giovedì 16 febbraio 2017

Passengers (2016): Nello spazio nessuno può sentirti broccolare


Gli anni ’90, ve li ricordate? Se la risposta è no, complimenti, siete schifosamente giovani.
Sono successe un sacco di cose negli anni ’90, ora siccome già di mio tendo al prolisso andante, prenderò ad esempio solo un dettaglio tipico di quel decennio per parlarvi di “Passengers”.

Ai tempi era la prassi vedere locandina dei film, sulla quale della trama non trapelava nessun tipo d'indizio, se non il titolo. Cos'era chiaramente visibile su questi poster? Il nome degli attori e il loro volto perché tanto ad una grossa fetta del pubblico solo quello interessa: gli attori.

Fosse uscito al primo giro, oggi ricorderemmo la locandina di “Passengers” composta da 50% di faccia di Keanu Reeves e nell’altro 50% il mento di Resse Whiterspoon, perché ai tempi tiravano loro, ma c’è da tirare un sospirone di sollievo, quei due avrebbero dovuto essere diretti da Gabriele Muccino (storia vera!).

Siccome la pre produzione è andata un po’ per le lunghe, è  successo che nel frattempo abbiano pure dovuto cambiare gli attori, quindi cambio basket, dentro Jennifer Lawrence, una che nel giro di sei anni è passata da zero a premio Oscar, cose che capitano se hai dietro i Weinstein a sponsorizzarti e qui mi fermo altrimenti inizio a sembrare Fox Mulder che parla di complotti segreti.


Who let the dogs Chris Pratt out? (Who, who, who, who?!).
L’altro è Chris Pratt, un altro che è passato da cicciotto di “Parks and Recreation” a protagonista di tipo tutti i film che escono laggiù nel Bosco di Holly. L’idea di base è fare un film di fantascienza con questi due, che in realtà con la fantascienza non ha davvero nulla da spartire.

Vi ricordate gli umani ciccioni di Wall-E della Pixar? In viaggio comodi comodi alla ricerca di un nuovo pianeta da devastare su cui vivere? Stessa cosa, sull’astronave Avalon, però i passeggeri a bordo viaggiano in un sonno criogenico dentro capsule che sembrano prese di peso dal film Alien. Se dopo poche righe di sinossi il film vi sembra già ben poco originale, tranquilli, nel resto della trama hanno fatto anche di peggio!

Qualcuno gli spieghi che non sta girando "A beautiful mind".
A causa di un problema tecnico, una delle capsule criogeniche decide che il viaggio delle durata prevista di 120 anni è già giunto a conclusione, quindi il suo ripieno, il tecnico Jim Preston (Chris Pratt) si risveglia e come il protagonista di The Last man on earth si ritrova solo soletto sulla nave, con la prospettiva di altri 90 anni di viaggio da percorrere verso il pianeta da colonizzare.

Dopo averle tentate tutte per rimettersi a dormire (tranne l’unica logica, ovvero guardare questo film), Jim pare rassegnato a morire solo sullo nave, o per lo meno in compagnia del Robo-barista Arthur (uno sprecatissimo Michael Sheen) che altro non è che una delle (tante) citazioni Kubrickiane del film, infatti è identico, anche nel bancone del suo bar, al Lloyd di “Shining“.


"Tu mi piaci Michael, sei il miglior barman che ho visto fra i bastioni di Orione e le porte di Tannhäuser.
Per interrompere la solitudine un'idea barbara: risvegliare una degli altri passeggeri, scelta consultando i diari di bordo, la “fortunata” è Aurora Lane (Jennifer Lawrence) scelta per quelle che secondo Jim sono manifeste affinità elettive tra lui (ignorante meccanico) e lei, famosa giornalista in cerca di una storia unica da raccontare, ovvero le cronache sulla vita sul nuovo pianeta. Sarà, ma secondo me l’ha scelta solo perché Aurora è fatta a forma di Jennifer Lawrence, chiamalo fesso Jim!

"Vuoi venire a vedere la mia collezione di motori a propulsione?".
Non posso certo dire che il regista Morten Tyldum (quello di The Imitation Game) abbia fatto un brutto lavoro, anzi, il film esteticamente è molto curato, gli omaggi a “2001 Odissea nella spazio” si sprecano e fino al pre finale la regia funziona poi, però, la trama prende una svolta che richiede un minimo di azione e qui Tyldum dimostra di avere zero esperienza a dirigere scene di questo tipo (e forse anche zero) interesse, infatti gli unici momenti “action” (virgolette obbligatorie) sono imbarazzanti, ma a quel punto il film è già andato talmente a sud che, ormai, il fatto che sia anche girato male è davvero l’ultimo dei suoi problemi.

Sì, perché ci sono una serie di problemi logici nella sceneggiatura scritta da Jon Spaihts che rendono davvero impossibile prendere sul serio questa trama, ad esempio, ho trovato davvero poco logico (mi sento molto Spock in questo momento…) il fatto che una nave spaziale, progettata per viaggiare placida per 120 anni, con il minimo sindacale di attività a bordo, alimentando solo motori, ossigeno e capsule criogeniche, si attivi completamente al risveglio di un solo passeggero, quando, stando alla trama, avrebbe dovuto rientrare a pieno regime solo negli ultimi quattro mesi di viaggio, trasformandosi in una grossa nave da crociera galattica piena di comfort.


"Ma come sei vestita? Andiamo a colonizzare un pianeta mica al sushi bar".
Invece no, il nostro Jim può permettersi immediatamente di utilizzare campi da Basket computerizzati, giocare alla più grossa versione di “Dance Dance Revoluition” che voi abbiate mai visto, dilapidando scorte di cibo, alcool ed energia.

Il tutto con svariati momenti in cui la vostra mano, automaticamente avrà voglia di parcheggiarsi sulla vostra faccia, nel gesto universale di FACCIAPALMO, davanti a dettagli come il fatto che il nostro Jim non possa permettersi di bersi un “Moccaccino”, per via del suo basso status di manovale, ma possa tranquillamente accedere ai giornali di bordo della nave, consultando le schede personali di tutti i passeggeri dormienti a bordo. Per una consulenza sulla privacy per la Avalon chi hanno chiamato? Mark Zuckerberg?


Stalker, ma non quello di Andrej Tarkovskij.
Proseguendo nel film, ti ricordi che sì, Jon Spaihts ha contribuito al soggetto del film Prometheus e allora molte cose diventano subito chiare, la principale delle quali che questo “Passengers” sia tutto tranne che un film di fantascienza, non tanto perché Aurora, per colonizzare un pianeta selvaggio, si sia riempita la valigia di vestiti da sera, ma anche per il fatto che il Robo-Barista, non abbia la minima idea delle leggi della robotica e alla prima occasione utile, dimostri di essere affetto da “Lalalite”, ovvero il virus che colpisce alcuni personaggi dell’immaginario, specialmente quando ad un certo punto della trama, decidono di cantarsela (La la! Laa laaa! La la! Laa laaa!) spifferando ai quattro venti qualcosa che avrebbe dovuto restare segreto.

Emblematica la faccia di lui, un altro po' e frantuma il bicchiere.
Di fatto, per “Passengers” non vale nemmeno la pena di scomodare la citazione ad un noto pezzo degli Stooges, la nave spaziale è un pretesto per mettere Jim ed Autora in totale solitudine per un tempo infinitamente lungo, in realtà vorrebbe essere un film romantico, nobilitato da dubbi etici che, però, vengono sfruttati malissimo, perché si risolvono con atti di eroismo che non servono ad altro che a tamponare problemi che è stato lo stesso eroe a creare.

Inoltre, è scritto a colpi di “Deus ex machina”, ovvero come NON si dovrebbe mai scrivere, non un film di fantascienza, ma semplicemente nessun film, il mio preferito è stato quello di scegliere di risvegliare a capocchia un altro passeggero dormiente, giusto per precisare un concetto che nel film viene ripetuto solo otto volte di fila, ovvero che è IMPOSSIBILE che qualcuno si risvegli dal sonno della capsule criogeniche, talmente impossibile che succede due volte nel giro della stesso film.

Il personaggio in questione è interpretato da Laurence Fishburne e non è mica lo chef di bordo, no no, è solo il capo ingegnere, che entra in scena, capisce immediatamente che l’IMPOSSIBILE è accaduto e poi sparisce con la stessa velocità che è servita a Fishburne a ritirare l’assegno e fuggire via dal set del film.


La faccia di uno che ha una voglia matta di recitare in questo film.
Ed è proprio la presenza di Laurence Fishburne che mi ricorda un dettaglio inquietante, ovvero che questa colossale baggianata non deve nemmeno essere costata poco, perché nel cast ci sono quattro attori, tutti nomi famosi che non vengono già per due lire, più un quinto personaggio, ovvero il capitano della nave, che però è Andy Garcia, vuoi mica risparmiare, no?

Insomma, più che un film un paradosso, ad una prima occhiata sembra fantascienza, in realtà è una roba smielata degna di un romanzo Harmony, ha un cast di solo quattro attori (più uno), ma è costato comunque 110 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde, oh! Però sulla locandina ci sono due attori famosissimi, quindi chissenefrega se poi il film fa schifo, in fondo, se ‘sto trucchetto funzionava negli anni ’90, vuoi mica che non funzioni anche ora, no?

10 commenti:

  1. Mitico Space Cassidy e grazie per la citazione ^_^
    Sulla Lalalite sono caduto dalla sedia: sto ancora ridendo mentre scrivo :-P Scrivo subito alla Crusca per proporre l'inserimento nel prossimo Vocabolario italiano!
    Sicuramente il cast lo trovo migliore dell'idea di Keanu-Spoon, ma magari alla Lawrence qualcuno dovrebbe togliere quei due o tre chili di puzza sotto il naso: abbiamo capito che sei bella e sei amata, non è che devi tirartela ad ogni fotogramma! E' bello vederla mazza nuda in X-Men ma la Rebeccona Romjn era tutt'altra cosa...
    Chris Pratt lo adoravo quando faceva il ciccio-minkia in "Parks and Recreation", per sei stagioni m'ha fatto morir dal ridere poi ma fatto i muscoli... e la settima stagione l'ha passata con vestiti sformati per non far vedere che non era più ciccio! Che tristezza...
    Per fortuna il film già sta scomparendo dalla memoria collettiva, ma purtroppo il nuovo genere - Space Harmony - è esploso e toccherà subirlo ancora...

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    1. Grazie mille e figurati, citazione doverosa!
      Eh eh in realtà è un’espressione che utilizzo già da tempo mentre guardo film e serie tv, quando vedo un personaggio che “Se la canta”, ma è la prima volta che compare in un commento scritto ;-)

      Anche secondo me meglio loro di Keanuspoon (sembra un nome Marziano), anche io voto per eliminare quei chili di troppo a J-Law, gli unici che ha, ma molto urticanti, per il resto, anche io sono #TeamRebeccona.

      Pratt ormai è ovunque, ha la giusta faccia da schiaffi, ma è a rischio sovraesposizione se continua così. Cheers!

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  2. Ahahah who let the chris pratt out!?
    Divertente come sempre e soprattutto questo film è una vera ciofeca ;-)

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    1. Eheh sono contento ti sia piaciuto, stava sprofondando in fondo tra i pezzi in “Bozza”, il film è talmente brutto che mi stavo quasi dimenticando di pubblicare il commento ;-) Cheers

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  3. Nonostante i suoi difetti e le sue assurdità, che non hai mancato di proporre ottimamente, a me non è dispiaciuto.
    Ma mi sa che sono stato condizionato dal mio amore incondizionato per Jennifer Lawrence. :)

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    1. Del tutto comprensibile, la signorina è un bel vedere davvero ;-) Cheers!

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  4. Arrivato al termine Space Harmony ho cominciato a rotolarmi per terra dalle risate e non ho più smesso. :D
    Speriamo che il genere non attecchisca mai! ;)

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    1. Bene ottimo, è la reazione che voglio sempre suscitare, se non altro il genere serve a farci quattro risate dopo la visione, durante no, ma dopo si ;-) Cheers

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  5. Mi ha fatto sbadigliare Passengers, ho detto tutto

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    1. Sei l'uomo delle DVD-quote, me la immagino la copertina del DVD con su scritto "Mi ha fatto sbadigliare" ;-) Cheers

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