venerdì 27 gennaio 2017

Predator 2 (1990): Nella giungla di cemento


Con la rubrica dedicata a John McTiernan avevo promesso (anzi minacciato) eventuali rubrichelle “Spin-off”, la prima ha preso forma in uno speciale dedicato a Die Hard che è stato molto apprezzato (inchini! Riverenze!), spero di fare cosa gradita anche con la seconda rubrica nata da una costola di McTiernan, ovvero uno speciale dedicato alla saga di Predator!


Secondo voi è possibile che un capolavoro del cinema come Predator rimanga figlio unico a lungo? Ovviamente, no! Anche se per vedere un seguito del film di McTiernan è stato necessario aspettare qualche anno: gli sceneggiatori del film originale, i fratelli Jim e John Thomas, non avevano un piano per trasformare la caccia del loro alieno Yautja, in una saga e malgrado le pressioni del mitico produttore Joel Silver, la Fox non era molto convinta. La spallata finale arrivò a sorpresa, dai fumetti.

Sì, perché nel frattempo, la Dark Horse Comics, aveva messo in vendita una selva di fumetti su Alien e su Predator, ma aveva fatto davvero il botto di vendite con la serie crossover Alien Vs Predator, il cui successo commerciale dimostrò ai capoccia della Fox che il pubblico là fuori, non voleva altro che il ritorno del loro amato cacciatore alieno.

Qui la storia della pre produzione del film inizia a diventare simile a quella di Die Hard 2, entrambi seguiti che McTiernan rifiutò perché già al lavoro su Caccia ad Ottobre rosso, inoltre l’idea di ambientare il film in città, invece che nella giungla del primo film, non era molto gradita dal regista.


"Robert, visto che ti ha diretto in Trappola di cristallo, sai dove si trova McTiernan?".
Dello stesso identico avviso è anche Arnold Schwarzenegger che, però, non vuole nemmeno sentir parlare del rimpiazzo di McTiernan, ovvero Stephen Hopkins, che fino a quel momento aveva diretto il non proprio memorabile “Nightmare 5 - Il mito”. Povero Hopkins! Non sarà di certo un fenomeno, ma è titolare di una carriera più che dignitosa, con un paio di titoli non famosissimi, ma di culto (“Cuba libre” e “Blown Away - Follia esplosiva”) e almeno un mio (s)cult personale come “Lost in space”.

Sfiga! Come lo sostituisci uno come Schwarzenegger? Risposta: non lo sostituisci, perché tanto non si può! Quindi, l’unica cosa da fare è cambiare completamente registro, facendo venire giù uno universalmente considerato come un attore vero, o almeno un attore per come lo intendono i critici seri, quelli con la pipa per capirci. Qui lo dico e non lo nego: avere un sostituto all’altezza di Schwarzenegger è IL problema che ha sempre tenuto in ostaggio tutti i film della saga di Predator.


Questa città è una giungla? Aspetta di vedere il Sabato pomeriggio in centro.
Impossibile che Joel Silver non ci abbia messo lo zampino, pare quasi di vederlo consultare l’agendina, D, D, D, Danny! Glover. Pronto Danny? Ho un filmetto fatto apposta per te. Danny Glover fresco del successo di “Arma Letale” risponde "Presente", ma un attore solo per uscire dall’ombra di Swarzy non basta, infatti la prima bozza di sceneggiatura prevedeva che a capo del gruppo armato, che arriva a tentare di catturare l’alieno dopo averlo studiato per anni, ci fosse proprio Dutch, interpretato da Arnold, che sopravvissuto al primo film, avesse dedicato la vita a inseguire il letale predatore.


Danny, quando ancora non era troppo vecchio per queste stronzate.
Per la parte Stephen Hopkins vorrebbe John Lithgow, ma di nuovo torna buona l’agenda (e il peso politico) di Joel Silver, che per il ruolo pesca nuovamente dal primo “Arma Letale” e sceglie il mitico Gary Busey, un attimo prima di tornare trai surfisti, questa volta diretto da Kathryn Bigelow. Invece, nei panni dell’alieno, vengono confermati i 220 cm di altezza di Kevin Peter Hall che proprio nel 1990 scoprì di aver contratto il virus dell’HIV da una trasfusione di sangue, purtroppo, storia vera.

"Avete bisogno di me? Veloci però, ho la tavola da Surf in macchina".
Lo so, ora farò la figura di quello che batte sempre sullo stesso tasto, ma lo dico perché ne sono convinto: i primi cinque minuti di un film ne determinano quasi tutto l’andamento. In quelli iniziali di “Predator 2” c’è già tutto: Stephen Hopkins apre con una carrellata quasi beffarda sulla boscaglia simile a quelle dove era ambientato il primo film, per terminare sui palazzi di Los Angeles, come a voler sottolineare che la giungla, questa volta, è di cemento.

La scritta ci avvisa che il film fa la scelta curiosa di ambientare la storia qualche anno nel futuro e, anche se ormai risulta post datato, non sarò certo io a lamentarmi di un film ambientato nell’anno 1997.

La Los Angeles del film è un campo di battaglia tenuta in scacco dalle gang, quasi ad anticipare le rivolte per l’omicidio di Rodney King, ma con criminali molto più variopinti e cattivi fino al midollo: da una parte i Colombiani armati fino ai denti e vitaminizzati con una polverina che sembra talco ma non è (serve a darti l’allegria), dall’altra i Giamaicani forti del loro Voodoo, che oltre a fare la guerra ai Colombiani, insidiano anche gli alieni Yautja, per numero di dreadlocks sulla capoccia.


"Si si! Torturatemi con un rito Voodoo! Ma togliete quella maledetta musica Reggae!".
La polizia di LA sta facendo a revolverate con i colombiani, ma entrambe le parti sono bloccate in una situazione di scacco che sembra fatta apposta per garantire l’entrare in scena del buono. Il futuro prossimo, i criminali sopra le righe e un ragguardevole numero di proiettili già sparati... Rivedendo il film capisco immediatamente perché mi piaceva da bambino: sembra di guardare RoboCop! Solo che, invece di Alex Murphy, arriva il roccioso tenente Mike Harrigan che risolve la situazione a modo suo.

Il bagagliaio pieno di armi da tra cui scegliere e la barricata avversaria divelta schiantandosi contro con la macchina, mettono subito in chiaro che l’atmosfera del film: esagerata e fumettistica (nel senso migliore del termine). Ma anche che Danny Glover qui per livello di spericolatezza, sembra più Martin Riggs, che il solito Roger Murtaugh a cui siamo abituati.


"Eh, no! Tu sei un maniaco suicida, ti ricordi? Guido io" (Cit.)
“Predator 2” replica lo schema del primo film, compreso il caldo che i protagonisti sono costretti a subire nei 41 gradi dell’estate indiana di LA, se non altro ha il pregio di provare almeno a modificare un minimo la location, la città è un ottimo terreno di caccia per il Predator che qui uccide innocenti sì, ma anche loschi figuri ben più cattivi di lui, tipo il capo banda King Willy, come sempre concedendo l’onore della armi ai nemici più meritevoli, portando loro via scalpo e cranio per la sua personale collezione.

Cosa funziona di “Predator 2”? Svariate cosucce, tipo il cast di supporto, l’agente Danny Archuleta (Rubén Blades), la poliziotta ispanica tosta Leona Cantrell (Maria Conchita Alonso) che sembra cugina della Vasquez di Aliens - Scontro finale e, guarda caso, proprio dal film di Cameron, anche Bill Paxton, di nuovo impegnato ad impersonare un chiacchierone con la faccia da schiaffi. Il suo personaggio prima si becca da Danny Glover, il monologo di culto del primo giorno da poliziotto, una roba delirante che si conclude con l’augurio “Hey ragazzino, benvenuto al fronte”, ma prima ci fa tutti riflettere su cosa voglia davvero dire Harrigan quando dice :“La porta si muove avanti e indietro". Non lo so, ma da quando ho rivisto il film qualche giorno fa, è diventato il mio tormentone della settimana!


"Avanti e indietro,  avanti e indietro, cosa avrà voluto dire?".
A loro mondo, anche gli esagerati cattivi contribuiscono alla riuscita del film, come detto, risultano fumettistici, quindi in qualche modo in linea con la serie a fumetti della Dark Horse Comics che, poi, è anche uno dei motivi per cui questo film esiste.

Bisogna dire che specialmente nella parte centrale, il ritmo del film s'incarta un po’, probabilmente per un difetto strutturale da non sottovalutare: il primo film è un capolavoro esagerato perché inizia come un film di guerra girato alla grande, poi cambia improvvisamente genere, diventando a sorpresa un film di fantascienza, se non proprio un survival horror.

Una grossa porzione del fascino del film di McTiernan era data dall’effetto sorpresa legato ad una minaccia aliena che viene svelata poco alla volta, il problema di questo seguito è che da spettatori, ormai, sappiamo già tutto su armi e intenzioni dell’alieno, ma ci tocca sorbirci nuovamente un gruppo di personaggi che, raccogliendo prove (da veri poliziotti quali sono), arrivano a scoprire quello che noi spettatori già conosciamo.


Insomma in "Predator" uno che urla contro il cielo ci deve sempre essere.
Non è un caso che il film si riprenda dopo la solida scena nella metropolitana, quella in cui Bill Paxton entra di colpo nella storia del cinema, come l’attore che è riuscito a farsi ammazzare da Predator, da Alien e da Terminator! Ma su questo argomento ci torniamo, perché un altro attore è riuscito a tallonare Paxton, ne parleremo nel corso di questa rubrica.

"Vedo arrivato 'sto palestrato nudo, e all'improvviso Puff! Sono morto!".
Superato l’inevitabile momento “Spiegone” in cui scopriamo le vere intenzioni del personaggio di Gary Busey (spalleggiato dal suo secondo in comando, Adam Baldwin, per ribadire che a facce note questo film è ben messo), il film riprende di slancio, le scene migliori sono senza ombra di dubbio il massacro nel mattatoio e lo scontro in uno contro uno tra Danny Glover e l’alieno che sfonda pareti e terrorizza vicini di casa con le sue grida di dolore, mentre con il suo kit di pronto intervento, si cauterizza il braccio mozzato, nemmeno fosse John Rambo!

Anche se i quarti di bue appesi, ricordano più Rocky che Rambo.
Dal punto di vista della mitologia degli Yautja, il film s'impegna a fornire ai predatori un sacco di nuove armi, la mia preferita resta la rete-taglia-tutto: sembra un misto tra la classica rete da gladiatori che normalmente t'immagini utilizzata da Kirk Douglas in “Spartacus”, con la gustosa variante che una volta avvolta intorno alla preda, si tende fino a ridurre il malcapitato in listarelle tagliate sottili sottili (che non potete dire di no), una roba degna del trito da frittura del vostro chef televisivo preferito.

Notevole anche il letale frisbee tagliente, quello di cui s'impadronisce Mike e con cui riesce a ferire l’alieno, è impossibile non mettersi a gridare “Lame rotantiiiii” quando lo vediamo in funzione, detto questo, oggi può sembrarvi strano, ma da bambino ne avrei sempre voluto avere uno anche io, anche perché nel 1990 erano molto di moda, per colpa di questo film, ma anche per via di un altro mio cult infantile, “Arma non convenzionale”, di cui un giorno potrei anche decidere di parlarvi (sapevatelo!).


Non litigate bambini, altrimenti il Frisbee affilato ve lo tolgo!
Anche se la scena migliore resta sicuramente il finale. Fino a quel momento Danny Glover si conferma del tutto credibile nel ruolo del tosto eroe dell’azione, sia quando prende a male parole il mitico Robert Davi, sia quando risponde colpo su colpo al Predator, ma l’apice lo raggiunge nei minuti finali del film, quando all’interno della nebbiosa e fighissima nave aliena, si ritrova circondato da una dozzina (o forse più) di Yautja e con aria spavalda si gioca la frase maschia: “Ok, chi è il primo?". Dimostrazione che anche nei momenti peggiori, sfoggiare faccia tosta è sempre cosa buona e giusta.

Gorilla Yautja nella nebbia.
In questo film abbiamo la conferma che gli Yautja non lasciano indietro i cadaveri dei loro simili, ma anche che nel corso dei secoli hanno più volte fatto visita al nostro pianeta, in cerca di prede meritevoli con cui testare il loro valore di cacciatori, la prova è la pistola ad avancarica targata 1715 che una delle creature regala a Mike in segno di stima; il finale, poi, con i soccorsi che accorrono a recuperare l’unico sopravvissuto sulle note del tema di Alan Silvestri che si ascolta sempre molto volentieri.

Il momento che fa venire giù il teatro è sfuggevole, ma esaltante: Harrigan dà una sfuggevole occhiata alla collezione di crani dell’alieno ed è impossibile non notare la riconoscibilissima sagoma della capoccia di uno degli Xenomorfi di Alien, l’idea d'inserirla nel film è venuta proprio al regista, per onorare i fumetti della Dark Horse Comics (storia vera!). Può sembrare una cosa da nulla, ma la trovata mi esaltò non poco da bambino, probabilmente perché si trattava del primo “Crossover” (per usare un termine in voga nei fumetti americani) tra due personaggi cinematografici che ho sempre amato molto, forse nell’anno di grazie 2017, dove i film dell’MCU hanno reso normale vedere super eroi zompare da un film all’altro, può sembrarvi roba da poco, ma nel 1990 vi assicuro non si vedeva tanto spesso. Nella mia capoccia di bimbo venivano gettati i semi di quanto sarebbe stato figo vedere un film con Yautja e Xenomorfi insieme, ma questa… E’ un’altra storia.


Se guardate bene, si vede anche il teschio della mamma di Bambi.
Sono contento di aver rivisto “Predator 2”, era parecchio che non mi concedevo questa piccola gioia, certo non allaccia nemmeno le scarpe al primo film, ma resta un onestissimo seguito che ho avuto la fortuna di poter scoprire in VHS da bambino, lontano dal clamore della sua uscita in sala azzoppata dall’assenza di Schwarzenegger, che è la principale mancanza da dover digerire quando si parla di questo seguito.

In ogni caso, un film onesto, godibile e pieno di sbudellamenti ragguardevoli, è un peccato non aver mai potuto vedere i vari “Predator 3” e “Predator 4”, ci siamo dovuti accontentare di “Predators”, ma per quello ci vediamo tra sette giorni.




Se volete curiosità, memorabilia, articoli, informazioni e valanghe di passione su Predator e gli alieni della Fox, tutti i giorni trovate il blog curato da Lucius Etruscus, 30 anni di Aliens (Viaggi nel mondo degli alieni Fox), imperdibile per gli appassionati di questa saga!

32 commenti:

  1. ottima recensione. grazie
    predator 2 è un film fortemente sottovalutato.
    come sequel ha tutto: azione , ottimi effetti speciali ottimo cast ( è sempre un piacere vedere in azione quelle due pellacce di busey e baldwin)
    la sceneggiatura non ha ricevuto l'oscar ma regge eccome.


    non ho capito chi è l'attore che è riuscito a tallonare Paxton.


    Grazie

    Rdm

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    1. Secondo me è Lance Henriksen

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    2. Grazie a te! Era una vita che non lo rivedevo, sono certo che chi lo vide in sala ai tempi rimase deluso, e capisco anche il perché, non ha nulla da spartire con il primo film a livello di qualità, però funziona come omaggio ai fumetti della Dark Horse Comics, è popolato da tutte le facce giuste, e ti dirò, mi sono divertito di più a rivedere questo che a rivedere “Predators” (prossimamente su questi schermi).

      I sequel fatti bene sono diversi da questo film, ma tutto sommato si lascia guardare ;-) Cheers!

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    3. And the winner is: Fabio! :-D
      Dai era abbastanza semplice, anche se a ben guardare non viene proprio ucciso. Cheers

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  2. VERO

    A me Alien vs Predator (2004) è piaciuto.

    nel dvd negli inserti speciali c'è raul bova che dice parolacce in italiano!!!!!!!!!!!!

    povero raul.

    RDM

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    1. Proprio lui ;-)
      Arriverà il commento anche di “AvP”, per altro, la versione che ho visto è proprio quella estesa, con le parolacce di Raul Bova ;-) Cheers!

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  3. personalmente predator 2 batte predators 3 a 0.

    di predators mi ricordo solo il protagonista (l'oscarizzato adrien brody ) palestrato e il grandissimo danny trejo.

    e basta . non mi ricordo altro di predators che ho visto al cinema .
    invece predator 2 l'ho visto 20 volte in televisione.

    grazie e buon week end-

    e ricordati sempre " ......la porta si apre avanti e indietro.........."

    rdm

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    1. “Predators” non è un brutto film, fa il suo dovere, ma osa pochino, e poi fa di tutto per cancellare dalla storia questo “Predator 2”, che non è un capolavoro, ma nemmeno un aborto da nascondere sotto il tappeto in questo modo, ne parleremo… Tra 7 giorni ;-)

      Buon week end anche a te, è tutta la settimana che a chiunque ripeto “la porta si muove avanti e indietro” e mi godo le facce dubbiose :-P Cheers!

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  4. Non ho visto la pellicola e confesso - protetto dal nickname - che tra una cena da MacD con Michael Keaton cameriere in costume corazzato da avvoltoio hi-tech che mi propina un McBacon senza patatine a torciglione speziato e la rilettura di Aliens vs Predator II di Claremont/Guice ed il compianto Barreto non ho un attimo di esitazione. Chris ha decisamente fatto meglio e Butch ha il viziaccio di usare troppi supporti fotografici e quindi Ed non basta x evitarmi una serata davanti al BatBeetleFounder. Consiglio agli amanti del trash anni novanta anche se frutto dei primi vagiti del secolo in corso lo one shot con Darkness e Witchblade lato Top Cow di Marc Silvestri ( nessuna parentela con il citato Alan ndr ) e Predator e Aliens lato Dark Horse. Testi di David Guinn e disegni di Mel Rubi nel suo momento esco dalla combo McFarlane/Jim Lee di Grifter. Non proprio Watchmen o Maus, ma divertente.
    Qualche nota su Predator II al cine nota solo agli addetti al lavoro. Contrariamente a quanto tutti pensano nella tutina del cacciatore con la chioma rasta è Mel Gibson in uno dei momenti in cui il suo senso dell'umorismo non era solo raccontare barze sui polacchi ai poliziotti polacchi. Mel non è esattamente un titano - a dirla tutta è una mezza porzione - e quindi si risolse con stivaletti con rialzo interno come quelli del Big Man nello Spidey di Lee e Ditko cioè praticamente le scarpette con il magheggio di un ex premier nostrano.
    Gibson non era ancora il tizio cerebrale di pellicole recitate in lingue morte anche se stava già pensando ad un riposizionamento del prodotto Gibson e ricordava con nostalgia i tempi pazzi di Max il Pazzo, ruolo che non poteva + riprendere perchè sommato al picchiatello Riggs sarebbe stato stigmatizzare una deriva da caratterista e da lì il passo ad interpretare solo il Joker o il tizio che muore un frame prima di Lance o Bill ( o Sean Bean ndr ) era breve come la carriera di quelli che nei film muoiono il frame prima eccetera.
    Io non sono un fan di Mel, ma credo che P II sia stata la sua miglior prova. Non ci sono piccoli ruoli, ma solo piccoli o grandi attori. Io sto scrivendo per Mel un biopic su Alan Ladd - l'idea è che Ladd fosse picchiato nella zucca come Bela Lugosi e credesse davvero di essere Shane e tutti i suoi eroi che dominavano, x contratto ( storico ndr ) , attrici + basse del divo. Gibson mi ha chiesto di farne un western postapocalittico da girare a Matera, io ho rilanciato proponendo di realizzarlo come una fiaba di Tim Burton in Brianza con i nanetti di gesso che si muovono in CGI. Vedremo.

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    1. Dici che in realtà Joel Silver ha radunato a tradimento la coppia di “Arma letale” senza dircelo ;-)
      Di “Alien vs Predator” ho letto pochino, ma i vari post di Lucius (sparsi nel post) mi tengono aggiornato. La Top Cow non era male, Witchblade mi piaciucchiava, ma preferivo molto di più il Jackie Estacado del mio Garth Ennis, quando ha partorito quel personaggio era bello ispirato, immagino da un altro numero di Guinness scolate ;-) Cheers!

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  5. E' notizia di questi gg: pare che Witchblade tornerà in tv con una nuova serie. Darkness non ha chiuso da molto ed io la starai ancora leggendo se Marc Silvestri la stesse disegnando come disegnava X-men e Wolverine ( chine di Dan Green ) in modalità quasi Jordi Bernet. Tante teste eccetera. Con il suo passaggio alla Image , se non consideriamo i primissimi numeri di Cyberforce, purtroppo ( x me ) , Marc ha seguito il solco di spariamocilepose Jim Lee. Se Jackie fosse stato disegnato con il muso del Logan di pochi anni prima ( run su testi di Larry Hama inizio anni novanta ) e le movenze da video harlem shuffle degli Stones , il suo fumetto ne avrebbe guadagnato. Guarda quanti primi piani nelle ultime pagine della prima saga introduttiva del personaggio. Ennis , con complici come McCrea ( Demon ), ha fatto molto meglio. La luccicanza di Garth si attiva quando lavora con storytellers come il compianto Dillon o Robertson etc. Silvestri ha scelto la deriva del fine artist ( si vedano gli xmen su testi di Morrison ) sostituendo la bic nella fondina con il cesello e probabilmente è ora + quotato, ma è uscito dal club dei cartoonists puri a la Walt Simonson, Rick Leonardi, Jon Bogdanove e Norm Breyfogle. So goes life.

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    1. Concordo, infatti è tornato anche all’ovile della Marvel, gli X-Men di Morrison e l’Hulk illeggibile di Jason Aaron (uno dei pochi fumetti davvero sbagliati da quell’uomo), ridimensionato a disegnatore ospite, quando veramente aveva tutto per spiccare il volo, mamma mia il Wolverine di Larry Hama, quanto ricordi! ;-) Cheers

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  6. Ok, il primo è un capolavoro assoluto (e Swartzie è Swartzie) ma anche questo spacca, come giustamente dici.
    E spacca alla grandissima, indovinando l'ambientazione (pratica che poi utilizzeranno anche in altri frachise) e protagonisti.
    Sarebbe stato bello vedere Arnold almeno in un cameo, lo ammetto, ma va bene uguale.
    Il bello dei film dei primissimi anni '90 (specie di questi che vogliono ambientarsi in un prossimo futuro) è che sono ancora terribilmente (e lo dico in senso positivo) anni '80 ma vogliono smarcarsi da quello stile, dando origine a ibridi cultissimi.

    Moz-

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    1. Anche secondo me l’idea del cacciatore nuovo re della città era forte, poi il film ha dei difetti, però ha una sua personalità, e la personalità conta ;-)
      Hai riassunto bene, i primi cinque minuti di questo film, sembrano l’inizio di un ipotetico “RoboCop 4” (quindi pieni anni ’80), un titolo ibrido di culto che riassume il tuo esempio? “Atto di Forza” che rientra a pieno nella categoria ;-) Cheers

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  7. Ovviamente vinci a mani basse, quando mi parli di alieni e predatori ^_^
    Avevo visto da pochissimo il primo Predator quando un mio amico si presentò con una cassetta pirata comprata per strada: era appena uscito il seguito! Così la prima volta che ho visto Predator 2 è stato tra una nebbia e l'altra, sul video confuso di una vhs pirata che si sentiva a malapena!
    Però è stato amore a prima vista: basta dimenticare il primo e lasciarsi andare. Anche perché è da questo sequel che attingono fumetti e videogiochi: le armi figose che vengono presentate sono uniche! E proprio in quel periodo la Dark Horse presentò un breve fumetto, "Bloody Sands of Time", in cui si raccontavano brevi storie in vari periodi storici... con Predator in mezzo! Tanto per dire che la Terra è da sempre loro terreno di caccia.
    Gary Busey è l'unico che può sopravvivere all'attacco di un Predator, perché è talmente cazzuto che gli basta aprire la sua enorme bocca per deviare qualsiasi arma :-D
    I 5 minuti iniziali li considero una lezione di cinema che molti hanno studiato e fatto propria: Hopkins non è McTiernan ma non gli manca nulla! La scena della metro fa ancora scuola: puoi paragonarla a tutti i Bourne o Bond che vuoi e ancora gliel'ammolla di brutto.
    E la scena della vecchia è da applauso ^_^ Insomma, magari non sarà il film dell'anno ma pochi titoli, di quella e di altre epoche, possono vantare un così alto numero di scene imperdibili pur "volando basso".

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    1. Volevo vincere facile questa volta ;-)
      Esatto, il primo è un capolavoro, dato di fatto, archiviato, questo ha tutto un altro spirito, più vicino ai fumetti, le vhs pirata erano oscene, ma quanti amori hanno fatto scoccare ai tempi che furono ;-)

      Gary Busey ha una bocca più dentata di quella di un Predator! I bigodini della vecchia sono il colpo di genio ;-) Hopkins alla fine il suo dovere lo fa, resta un film divertente, e mi hai confermato una cosa che pensato, se visto al momento, e con lo spirito giusto, può conquistare cuori ;-) Cheers

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  8. Ti confesso che del film mi ricordo parecchio poco, però grazie a questo post mi hai fatto venir voglia di rivederlo.
    Pensare che avevo anche il gioco per Amiga 500 di Predator 2 che sono certo di aver visto in videocassetta, ma di cui rammento pochissimo.

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    1. Bene, se sono riuscito a farti venir voglia di rivedere il film, ho ottenuto il mio obbiettivo ;-) Guarda nemmeno io ricordavo molto del film, erano anni che non lo rivedevo, ma mi sono sorpresa di scoprire che ricordavo tutte le parti più importanti. Anche io lo vidi in VHS, noleggiato ;-) Fammi sapere come lo hai (ri)trovato ;-) Cheers

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  9. Non è al livello del capostipite, è vero, ma la sua porca ed egregia figura la fa comunque non riproponendo -tra le altre cose- un Predator che sia l'esatta copia del predecessore: per quanto pure qui ci si trovi di fronte a un crudele e pericoloso "sportivo" (come lo chiamava Schwartzie) vengono mostrate delle sfaccettature in più, come il suo personale senso dell'onore e del rispetto che vediamo chiaramente all'opera proprio nella sequenza della metropolitana (il precedente del bambino poteva ancora ricadere -almeno in parte- nella casistica del bersaglio risparmiato perché non pericoloso) dove Paxton ci lascia la pelle, essendo armato come praticamente chiunque sul convoglio, compresa Maria Conchita Alonso che però se la passa diversamente visto che lo stato in cui la trova il cacciatore è davvero "interessante" ;-)
    P.S. Lost in Space è quello che è, ma alla fine gli si vuole bene lo stesso... di Hopkins, poi, non mi dispiacque nemmeno Nightmare 5 (che vidi al cinema, ai tempi). Ricordo di aver beccato in sala anche Arma non convenzionale di Baxley, e di aver dovuto aspettare un'eternità il DVD per potermelo rivedere com'era senza i soliti, stupidi tagli televisivi...

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    1. Bravissimo! Nel commento non sono riuscito a sottolineare bene la scene dove in metropolitana sono TUTTI armati, un momento satirico bellissimo, e diretto molto bene. Hopkins sa il fatto suo, è un onesto mestierante, che non ha fatto una fotocopia del primo film, il che per me è un bene. I tagli nei passaggi televisivi sono una brutta roba, ricordo anche io che "Arma non convenzionale" ai tempi veniva flagellato. Cheers!

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  10. Questo gioiellino gode di luce propria, il paragone con il primo non esiste perché non c'è paragone, sono film diversi, entrambi belli a modo loro. È il tipico azzardo di fine anni '80/inizi '90 ("Predators", puoi solo attaccarti al tram!) dove non si vuole replicare banalmente il primo film e solo per questo è elogiabile. Le battute sono divertenti, doppiate da Dio (in molte sequenze supera di gran lunga il film in lingua originale), i personaggi sono memorabili, la storia non è campata in aria e, ciò che più importante, non dà l'idea di un film partorito unicamente per fregare i fan e scappare con i soldi. C'è tanta cura e si vede. Portare il Predator in città invece di farci rivedere la giungla tropicale è subito una boccata d'aria fresca... insomma, un vero tesoro.

    Ricorderò sempre l'opinione del Mereghetti che sosteneva che gli orrori del Predator impallidivano davanti ai crimini delle efferate gang di strada in questa Los Angeles. Se questo era un detrimento per il critico, io ho trovato geniale l'idea della giungla urbana.

    Parlando da fan mi è sempre piaciuto credere che i personaggi di questo film siano gli antenati dei personaggi di Aliens (la collega ispanica->Vasquez, il fighetto sarà il bisnonno di Hudson, Danny Glover->Apone).

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    1. Trovo che il cast del film, renda più omaggio ad "Aliens" di quanto abbia fatta Rodriguez inserendo la "S" nel suo "Predators, che di fatto cosa ha fatto? Una copia sbiadita del primo film, a campi invertiti, con gli umani a giocare fuori casa. Ne parleremo di "Predators" ma questo ha più più personalità, mi ha divertito molto rivederlo, se poi la critica è quella, allora il film andrebbe rivalutato ;-) Cheers!

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    2. Credo che in generale abbia avuto una critica negativa e un pubblico indifferente. Inutile dire che non è un film per tutti, quelli che volevano una copia del primo (o un ritorno di Schwarzy) saranno eternamente delusi. Poi come seguito si trova nella difficile situazione di non poter affascinare in alcun modo... il fascino del primo film stava proprio nel mistero del predatore invisibile e delle dinamiche proprie di un "primo" film dove tutto è nuovo e non ci sono parametri da rispettare perché li stai scrivendo in quel momento. C'è anche il fatto che all'epoca la serie veniva vista più come un horror che un film d'azione quindi anche le aspettative erano forse un po' diverse (e falsate).
      È il classico "underrated movie"

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    3. I cambiamenti non sono stati percepiti come punti di forza (Danny Glover come protagonista, l'ambientazione urbana). Da spettatori conosciamo già l'alieno dopo il film di McTiernan, ma nessuna pellicola ha mai approfondito la curiosità che il pubblico ha su questi cacciatori, almeno "Predator 2" ci ha confermato che vengono a cacciare sulla terra da sempre, l'insuccesso del film però ci ha impedito di vedere altri seguiti, il che è un gran peccato. Cheers

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    4. Inoltre non sottovaluterei l'elemento che oserei definire "umoristico": un Predator può comandarsela nella giungla... ma contro le gang di Los Angeles non ha scampo! :-D
      Sto cercando di ripescarlo dai miei archivi, ma già anticipo che all'epoca mi inventai il gioco da tavola di questo film: con il PC di casa disegnai i vari scenari - strade, palazzi, metropolitana, astronave - e buttai giù regole forse un po' troppo leggere. In pratica si vinceva sempre :-D Non ci crederete... ma nessuno dei miei amici ci ha voluto giocare! Ero troppo avanti coi tempi... tipo di qualche secolo :-P
      Qualcuno ha detto che i fan di Aliens non stanno bene di testa: io ci aggiungo anche quelli di Predator :-P

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    5. Esatto! E' proprio per quello che la scena funziona ;-) Noooo! spero che spunti dai tuoi archivi, spero di vedere un post dedicato sul tuo blog sul gioco, io una partita me la sarei fatta :-D Pensa se poi uno è sia fan di Aliens che di Predator cosa succede ;-) Cheers

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  11. Recuperato recentemente... Oh beh, mi ha divertito abbastanza. Ho apprezzato molto Danny Glover

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    1. Oh bene, sono contento che ti sia piaciuto, Danny Glover è un grande, questa è una di quelle interpretazioni dove sembra che il primo a divertirsi sia stato proprio lui ;-) Cheers

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  12. Il friseebe mortale, già visto nel film "Arma non convezionale" dello stesso anno di Predator2, era probabilmente una idea di Craig Baxley regista di quel film, infatti Baxley fu già aiuto regista di John McTiernan nel primo Predator e grande mestierante, con decine di puntate alle spalle degli A-team e Hazzard,oltre ad avere diretto qualche film d'azione di serie B negli anni 80, come Action Jackosn,il sopracitato Arma non convezionale e Forza d'Urto, peccato per lui quest'ultimo film fu un fiasco totale e la carriera di Baxley, molto lanciata fini all'improvisso, probabilmente avrebbe dovuto dirigere lui Predator 2.

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    1. Molto probabile che sia stato un contributo del grande Craig Baxley, una volta di queste mi sparo una tripletta "Arma non convenzionale", "Forza d'urto" e "Action Jackson" :-D Pensa che qualche giorno fa ho beccato in tv una replica dell'A-Team diretta da lui, l'episodio in cui evadono dalla prigione con Murdock vestito da prete, Baxley era un grande, peccato si sia perso. Cheers!

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  13. Lo stavo vedendo da ragazzino, ma dopo il primo blocco pubblicitario al ritorno c' era la dicitura "vietato ai minori di 14 anni" ed io obbedii XD. Visto completo qualche anno fa, mi è piaciuta l' ambientazione metropolitana ed un certo ritmo, ma dopo la scena della metropolitana l' ho trovato un pò affrettato. Boh! E i gangsters che tolgono spazio al predator mi hanno un pochino snervato. Devo ammettere che non avendomi preso troppo non ricordavo tanto. XD La tua recensione mi ha dato una bella rinfrescata. Così come ho trovato interessanti gli annedoti sia lì che nei commenti.
    Quasi quasi me lo rivedo. XD Non ricordo se ho notato il cranio dell' alien, ma mi sa di no!
    "Arma non convenzionale"! Da un bel pò che devo decidermi a riguardarlo, ma ancora non lo faccio! Veramente veniva tagliato in certe trasmissioni TV!?! °_O Sic!

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    1. Ringrazio di esserme sempre fregato dei divieti, da bambino mi piaceva molto, a rivederlo mi sono divertito, malgrado i difetti, comunque più figo di “Predators” ;-) Cheers!

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