lunedì 23 gennaio 2017

Allied - Un'ombra nascosta (2017): Avremo sempre Casablanca


Ormai lo sapete che sto cercando in tutti i modi di smetterla di fare uso di trailer, ma per quanto riguarda questo “Allied” con UTILISSIMO sottotitolo italiano “Un'ombra nascosta” (un'ombra di che? Bah!), la pubblicità è stata talmente martellante che per starne alla larga, avrei dovuto fare come Carl Hauser e portare le chiappe su Marte (Cit.).


Perché in questo strambo Paese a forma di scarpa siamo fatti così, siamo proprio fatti così: dentro abbiamo un cuore, solido motore, che batte per le stelle di Hollywood, quindi grosso modo da settembre hanno iniziato a strombazzare l’uscita del nuovo film del neo divorziato più ambito del mondo, Brad Pitt, anzi di BRAD PITT! Con Marion Cotillard, gli amanti del gossip si sono spesi in fiumi di parole sul fatto che la francesina fosse la vera ragione dietro al fatto che ora Brad Pitt (oopps scusate BRAD PITT!) ora è di nuovo BRAD PITT! E non più Bradangelina.

Ora, chiamatemi scemo (avreste ragione da vendere), ma beccami gallina se avevo capito che il film era pure diretto da Robert Zemeckis, in fondo chisseloincula il regista quando c’è BRAD PITT!


Una foto di BRAD PITT! per ricordarvi che in questi film recita BRAD PITT!
Se il papà di Ritorno al futuro non è un motivo sufficiente d'interesse presso il grande pubblico, figuriamoci lo sceneggiatore, Steven Knight autore di cosine notevoli come “Eastern Promises” di David Cronenberg e del tesissimo “Locke”, ma anche di robetta molto meno che memorabile tipo Il settimo figlio.

Poi che vi devo dire? Io sono un animo semplice, basta che mi dite: “Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale” e già mi avete venduto il film, ma questa volta BRAD PITT! Anzichè guidarecarri armati in prima linea, è una spia che lavora nell’ombra, sarà questa la spiegazione del sottotitolo? Bah, non so.

Il canadese Max Vatan (diciamolo ancora una volta se non si fosse capito… BRAD PITT!) viene paracadutato a Casablanca nel 1942, la sua missione non è quella di cambiare sesso, né di fare concorrenza ad Humphrey Bogart, ma contattare la spia francese a capo della locale resistenza, Marianne Beausejour (Marion Cotillard che continua imperterrita a scovare ruoli in film americani dove il suo accento torna buono, brava lei).


"Oh Mon Dieu!", "Mon Dieu lo dico io, mi sta uscendo l'ernia!".
I due dovranno fingersi marito e moglie, copertura ideale per portare a termine la missione, ovvero uccidere un ambasciatore tedesco e poi lasciare il Paese. Complice l’intimità della missione, o l’avvenenza della controparte (fate voi) i due s'innamorano sul serio, tornano a Londra, si sposano e Marianne sotto i bombardamenti tedeschi mette al mondo un figlio. Dettaglio non da poco che durante il travaglio la francese dica al marito una frase che non vi ripeto per ragioni di SPOILER, ma che di fatto potrebbe concludere il film dopo mezz’ora.

Sì, perché fino a qui non ho fatto altro che ripetervi quello che si vedeva già nella (martellante) pubblicità, non è impossibile intuire la prossima svolta, ovvero che Marianne non la racconta giusta e gli alti vertici (rappresentati dal bravo Jared Harris) fanno notare allo SVEGLISSIMO Max che sua moglie potrebbe essere una controspiona Nazista.


"Che cavolo stai dicendo Willis?".
Da qui la trama procede in maniera didascalica, il Max cerca di trovare le prove sull’identità della moglie, interrogando una serie di personaggi uno più melodrammatico dell’altro e il finale, anche questo non imprevedibile, ma comunque meno scontato di quello che mi sarei aspettato, è appunto tinto da tocchi melò che faranno più contenta la porzione di pubblico venuta giù per vedere BRAD PITT! Che quella che avrebbe voluto godersi una storia di spie ambientata durante il secondo conflitto mondiale.

Anche perché, a tratti, mi è venuto da pensare che se la stessa trama, fosse stata ambientata nel 2017, sarebbe cambiato davvero poco ai fini della storia, perché gli Americani hanno sempre un conflitto in corso che il cinema può sfruttare e penso che sia davvero l’unica nota positiva della loro politica estera.

A ben guardare, poi, a livello storico il film è tutto meno che accurato, alcuni costumi mi sono sembrati anacronistici per il periodo storico, inoltre, verso la sua metà assistiamo ad un bombardamento tedesco su Londra, storicamente errato considerando che gli alleati parlano già di sbarco in Normandia, ma capisco che dal punto di vista cinematografico, era una tentazione troppo ghiotta quella di mostrare la capitale inglese sotto le bombe.

Poi sono dettagli da impallinato di documentari di guerra, non sono certo gli errori storici ad impedirmi di godermi un film (titolo a caso? Raiders mi sembra l’esempio perfetto), ma iniziamo a fare le dovute distinzioni, BRAD PITT! Sarà anche il principale motivo di interesse del 90% del pubblico, ma mi è parso piuttosto spento rispetto al suo solito, inoltre vederlo alle prese con le difficoltà di simulare un convincente accento da vero Parigino, mi ha fatto inevitabilmente pensare quando cercava di scandire “GORLOMI” tra le file dei “BEsterdi” di Tarantino.


"Giuro che se devo ripetere GORLOMI un'altra volta mi metto ad urlare".
Note positive, a differenza proprio del sopra citato film (che è stato devastato dal doppiaggio italiano), qui per lo meno la coppia parla tra di loro in francese (sottotitolato) per mantenere la loro copertura, troppo spesso i film dimenticano che il secondo conflitto mondiale, è stato anche una babele di lingue differenti.

Marion Cotillard mi è sembrata molto più in palla, anche rispetto alla media delle ultime particine in cui mi è capitato di vederla, purtroppo per motivi di trama il suo ruolo viene ridimensionato in termini di minutaggio, nel secondo tempo del film.

Robert Zemeckis, di suo, fa un lavoro rimarchevole, non si parla mai del fatto che Bob sappia il fatto suo in quanto a movimenti di macchina da presa, qui ne piazza un paio di davvero riusciti, come quello di apertura sul paracaduto di BRAD PITT! Oppure, la scena della festa, dove Zemeckis allarga il campo ma tenendo sempre la Cotillard, a dirla tutta anche il climax finale è gestito molto bene, temo soltanto che, a distanza di qualche giorno, del film potrebbe restarmi davvero poco, perché è ben fatto, ma di certo, non memorabile.


"Hai per caso voglia di un ME nel deserto?".
Se vi accontentate di vedere BRAD PITT! Il film farà sicuramente per voi, nell’economia della filmografia del regista resta un altro buon film, ma non credo proprio sarà necessario ritoccare la vostra personale “Top 5” dei film di Zemeckis.

14 commenti:

  1. Ammazza che palle!Nonostante un Brad Pitt clamorosamente fig...piuttosto affascinante, un polpettone troppo lento nella prima parte e troppo frettoloso nella seconda. Peccato perché l'omaggio a Casablanca era un'idea di base caruccia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo, il soggetto era da fregarsi le manine, ma scade tutto nel melò. Su Brad Pitt mi rimetto al superiore giudizio femminile, al massimo posso limitarmi ad un “Cotillard bene” ;-) Cheers

      Elimina
  2. L'essere un asociale brontolone mi ha permesso di riuscire ad ignorare ogni trailer o speciale o altro di questo film, così che non solo non sapevo di Zemeckis ma addirittura non ricordavo che fosse il film con BRAD PITT ^_^ Il risultato è che non mi è dispiaciuto, anche se onestamente non ci ho prestato attenzione più di tanto. E' stata una storiella carina che credo non ci provi neanche a fare rimandi ai film di guerra: è una pellicola per mostrare lo scapolone d'oro e la bella francese, però alla fine mi è piaciuto. Però ignoravo tutto della trama e l'elemento sorpresa ha sempre un po' di peso.
    La Cotillard la adoro da quando faceva la moglie di Daniel nella saga "Taxxi" di Luc Besson - dove risplendeva di luce propria! - mentre Brad è vittima dello stereotipo americano per cui un attore di classe sappia parlare il francese alla perfezione: lo ha dimostrato nell'indigesto "By the Sea" (credo l'ultimo girato con la moglie) dove per almeno metà della storia parla francese come se si sentisse uno chansonnier. Invece sembrava Fiorello che fa l'imitazione di uno chansonnier! Si vedeva che le comparse lo guardavano come a dire "Ma come parla 'sto matto?"
    Già solo pensare di imitare l'accento parigino è da folli, per uno straniero, ma credo che Brad sia in fase superomistica. Ricordo che durante uno dei suoi concerti in Europa, Woody Allen parlò in francese al pubblico (se avesse usato la lingua spernacchiona sarebbe stato molto più comprensibile) e Robbie Williams ogni tanto canta in francese, come uno che abbia fatto solo una lezione di lingua. Insomma, agli anglofoni il francese piace e Brad è il più piacione di tutti :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è affatto girato male, la regia di Zemeckis è il punto di forza, specialmente nella parte finale, basta digerire il fatto che non è un film di guerra tutto lì ;-)
      La Cotillard ultimamente ha questo ruolo di "francese nei film americani" si accaparra tutte le parti, ma anche secondo me è bravissima ;-) Hai fatto degli ottimi esempi, ma con il paragone con Fiorello hai vinto tutto ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Mi è piaciuto ma non lo ritengo uun film memorabile. Non mi ha per nulla impressionato, ma da Zemeckis io mi aspetto sempre qualcosina in più - che ad esempio mi hanno dato The Walk o il tanto odiato e contemporaneamente amato Forrest Gump -.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui salvo la regia, ma dici bene non è memorabile, e comunque "Forrest Gump" è un film mitico, che lo si ami o lo si odi ;-) Cheers

      Elimina
  4. Sono comunque curioso di vederlo... Che sto leggendo davvero recensioni contrastanti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Zemeckis si guarda, sempre e comunque, anche solo per l’eleganza con cui muove la macchina da presa, fammi sapere come lo hai trovato ;-) Cheers

      Elimina
  5. mi ispira, ma non così tanto da vederlo al cinema...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Corre il rischio di venir dimenticato presto, anche se é girato bene, fammi sapere come li hai trovato ;-) Cheers

      Elimina
  6. Visto stasera. Come dici tu, una regia che si fa notare, ma un racconto davvero old school che in questo momento non lascia molto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A distanza di qualche giorno, mi ricordo davvero solo la regia di Bob Zemeckis, non è un brutto film, è poco memorabile. Cheers

      Elimina
  7. Zemeckis l'ho sempre ritenuto uno "bravo e basta" e, nonostante il tema, come film mi annoiava già dl trailer. E i pareri generali non aiutano a invogliare la visione :/
    Comunque se è vero che BRAD PITT! si è invaghito della Cotillard... beh, lo capisco T.T

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come fai a non perdere la testa per la Cotillard? Poi si sa che al ragazzo piacciono bruttine :-P Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...