mercoledì 8 febbraio 2017

Split (2017): Psycho killer (Qu'est-ce que c'est)


Ho già raccontato questa storia, ma la ripeto anche sapendo che non ci faccio una gran figura (sai che novità…): io ci credevo che quell’indiano dal cognome che ancora oggi non riesco a pronunciare due volte nella stessa maniera (storia vera) potesse un giorno diventare qualcuno.

Ci ho creduto malgrado i difetti, malgrado la sua incapacità di dirigere gli attori che sotto le sue direttive sembravano tutti dei cavedani in amore, ci ho creduto pure con “Lady in the Water” che a quel finale posso perdonare (quasi) tutto e poi? E poi “E venne il giorno” (2008), mai titolo fu più azzeccato e allora Michael Knight Shyamalan lo abbiamo perso, fino almeno all’anno scorso quando uscì The Visit, un film che anche dopo la visione, anche dopo aver scritto il commento, ancora non ero in grado di rispondere alla semplice domanda “Ma allora mi consigli di vederlo questo film?”. Ecco, non ero in grado, fino ad adesso. Oggi risponderei: sì, te lo consiglio perché The Visit erano le prove generali, per ritrovare il ritmo partita usando una metafora cestistica e, malgrado i tanti difetti, una palestra per questo “Split”.

"AH-AH! Ti piacevano i film di Shyamalan!".
Oh, lo dico subito: il commento è tutto NO SPOILER, non ho intenzione di rivelarvi quasi nulla, specialmente sul finale, anzi vi consiglio proprio di non informarvi. Sappiate che se avete apprezzato in particolare i primi film di Shyamalan, potreste uscire dalla sala con un sorrisone sulla faccia. Trama in arrivo!

Tre ragazzine, di cui una è la biondina di The VVitch, solo che qui è mora (Anya Taylor-Joy), vengono rapite nel parcheggio e al loro risvegliano si ritrovano chiuse in una stanzetta, il loro carceriere è Dennis ossessivo compulsivo maniaco della pulizia, in combutta con la signorina Patricia, gonna lunga collana di perle vecchia maniera e modi belli brutali. Tra i rapitori anche Hedwing, ragazzino tenerino a forse non tutti finito, ma bisogna contare anche Barry, evidentemente effemminato e con il talento dello stilista. Problema: tutti questi personaggi sono solo alcune delle 23 personalità di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy da moltiplicare per 23). Riusciranno le tre ragazzine a salvarsi, prima dell’arrivo della ventiquattresima personalità, la più terribile: la bestia?

"Signore ti prego, ridammi indietro Black Phillip, era meglio il caprone di 'sto pelato...".
Era parecchio che M. Night Shyamalan girava intorno a questo progetto, vorrei dirvi da quanto, ma vi farei importanti rivelazioni sulla trama, quindi mi tengo per me l’informazione. L’ispirazione è arrivata al regista e sceneggiatore indiano dal vero (e terrificante) caso di Billy Milligan, un ragazzo che negli anni ’70 rapì e violentò delle ragazze, il primo caso di disturbo dissociativo dell'identità riconosciuto in un processo americano, sì, perché Milligan, dichiarava di avere 24 identità, tutte estremamente dettagliate nei modi, nei caratteri e nell’orientamento politico, basta dire che uno degli “ospiti” della sua testa era uno Jugoslavo, fervente comunista che, ovviamente, parlava perfettamente il serbo (storia vera!).

Le personalità di Billy Milligan non si presentavano tutte assieme, ma a turno, venivano alla luce (stando alla sua espressione) solo dieci di loro, un vero tribunale che decideva chi doveva comandare e chi restare nelle retrovie, al buio. Il cinema è sempre andato a nozze con i serial killer, è dal 1992 che la biografia di Milligan, “Una stanza piena di gente” aspetta di arrivare al cinema, per un po’ abbiamo rischiato di vedere il film diretto da James Cameron (parlapà!), per ora il progetto con data da destinarsi è nelle mani di Joel Schumacher e Leonardo Di Caprio dovrebbe ricoprire il ruolo di Milligan e di tutto il resto del branco.

"Leonardo Di Caprio tzè! Ci somiglio molto più io di quello lì".
Michael Knight Shyamalan fa qualcosa di diverso: prende la tormentata storia di Billy Milligan come spunto iniziale e la trasforma in un thriller, poi piano piano introduce un elemento fantastico (non eccessivamente invasivo) e fa cambiare genere al film. Voi direte: beh, dai, tutto come da programma, la solita svolta narrativa che è il vero marchio di fabbrica di Shyamalan. Sbagliato! Il vero colpo di scena di “Split” è che il classico “Twist in end” a cui ci ha abituati qui manca e questo è il massimo della rivelazione che vi farò sulla storia.

...E della Bestia qui vedrete solo questo, tiè!
“Split” ha un buon inizio, poi nella parte centrale il brodo viene allungato da qualche lungaggine e da un paio di ripetitivi spiegoni, la psicologa di Kevin sembra il personaggio inserito nella storia, per illustrare allo spettatore la patologia del pazzarello e, allo stesso tempo, per dare una giustificazione medica (o presunta tale, dovrei dire) all’elemento fantastico che farà capolino nel finale. Ma, a ben guardarlo, se escludiamo l’ultima scena sui titoli di coda, “Split” resta un thriller bello dritto che, tutto sommato, si lascia guardare, in particolare se, come me, siete impallinati di assassini e serial killer. Ok, mi rendo conto che non tutti coltivano la passione di leggersi le biografie degli omicidi seriali, ma nel mondo ci sono anche i toccati come me, eh? No, lo dico così lo sapete.

Per quanto riguarda la messa in scena, la mano corta e tirchia di Jason Blum si nota, una sola location, pochi attori, il tutto per tenere sotto controllo il budget, ma la sensazione generale è che Michael Knight Shyamalan abbia trovato la sua anima gemella, almeno dal punto di vista artistico.

Hold out your hand, ‘cuz right til the end, Friends will be friends!
Jason Blum sembra il coach autoritario, ma paterno, che può permettersi di richiamare in panchina la sua superstar quando in campo inizia a perdere tempo in palleggi incrociati di troppo, o decide di prendersi qualche tiro di troppo. Blum era proprio quello che serviva all’indiano, uno che ogni tanto gli dice “Guarda che ti porto via il pallone, eh?” e lo tiene concentrato, a questo ritmo, quei due insieme possono sfornare un film l’anno per i prossimi quindici anni senza difficoltà.

Ora, Shammy Boy non è mai stato proprio un drago a dirigere i suoi attori, la costante nelle recitazioni di tutti quelli che hanno lavorato per lui, sono sguardi fissi, pochi movimenti, come se fossero tutti appena scesi dal letto e, a ben guardare, anche Anya Taylor-Joy qui, recita proprio in questo modo.

Ecco, una cosa tipo così intendevo.
Mi viene da pensare che la buona prestazione personale di James McAvoy sia più farina del sacco dell’attore scozzese che del regista indiano, in ogni caso, sono i risultati quelli che contano. James McAvoy che arriva dalla pelata tattica del Professor X dell’ultimo X-Men, risponde presente con un ruolo in cui esagerare e finire dritto in “Zona Nicolas Cage” è facilissimo, certo se nello stesso film devi interpretare una signora con le perle, o un ragazzino in fissa con la parola “Eccetera”, un minimo devi esagerare. McAvoy qui risponde presente, una prova di recitazione valida in un film di Shyamalan è roba rara, quindi vale doppio!

"Grazie Cassidy lo dicevo che sei un ragazzo a modino".
Come detto, il film termina senza il famigerato colpo di scena tipico della filmografia del regista, perché, ammettiamolo, Shyamalan ormai è schiavo della struttura che lo ha reso celebre con “Il sesto senso”, che ha ripetuto nei vari “Unbreakable”, “Signs” e “The Village” e, in parte, anche in The Visit, ma per compensare l’assenza, qualcosa se lo doveva pur inventare, no? Infatti, arriva quella scena sui titoli di coda che non mi aspettavo minimamente, ma mi ha fatto fare un mezzo salto carpiato avvitato alle coronarie. Per questo ribadisco: non documentatevi in rete, guardatevi il film e magari uscirete dalla sala contenti.

Sì, perché quella scena, presa da sola, sembra una ruffianata degna del peggior GIEI GIEI Abrams, in realtà è coerente nel suo giustificare l’elemento fantastico che fa capolino nella storia, di fatto Michael Knight ha preso la vera di Billy Milligan e l’ha introdotta nel suo “Universo narrativo”, per usare un’espressione tipica dei fumetti americani.

Risultato finale: l’ultima scena è un Boom! Potrebbe risolversi in un niente, oppure in una interessante promessa per il futuro, per ora me la sono goduta, così come il film, bravo Jason Blum, bastone e carota, ci vuole bastone e carota con quell’indiano pazzo!

24 commenti:

  1. Buon film di genere, impreziosito dall'interpretazione di Macavoy. Nulla di trascendentale, ma mi sono divertito.
    Poi ci sono quei 30 secondi alla fine e niente...sono uscito dal cinema felice come un bambino...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amen, il tuo commento è molto migliore del mio, perché hai espresso quello che penso del film, con molte meno parole, ed io stimo tutti quelli che (a differenza mia) hanno il dono della sintesi ;-)
      Se quel finale dovesse diventare qualcosa in futuro, sarei molto, ma molto felice. Cheers

      Elimina
  2. Diciamo che nell'ultima mezzora parte il trash totale che si risolve col boom! che citi fra le righe.
    Ora c'è da capire solo una cosa: vogliamo continuare a farci prendere in giro con film di questo tipo e girati da questo tipo? Se sì, godiamoceli per il futuro. Altrimenti lasciamo perdere che tanto di cose belle ne ha fatte 2 e 3/4.
    Split è terribile, senza senso, pretenzioso. Ma penso, a questo punto, che sia voluto.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dal tuo commento sapevo che lo hai trovato simpatico come la sabbia negli occhi, davvero pessimi per me sono i vari “L’Ultimo dominatore dell’aria” e “After Earth”, quelli davvero pretenziosi e inutili. “Split” non mi è parso particolarmente pretenzioso, è un film di genere e quel boom finale lo conferma, inoltre la parte fantasy (o trash come dici tu) è ampiamente spiegata, forse pure troppo, bisogna capire se vogliamo accettare quell’elemento fantasy o meno, in fondo il cinema non ha il dovere di essere per forza realistico. Cheers

      Elimina
  3. Jimmie McAvoy piace a Crepascola tanto da insidiare il Chris Evans che fa quasi baciare un palazzo ed un elicottero in Civil War e io al riguardo posso solo dire che non avrei mai pensato a lui per il protagonista di The Filth dopo aver letto il romanzo e non so davvero come se la sia cavata lì, ma SO che vedrò sicuramente Split prima o poi e solo Lego Batman si interpone tra me e le 24 personalità, ma non si sa mai: una maratona di Uncle Grandpa potrebbe inchiodare Crepascolino a casa...

    Conosco M. Night Shyamalan dai tempi in cui era solo un discreto moonwalker ai concorsi di sosia di Jacko. Michael , per celia e come fece prima di lui Chaplin, si presentò ad una gara ed arrivò terzo. Vinse Night e cercò di capitalizzare la popolarità spendendola ad un provino per il ruolo di Kurt Wagner in un film sugli X-Men che doveva dirigere Cameron con Leo DiCaprio nel ruolo di Sean Cassidy ( nessuna parentela ndr ) in arte Banshee. Il progetto fece la fine dello Spidey di Cameron con Leo nel ruolo di Pavido Parker.
    Night non se la prese e decise di dirigere una bio di Eminem con Chester Bennington nel ruolo del protagonista. Il futuro lead singer dei Linkin Park prese anche troppo a cuore il progetto e decise che Slim Shady sarebbe stata la sua idea di una banshee che suona la campana x tutto lo hip hop addomesticato. Ches è un bravo geppo, ma in quel periodo assumeva sostanze psicotrope illegali ed i due emisferi del suo cervello non si sarebbero parlati nemmeno con un collegamento satellitare e così la sua idea di caratterizzazione era andare avanti ed indietro ed urlare in inglese ed in serbo ed in klingon cose come non sopporto i cori russi/ la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese / Neanche la nera africana.
    Night prese la scusa - assolutamente plausibile x Chester in quei giorni - di dover raggiungere immediatamente l'Australia per discutere con lo sciamano teleporta Gateway della trama del sogno in cui viviamo e si diede , letteralmente , alla macchia.
    Il Babbington che saltella di qua e di là declamando in diverse lingue ha sedimentato nella zucca di Night fino ad oggi - un creativo è un tizio che smonta e rimonta il meccano del sogno che noi solamente interpretiamo - e ne ha ricavato una pellicola costata dieci milioni che ne ha incassati quaranta negli USA nel primo fine settimana di programmazione. Sarebbero stati il doppio, se mi avesse dato retta e lo avesse girato con i pupazzettti di Lego.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Lego Batman, è già il mio Batman cinematografico preferito, e ancora devo vederlo :-D Così come i film Marvel mancati di James Cameron, chissà ce Jimmy aveva previsto una particina per l’aborigeno Gateway.

      Shyamalan sosia di Jacko mi ha ucciso, Chaplin come Elvis, alla gara di imitatori, sempre al terzo posto chiude ;-) Per il resto ora ho Battiato che spazza via Chester Bennington dalla mia testa, aggiungendo una strofa alla canzone, oltre al punk inglese non apprezza nemmeno il Nu metal elettronico ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Ti "sospendo" perché ho in programma una visione a breve: torno a trovarti quanto prima ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vai tranquillo, tanto il post non scappa, e la strada per arrivare qui la conosci, fammi sapere se ti è piaciuto o no. Cheers!

      Elimina
  5. Come saprai dalle mie rece è dai tempi di "E Venne il Giorno" che ho delle opinioni contrastanti su M. N. Shyamalan. Ritengo che per ogni film abbia al massimo una o due intuizioni fulminanti ne che poi se ne innamori talmente tanto di quelle intuizioni al punto da costruirci attorno una intera pellicola.
    Non ho ancora visto quest'ultimo lavoro, quindi sospendo il mio giudizio, spero però che almeno sia più coerente de "E Venne il Giorno".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so, lo so, ti dico che "E venne il giorno" per me è il punto più basso della carriera di Michael Knight, al massimo se la gioca con "L'ultimo dominatore dell'aria".
      Vero tente a ripetersi e fissarsi sulle stesse cose, ma questo film sta svariate spanne sopra "E venen il giorno", fammi poi sapere come lo hai trovato. Cheers!

      Elimina
  6. Anche io ti tengo in stand-by in attesa di guardare il film. Ho letto altrove un piccolo potenziale spoiler che mi ha un attimo spaventato :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ti rovinare la visione, nel limite del possibile, internet è una selva oscura, e poi fammi sapere come ti è sembrato ;-) Cheers!

      Elimina
  7. SIcuramente un buon film e Shambalaya torna a fare qualcosa di veramente buono dopo qualche anno. Certo, a un certo punto te lo aspetti che Shibbolet piazzi il colpo di scena, però stavolta molto molto meglio del solito!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo su tutta la linea, è un film che si lascia guardare, l'ultima scena è una piacevolissima sorpresa ;-) Cheers

      Elimina
  8. Io lo ho adorato, davvero... è stato come riscoprire perché ami una persona dopo un periodo di crisi.
    Shammy è tornato!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, e se QUELLA scena finale diventa davvero qualcosa, potrei amarlo anche io ;-) Cheers

      Elimina
  9. Split. Film che mi ha intrattenuto per tutta la sua durata e del quale ho veramente apprezzato molti aspetti, ad esempio la sottotrama inerente al passato della protagonista (trattato in maniera sintetica e mai troppo esplicita)che si conclude in maniera "sfocata" anche se quello sguardo lascia intendere molto.
    Non ho trovato molto "claustrofobica" la prigionia delle ragazze, all'interno del film. Certo, quel senso d'inquietudine nell'essere vittima di un pazzoide è presente ma francamente ho avuto più terrore in "The visit", ove il comportamento degli anziani era molto più scioccante.
    Split rimane tuttavia un film che mi ha incuriosito anche più di "the visit". eee sì, lo devo ammettere: la scena finale è riuscita a far sobbalzare anche a me. E come hai fatto notare, risulta anche importante per capire il contesto filmico.
    Non vedo l'ora di vedere il prossimo film di Mr.Shy.... e di leggere altre tue opinioni, ovviamente! :D

    Tuo Lettore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio molto e benvenuto sulla Bara volante! :-D
      Ottimo argomento che mi sono dimenticato di trattare, ti ringrazio per averlo sollevato. Ho amato anche io il modo in cui Michael Night ha trattato la sottotrama legata al passato della protagonista, in modo essenziale, dicendo e mostrando poco, ma suggerendo allo spettatore davvero molto.

      Anche in questo è migliorato, e le imposizioni di Jason Blum aiutano, un tempo il suo modo di trattare i traumi passati dei protagonisti era verboso, efficace certo, ma ci macchinava su pure troppo, sto pensando ai personaggi di Gioacchino Fenice e Mel Gibson in “The Signs”. Grazie ancora! ;-) Cheers

      Elimina
  10. Avendolo finalmente visto, posso dire che sei stato un signore: l'unico pregio di "The Split" è che è riuscito a battere in delusione tutti gli altri film di Shamalalaalalmayan!
    Avendo visto il trailer in pratica sapevo già il 95% del film, e il rimanente non valeva proprio la pena. Mi sa che si merita una recensione zinefila :-P Visto che quando tratto male un filmone del momento faccio il botto di visite, sfrutterò Shamalalalaallalan per biechi ed egoistici motivi di visibilità :-D

    RispondiElimina
  11. Cavolo mi spiace non ti sia piaciuto, forse sono stato fortunato a non aver visto il trailer, ma comunque mi è andata bene lo stesso, già mi frego le mani per la tua recensione Zinefila! ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per i film che mi interessano cerco di evitare il trailer, ma in questo caso non ci tenevo molto. E poi... che mai sarà un trailer?... Ora che hai visto il film vatti a vedere il trailer e dimmi che ne pensi :-P
      Io non ho mai amato Shalamalanalmanaman quindi non mi aspettavo nulla... e non sono rimasto deluso :-P

      Elimina
    2. Cavolo ma é un crimine questo trailer é la versione breve del film! Ma li pagano anche per farli? Assurdo. A me non dispiaceva ma i suoi film sono sempre pieni di difetti, prendere o lasciare. Non vedo l'ora di leggere il tuo pezzo ;-)Cheers

      Elimina
  12. Split mi è piaciuto anche se in alcuni momenti si è dilungato senza motivo. Intrattiene e coinvolge poi come i bambini alla vista di Bruce mi sono tornate in mente subito le frasi "Posso entrare, Chi è lei ? Mi piace la tua casa, posso entrare ? No. sei sicuro ?" di Unbreakable... speriamo non sia solo bastone. Bravo come al solito a catturare tutte le piccole sfaccettaure che ad una visione superficiale sfuggono... :) BzZz....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo stile di Michael Knight é quello calma calma ritmo lento e i dialoghi non brillano per essere spumeggianti, malgrado tutto quando accende gli interruttori del cervello fa il suo dovere, dita incrociate per il prossimo capitolo già annunciato con Bruce. Grazie mille gentilissimo! ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...