martedì 10 gennaio 2017

Jack Reacher - Punto di non ritorno (2016): How I met your Reacher


Sono nuovamente qui a parlare di Tommaso Missile che fa il giovanotto figo. Cosa vi devo dire? Non avevo nemmeno voglia di commentarlo questo film, anche perché rispetto al primo capitolo, va sotto bevendo dall’idrante e già il primo “Jack Reacher” non mi aveva propriamente fatto impazzire.

Se escludiamo la parentesi canora di “Rock Ages” (2012) e la particina in “Leoni per agnelli” (2007) diretto da Roberto Ford Rossa, il nostro Tommaso Missile ha ormai abbracciato i film di genere, in un estremo tentativo di recuperare con il sottoscritto, ma niente, mi guardo tutti i suoi film e molti mi piacciono anche, ma è da quella storia con l’Australiana che io e te non abbiamo più niente da dirci.

Non voglio fare il Sigmund Freud sabaudo, ma è chiaro che da quando Tommaso ha messo finalmente da parte la sua ossessione per vincere un Oscar, sia finalmente libero di concentrarsi solo suo (super) ego, in ruoli scritti e pensati per far pensare al pubblico: “Vah com’è giovane il Cruise!”.
Guarda caso, il nostro ha chiuso con l’Accademy, dopo essere rimasto a bocca asciutta per la sua ottima prova in “Collateral” (2004) dove davvero avrebbe meritato un premio, ma tanto i film di Michael Mann non vincono nulla e questo riassume tutto quello che penso della statuina dello Zio Oscar.

La saga di “Mission: Impossible” è stata una scommessa vinta, lo avreste detto voi che Cruise avrebbe avuto successo con il suo personale 007 Ethan Hunt? Non amo fare quello che sale sul carro dei vincitori, eppure mi sono goduto tutti i capitoli, in attesa del sesto già previsto per l’anno prossimo o giù di lì.


Va che energie il Tommaso! Pare un ragazzino!
Giusto per tenersi impegnato, Tommaso ha pensato bene di mettersi in scia ad un'altra tendenza, quella degli eroi d’azione letterari, i vari Jack Ryan di Tom Clancy, o i Jason Bourne di Robert Ludlum. Nella mia vita di lettore sono anche inciampato in qualche libro di Lee Child, il cui personaggio più celebre, il roccioso ex militare Jack Reacher, è quello che Tom Cruise ha scelto d'interpretare nel 2012 nel primo film diretto dal solito Christopher McQuarrie che ormai da tempo vive segregato in una cella nella villa di Tom Cruise, nutrito con secchi pieni di teste di pesce e vede la luce del sole solo per mettersi al lavoro sul nuovo film del suo Signore e Padrone.

Sul fatto che il Jack Reacher letterario sia un cristone di quasi due metri, biondo e con gli occhi azzurri, mentre Tom Cruise oltre ad essere moro è alto suppergiù, due mele o poco più, dovrebbe già dirvi del super ego di Tommaso. Del film, invece, posso dire che non era affatto male, ma se devo dirvi che mi è piaciuto mentirei, a distanza di tempo, su quel film mi vengono in mente solo due cose: il decoltè di Rosamund Pike e il cattivo interpretato da un Werner Herzog più diabolico del diavolo in persona. Questo vi dice di quanto mi abbia impressionato il film.


"Salve sono Tom Cruise, da contratto devo sfoggiare il mio sorriso ogni venti minuti".
Cosa funzionava del primo capitolo? Il fatto che malgrado la bassezza di Tom, il suo Jack era una micidiale macchina da guerra senza sentimenti, quello che dice le cose giuste, mena gente con la metà dei suoi anni e risulta fighissimo in ogni situazione, vi ho già parlato dell’ego di Tom Cruise, vero? No, ok, solo per essere sicuro.

Questo “Jack Reacher - Punto di non ritorno” inizia proprio da qui, la prima scena è anche la migliore di tutto il film, infatti è stata completamente bruciata dal trailer, con l’effetto finale di fare quello che quasi tutti i trailer fanno: venderti un film completamente diverso da quello che poi vedrai in sala.


"Se avete già visto il trailer potete uscire dal cinema anche adesso".
Esaurita la prima scena, il nostro Jack si appende al telefono, quello che Liam Neeson ha ormai reso un'arma per gli eroi d’azione americani sulla cinquantina e si mette a broccolare telefonicamente il maggiore dell’esercito che ha preso il suo posto nel quartier generale della 110ª unità di polizia militare in Virginia che, guarda caso, è anche la soldatessa più figa d’America, infatti la interpreta Cobie Smulders, la Robyn di “How i met your mother”, tenetemi l’icona aperta su questo che ripasso…

Non iniziate con "La soldatessa alle grandi manovre" eh? Dai fate i bravi.
Da qui segue una trama che non sarebbe sufficiente nemmeno per un episodio di una serie tv, una di quelle non particolarmente brillanti, il maggiore Susan Turner (sempre la Cobie Smulders) viene incastrata per un crimine che non ha commesso, Tommaso Missile perché è buono e puro di cuore (o forse perché se la vuole fare, più probabile) decide di aiutarla a scagionarsi, in tutto questo, uno dei testimoni chiave è una ragazzina bionda con la faccia da Bulldog incazzato di nome Samantha Dayton (Danika Yarosh) che, guarda caso, potrebbe essere anche la figlia di Jack. Ma che colpo di scena originale!

Ricapitoliamo: attore sugli ‘anta, che fa film d’azione, dove il motore della storia è la figlia del protagonista... A parità di trama, mi tengo stretto Mel Gibson che almeno ha dei trascorsi cinematografici differenti da quelli di Tom Cruise e, intanto, penso se fosse davvero necessario umanizzare Jack Reacher?


Ma è il seguito di "Jack Reacher" oppure quello di "Intervista col vampiro"?.
Il personaggio funziona proprio perché è una macchina da guerra pronto a prendere tutto e tutti a calci, qui vederlo impantanato in paranoie paterne è francamente una palla che affossa il personaggio e con lui ogni possibilità di un altro franchise serio. Mi spiace Tom, ma è meglio se ti concentri su “Mission: Impossible”.

Una saga dove Tommaso Missile ha dimostrato di sapersi scegliere sempre il regista giusto a seconda del tono della storia, per questo “Jack Reacher - Punto di non ritorno” ha deciso di tornare a collaborare con Edward Zwick, che lo aveva già diretto nel film “L’ultimo Samurai” (2003). Ora, io ho visto il film solo alla sua uscita in sala, ma sbaglio o era una gran cagata?


"No, non voglio cambiare operatore, sono felice della mia tariffa telefonica".
Edward Zwick è uno che sa lavorare bene con il dramma dei personaggi (si, sto pensando a “Glory”), qui, invece, è in affanno a dirigere le scene d’azione, tipo l’inseguimento in auto di metà film che cerca di imitare Jason Bourne, in compenso, farcisce la sua sceneggiatura di dialoghi delicati e piacevoli come le unghie sulla lavagna, no sul serio, quando la ragazzina fa il terzo grado a Cobie Smulders, sembra la sagra del clichè delle soldatesse americane.


Tommaso si gioca la carta "Il fascino della divisa".
Visto che l’ho citata, Cobie Smulders sta cercando di riciclarsi dopo aver interpretato Maria Hill in Avengers, il problema è che qui è di nuovo nella zona delle operazioni, in una storia che prevede figli e genitori, in pratica sembra una stramba puntata spionistica di “How i met you mother”, una specie di “How i met your father”. Se è una cosa voluta, il direttore del casting è un gran burlone!

Mi fa piacere vedere che Robert Knepper stia riuscendo a ritagliarsi un ruolo da caratterista per le parti da cattivone, il T-Bag di “Prison Break” con quella faccetta tenera è nato per questo ruolo, ci ha messo parecchio, ma dopo Hard Target 2 è già il secondo ruolo da cattivo credibile per lui.

Insomma, se del primo film ricordo poco, penso che questo lo dimenticherò ancora più in fretta, spero vivamente che Tommaso Missile non decida di far provare le gioie della paternità anche ad Ethan Hunt, altrimenti ci giochiamo pure la saga di “Mission: Impossible”.

12 commenti:

  1. Già non apprezzo la saga di M:I, ti lascio immaginare cosa ne penso di Tom il Giovane :-D Quando ho visto il trailer dell'imminente The Mummy ho fatto di quei Maccosa che ho la faccia rossa a forza di manate :-P
    Il primo Reacher era tutto occupato da Tommino che gonfiava il petto e tratteneva il fiato nel disperato tentativo di sembrare figo: qui non ci prova neanche perché deve fare il "buon padre". A me sembra che spari nel mucchio sperando di beccare qualcosa...
    A questo punto devo dire qualcosa di molto forte, che mi costa dolore: perché i blasonati eroi d'azione non fanno come Seagal e usano il proprio nome per lanciare gli eroi d'azione del futuro?
    Scusa la bestemmia :-P

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    1. Il mistero del trailer di “The Mummy” è che la mummia vera del film è Tommaso ;-)
      Mi piace il tuo concetto di sparare in aria cercando di beccare qualcosa, rinunciato a vincere i premi da “Attore bravo” si è riciclato nei film d’azione, come a voler fare concorrenza a Liam Neeson.

      Espressione forte ma che capisco, sarebbe sicuramente meglio, gli anni 90 non hanno fornito un ricambio generazionale. Onestamente non credo che tra 10 o 15 anni nessuno farà mai gli Expendables con Tom Cruise, Liam Neeson, Matt Damon e Keanu Reeves, sarebbe tedioso. Cheers!

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    2. Cruise e gli altri non sono neanche sacrificabili! Il loro ego li costringe a fare sempre i giovani invece di costruirsi del carisma e farsi delle scuderie di giovani protetti a cui lasciare un po' di spazio. Sono lontani i tempi in cui Danny De Vito lanciava quel suo giovane amico promettente, un certo Kevin Spacey ;-)

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    3. Danny De Vito poi è sempre stato uno che ci vedeva lungo, anche come produttore ha prodotto pochi film ma buoni. Non si rassegnano a due cose, al tempo che passa e al fatto di non essere più famosi come un tempo.

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  2. Ormai per Tom Cruise provo più che altro inquietudine per il suo aspetto sempre giovane a 50 anni suonati... sarei curioso di vedere a che riti lo sottopongono i suoi amichetti di Scientology: bagni in sangue di vergine? Latte d'asina aliena? sacrifici umani?

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    1. Ecco! Quello sarebbe un soggetto con protagonista Tommaso Missile che vorrei vedere, un horror con rituali in maschera che "Eyes wide shut" sembra un video parrocchiale ;-) Cheers

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    2. Per me gli fanno vedere "Giovinezza" di Paolo Sorrentino: dopo, chiunque vorrebbe rischiare la vita sul set di Missione Impossibile :-D

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    3. "Tom viene a vedere Sorrentino" un attimo dopo, si sente solo un rumore di motori in decollo ;-) https://i0.wp.com/www.badtaste.it/wp/wp-content/uploads/2015/06/mission-impossible-banner.png?fit=600%2C300&quality=85&strip=all

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  3. Io è proprio dal 2004 con Collateral che non riesco a guardare seriamente un film con Tom Cruise - a parte Rock of Ages che soprattutto grazie alla musica mi è piaciuto davvero parecchio -, tant'è che di questo avevo saltato senza farmi problemi pure il primo..

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    1. Puoi saltare anche il secondo senza problemi ;-) "Collateral" era una gran prova in un gran film, "Rock of Ages" invece è stato troppo per me, già Tommaso non mi è simpaticissimo, ma sentirlo cantare Bon Jo... Non riesco nemmeno a scriverlo ;-) Cheers

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  4. Sai Jack Reacher non riesco proprio a mandarmelo giù. Di tutte le cose che ha fatto Cruise, mi sembra la più "Meh"

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    1. Dici bene, questo film è "Meh" di sicuro. Cheers!

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