mercoledì 22 febbraio 2017

Punto di non ritorno (1997): Una fottuta bara volante


Ci sono tanti pronti a giurare che Paul W. S. Anderson sia il male assoluto e mentre aspetto di vedere il nuovo “Resident Evil: The Final Chapter”, facciamo un salto indietro nel tempo usando il motore creato dal dottor Weir, per parlare di un film che compie vent’anni.

Paul W. S. Anderson verrà sempre ricordato come un tamarro dal rallenti facile, incapace di raccontare una storia e dipendente dalle esplosioni, quando lascerà questa valle di lacrime, molti giornali titoleranno “ERA ORA!” e poi sotto, in piccolo: “Morto il regista di Resident Evil”. Che poi, a ben guardare, il capitolo più solido della saga non è nemmeno diretto da lui, ha la sfiga di avere un nome troppo simile a quegli altri due Anderson ed è anche uno che quando morde il freno, riesce a fare solo peggio (Pompei, 2014), in più quando la mattina si sveglia, nell’altra metà del letto trova sua moglie Milla Jovovich, quindi è anche normale che poi la gente rosichi.

Ci sono appassionati di cinema che preferirebbero fissare un topo morto per due ore, piuttosto che spendere lo stesso tempo guardando un film di Anderson, perché tanto odio? E’ sempre stato così? Ha fatto solo film pessimi? Chi ha costruito le piramidi? Sono stati gli Yautja? I Templari? E ai Templari, piacevano i film di Paul W.S. Anderson?


Magari tutti lo odiano, ma Paul ha trovato un buon modo per consolarsi.
Nella filmografia di Anderson, ci sono almeno due titoli di cui non si parla quasi mai: il primo è “Soldier” (1998) solido film di fantascienza, quadrato come la mascella del suo protagonista, Kurt Russell. L’unico film ad oggi, che è quasi un seguito di “Blade Runner” o, per lo meno, è ambientato nello stesso universo narrativo e che non ha provocato nessun travaso di bile agli appassionati del film originale, anche perché molto probabilmente non sospettano nemmeno della sua esistenza. “Soldier” non è un filmone, ma è sicuramente imperdibile per i fan di Kurt “Ingrugnato” Russell.

L’altro film incompreso e ingiustamente dimenticato? Facilissimo: “Punto di non ritorno” o “Event Horizon” come da titolo originale, per altro, uno dei pochissimi casi in cui il titolo italiano, pur non c'entrando apparentemente un'infiocchettatissima e rischiando di passare per uno di quei film con Steven Seagal che passano su Italia 1, riesce, comunque, ad azzeccare l’atmosfera generale della pellicola, ma su questo punto e il suo doppiaggio, vi invito a leggere il parere degli esperti.


"Dannati circuiti stampati Pentium del 1997!".
“Event Horizon” è un film anomalo, il risultato di una storia produttiva a dir poco travagliata, iniziata con lo sceneggiatore Philip Eisner, incastrato in un contratto per firmare più sceneggiature, ma affetto da un blocco dello scrittore, frutto probabilmente di una grossa tragedia familiare di cui è stato protagonista. Nel tentativo di scuotersi e rispettare la scadenza, butta giù la sceneggiatura di “Event Horizon” e per spiegarla ai tipi della Paramount la descrive come una specie di Shining, però ambientato nello spazio, m'immagino i capoccia con gli occhi a forma di dollaro stile cartone animato alla notizia.

Per dirigere il tutto, viene chiamato proprio Paul W. S. Anderson che accetta perché nella sceneggiatura c’è parecchia violenza e lui, ormai, è allergico al PG-13 dopo la brutta esperienza con “Mortal Kombat” (1995), proprio per la stessa ragione, Anderson rinuncia alla regia di Alien3 e a quella del primo X-Men, insomma, proprio come i protagonisti del film, Anderson s'infila nei casini con le sue mani.

Il cast è di prim’ordine, ci sono Joely Richardson e Jason Isaacs (già presente anche in “Soldier”), ma anche Laurence Fishburne e Sam Neill e, siccome è un film degli anni ’90 e lui è il più grande attore degli anni ’90 che ruolo interpreta? Uno scienziato, perché l’archeologolo aveva già fatto.


"In quanto più grande attore degli anni '90, devo spaziare in tutti i campi della scienza".
La Paramount, però, vuole vedere il girato di Anderson, il cui primo montaggio è un mostro della durata di quasi due ore, di cui 40 minuti interamente composti di violenza assortite di ogni tipo: gente sbudellata, sangue, uomini sodomizzati con oggetti impropri, omini che si strappano gli occhi, scene di autisti che cercano un parcheggio in centro il sabato pomeriggio, insomma l’orrore assoluto. Qui siamo ben oltre il rischio di divieto ai minori di 18 anni, quindi il film viene ridotto a 92 minuti epurati di quei 40 violentissimi, il visto censura è salvo, ma il film è un flop al botteghino lo stesso. Trama e poi vediamo il perché.

"Quella voragine larga chilometri è un buco nero?", "No signore, è il flop fatto da questo film".
Anno 2047, sulla Terra arriva il segnale di soccorso della nave Event Horizon, il top di gamma delle nave spaziali, ormai dichiarata dispersa da sette anni e ritrovata alla deriva nell’orbita del pianeta Nettuno. Un gruppo scelto, guidato dal capitano Miller (Laurence Fishburne) a bordo della nave Lewis and Clark, parte per investigare, insieme a militari, anche il Dottor William Weir (Sam Neill), il creatore del prototipo rivoluzionario di motore che permette alla Event Horizon di coprire distanze siderali in pochissimo tempo, come fa? Vola a velocità ridicola come in “Balle Spaziali”? No, anche se sarebbe stato divertente, diciamo che il motore a bordo è in grado di creare un tunnel spazio-temporale che unisce due punti opposti nell’universo, ma se della mia sommaria spiegazione non ci avete capito niente, tranquilli, perché nel film Sam Neill, usando una penna e il paginone centrale con la foto di Miss Marzo 2047 c'illumina, per altro, la stessa identica scena dello spiegone con il foglio di carta piegato, è stata presa di peso con tutte le scarpe e riciclata uguale in “Interstellar” di Nolan, però senza Miss Marzo 2047.

"Questo origami lo dedichiamo a Matthew McConaughey".
La Event Horizon vaga silente, senza nessuna attività a bordo, se non i cadaveri dell’equipaggio che galleggiano a gravità zero, insomma, sarà stata anche la migliore nave spaziale della galassia, ma ora sembra proprio una bara volante. Dopo aver attraversato un buco nero ed essere tornata, l’unico indizio di quello che è accaduto sono i messaggi registrati dal precedente equipaggio, urla disumane e frasi in una lingua che il computer non riesce a decifrare, una lingua assurda, incomprensibile, misteriosa… Il latino!

Ora, io non sono mai stato una cima in niente in vita mia, inoltre mi sono pure diplomato all’ITIS e quindi non ho mai studiato il latino, quindi mi butti lì due Higitus figitus abra kazè e mi prendi per il naso facile, però trovo abbastanza assurdo che un computer non sia in grado di decifrare il latino, il latino! Avessero detto: "Non riesce a decifrare il bergamasco" avrei potuto capire, ma il latino cavolo, l’unica spiegazione che mi sono dato è che tutto l’equipaggio (tranne il dottore) e il programmatore del computer si fossero diplomati all’ITIS, parafrasando il già citato “Balle Spaziali” m'immagino Miller che sbotta: “Lo sapevo, sono circondato da periti!”. Che poi a ben pensarci è vero, a bordo è pieno di gente perita malamente.


"Ci sono ancora molti altri periti su questa nave?!" (Quasi-Cit.)
Invece, sapete chi ha fatto le scuole alte e può parlarvi davvero degli errori dell’uso del latino nel film? Il Zinefilo e Doppiaggi Italioti, loro sono i professionisti, io al massimo faccio le sgommate con il golf cart mentre porto le mazze.

Ricapitoliamo: una nave risponde ad un messaggio di aiuto (Alien), portando a bordo un gruppo di militari (Aliens - Scontro finale), una volta lì tutti iniziano ad avere sogni e strane visioni dei loro parenti defunti (Solaris) e quando si scatena il casino, diventa un massacro grondante sangue alla Clive Barker (Hellraiser), a questo aggiungete che ad ogni piè sospinto Anderson cita visivamente Stanley Kubrick, “2001: Odissea nello spazio” su tutti, ma c’è anche una cascata di sangue presa di peso dalla scena dell’ascensore di Shining. Mettiamola così: non è l’originalità il punto di forza del film, dovreste averlo intuito, se la sceneggiatura ci avesse fatto affezionare di più ai personaggi, il tutto sarebbe risultato ancora più efficace.


Certo che ogni tanto, una citazione ad un film di Kubrick potresti anche farla no?
Nella parte iniziale Anderson sa creare l’attesa di un disastro imminente, lo fa sfruttando tutto il suo talento visivo per creare un atmosfera opprimente, fatta di corridoi claustrofobici ed ingranaggi rotanti che preservano l’equilibrio della nave vero, ma sembrano tanto dei tritacarne umani. La prima mezz’ora è visivamente ben fatta e gli effetti speciali sono invecchiati piuttosto bene.

Per Alien vs. Predator, Anderson ha detto di essersi ispirato al romanzo “Alle montagne della follia” e anche in questo film il solitario di Providence non manca, c’è proprio un'idea Lovecraftiana alla base: la scienza vista come la chiave per aprire la porta all’orrore, scienziati troppo curiosi che hanno raggiunto l’orizzonte degli eventi (o il punto di non ritorno), precipitando in un universo nuovo fatto di male puro.


Tipo i sogni che fa Marilyn Manson dopo aver mangiato la peperonata.
Ad un certo punto, al pari della nave, da spettatori galleggiamo alla deriva da un genere all’altro, la svolta horror può essere radicale, ma non mancano gli indizi, il design della Event Horizon è stato ispirato dalla cattedrale di Notre Dame e questo ve lo posso spiegare anche io che ho fatto l’ITIS: cosa vi ha detto la vostra insegnate di educazione artistica alle medie al primo giorno di lezione? Che le chiese cattoliche sono costruite con una pianta a forma di croce, provate a dire che forma ha la Event Horizon?


Questa è talmente facile, che la possono capire anche i rimandati dell'ITIS.
Per mostrarci questo orrore ad Anderson non servono nemmeno più quei famigerati 40 minuti tagliati, gli basta prendere solo alcuni fotogrammi tratti dalla scene censurate per suggerire l’orrore, la miglior tecnologia creata dall’umanità, ha portato l’uomo all’origine stessa del male, in un universo che farebbe sembrare un quadro di Hieronymus Bosch una tavola di “Dov’è Wally?”.

L’obbiettivo era alto: mostrare un male talmente mefistofelico da risultare inimmaginabile e, quindi, infilabile, alla pare di H.P. Lovecraft che scriveva di orrori indescrivibili, salvo poi descriverli davvero, come la puoi fare al cinema una cosa del genere se non ti chiami John Carpenter? Infatti, nel finale Anderson si mette in scia a Clive Barker, ma quei 40 minuti andati perduti sul tavolo della sala di montaggio, per una volta, non sono un limite, ma un vantaggio: l’orrore suggerito è sempre più spaventoso di quello mostrato.


"Signori produttori siate buoni, chiudete un occhio sulla violenza".
“Punto di non ritorno” è un'anomalia, è troppo sfacciatamente horror e non abbastanza originale per piacere agli appassionati di fantascienza, un film che sussurra Lovecraft e magari pure qualche parola satanica pronunciata al contrario ed è sicuramente un'anomalia all'interno della filmografia di Paul W.S. Anderson, un'anomalia degna di attenzione, per una volta.

20 commenti:

  1. Vista una sola volta, aihmé doppiato, e subito dimenticato, a parte la lattina congelata che vage nella nave e quella atmosfera di tecnologia "antica" molto alien (tubi che perdono, enormi ingranaggi, etc, etc...)
    Provo a rivederlo in inglese, ma una director's cut esiste?

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    1. L’Uso della gravità zero del film mi è sempre piaciuto, non credo esista la versione director’s cut, però lo trovi disponibile su Netflix, infatti me lo sono rivisto lì qualche giorno fa, per la prima volta in lingua originale, le mie precedenti visioni erano sempre state nella versione doppiata. Cheers!

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    2. Non diamo tutta la colpa dei parti di Anderson al doppiaggio italiano, sarebbe troppo genericamente facile fargliela passare liscia così. Salvo alcune scelte e alcune sviste (elencate con dovizia di particolari nel mio articolo dedicato https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2017/01/30/punto-di-non-ritorno-event-horizon-1997-liberate-tutemet-ex-vv-s-andersonis/ ), il doppiaggio di questo film fa il suo porco lavoro e non ci troverete niente di trascendentalmente migliore in lingua originale. Il film è quel che è.

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    3. Posso confermare perché dopo averlo visto da poco in originale per la prima volta, il doppiaggio non toglie ne aggiunge nulla, pregi e difetti del film sono tutti nel film stesso ;-) Cheers

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  2. visto mille anni fa.
    mi ricordo pochissimo.


    classidy ma anche deth race non ti piace??

    lo hai visto death race 2050??

    grazie

    rdm

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    1. Ogni tanto vado a rivedermelo, è pieno di difetti ma ogni volta mi compra ;-)

      Mi piacciono entrambi, e il commento di tutti e due i film è quasi pronto, stiamo organizzando una cosetta su “Death Race” con il buon Lucius Etruscus, presto leggerai di tutto e di più su “Anno 2000” ;-) Cheers!

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    2. Fate rombare i motori, perché il ciclo Death Race è imminente! Mi sa già la prossima settimana... ;-)

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    3. Basta un tuo segnale, e sono pronto a scatenare l'inferno motoristico ;-) Cheers

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  3. Per me un valido filmetto di horror fantascientifico, rivisto più volte... Ma con Soldier mi cogli impreparato!
    Sarà perché anch'io ho fatto l'ITIS.... :-)

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    1. Batti qua un cinque alto da sopravvissuti dell’ITIS! ;-)
      Vero è un film che forse affascina di più gli appassionati di Horror. “Soldier” non è molto famoso, un onesto filmetto con un granitico Kurt Russell, solo per la sua mascella vale la visione ;-) Cheers

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  4. Sono anni che leggo che Soldier è ambientato nello stesso universo di Blade Runner ma secondo me solo sulla carta e solo perché i creatori lo hanno dichiarato esplicitamente e perché ci hanno messo qualche oggetto di scena riciclato, ma se non ce lo dicevano non se ne sarebbe accorto nessuno. Su quel film dovrai ritornarci perché Soldier è tanto Blade Runner quanto Cyborg è il seguito di He-Man!

    Splendida recensione di Event Horizon, il film che sperava nel successo semplicemente imitando altri film di vasto successo (Alien, Aliens, Shining, 2001) e ci è riuscito a metà, l'omaggio-plagio ("l'omagio" o "il plaggio", copyright pending) secondo me funziona solo fino a quando non scopriamo l'origine di tutto (un universo parallelo di puro male... ma per favore!). La trama in origine doveva riguardare degli alieni che "giocavano" con i protagonisti, mostrandogli le loro più profonde paure, la Event Horizon non era diventata altro che un loro crudele esperimento... ma forse "Sfera" docet (per utilizzare un po' di latino) e arrivato il 1997 avevano già imparato la lezione che degli alieni inarrivabili sono peggio del proporre l'idea che l'inferno esiste in un'altra dimensione. Quindi vada per ficcarci dentro anche Hellraiser.
    Tutto sommato si fa riguardare una volta ogni 10 anni, decisamente tra i migliori di Anderson che se mai incontrassi avrei solo una cosa da dirgli "salutami tua moglie".

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    1. Esatto, ci sono degli oggetti di scena che solo un fanatico armato di telecomando e dito su “Pausa” potrebbe riconoscere, lo sceneggiatore del film ha fatto questa dichiarazione, ma davvero senza quella, in pochi se ne sarebbero accorti ;-)

      La sceneggiatura è scritta a colpi di omagi/plaggi (in attesa del copyright), ho preferito l’elemento Lovecraftiano piuttosto che l’ennesimo abuso degli alieni, che dici bene sarebbero stati presi di peso da “Sfera”. Resta un piccolo Cult degli errori e del “Poteva essere”, la capacità di Anderson di infilarsi di testa in progetti che lo etichettano, va di pari passo con il suo talento visivo, ma può sempre consolarsi con Milla ;-) Cheers

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  5. Seeee, io VOGLIO vedere i 40 minuti. Per una volta faccio lo stephenking/dylandoghista e pretendo che si rovini il film mostrando il mostro! :)

    Moz-

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    1. Hai fatto l'esempio giusto, Zio Stevie è uno di quelli che non resiste, e finisce per mostrare il mostro, con tanto di gioco di parole ;-) Persi per sempre, anche se cercando immagini di questo film in rete, alla fine spuntano solo scene di torture assortite, la curiosità vince su tutto. Cheers!

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  6. I Maya adoravano i film di Anderson... per questo si sono estinti! :-D
    Scherzi a parte, qui Anderson fa quello che fa sempre: un eccezionale lavoro di regia, con scene che per me ancora oggi sono validissime, al di là della sceneggiatura. Quando entrano nella Event Horizon me la faccio ancora addosso, e quella sfera rotante riesce ad essere molto più ipnotica della scena che in realtà plagia smaccatamente, quella dove Dustin Hoffman entra in "Sfera".
    Come detto già, la sceneggiatura è un patchwork di mille fonti, ma è davvero curioso notare come abbia aperto le porte ad il genere "ghost ship" anni Duemila: tutti i film di questo genere copiano per filo e per segno "Event Horizon", piccoli o grandi che siano.
    L'astronave a forma di croce mi era proprio sfuggita, a riprova che le scuole alte che ho fatto non valgono: era alto solo il piano della mia aula :-D
    Per quanto mi infervoro a parlare del film, continuo ad esserci affezionato, non foss'altro per la paura fottuta che m'ha messo la prima volta che l'ho visto. Almeno finché non arriva l'inferno, lì mi ha deluso e la paura è svanita. Comunque conservo ancora gelosamente l'edizione DVD dell'epoca e continuo a considerarlo un ottimo prodotto tecnico: Anderson è un genio visivo con l'unico difetto di dirigere sceneggiature discutibilissime!
    Per quanto nel 2001 avesse un bel visetto, a me Milla continua a non piacere: se devo invidiare qualcuno, invidio quel cristone di Henry "Superman" Cavill, che si sveglia con l'mma fighter Gina Carano nel letto! Lì sì che divento verde d'invidia :-P

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    1. L'unico difetto per Lucius è che all'inferno non pratichino arti marziali!

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    2. Tutto il filone delle “Ghost ship” e “Interstellar” di Nolan, una miriade di omagi/plaggi (sempre in attesa del copyright) che ne hanno generata un’altra valanga, l’orizzonte degli eventi delle influenza passa da questo film ;-)

      Allora posso fregiarmi anche io di aver fatto le scuole alte, ero ben al secondo piano! ;-) Scherzi a parte, la svolta horror sul finale diventa splatter ed esplicita, l’inizio è molto più teso e tirato, come dicevamo è un film pieno di difetti a cui in qualche modo ci si affeziona ;-) Non sapevo che il Toncolo Superman stesse con la Carano, meno male che mi tieni aggiornato sul gossip ;-) Cheers

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    3. La classe marziale va in paradiso ;-) Cheers

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  7. Ricorco Punto di Non Ritorno. A suo modo ha influenzato la fantascienza

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    1. Quello non lo so, ma di sicuro ha influenzato la carriera di Anderson ;-) Cheers!

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