatto e auto che si accartocciano, possibilmente male. Sarà perché mi guadagno da mangiare cercando di evitare che la gente venga sparata fuori dal parabrezza durante un incidente? E se facessi il ginecologo di mestiere, che film guarderei? Ok, meglio mettere immediatamente fine a questa riflessione che non c’entra nulla con il film di oggi.


Si chiama "Autobahn", ma anche su google trovo solo foto di questi due, qualcosa vorrà dire no?
Dicevamo, “Top Gear” perché mi sono soffermato a guardare il sopra citato Inglesaccio? Perché tra gli ospiti c’era Nicholas Hoult e guarda caso, pochi giorni prima avevo visto “Autobahn - Fuori controllo”, noto anche come “Collide”, anche se il titolo con cui è uscito nei nostri cinema rende meglio l’idea del film.

Intervistato dal (simpaticissimo!) figlio di Albione, il buon Hoult ha raccontato della sua passione per le automobili, nata quando tirava le sgommate nei piazzali con la sua Fiat Punto (storia vera), il che mi ha fatto capire perché abbia accettato di recitare in questo film scritto e diretto da Eran Creevy, prodotto da sua maestà Joel Silver (non proprio pizza e fichi) e tutto girato in Germania, com'è facilmente intuibile dal titolo.

S'inizia forte con un inseguimento e relativo incidente sulla Autobahn, la celebre autostrada tedesca, quella dove ad un certo punto i limiti di velocità sono quasi totalmente banditi, non fai in tempo a realizzare che questa lunga lingua di asfalto sembra nata per un film con macchine che rombano, che BUM! Parte il flashback, che ci aggiorna sulla trama, pardon, sulla RIVOLUZIONARIA trama del film.


Si viaggiare, evitando le buche più dure.
Casey (Nicholas Hoult) è un corriere della droga che... "No basta! Questa volta è l’ultima volta poi mi ritiro". Ma facendo il giro dei locali di Berlino conosce Juliette (Felicity Jones), carina sbarazzina e con la capigliatura tutta matta, i due s'innamorano senza alcuna sorpresa per lo spettatore, se non il fatto che lui si chiami Casey e non Romeo, visto l’andazzo del film e il fatto che la bionda si chiami Giulietta dobbiamo considerarci fortunati.

Il colpo di scena è che Giulietta è malata, la dialisi non basta ci vuole un trapianto di rene, non ho ben capito il perché delle crisi epilettiche, ma di medicina ci capisco meno che di automobili, quindi mi fido di Eran Creevy, per ora.

Per procurarsi i soldi per l’operazione Casey accetta di la proposta del criminalissimo Geran (Ben Kingsley) di truffare il capo di una gang rivale, un inglese che ha la faccia di Anthony Hopkins (che ultimamente compare in ogni dove), a cui bisogna rubare il solito MacGuffin di cui non frega niente a nessuno e che serve solo ad mandare tutto in vacca e a trasformare Casey in un uomo in fuga lungo le strade della Germania. Ho come l’impressione che le camice sudate da Eran Creevy per scrivere la sceneggiatura siano state meno delle proverbiali sette.


"Quanto ci vuole per quel fegato con fave e Chianti che ho chiesto?".
Ma poi, in fondo, che ci frega della trama, se gli inseguimenti sono ben fatti, il ritmo è avvincente e l’intrattenimento sgomma più delle auto in fuga? Ecco, qui cominciano i guai veri, perché la Autobahn del titolo si vede per circa dieci secondi, per il resto del tempo è tutto un tripudio di dialisi, gente che parla e attori lasciati liberi di andare sopra le righe.

La sensazione è che Eran Creevy, di fronte a due mostri sacri come Sir Ben Kingsley e Sir Anthony Hopkins, non se la sia sentita di dir loro nulla, il risultato è il più classico del “Faccia lei Dottore, tanto è bravissimo lo stesso!”. Quindi Hopkins, reso celebre da un cannibale manipolatore, qui recita da seduto, tranne una scena in cui caccia gli occhi fuori dalla testa sbraitando come se non ci fosse un futuro, mentre Ben Kingsley, ormai specializzato in comparsate da tamarro, ci regala una replica del suo terrorista di “Iron Man 3”, che tanto per allungare ancora un po’ il brodo di questo film fin troppo parlato, trova il tempo di celebrare il suo amore per il film “Perfect” (1985) quello in cui John Travolta e Jamie Lee Curtis sfoggiavano i loro corpi allora bionici, amoreggiando a colpi di aerobica. Se lo avete visto non potete dimenticarlo, gli anni ’80 al loro meglio (o peggio, fate voi).

Swagga! #HovintounOscarevoino!
Risultato finale: un film di 99 minuti (titoli di coda compresi), che promette inseguimenti sulla Autobahn è più noioso e banale di certi telefilm d’azione tedeschi, che almeno s'impegnano a girare le scene d’azione. Nicholas Hoult mi è molto simpatico, ma qui il ruolo è davvero limitante, va pure peggio a Felicity Jones, una che caruccia è caruccia, ma non faccio in tempo ad apprezzarla in un ruolo, che poi mi tocca vederla damigella in dialisi in questo ruolo infame.

Caruccia è sempre caruccia, imparasse pure a recitare...
Mentre la noia ha avuto la meglio su di me durante la visione, mi sono ritrovato a pensare che è alquanto improbabile che il sistema sanitario tedesco faccia pagare un'operazione di trapianto di organi, quindi le cose sono due: o Eran Creevy, Inglese, è un altro di quelli che pensa che la guerra non sia mai finita e, quindi, va sempre bene parlare male dei Tedeschi (“Di chi hai paura? De TeTeschi?” Cit.), oppure ha scritto un'infilata clamorosa di baggianate senza fine (i due innamorati, I gangster cattivissimi, l’ultimo colpo prima di mettere la testa a posto e via dicendo), per poi ritrovarsi a dirigere un lungo spot pubblicitario ad alcuni marchi automobilistici famosi.


Una roba tutta così, ma per 99 minuti di fila.
Mi sono divertito di più a guardare i tre minuti di intervista a Nicholas Hoult su “Top Gear” che tutto questo film, il ragazzo ha confermato la storiella per cui sul set di X-Men - L’Inizio, faceva gare di corsa contro Michael Fassbender e James McAvoy, sì, ma utilizzando dei Golf Cart (storia vera), ma la storiella più divertente è stata quella legata a Mad Max - Fury Road. Durante le lunghe attesa relative alla preparazione dei veicoli e alla coreografia delle scene dirette da George Miller, Nicholas per riempire il tempo, ha imparato da una costumista a fare maglia (!) arrivando a “sferruzzare” anche fino a dieci ore di fila per terminare un paio di cappelli di lana, direi indispensabili nel bel mezzo del deserto australiano.

Ecco Nicholas, sei un bravo ragazzo, mi stai un sacco simpatico, però se la tua passione per corse e motori ti porta ad accettare di fare altri film come questo “Autobahn - Fuori controllo”, la prossima volta per favore evita e scegli un film dove ti concedano di fare a maglia a livello agonistico, ci sarebbe da guadagnare per tutti, credimi!

6 commenti:

  1. Ammazza che trama innovativa e sperimentale: forse è un esperimento per vedere quanto si possa essere banali in un film solo :-D
    Io ho avuto una delusione similare con lo spagnolo Combustion (con l'accento sulla "o" fatto sparire per spacciarlo in Italia come ammericano! Pilota che l'ultima volta poi mai più, storiella d'amore con complicazioni, cattivi da operetta, manco cinque minuti di auto. In pratica una fotocopia di questo, anche se è del 2013!
    E ancora la gente fa l'intellettuale chiedendosi come sia possibile essere arrivati a Fast and Furious 8: forse perché è l'unico filone che mantenga ciò che promette? :-P

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    1. Mi ero dimenticato di “Combustion”, che avevo scoperto leggendoti, ma hai riassunto “Autobahn” meglio di me, è “Combustion”, ambientato in Germania e in ritardo di quattro anni ;-) Possono piacere le auto o meno, possono o non possono piacere gli inseguimenti al cinema, ma dici bene otto “F&F” non incassano soldoni così per caso. Cheers

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  2. Non ci crederai, ma Eran ed io abbiamo discusso x ore sui nomi dei personaggi - l'idea era di fare una vita al massimo due punto zero - e sono stato io a dire che da noi non era il caso di chiamare un tizio Romeo perchè il nome evoca inchieste romane da mesi e da poco anche il giglio magico e chissà cosa domani. Gli ho raccontato di Moana e di come abbiamo dovuto tradurre diversamente. Non mi fraintendere: io sono un fan da sempre di "tradimenti" come Il Braccio Violento della Legge in loco dell'anodino French Connection, ma sono anche x non svegliare il cane che dorme. Non che un titolo aiuti sempri. Cambiare in Triplo gioco Romeo Is Bleeding non ha salvato il film dal flop e Gary Oldman ancora non mi ha perdonato. Immagina se oggi girasse un remake e permettessi arrivasse nelle nostre sale con un letterale Romeo sta sanguinando. Credi che la stampa penserebbe a Shakespeare ? Avrei i legali della famiglia Renzi alla giugulare. E forse anche il team Raggi. Mm.

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    1. Il motivo per cui qui da noi ad essere in silenzio sono gli innocenti, e non gli Agnelli, che qui a Torino ancora conticchiano, anche se non proprio come un tempo. In effetti “Romeo sta sanguinando” sarebbe stato come sanguinare davanti agli squali, e non alle “Fauci” ;-) Cheers

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  3. Un film che mi ha deluso su tutta la linea, peccato perché visti gli attori coinvolti mi sarei aspettato qualcosina di meglio.

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    1. Amen, non avrei potuto dirla meglio, ma poi, se si chiama "Autobahn" quelle auto che corrono a cannone su 'sta benedetta autostrada le vuoi far vedere? ;-) Cheers

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