martedì 17 gennaio 2017

The Autopsy of Jane Doe (2016): La notte della morta vivente


Vi ricordate di André Øvredal? No? Strano, perché con un nome così non dovrebbe passare inosservato, vorrà dire che forse non avete visto il gustosissimo “Trollhunter” (2010), un found footage di quelli riusciti che mescolava folklore norvegese e idee azzeccate.

Ammetto di aver perso le tracce del Norvegese per un po’, prima di rivederlo comparire in Inghilterra dietro la macchina da presa di questo “The Autopsy of Jane Doe”, che mi sfiziava e non poco, sarà che mi piacciono i film con la mono location, o forse solo perché un obitorio per uno che ha un blog che si chiama la Bara Volante è un po’ come tornare a casa.

Pare che Andrè abbia visto The Conjuring e abbia detto al suo produttore di fiducia: "Portami una sceneggiatura horror come si deve!". Motivo per cui il nostro si è ritrovato per le mani quella scritta da Ian Golberg e Richard Naing che, diciamolo, non è tutta pesche e crema, a differenza del film che invece si lascia guardare.

Virginia, nello scantinato di una famiglia “Mortammazzata” viene trovata una “Jane Doe” il cadavere di una giovane donna non identificata, ma perfettamente conservata, lo sceriffo non sa che pesci pigliare, domani mattina bisogna fare rapporto e non sa come giustificare la presenza del cadavere della misteriosa signorina ex viva. Si rivolge, quindi, alla scienza medica, nello specifico alla famiglia Tilden, patologi locali.


"Figliolo, non è educato palpare i cadaveri".
Papà, Tommy Tilden, ha il faccione di Brian Cox, decenni di esperienza da passare al figliolo Austin che, siccome è interpretato da Emile Hirsch, pare più interessato a fuggire (Into the wild) con la fidanzata che a portare avanti l’azienda di famiglia, ferma agli anni ’80, anche nel look dell’edificio (con il legno alle pareti). Eppure, questa Jane Doe è un caso troppo sfizioso, morta, ma perfettamente conservata e senza apparenti segni, un mistero da svelare usando metodo e deduzione. Seguono casini immani!

La prima parte di “The Autopsy of Jane Doe” funziona alla grande, penso sia impossibile non restare incollati allo schermo davanti ad ogni nuova rivelazione fornita dal corpo morto della ragazza, Øvredal dirige dritto e preciso come un patologo e noi davanti allo schermo, giù a snocciolare teorie,  qui lo dico: al primo indizio consistente (gli sceneggiatori scoprono un po’ troppo le carte) ho indovinato subito quello che avrebbe dovuto essere il colpo di scena, non credo sia impossibile da intuire per gli spettatori più smaliziati.


"Bel film, ma l'attrice che faceva il cadavere è troppo inespressiva".
Ed è davvero forse solo questo il difetto di “The Autopsy of Jane Doe”, sembra pensato intorno a quella rivelazione che avrebbe dovuto essere clamorosa e che rischia di rendere un'eventuale visione numero due del film anche abbastanza inutile. Non so quanto possa lasciare questo film, considerando che nel finale hanno cercato d'impostare un eventuale seguito.

Detto questo, il film si lascia davvero guardare, dal momento che “Jane Doe” arriva sul tavolo dell’obitorio della famiglia Tilden, la trama diventa quasi in tempo reale, con il susseguirsi di rivelazioni e stranezze contenute nel corpo della ragazza, aumentano anche le calamità apocalittiche e il senso di minaccia per i protagonisti, tutta roba molto classica, eh (tempesta in arrivo, radio che cambia stazione da sola… LE CAVALLETTE! Ah, no, scusate quelle no!), ma anche tutta roba ben girata che funziona, mentre papà e figlio si ritrovano assediati.


"Lo sapevo che facevo bene a starmene in Alaska".
Ora, vi faccio due titoli, ma prendeteli solo come riferimento. In un paio di momenti alcuni passaggi del film mi hanno ricordato The Fog di Carpenter (nebbia ed assedio) e altri Re-Animator, se non altro per la location del film, non sto dicendo che “The Autopsy of Jane Doe” sia al livello di questi due titoli (proprio no) dico, però, che si vede che André Øvredal ha fatto i compiti, mandando a segno un film orgogliosamente vecchia scuola, come l’abitudine di Tommy Tilden di legare campanellini alle caviglie dei corpi, così, per precauzione.

Suonare solo in caso di incendio resurrezione.
Di questo film funziona anche il rapporto padre e figlio e la chimica tra i due attori, Emile Hirsch e Brian Cox sono davvero azzeccati, credibili come parenti anche per motivi anagrafici e perfettamente a loro agio in un horror, genere che nessuno dei due ha bazzicato poi molto, a ben guardare.

Insomma, “The Autopsy of Jane Doe” è un bel filmetto, gli manca il colpo del KO ed è troppo costruito attorno ad un colpo di scena che avrebbe dovuto colpire lo spettatore come una gomitata a gioco fermo, mentre non è poi così difficile da intuire, resta positivo che André Øvredal anche fuori dai confini norreni si confermi uno che sa il fatto suo, uno che con i mezzi potrebbe fare qualcosa di davvero buono. Intanto, voi un giretto in obitorio fatelo e la chiudo qui prima d'iniziare a sembrare troppo lo Zio Tibia.

22 commenti:

  1. Il tema è intrigantissimo, sicuramente lo vedrò: magari ripesco i due vecchi "Anatomy" o come si chiamavano quei due film (europei se non sbaglio) sulle autopsie criminali. ;-)

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    1. Penso che il titolo fosse proprio “Anatomy”, erano film Tedeschi se non ricordo male. Il tema autopsia criminale poi è stato sdoganato in mille serie tv, quindi il materiale non manca ;-) Cheers

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  2. Alla fine me lo sono visto la settimana scorsa e l'ho trovato davvero carino. Come horror/thriller l'ho trovato teso nel giusto modo e anche a livello registico è un film interessantissimo!

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    1. Concordo, si lascia davvero guardare, Øvredal sa il fatto suo, considerando i risultati, si spera di vederlo di nuovo al lavoro presto. Cheers!

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  3. La prima parte è fortissima, lo spunto c'è. Il colpo di scena non me lo aspettavo, personalmente, ma non mi ha fatto impazzire il solito finalino da film horror.
    Però non male. L'ho visto il giorno di Natale, ahahahah!

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    1. Beh conta che io devo averlo visto a Santo Stefano ;-)
      Non è fondamentale capire prima o dopo il colpo di scena, alla fine funziona, anche se è vero, nel finale hanno imboccato binari più convenzionali, ma in generale resta un buon film, anche per digerire le feste ;-) Cheers

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  4. I film con la mono location mi fanno stare male e Trollhunter non l'avevo retto...
    qualcosa mi suggerisce che questa potrebbe non essere proprio la visione ideale per me. :)

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    1. Due indizi tendono a fare una prova ;-)
      Per prendere le distanze da Trollhunter, posso dirti che ha abbandonato la mockumentary e il traballante found footage, in favore di una regia canonica in cui si è rivelato pure bravo, ma dalla mono location non si scappa. Cheers!

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  5. Visto e piaciuto. Confesso di non essere stato in grado di prevedere granché in anticipo di quel che sarebbe successo, il che mi va più che bene ;D
    Personalmente, tra i film da obitorio, ho molto apprezzato After.life (ma sono di parte, perché adoro Christina).

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    1. After.Life! cosa mi hai ricordato! Ci sarebbe materiale per una rubrica a tema autopsie ;-)
      Per il resto, sfondi una porta aperta, Christina Ricci ancora oggi, è nella mia top five di "Con chi vorresti restare chiuso in ascensore il 15 di Agosto" quindi... Bro-Fist! Cheers

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  6. Trollhunter mi era piaciuto molto, guarderò a breve anche questo :)

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    1. Il genere è differente, niente mockumentary, aspetto poi il tuo parere ;-) Cheers

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  7. buon intrattenimento, il norvegese è da tenere d'occhio!

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    1. Verissimo, speriamo non passi troppo prima di rivederlo in azione. Cheers!

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    2. scusa ma quale sarebbe il colpo di sciena prevedibile? da qui in avanti faccio SPOILER voleva sapere la tua interpretazione del film.. ci sono cose rimaste celate e interpretabili 1 la fidanzata é mai uscita dalla cantina? 2 quelle che hanno vissuto i protagonisti erano tutte allucinazioni quindi? 3valutate la strega una vittima in cerca di conforto o una sadica vendicatrice in cerca di resurrezione? quale sarebbe la soluzione per liberarla dalla maledizione ?

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    3. Te lo dico subito, lasciami il tempo di mettere su la scritta…. SPOILER! ;-)

      Ad un certo punto parlano di costole segnate da un bustino, poi dicono che il corpo è stato ritrovato New Hampshire, ho fatto due più due e ho capito che si parlava di robe alla Salem.
      Secondo me la ragazza è uscita e poi tornata, e i protagonisti sono stati vittima di allucinazioni si, ma indotte dal corpo sul tavolo, una cosa che ho apprezzato è che ad un certo punto, sembra che lei sia stata la vittima, quando invece non è così, o almeno il finale sembra andare in quella direzione FINE SPOILER!!

      Anche se certi punti mi sono sembrato lasciati volutamente fumosi, proprio per lasciare un aurea di mistero. Cheers!

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    4. a ok ho capito !da qui SPOILER io quella scena ľho vissuta abbastanza senza stupirmi xké dal contesto si capiva che puntavano al non morta da secoli per qualche rito ! cmq ho apprezzato anche io che molte cose sono fumose é il classico film che fa chiccherare dopo averlo visto e concordo con te sulle cattive intenzioni della strega e ovviamente il tutto é per sfuggire alla maledizione e risorgere a scapito dei poveri malcapitati

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    5. Forse il film è cerca troppo di stupire il pubblico con QUELLA rivelazione, ma non è nemmeno un grosso problema, l’atmosfera funziona, e tiene sulla corda, cosa che un horror dovrebbe sempre fare ;-) Cheers!

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  8. Niente male, soprattutto per chi, come me, ama gli horror classici... Mi ha tenuto incollato fino a tre quarti circa poi però prende una piega abbastanza banale ed il finale, rispetto al resto del film, non mi è sembrato all'altezza. Complice anche questo famoso colpo di scena da cui forse gli autori pretendevano troppo, mentre è appunto capibile da ben prima e quindi poi non ha l'effetto atteso. Insomma credo che abbiano puntato troppo su un paio di fattori che dovrebbero rendere il finale davvero inquietante ed invece poi deludono. Mentre mi è piaciuta molto la costruzione della storia e della tensione, forse anche per questo mi aspettavo di più'. In conclusione concordo con la recensione che hai fatto. Comunque secondo me è più' che vedibile e lo consiglio. Detto questo, a me Trollhunter è piaciuto molto...
    Fede

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    1. Anche secondo me hanno puntato un po’ troppo sul colpo di scena, quindi nel terzo atto perde qualcosina, in generale resta ben fatto, un’atmosfera bella tesa, si respira aria di horror vecchia maniera, sono contento ti sia piaciuto ;-) Anche io avevo apprezzato Trollhunter, sfruttava l’idea della mockumentary meglio di come hanno fatto altri. Cheers!

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  9. Concordo. Mi sono venuti in mente tre film a tema. Il primo è "Awake" del 2007, conosciuto da molti ma non proprio un granché, e altri due decisamente migliori: "Anatomy" del 1981 di Stefan Ruzowitzky e "La corta notte delle bambole di vetro", del 1971 di Aldo Lado. Quest'ultimo è il più' bello, secondo me, tra i tre ed il finale è davvero angosciante. Intendiamoci non è un capolavoro però personalmente lo consiglio molto. Se non l'hai mai visto sarei poi eventualmente curioso di un tuo parere visto che come gusti, ho capito da quello che scrivi, siamo vicini.
    Fede

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    1. I primi due titoli li conosco, mentre "La corta notte delle bambole di vetro" mi manca, grazie per la dritta lo metto tra le cose da vedere. Bene ottimo mi fa piacere, spero di poterti consigliare a mio volta altri titoli di tuo gradimento ;-) Cheers!

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