giovedì 23 febbraio 2017

Una serie di sfortunati eventi - Stagione 1: Quanto mi manca Jim Carrey


Questo commento vi rovinerà la giornata.
Vi provocherà ansia, attacchi di panico, lievi giramenti di testa, secchezza delle fauci e se siete estremamente fortunati, morte.

I protagonisti di questo ennesimo adattamento della serie di libri per ragazzi, “A Series of Unfortunate Events” scritti da Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler), sono gli orfani Baudelaire protagonisti di tutti i libri originali. 13 libri, un numero che mi porterà malasorte come questo commento.

Questa volta, l’adattamento è televisivo, prodotto e distribuito da Netflix e dal produttore esecutivo Barry Sonnenfeld, il famoso regista de “La famiglia Addams” (1991) e “Men in Black” (1997), film pieno di persone vestite di nero, a lutto, come voi poveri lettori se mai arriverete alla fine di questo commento. Recidivo Sonnenfeld, che nel 2004 aveva già prodotto l’adattamento cinematografico diretto da Brad Silberling con Jim Carrey che, nel corso di questo commento, tornerà utile. Lasciate l’icona aperta, quindi, sempre se non caleranno gli avvoltoi a divorarla…

Io sono Cassidy Snicket e questa è la storia della serie di sfortunati eventi che mi hanno portato
a seguire una serie di sfortunati eventi, nel senso una serie che si chiama una serie di... Oh, insomma! Avete capito basta con sta baggianata della voce narrante da menagramo, che non riesco a scrivere con una mano impegnata a grattarmi!


"Potrebbe anche essere un commento altamente infiammabile".
Atterrata con squilli di tromba sul paginone di Nettflix, l’adattamento televisivo dei fortunati (ma allo stesso tempo sfortunati) romanzi di Lemony Snicket, racconta le vicende dei tre orfani Baudelaire, Violet (Malina Weissman) che quando si lega i capelli può costruire qualunque oggetto meglio di MacGuyver, Klaus (Louis Hynes) intelligentone dalle conoscenze enciclopediche e la piccola Sunny (una bimba che per la maggior parte del tempo è animata in CGI posticcia), con la capacità di mordicchiare degna di un Critters.

Gli orfani Baudelaire nella versione di Netflix, bel ciuffo comunque.
Nel tentativo di mettere le mani sull’eredità dei tre orfani, il parente alla lontana, il malvagio Conte Olaf, li porta nella sua sgangherata casa, trattandoli come servitù per se stesso e per la sua compagnia teatrale di scombinati attori scarsi almeno quanto lui. Esperto di travestimenti tanto audaci quanto facili da smascherare, il Conte Olaf è un cattivo da operette che qui sotto il trucco, ha il volto e la voce di Neil Patrick Harris.

Lo avete visto ovunque, ma è ultra celebre per il ruolo di Barney Stinson nella serie tv “How i met your mother” dove, di fatto, era già un Conte Olaf, che a colpi di mosse sul suo “Playbook” e “True Story” si mangiava ogni episodi in cui compariva, cioè tutti.

True Story (Cit.)
La prima stagione di “Una serie di sfortunati eventi” composta da otto episodi di 50 minuti l’uno, copre i primi quattro libri, ognuno presentato con un episodio in due parti, s'inizia con l’incontro tra gli orfani e il conte Olaf e poi i vari passaggi agli altri tutori dei ragazzi, tutti insidiati dai tentativi di Olaf di riprenderseli e con loro la sua agognata eredità. Facce note come se piovesse, in alcuni ruoli spuntano Don Johnson, ma anche Cobie Smulders che arriva anche lei da “How i met your mother” e Will Arnett, voce e inventore di BoJack Horsemen.

Iniziamo dai pregi, non moltissimi bisogna dirlo.  Neil Patrick Harris è il solito mattatore, il ruolo poi gli concede d'inventarsi altri tre personaggi assurdi, tutti travestimenti del Conte Olaf, uno più matto dell’altro, anche se il migliore resta Stephano, a cui Harris applica una vocina che vi resterà incollata in testa, personaggio arricchito da un serie di strizzate d’occhio comunque divertenti, come l’occhiolino rivolto agli spettatori, quando Stephano dice che al cinema, preferisce stare a casa a guardare una serie tv.

Poi dipende anche dalla serie tv che si guarda caro Stephano.
Notevole anche la (martellante) sigla iniziale, ovviamente cantata da Stephano, ehm, no scusate Neil Patrick Harris che in questa specialità eccelle, anzi strano, ero già pronto a sorbirmi molti più numeri musicali da parte sua, in realtà, si limita a cantare la canzone dei titoli di testa e poco altro, ma quella basta, la lugubre sigla vi resterà incollata addosso con il suo ritornello “Look away, look away”.

Fine dei lati positivi. Sì, perché la serie risulta davvero troppo ripetitiva, di fatto, è sempre Olaf travestito che cerca di insidiare i pargoli, che lo sgamano al primo colpo, ma non vengono ascoltati da nessuno. Divertente una volta, la seconda si sopporta, alla terza comincia davvero a diventare troppo. Inoltre, i momenti simpatici ci sono, ma non sono mai esaltanti sul serio, otto ore per una trama del genere, risultano davvero eccessive.

Sembra sempre che stia per dire "Challenge accepted!".
Il ritmo della serie rischia di spezzare le gambe anche a chi non avesse mai visto il film del 2004, ma se per caso vi è capitato di vedere la versione con Jim Carrey, mettetevi l’anima in pace: questa serie non sarà altro che una noiosa ed eccessivamente prolissa replica.

Per una serie di sfortunati eventi, per un sacco di anni ho ignorato il film di Brad Silberling poi, complice un passaggio televisivo, mi è capitato di vederlo l’anno scorso e devo dire che mi è anche piaciuto, la voce narrante che preannuncia disastri, l’ottima prova da trasformista di Jim Carrey e, soprattutto, una messa in scena davvero ben fatta, mi hanno fatto apprezzare la storia. Per altro, ho visto tutto il film pensando: "Cacchio! Ha una fotografia davvero bella". Arrivo alla fine e nei titoli di coda leggo direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, eh ecco! Ora capisco molte cose.

Cinema batte televisione! Non una cosa che accade spesso ultimamente.
Il problema è che la prova di Neil Patrick Harris non è sufficiente a salvare lo spettatore dal tedio di una serie eccessivamente lunga, il confronto diretto con il film poi è impietoso: in 108 minuti la pellicola copriva in modo più riuscito a brioso sei episodi da 50 minuti l’uno, fatevi un po’ due conti voi.

Insomma, vi avevo avvisato che questo commento vi avrebbe rovinato la giornata, ma tranquilli, le cose possono sempre peggiorare, se la serie verrà confermata, avremmo altri episodi, quella sì che sarà una serie di sfortunati eventi.

20 commenti:

  1. Io l'ho abbandonato alla seconda puntata, i troppi sbadigli mi stavano facendo male alla bocca :D

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    1. Ti capisco, ho continuato a ripetermi "Per ora è uguale al film, ma più noioso" mantra che è andato avanti fino al sesto episodio. A quel punto ho visto anche gli ultimi due solo perchè odio lasciare i lavori a metà, che fatica però. Cheers!

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  2. ero indeciso ... con tutte ste serie che giarno già ne vedo poche ... sto vedendo Legion una bomba!

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    1. Per questa posso dirti, guardati il film, dura meno ed è molto migliore. Legion sto accumulando un po’ di episodi, mi ispira un sacco, la vedrò di sicuro ;-) Cheers

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  3. Mi avevano messo in guardia da questa serie, che -dicevano- è un po' yaaaawn!, e non regge col film (che non ho visto, nemmeno in tv).
    Booh.

    Moz-

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    1. Non posso che confermare, anche gli ultimi due episodi, che non sono coperti dal film, forse sono anche i più deboli di tutta la stagione, vai pure con Jim Carrey sereno ;-) Cheers

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  4. La seconda stagione è già confermata. Regge grazie ad Harris, questo è certo, ma il senso di già visto per chi ha visto il film è pesante. Pesantissimo. Darò comunque una possibilità alla seconda visto che lì si va in territorio fino ad ora inesplorato...

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    1. Si spera che con una trama inedita a chi non ha letto i libri, possa andare meglio, ma sono poco fiducioso, gli episodi 1x05/06 per me erano nuovi, ma mi sono sembrati anche i più deboli purtroppo. Cheers!

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  5. Non è proprio il mio genere e non l'avrei mai vista, però ora ho l'avallo di Cassidy ^_^

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    1. Evitati pure l’ansia, gli attacchi di panico, i lievi giramenti di testa e secchezza delle fauci, ci sono modi migliori per spendere otto ore, al massimo guardati il film, che non è il genere che piace a noi ma non è niente male ;-) Cheers

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  6. Abbandonata alla fine del primo episodio... non amo le serie in generale, ma questa l'ho mollata molto prima di tante altre ;-)

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    1. Pensavo che il minutaggio maggiore, sarebbe stato un vantaggio rispetto al film, invece si è rivelato il punto debole della serie, peccato! Cheers

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    2. A me non ha convinto nemmeno nello stile.
      Il film lo vidi a suo tempo, quando uscì al videonoleggio! (quando noleggiavo i film, sembra una vita fa, ma è praticamente ieri) poi mai più... dovrei ripescarlo forse.

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    3. Nello stile e nell'aspetto somiglia fin troppo al film, è quasi un imitazione, che contribuisce al senso di dejà vù generale. A me è capitato di vedere il film solo l'anno scorso, mi è piaciuto, ma se mi metti una voce narrante pessimista usata in modo così ironico mi conquisti facile ;-) Cheers

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  7. Beh almeno mi hai avanzato il disturbo!

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    1. Figurati, se posso evitare un proiettile a qualcuno cerco sempre di farlo ;-) Cheers

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  8. Ha abbastanza deluso anche me. Purtroppo gli otto episodi raggruppati in doppiette che traspongono ognuna un libro sono parecchio ripetitivi e le vicende a lungo andare - già al quarto episodio per quel che mi riguarda - han dato un po' di noia... Un peccato però.

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    1. Vero la storia é volutamente ripetitiva, ma a distanza cosi ravvicinata anche troppo, peccato davvero. Cheers!

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  9. Ma sai che penso? Forse non ce n'era bisogno di farla... Nella testa io ho ancora la versione con Jim Carrey

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    1. Oh meno male che lo hai detto tu, io faccio poco testo, perché ho visto il film da pochissimo, ma avevo la stessa identica sensazione guardando la serie. Cheers

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