lunedì 20 febbraio 2017

Smetto quando voglio - Masterclass (2017): State per entrare in un'altra dimensione...


Devo essere stato rapito dagli alieni, forse non me ne sono ancora reso conto, ma in qualche modo mi sono risvegliato in una distorta versione parallela di uno strambo Paese a forma di scarpa, o per lo meno come lo conoscevo io. In questo universo alternativo, non posso nemmeno disperarmi urlando contro il cielo di fronte alle rovine della Mole Antonelliana (che poi è anche la sede del museo del cinema) qualcosa tipo: “Voi, uomini... L'avete distrutta! Maledetti, maledetti per l'eternità! Tutti!”

Sì, perché in questa dimensione a me così aliena del Paese che mi ha dato i natali, succede che in sala escano dei film italiani che, per qualche oscuro meccanismo che non comprendo, si possono pure guardare e, in qualche caso, sono anche bei film. Lo so. E' una cosa che fa paura!

Come devo reagire di fronte a questa cosa, io che ero abituato a sapere che da noi a “Scarpalandia” uscivano solo drammone con Margherita Buy e film con il comico televisivo di turno, mi trovo davanti a film con le gare di corsa, storie criminali dirette e recitate bene e pensate, film di super eroi! Assurdo, vero?

Incredibilmente in zona ai confini della realtà in cui sono precipitato, mi capita d'imbattermi in seguiti riusciti, in cui il regista Sydney Sibilia arriva a dichiarare cose del tipo: «Se faremo il sequel non ne faremo uno, ma il secondo e il terzo episodio insieme. Gireremo contemporaneamente il secondo e il terzo film [...] il punto è che se vogliamo fare gli scemi, allora facciamo gli scemi bene. Funziona così. Si fa Reloaded e Revolution. Se deve essere un'operazione facciamo l’operazione più para-americana, becera che fa ridere. Fatta bene, ma becera». Stiamo viaggiando in un’altra dimensione…


"Ok ragazzi, fate la vostra migliore espressione alla Ocean's Eleven".
“Smetto quando voglio - Masterclass” è il primo, dei due capitoli del film 2014 “Smetto quando voglio” e segna il ritorno in scena della banda di ricercatori con il vocabolario più forbito del cinema italiano (di tutte le realtà), il primo film non era affatto male, è stato etichettato un po’ da tutti come il “Breaking Bad” italiano, definizione furbetta e acchiappa consensi, però lo spunto iniziale del professore spiantato che per disperazione si mette a sintetizzare droghe è simile, ma le somiglianze finiscono qui.

Il primo film era una commedia con pennellate da “Crime Story” e qualche occhiata satirica al nostro Paese, dove laureati preparatissimi finiscono a fare i benzinai, quando va bene. “Smetto quando voglio - Masterclass” è la prova che Sydney Sibilia, classe 1981, come tanti di noi, è venuto su guardando i film americani, ma a differenza di tanti suoi colleghi (chissà perché sto pensando a quella porcheria di “In the Market”?) ha capito che certe strutture tipiche del cinema americano, non vanno solo scimmiottate, ma che è davvero possibile adattarle e re interpretarle.


"Questo che roba è?" , "Che ne so, avanzava a Michael Bay ha detto che possiamo usarlo".
Fatemi partire dalla fine, ma tranquilli NO SPOILER, non ho intenzione di rovinarvi la visione. Arrivato a fine film mi sono ritrovato a pensare a Ritorno al Futuro parte seconda, sui titoli di coda compaiono scene tratte dal terzo film in post produzione, una trovata che non vedevo dai tempi della scritta “Attualmente in lavorazione” che compariva sulla VHS del film e con cui di Bob Zemeckis annunciava il terzo capitolo.

Proprio come la seconda avventura di Marty McFly, anche questo film s'intrufola nella “Continuity” del primo, inserendo nuovi personaggi e mostrando parti della storia da un nuovo punto di vista, se siete appassionati di fumetti americani sapete che è una trovata molto comune, certo c’è un piccolissimo errore in questa “Continuity”. Nel primo film Coletti era un uomo (con i baffi per altro) mentre qui diventa Paola Coletti, interpretata da Greta Scarano, ma tutto sommato è un errore perdonabile, spero solo che Sydney Sibilia non si mette in testa di modificare dettagli e aggiungere scene, per la versione rimasterizzata della trilogia di “Smetto quando voglio” di prossima uscita, come se fosse l’ultimo dei George Lucas! Anche se non sarebbe male chiederglielo, vista la sua ironia potrebbe scapparci una risposta mica male.


Vi conviene andarvene, prima che aggiungano scene in computer grafica.
Visto che ho citato l’uomo con la passione per i rimaneggiamenti e le camice a quadri, bisogna dire che “Smetto quando voglio - Masterclass”, essendo il figlio di mezzo di una trilogia, dà per scontato che conosciate i personaggi (che se li introduce tutti nuovamente) e termina con un finale aperto che potrebbe far storcere dei nasi, per vedere la fine dovremmo attendere il 2018, ma questo fa parte del gioco.

Quello che funziona, invece, è il modo in cui Sibilia dimostra di avere ambizioni alte, se il primo film era una commedia degli equivoci, questo si gioca anche la carta di un umorismo più fisico, nell’ultimo atto diventa un “Heist Movie” ben fatto con protagonisti simpatici, non tutto è pesche e crema, ad esempio, l’inseguimento tra il furgone della banda e la moto in corsa è molto divertente, ma ha un finale davvero anti climatico, per via di uno stunt non propriamente esaltante.

Per fortuna, la scena madre è davvero ben realizzata, non vi dico dov'è ambientata per non fare rivelazioni sulla trama, ma è ben più complessa di un furgone che insegue una moto ed è anche molto avvincente, poi un appassionato di Bonvi come me, non può che apprezzare personaggi conciati come se fossero usciti dalla strisce a fumetti delle “Sturmtruppen”.


Il fiero alleaten Galeazzo Musolesi Edoardo Leo.
Sydney Sibilia sa scrivere dei dialoghi che suonano proprio bene, il cast è perfetto e ormai affiatato, quindi alcuni scambi di battute (in italiano spesso aulico, se non proprio in Latino) sono davvero spassosi e non mancano momenti che dimostrano che Sibilia ha guardato tutti i film giusti, si gioca una scena lisergica utilizzando la tecnica del Rotoscope, tanto cara a Ralph Bakshi, ma anche un elenco degli oggetti in tasca che mi ha ricordato molto “Blues Brothers”.

Insomma, non so bene cosa sia accaduto, ma mi sento come l'uomo caduto sullo strabo Paese a forma di scarpa, dove vengono prodotti film niente male, si chiamerà pure “Smetto quando voglio”, ma spero che non smettano proprio, anzi, avanti veloce in questa direzione!

14 commenti:

  1. concordo: è un bel film (ho litigato con molti conoscenti/amici su questo giudizio) e non vedo l'ora che arrivi il 3° episodio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non vedo che cosa si possa chiedere di più, forse il primo aveva più momenti comici, in termini di numero di battute, ma questo è un film molto migliore del primo come qualità generale. Ora sono curioso di vedere come va a finire ;-) Cheers

      Elimina
  2. wow,il primo mi er5a piaciuto nonostante tante cose potevano essere fatte meglio ... questo lo aspetto in homevideo al cinema me lo sono perso ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho rischiato di perderlo anche io, i cinema erano già pieno di “Cinquanta sfumature” purtroppo… Cheers!

      Elimina
  3. Incredibile... ma davvero l'Italia sta producendo film degni di essere visti? Così mi crollano tutte le certezze... :-D
    Sono indeciso se vedere adesso il film o aspettare il 2018 e fare filotto :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una vita passata a schifare i film italiani, e loro iniziano a farne di belli, non ci sono più le mezze stagioni ;-) Anche fare filotto non è una cattiva idea, mi sono rivisto anche il primo a distanza ravvicinata da questo e mi sono divertito, quindi non è una brutta pensata. Cheers

      Elimina
  4. Sto attendendo di poterlo vedere, ma ora sono impegnato con i film degli Oscar, quindi penso rimanderò quanto meno a settimana prossima la visione. La tua recensione però mi conforta e fuga molti miei dubbi su questo sequel!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ridendo e scherzando è un periodo pieno di filmetti, aspetto di sapere il tuo parere ;-) Cheers!

      Elimina
  5. Come se Francia, Spagna, Germania e Inghilterra avessero sfornato capolavori senza sosta negli ultimi anni...Il cinema italiano sta tornando in gran forma ed evidente. Un po' di sano patriottismo e nazionalismo non può fare che bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Francia sicuramente ha un industria cinematografica più sana (e variegata) della nostra, l'Inghilterra sforna quintali di attori bravissimi, e complice la lingua, già pronti per recitare nei film americani. Noi non possiamo dire lo stesso, non sono uno particolarmente patriottico, invece sono particolarmente appassionato di cinema, quindi mi interessa sempre di vedere bei film, se poi sono prodotti nel mio paese, tanto di guadagnato, sono felice di vedere che il nostro cinema ha scoperto di avere pubblico, in generi e sotto generi che erano rimasti quasi totalmente inesplorati ;-) Cheers

      Elimina
  6. Ho recuperato da pochissimo il primo film, e mi è piaciuto oltre ogni mia aspettativa. Recupererò presto anche questo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il primo non è niente male, si sgonfia un po' nella parte centrale, ma mi è piaciuto, aspetto il tuo parere anche su questo ;-) Cheers

      Elimina
  7. Boom! Altra bomba per il cinema italiano, zitti zitti si torna a fare belle cose :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, questo è il passo giusto, ed ora via veloci! ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...