martedì 24 gennaio 2017

The Crown - Stagione 1: God Save the Queen


Sto immancabilmente perdendo l’eterna lotta contro padre Tempo? Mi sto rassegnando ad un'anzianità in cui mi ritrovo ad ammirare le istituzioni anche quelle un po’ vetuste come la corona britannica? Bah, non credo, diciamo che mi piacciono le serie tv belle, via.

“The Crown” è un colpo di genio, uno di quelli talmente semplici del loro risultare brillanti che dopo pensi: cacchio che grande idea! Dopo, però, dopo sono tutti bravi. Alle persone piace “Downton abbey”, almeno così mi dicono, io crollo in piena fase REM a metà della sigla. Alle persone piacciono anche gli intrighi di palazzo di Giocotrono e di sicuro una gran parte di popolazione mondiale si scioglie per le teste coronate, in particolare quelle della monarchia britannica, se volete siete liberi di scegliere in rete la vostro foto di ”Baby George” preferita. Una serie sulla storia recente della regina Elisabetta II è un successo pronto ad avvenire, ci voleva Peter Morgan a renderlo realtà.


Noi poracci questa seria la vediamo su Netflix. Lui la VIVE!
Pietro Morgano, sceneggiatore di fiducia di Ron Howard (suo “Frost/Nixon” ma anche “Rush”), ma anche di tanti film basati su personaggi realmente esistiti, “L'ultimo re di Scozia”, “The Queen”, “Il maledetto United”, “I due presidenti”, insomma, uno specialista, che con i soldini della sempre più scatenata Netflix, ha come unico limite il cielo, o la vastità dell’impero di sua Maestà, fate voi.

“The Crown” racconta la storia della regina Elisabetta II, dal suo matrimonio nel 1947, fino ai giorni nostri e con questa prima stagione composta da dieci episodi, copre più o meno fino allo scoppio della crisi di Suez nel 1955, sfiga, che “Il discorso del Re” di Tom Hooper, sia stato visto da così tante persone, altrimenti Morgan avrebbe potuto iniziare a raccontare la storia anche da prima partendo da re Giorgio VI, qui molto ben interpretato dall’attivissimo Jared Harris (che ultimamente si vede spesso).

Quindi, mi sono messo a riflettere: come mai mi è piaciuta così tanto questa prima stagione? Di fatto dovrebbe essere solo una lunga telenovelas, in pratica, invece, è basata su fatti storici, romanzati quel tanto (o quel poco) che basta da non tradire la realtà com'è davvero accaduta, ma allo stesso tempo da risultare avvincente come solo la fiction scritta bene può essere. Per quanto io sia uno che apprezza moltissimo le storia condite da elementi fantastici, mi rendo conto di avere un debole per le serie tv che risultano credibili perché basate su fatti reali, motivo per cui recentemente mi sono appassionato ad American Crime Story e perché “The Wire” è la più grande serie tv di tutti i tempi.


Così sembra la locandina di "Fast & furious".
Il bello di “The Crown” è anche la gioia di potersene allegramente fregare dei famigerati “Spoiler”, anzi, contribuendo ad alimentare la curiosità dello spettatore, sulle sue conoscenze della storia mondiale recente, sì, perché a scuola si passa un tempo infinitamente lungo a studiare nozioni sacrosante sulle antiche civiltà, tanto che dopo sai tutto sul lime del Nilo, o sui Boscimani come nel mio caso (storia vera, non fate domande, credetemi e basta, storia vera).

Quindi, questa serie ha solleticato molto l’appassionato di storia che c’è in me, il bello è proprio assistere a fatti noti, dimenticandosi allegramente di sapere già come sono andati a finire, come le ribellioni personali di Margaret, oppure la complicata collaborazione tra la giovane regina e il vecchio politico eroe di guerra, dal carattere appena appena brusco di nome Winston Churchill.

Proprio perché i personaggi in ballo sono così noti, il direttore del casting deve aver sudato le proverbiali sette camicie per trovare tutti gli attori, sapete che vi dico: si è meritato fino all’ultimo centesimo del suo stipendio perché ha fatto davvero un gran lavoro. Il cast non è soltanto composto da bravissimi attori, che regalano tante ottime prestazioni personali, ma sono anche fisicamente molto somiglianti ai loro corrispettivi. A questo proposito, via con la sfilza di nomi!


Cassidy fa l'appello, alzatevi in piedi quando vi chiama...
Jared Harris esce a testa altissima, non va sotto nel confronto diretto con Colin Firth del già citato “Il discorso del re”, dimostrandosi bravissimo, nei pochi secondi che si prende, prima d'iniziare ogni frase, sembra di vedere tutte le ore di lezioni con il logopedista del personaggio.

Vanessa Kirby è una delle migliori prese di questa serie, era anonima in Jupiter - Il destino dell'universo ed Everest, mentre qui si mangia tutte le scene come la principessa preferita dai paparazzi dovrebbe sempre fare e fisicamente è molto convincente nei panni della giovane Margaret.


Niente male per essere un aliena con il sangue blu.
Più su in ordine di bravura, il motivo numero due per cui questa serie è entrata nel mio mirino: Matt “Più grande attore del mondo” Smith, che si è guadagnato il titolo dietro al papillon dell’undicesimo Doctor Who e che da allora al cinema ha avuto ben poche fortune. Qui è davvero ottimo nei panni del principe consorte Filippo, il fatto che, in quanto marito della regina, debba imparare a ingoiare l’orgoglio non è certo un processo semplice, Matt Smith è diventato famoso nei panni del bonario mattatore con TARDIS, ma i ruoli un po’ da bastardo secondo me gli vengono pure meglio (a teatro è stato Patrick Bateman di “American Psycho”), sembra incredibile, poi, che con quelle orecchie e quella mascella, possa davvero assomigliare a qualcuno di diverso da se stesso, forse l’unico era proprio il principe Filippo, per questo il direttore del casting merita un aumento.

In un attimo è passato da "Geronimo" ad Elisabetta II, senza nemmeno usare il TARDIS.
Motivo del mio interesse personale per questa serie numero uno, John Lithgow, che con la sua prova qui, mi ricorda perché sono vice presidente del “John Lithgow fans club” (ultimamente le iscrizioni hanno avuto un Boom!), unico attore americano in un cast tutto inglese, perché? Perché Lithgow è bravissimo e si cimenta con un personaggio che tanti attori hanno interpretato al cinema, ma riuscendo, comunque, a dare tutta una nuova dimensione al primo ministro Winston Churchill, premio nobel, l’uomo che ha guidato l’Inghilterra alla vittoria resistendo sotto i bombardamenti nazisti, ma anche anziano, forse troppo anziano per i tempi moderni, incarnati da una nuova regina.

John Lithgow qui è magnifico, mette su voce e facce da bulldog (inglese ovviamente) perfetti per il ruolo e fa una gara solitaria, facendo il vuoto in tutto gli episodi con Churchill, come l’episodio 1x04 (act of God) in cui è alle prese con il nebbione che ha avvolto Londra per giorni, ma soprattutto nell’episodio 1x09 (Assassins), in cui al centro della puntata c’è il famigerato ritratto del primo ministro, a mani basse il mio episodio preferito della stagione. Accettiamo sempre iscrizioni, ve lo ricordo.


"Così pochi iscritti? Ci vuole una campagna pubblicitaria più aggressiva!".
Claire Foy si è già portata a casa un Golden Globe per la sua prova nei panni di Elisabetta, quindi con i miei “Bravò” ci si fa l’insalata, ma, in ogni caso, la sua prova è impeccabile, considerando che è anche il suo primo ruolo da protagonista, deve aver sentito una pressione simile a quella del suo personaggio, ma allo stesso modo non lo ha dato a vedere, rispondendo con una prova magnifica.

"Ho tanto di quella roba luccicante addosso da fare invidia a Mr. T".
Risultato finale: non vedo l’ora di veder comparire sul tabellone di Netflix anche la seconda stagione, potenzialmente questa serie potrebbe arrivare a raccontarci davvero la nascita dell’odioso Baby George, ma se la qualità generale resta questa, potrebbero rendermi appassionante anche l’arrivo del pargolo!

4 commenti:

  1. Ohhh che primizia! Mi piace, mi piace: Netflix si dimostra sempre eccellente!
    E Lithgow regna ovunque ^_^

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    Risposte
    1. Ci ho messo un po' per decidermi ad iniziarla, ma pochissimo a vedere tutti gli episodi ;-)
      E' difficile risultare efficaci, Churchill è stato interpretato da tantissimi bravi attori, ma Lithgow anche questa volta ha fatto il vuoto! Cheers

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  2. Contro ogni pronostico questa serie é piaciuta moltissimo pure a me, mettendomi anche una curiositá assurda su ció che succederá dopo, che ho prontamente letto su wikipedia

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    1. Hai ragione, anche io temevo una soap, ma mi sono fatto convincere dal cast e la serie è davvero appassionante. Dici bene anche sul “Fattore Wikipedia”, pur conoscendo storia e personaggi, questa serie fa venir voglia di approfondire, anche solo per capire quando c’è di vero, e quanto di romanzato nella trama ;-) Cheers

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