sabato 28 gennaio 2017

Moon Knight Vol. 1 - Lunatico: Il lato oscuro della luna


Alt! Time-Out Cassidy! Come volume uno? Sono già usciti tre volumi dedicati al cavaliere lunare di casa Marvel e ora siamo tornati al numero uno?

Moon Knight è diventato definitivamente un personaggio di serie A della casa delle idee, grazie al ciclo di storie firmate dal grande Warren Ellis, sei numeri in cui lo scrittore Scozzese ha rilanciato alla grande il personaggio, ora sappiamo che Marc Spector è davvero l’agente del Dio egizio Khonshu, ma sappiamo anche che è matto come un cavallo e si barcamena tra le sue identità, tra le quali quella mascherata di Mr. Knight.

Tutti gli autori che si sono susseguiti hanno portato avanti questo discorso impostato da Ellis, ma la Marvel è in continuo rilancio, quindi tocca “riavviare” anche la serie del cavaliere lunare, per farlo si sono rivolti ad un esperto, Jeff Lemire, autore canadese che si è fatto le ossa (e una reputazione) alla Distinta Concorrenza, con serie come “Animal man” e “Green Arrow” e per la Marvel ha già dimostrato di poter ereditare un personaggio dopo un grande rilancio, come ha fatto con Occhio di Falco, raccogliendone l’eredità dopo il bel ciclo di Matt Fraction.
Visto copertine interne, appena meno ispirate in vita mia.
Lemire dimostra di aver capito lo spirito del personaggio, ma anche le esigenze di rilancio, quindi dà un bel calcio al tavolo da gioco, mandando tutte le carte per aria, Moon Knight è sì un vigilante impegnato a proteggere i “Viaggiatori notturni” svolazzando sui tetti di New York avvolto nel suo bianco mantello, ma nessuno sa chi ci sia dietro alla sua maschera (tigre! … Scusate non ho resistito).

Di sicuro non Marc Spector che è da anni ospite di un istituto di igiene mentale e da anni i dottori lavorano sulla sua principale psicosi, ovvero la convinzione di essere Moon Knight, una situazione di partenza che ricorda molto quella del Randle McMurphy interpretato da Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, con tanto d'inevitabile fuga dal manicomio.


Un super eroe volò sul nido del cuculo.
Da una parte un paio di infermieri con le mani pesanti che con i loro metodi non propriamente gentili ricordano a Spector quanto sia “picchiatello”, dall’altra, un paziente hippie che, invece, gli ricorda di tenere duro, mentre Marc sempre più spaesato non sa più se quello che passa davanti ai suoi occhi sia la realtà, oppure il frutto della sua mente malata, compresi alcuni demoni dal look egiziano che pare abbiano preso possesso della città, la voce di Khonshu nella testa del protagonista dice la verità per caso?

A contribuire alla confusione mentale del personaggio e ad alimentare i dubbi di noi lettori, ci pensa Jeff Lemire che fa ritornare su queste pagine alcuni dei comprimari storici del personaggio: il socio francese che supportava Moon Knight nelle sue storie degli anni ’90? Qui è un l’uomo delle pulizie, così come la fidanzata storica di Spector, una paziente in stato semi catatonico. Diabolicamente Lemire ci suggerisce che tutte le storie a fumetti del personaggio, non fossero altro che i deliri di un pazzo.

Chi è più pazzo? Il pazzo o il pazzo che legge i fumetti.
Purtroppo, la parte più debole del volume risulta la fuga di Spector e della sua banda di pazzerelli, niente male vedere il protagonista costruirsi un costume da Moon Knight con stracci e vestiti trovati in manicomio, ma questa versione fatta in casa del vigilante, viene presto messa da parte quando torna la maschera (e il completo) di Mr. Knight. Mettiamola così: Warren Ellis aveva fatto un utilizzo del costume del personaggio ben più brillante di così.

Greg Smallwood con i pennelli sa il fatto suo.
Bisognerà attendere il prossimo volume per capire qualcosa di più sulla vera natura dei demoni egizi che hanno invaso New York ricoprendola di sabbia, per fortuna, a tenere alto il livello della storia, ci pensano i disegni di  Greg Smallwood, un ragazzo dallo straordinario talento visivo che può permettersi tavole pittoriche che omaggiano il grande Bill Sienkiewicz (uno che nella sua carriera è passato anche sulla pagine di Moon Knight), poi, per non farsi mancare davvero nulla, vuoi non omaggiare “Nighthawks” di Edward Hopper? Questa volta la celebre tavola calda del dipinto emerge tra le sabbie che hanno invaso New York, in fondo “Nighthawks” è stato citato da tutti, perché non anche da Smallwood?

Ho apprezzato molto il cambio di scenario imposto da Lemire, la parte di storia che ho preferito è quella iniziale, sarà che “L’Esercito delle 12 Scimmie” è uno dei miei film preferiti, oppure che Lemire ha capito che la lezione di Stan Lee, gli eroi Marvel sono “Super eroi con super problemi” in questo caso mentali.

4 commenti:

  1. La saga del personaggio la seguo attraverso i tuoi post perché quando ho provato a leggerlo non c'ho capito niente: sai bene quanto io sia incompatibile con la Marvel.
    Però noto con piacere che vengono sempre più coinvolti grandi nomi inter-genere, come Warren Ellis che sa spaziare tra personaggi molto diversi e fare parallelamente la sua carriera nei romanzi polizieschi. Ormai do per abbattuta la barriera che separava le "carriere" degli scrittori, e mi sembra una cosa ottima!

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    1. Non è semplice nemmeno per un lettore Marvel, quindi ti capisco, questo volume 1, avrebbe potuto essere il volume 4 senza nessuno problema.
      Vero, è ultimamente proprio il valore degli autori sembra tornare a pesare, per alcuni personaggi hanno carta (quasi) bianca, è così che vengono fuori le belle storie. Cheers!

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  2. Mi è servito molto questo volume. Mi ha aiutato a conoscere di più Moon Knight, che ammetto di conoscere molto poco.

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    1. E’ un personaggio tornato alla ribalta da poco, in effetti qui almeno hanno tenuto conto delle sue storie degli anni ’90. Cheers!

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