giovedì 12 gennaio 2017

Scream Queens - Stagione 2: Timpani messi a dura prova


Dopo essere andato giù di testa per la prima spassosissima stagione di Scream Queens, non vedevo l’ora d'iniziare la seconda: quei matti di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan hanno colpito ancora!

Avevamo lasciato la tremenda Chanel Oberlin (Emma Roberts) e le sue “Chanels” numero 3 e numero 5 (Billie Lourd e Abigail Breslin) in manicomio alla fine della stagione precedente, in effetti, l’inizio di questa seconda stagione mi ha fatto pensare ad un rilancio con conseguente cambio di location un po’ come accade nell’altra serie di Murphy e Falchuk, ovvero American Horror Story, di cui questa “Scream Queens” sembra il circolo di recupero, nel senso che qui è consentito ridere, anzi, è fisiologicamente impossibile non farlo!

Tra le varie location papabili per AHS, pare che per un po’ sia stato in lizza anche l’ospedale, scartato in favore dei boschi di Roanoke, ma le idee sono come il maiale, non si butta via niente e tutto torna buono per questo secondo giro di giostra di Scream Queens dove la regola sembra essere tutto uguale, ma diverso, in quello che pare quasi un reboot della prima stagione, questa volta tra le mura di un ospedale.

Mi fanno comunque meno paura di qualunque episodio di Grey's Anatomy.
Il decano Cathy Munsch (Jamie Lee Curtis… Giù il cappello!), ormai ricca e popolarissima, decide di porsi una nuova sfida personale, quella di ri ristrutturare la sanità americana da sola, fondando il suo ospedale, chiamato C.U.R.E Hospital, l’obbiettivo ufficiale della nuova struttura è quello di curare tutte quelle malattie considerate incurabili dalla scienza medica ufficiale, in realtà, la Munsh spera di avere un posto per curare il Kuru, contratto in un viaggio in Nuova Guinea, mangiando per errore una specialità locale: il cervello umano.

Sfiga! L’edificio dove sorge il C.U.R.E. costruito in prossimità di una palude, nel 1985 ospitava il Centro della Sofferenza Perpetua, un ospedale dove durante la festa di Halloween di quell’anno, ci sono stati numerosi omicidi, per via di una donna incinta che ha perso il marito e un paio di medici ben poco responsabili.

Non fate le solite battute sul giocare al dottore, dai, fate i bravi.
In questo rilancio che cambia la location, ma mantiene quasi tutti i personaggi principali della prima stagione, il gioco è proprio cambiare tutto per non cambiare nulla, se prima l’assassino indossava il costume da diavolo di Red Devil, questa volta si cambia colore, si passa dal rosso al verde, il cattivo si chiama Green Meanie, ma ha un milione d'identità, anche stando ai vari sottotitoli italiani della serie che hanno tradotto il nome del cattivone in ogni modo: il Cattivone verde, la bestia verde, il cattivo verde, mancava solo, l’assassino padano e il killer verderame.

Già pronto per il prossimo raduno di Pontida.
I nuovi arrivati sono molto in linea con il gusto vagamente trash della serie, ad un cast tutto femminile si aggiunge la capo infermiera Ingrid Hoffel, una Kristie Alley sfattissima dalla chirurgia, che, però, ha il pregio di riunire nella stessa serie assieme a Jamie Lee Curtis, un’altra attrice che ha lavorato con il Maestro John Carpenter.

Beati tra le donne e anche per far felice il pubblico femminile (presumo, saranno loro a giudicare), due dottori: Brock Holt interpretato da John Stamos e Cassidy Cascade (bel nome!) che altri non è che Taylor Lautner, il lupo di “Twilight” (!!). Devo dire che Lautner si riconferma incapace della minima espressione facciale, ma con quell’aria da toncolone molto adatta al ruolo che ricopre nella serie, d’altra parte con quel nome giusto lo scemo pazzoide poteva fare, ve lo dico io.

Finchè fa commedie, sta lontano dai film d'azione e ci guadagnamo tutti.
Una sopresa, invece, John Stamos, l’attore famoso per, famoso per… Per cosa è famoso John Stamos? Cioè, ha fatto un milione di film, ma nessuno che ricordi davvero, lo ricordo come il secondo cognome di Rebecca Romijn (ex Stamos), ma più che quello non saprei dirvi cos'ha fatto di significativo quest’uomo nella vita. Detto questo, qui è molto a suo agio, ci sguazza nel tono sopra le righe da cartone animato sotto acido di questa serie, a fare il dottore figo ambito da tutte le signore e signorine della serie.

Rubacuori, nel vero senso della parola.
Ryan Murphy, Brad Falchuk si sono divertiti a trasformare la loro serie in una grossa parodia di tutti i serial medici che proliferano in tv, ci sono morti meno assurde che in “Grey’s Anatomy”, ma cento volte più divertenti, spesso tra personaggi che si mollano e si prendono, sembra davvero di stare guardando una riuscita presa per il culo di cose tipo “General Hospital”, ma c’è anche il caso medico della settimana alla moda di “Doctor House” e trattandosi di una serie che gioca con l’horror, ogni nuovo paziente incurabile ha una malattia assurda, la donna (lupo) iper tricotica, quella che cambia accento senza nemmeno accorgersene, o la ragazza con gambe e braccia extra di troppo.

La mitica Denise in versione Khaleesi di Giocotrono.
In generale, ho notato più citazioni alla cultura popolare, ad esempio, vengono spernacchiate un sacco di serie tv, anche della concorrenza, ma molto meno omaggi ai film Horror che, invece, nella prima stagione proliferavano e risultavano gustosissimi. Anche se la natura Slasher della serie rimane immutata, il cattivo silente, mascherato, ma armato di coltello, non manca nemmeno quest’anno.

Quando si parla di assassini muti con armi da taglio, la mente vola subito a Jamie Lee Curtis, che qui gigioneggia sicura perfettamente a suo agio nel ruolo, mi fa morire il modo in cui in un attimo è capace di fare l’espressione seria e austera e quello successivo una boccaccia da scemona per cui non è fisicamente possibile non ridere. Mito, mito vero!

Noi sette miliardi, lei solo una e inimitabile.
Un peccato che alcuni personaggi storici, come Grace, ad esempio, siano spariti dai radar, mentre altri, come papà Wes, il mitico Chad Radwell e l’ancora più mitica Denise abbiano uno spazio limitato, in compenso, le Chanels #3 e #5 questa volta sono personaggi parlanti, con ben più minutaggio, Billie Lourd ed Abigail Breslin ogni tanto rubano la scena, ma Emma Roberts, a colpi di urla, riesce sempre a riprendersela, tanto che mi sono ritrovato a pensare che il set di questa serie dev'essere mica male a livello di decibel di urla femminili, anche perché tre quarti delle battute non vengono pronunciate, ma strillate, d’altra parte sono o non sono delle Scream Queens?

In generale, posso dire che la seconda stagione mi ha divertito, se non altro, la serie si è confermata su buoni livelli, spero solo che Ryan Murphy e Brad Falchuk non mettano il pilota automatico e decidano di osare di più per la terza stagione, malgrado il divertimento e la location ospedaliera, sono rimasti troppo aderenti allo schema della prima stagione, basta guardare l’ultimo fotogramma che conclude l’episodio 2x10 per capirlo, anche se resta un gradito omaggio al genere slasher.

8 commenti:

  1. Con vergogna ammetto che ancora devo vedermi la prima stagione, ma so che sarà come per Orange: dopo averti letto e visto la serie, me ne invaghirò e soffrirò in attesa delle nuove puntate :-P

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    1. Questa non farà mai il boom di pubblico di Orange, anche perchè il misto tra horror e commedia la rende più di nicchia, comunque un occhiata la merita ;-) Cheers

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  2. Anche io mi sono divertito decisamente, con questa specie di AHS: Hospital in versione comica. :)
    Non ai livelli della prima stagione, però Chanels sempre più idole!
    Riguardo a una terza stagione ahinoi non sarei così fiducioso, considerati i bassi ascolti di questi episodi. :(

    P.S. John Stamos è famoso per la sitcom 80s/90s Gli amici di papà.

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    1. Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno tirato un po' i remi in barca, ripetento troppo lo schema della prima stagione, spero non paghino caro la scelta, considerando quanto AHS è capace di scartare di tono (e di creatività), sarebbe bello vedergli fare lo stesso con le reginette dell'urlo.

      Oh grazie! Non ho mai visto quella sitcom, per quello ricordavo Stamos solo come un Ex marito famoso ;-) Cheers!

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  3. DIvertente sì, ma decisamente sotto tono rispetto alla prima spumeggiante stagione. Molto probabilmente è l'effetto sorpresa venuto a mancare, però...

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    1. Lo penso anche io, ormai conosciamo i personaggi, avrebbero dovuto osare di più con storia e location. Cheers!

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  4. A me continua a piacere molto, ma non so se reggerei anche ad un ipotetica terza stagione.
    Diciamo che il plot comincia ad essere un po' troppo scontato e prevedibile.

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    1. E' un rischio molto concreto, penso che l'unico modo che hanno, sia quello di osare parecchio nella stagione numero tre, rivedere lo stesso schema per la terza volta penso che mi risulterebbe stucchevole. Cheers!

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