mercoledì 25 gennaio 2017

The Founder (2017): Comunque McDonald mi era antipatico anche prima


Gli hamburger, oh quanto mi piacciono gli Hamburger! La giusta proporzione tra carne, insalata e salse, ci puoi mettere più meno formaggio o pomodori, se vuoi puoi farlo piccante, ma è solo tra due fette di pane che il cibo sprigiona la sua vera potenza, parafrasando (male) un episodio dei Simpson.

Quando si parla di hamburger McDonald's è il nome che viene sempre fuori, potrei stare qui a spiegarvi perché non mi piace il celebre fast food, su come sia ben poco d’accordo con la sua politica, ma ve la faccio molto più semplice di così: a me gli hamburger di McDonald's non piacciono, mi fanno proprio tristezza, se proprio devo scegliere di mangiare in un fast food, preferisco la concorrenza.

Ma vuoi mettere? La mia wing-woman che fa tostare il pane al punto giusto e prepara la maionese con ricetta collaudata, i miei cani che mi fissano mentre impasto la carne tritata, con la faccia di chi dice “Anche a noi capo!”, l’hamburger più buono del mondo, quello che preferisco e a proposito di cose che mi piacciono, sapete chi mi piace anche? Michael Keaton, anche se detta così sembra una frase scappata di bocca ad Hannibal Lecter.

Di questo film ero più interessato alla prova del redivivo Keaton che si è rimesso sulla mappa geografica con la sua prova in Birdman e a breve sarà di nuovo un “Birdman”, negli svolazzanti panni dell’Avvoltoio, prossimo cattivo nel film su Spider-Man, ma che per quanto mi riguarda, considero un ottimo attore, ben prima di essere Birdman, più o meno da quando era Batman, per stare in tema di animali volanti.

"Ammazza se pesa 'sto coso, preferivo combattere il Joker!".
“The Founder” è una biopic come ne escono molte prima di febbraio e della notte degli Oscar e racconta la storia vera dell’imprenditore Ray Kroc, determinato venditore di frullatori, diventato celebre (e ricco) per aver acquisito dai fratelli Dick e Mac McDonald (complimenti ai genitori per la fantasia) marchio, catena e tutto il cucuzzaro paninaro.

Alla regia uno specialista di biopic, John Lee Hancock che dopo giocatori di football (“The Blind Side” 2009) e Zio Walt Disney (“Saving Mr. Banks” 2013), manda a segno il terzo film su un grosso personaggio dell’America contemporanea. Lo dico subito: non vado pazzo per John Lee Hancock, il suo stile registico mi dice poco, è uno che non sporca il foglio, fa un lavoro solido, ma ben poco personale o riconoscibile, resta sempre sull’anonimo andante. Per assurdo, il suo film con più carisma era il remake “Alamo - Gli ultimi eroi” (2004) che avevo apprezzato solo per la mia fissazione con le storie del west e poco altro.

“The Founder” non è il film che mi farà cambiare idea sulla regia di John Lee Hancock, la classica biopic che si guarda e che una volta giunti ai titoli di coda, sai delle cose su un personaggio che prima non conoscevi, senza aver bisogno di consultare la pagina di wikipedia. Come dicevo, prima di febbraio ne esce almeno una ogni anno. Anche se, a dirla tutta, avevo già sentito parlare di Ray Kroc, in un pezzo di Mark Knopfler, “Boom, Like That”.

It's dog eat dog, rat eat rat, Kroc style... Boom! like that.
Piccola premessa: il precedente film di Hancock, “Saving Mr. Banks” lo avevo trovato tedioso, un'agiografia grondante caramello di Walt Disney, prodotta dalla Disney, l’equivalente cinematografico del “Un bravo direttore! Un grande direttore! Un santo!” Fantozziano. Temevo seriamente che parlando del fondatore di uno dei marchi più influenti del mercato, il film sarebbe stata un’altra endovena di zuccheri, da fare invidia alle bibite gassate vendute da McDollaro, la notizia, invece, è che per lo meno il film mordicchia e non tira via la mano. Per fortuna! Mi viene anche da dire!

Il Ray Kroc del film ha la volontà di ferro e la fame di chi vuole arrivare, a suo modo ha un sogno, o per lo meno, fa suo il sogno di qualcun altro, trasformandolo in un franchise, esportato da costa a costa, per farlo non guarda in faccia nessuno, passando sopra tutti, fondatori (quelli veri), moglie sua e quella dell’amico, il film riesce nell’impresa, non semplice, di farti risultare odioso, un attore che con la sola presenza in un film mi fa contento, perché “The Founder” è lo spettacolo personale di Michael Keaton.

"Ho mangiato un panino grande così!!".
Keaton qui è viscido, bastardo e voltagabbana, basta vedere come si accanisce sui fratelli McDonald per pesare il personaggio, “The Founder” proprio come il pezzo di Mark Knopfler, parla del lato oscuro del sogno americano, in cui a trionfare non è l’uomo con l’idea brillante, ma il furbo che trasforma quell’idea in capitale, d’altra parte la storia la scrivono i vincitori, chiedetelo agli Americani, intendo dire quelli veri, quelli chiusi nelle riserve.

Michael Keaton è impeccabile, si porta personaggio e film sulle spalle grazie ad un ottima prova, si porterà a casa una statuetta di Zio Oscar? M'importa poco, perché che sia un ottimo attore non lo scopro grazie a “The Founder”, ma non è per niente facile, coprire il ruolo di un cattivo a tutti gli effetti che, di fatto, è anche il protagonista del film. In certi momenti, più che tifare per lui viene quasi voglia di spaccargli la faccia, per questo la prova di Keaton risulta ancora più efficace.

Lati negativi del film? Keaton un po’ per talento un po’ per tipologia di storia, si mangia tutto il resto del cast, John Carroll Lynch (il clown di AHS) risulta un bonario omone, che reagisce alla peggior notizia della sua vita, come Randolph Duke in Una poltrona per due. Patrick Wilson fa poco più di una comparsa e persino Laura Dern, copre un ruolo minimo reso ancora più esiguo dalla trama, tutti a loro modo fagocitati da Ray Kroc.

"Lui ha scommesso che non potevamo diventare ricchi e mandare voi due all'ospizio dei poveri" (Cit.)
Beh, un altro difetto ci sarebbe, ma è merito del doppiaggio italiano del film. Quando uno dei fratelli mostra al protagonista una disegno con gli archi d'oro, celebre logo del fast food, aggiunge "è un concetto". Dovrei vedere la scena in originale, ma su due piedi non mi sembra la traduzione più corretta.

"Questo è un Concept? Ma parla come mangi!".
Insomma, “The Founder” è più appassionante di quello che mi sarei aspettato, ennesima conferma del talento di Michael Keaton, in un film che, per fortuna, lascia da parte il barattolo di miele, in favore di un po’ di metaforico sangue, anche perché Hamburger al miele? No, dai, Hamburger al sangue al massimo, ma soprattutto, una storia che mi ricorda che fa bene a starmi sul culo McDollaro!

16 commenti:

  1. ciao a me il film è piaciuto molto.
    fantastici i due fratelli.

    una candidatura all'oscar la meritava keaton.

    grazie

    rdm

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    1. Ma sai che non so nulla delle nomination? Per fortuna gli altri blogger più sul pezzo di me hanno scritto post in merito ;-)
      Anche a me il film è piaciuto, a sorpresa, temevo un'altra agiografia, vero funzionano, in particolare John Carroll Lynch, attore che per fortuna ultimamente si vede in giro spesso. Grazie a te! Cheers

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  2. Ma non ci credo, hanno fatto un film su quel tizio che permette di avere un lavoro a tutti noi che operiamo in unità Coronarica, grandeeee 😃😃😃 Scherzi a parte, come al solito recensione gustosissima (tanto per rimanere in tema).

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    1. Ahahah “McDonald, intuppiamo le coronarie dagli anni ’50” :-D In effetti il tema non attrae molto, ma il film funziona… Muchas gracias! ;-) Cheers

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  3. Ho portato il mio cucciolo nel suo ristorante preferito - a dirla tutta Crepascolino apprezza anche le pietanze IKEA, sebbene gli abbia detto che nelle polpette è aggiunto truciolato come Elemento Ics - e non riuscivo a dimenticare che Beetlejuice aveva interpretato anche il tizio che ha fatto del fast food un concept da mangiare in tutto il mondo. Ho preso un mcwrap, ma ho esagerato con le salsine per dimenticare il rumore di fondo - posse di bigianti che litigavano davanti ai loro tablet - tanto che ad un certo punto ero sicuro che alle mie spalle fossero due The Vulture - Keaton e Malkovich al quale era stato chiesto al tempo delle pellicole di Raimi ndr - che discutevano di quanti Nespresso occorrano per digerire la confezione da venti mcnuggetts. Sono uscito nel crepuscolo e ho visto due signore in età litigare per chi avesse la precedenza nel condurre il carrello dal market verso il parcheggio e questo mi ha riconciliato con l'universo che assomiglia davvero ad una pellicola di uomini con penne e piume che cercano di mettere in scena la sintesi di Ray Carver.

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    1. Applausi a scena aperta per questo spaccato di realtà da spavento, un modello esportato in ogni dove che il buon vecchio Danko avrebbe etichettato con sdegno dicendo “Capitalismo” con marcato accento russo ovviamente ;-)

      Che bello sarebbe stato il terzo Spidey di Raimi con l’avvoltoio Malkovich e, se non ricordo male, Anne Hathaway che mi pare fosse in trattative per una parte, invece ci siamo beccati un Venom pezzente, eppure il tempo ha confermato che Raimi ci aveva visto giusto.

      Intanto, ti do il benvenuto sulla Bara Volante, passa pure quando vuoi, commenti così si leggono sempre con piacere ;-) Cheers!

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  4. McDonalds ha sempre fatto schifo anche a me, ma il film in questione mi intriga parecchio!

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    1. Il film é molto meglio di una cena da McDollaro, fammi poi sapere se ti é piaciuto ;-) Cheers

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  5. Essendo io vecchio nell'animo, non me ne è mai fregato niente dei fast food, pur essendo cresciuto in un'epoca da "paninari", ma questo film me lo vedrò quanto prima. E per il motivo che hai indicato: il redivivo Keaton che finalmente può mostrare al mondo la sua naturale cattiveria ^_^

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    1. Ho cercato di incastrare nel commento battute sui paninari, ma le ho mandate tutte, si vede che mi mancavano i riferimenti temporali giusti, in compenso la mia wing-woman continuava durante la visione a farmi notare che Keaton ha una faccia da bastardo che levati, il che é vero, il suo spiritello porcelli era bastardo dentro, infatti non vedo l'ora di vederlo alle press con un cattivo al 100% nel prossimo Spider-Man ;-) Cheers

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  6. Michael Keaton è un grande, ed hai ragione anche su John lee Hanckock, ma la vera domanda che mi fa nascere questa recensione è: quando ce la facciamo una mangiata di hamburger giganti? No, perché conoscerei un paio di posticini...

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    1. Ecco questo sì che è una bella argomentazione! Se dovessimo incrociarci tornano buoni questi posticini, ma il primo giro di birra pretendo di offrirlo io. Cheers!

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  7. Sono partito con pretese molto alte, non ti nego che sono rimasto soddisfatto.
    Mi aspettavo il filmone che mi aspettavo.
    Il problema è continuerò a mangiarci al MC XD
    Scherzi a parte, promosso a palla!

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    1. Ho preferito il film su McDonald, dei panini di McDonald, va bene così, promosso di sicuro ;-) Cheers

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  8. Ti dirò, dopo aver lavorato da zio Mac non sono minimamente intenzionato a vederlo per ripicca. Anche se "Saving Mr Banks" mi era piaciucchiato...

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    1. Ricordo il tuo commento di "Saving mr Banks", capisco che tu non voglia finanziare McDollaro, molto comprensibile, ma se mai vedrai il film la tua antipatia per il celebre fast food non potrà che essere confermata ;-) Cheers

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