mercoledì 14 dicembre 2016

Yoga Hosers (2016): C'era una volta Kevin Smith


Lo confesso senza vergogna: ho sempre apprezzato i film di Kevin Smith, anche i più stupidi, ma evidentemente ormai a Kevin Smith non piacciono più gli spettatori cinematografici, almeno a giudicare dal secondo capitolo della trilogia di cui nessuno sentiva il bisogno.

Che il regista del New Jersey sia in rottura prolungata con il mondo del cinema, non lo scopriamo certo oggi, è da tempi di “Red State” (2011) che il nostro è alla ricerca di nuovi modi per distribuire, produrre e, forse, anche pensare al cinema. Nel frattempo, oltre ai suoi storici compagni di cazzeggio, Smith insieme a Ralph Garman ha lanciato Hollywood Babble-On, il podcast che di fatto è la “stele di rosetta” per decriptare un film che sarebbe troppo facile etichettare con un frettoloso “Smith si è fumato il cervello” che, poi, è anche la prima cosa che ti viene in mente guardando “Yoga Hosers”. Trama e poi cerchiamo di dire qualcosa di sensato su tutta questa stramba operazione.


Ecco, provateci voi ad essere sensati parlando di questi qua!
Ventidue anni dopo “Clerks”, Kevin Smith torna ad occuparsi di commessi, non del New Jersey ma di Winnipeg nel Canada, dove in un negozio molto simile a quello di Dante, facciamo la conoscenza di Colleen M (Harley-Quinn Smith) e Colleen C (Lily-Rose Depp), due ragazze di 15 anni (e mezzo) impallinate di Yoga, smartphone dipendenti che spesso si prendono lunghe pause per strimpellare (dire cantare sarebbe troppo) pezzi nel retrobottega con il loro batterista (Adam Brody).

La vita prosegue con la solita routine, lezioni di Yoga con il maestro Yogi Bayer, interpretato da Justin Long barbuto, per questa ragione si chiama come il famoso orso fanatico di cestini da pic-nic, giusto per farvi entrare nell’ottima dell’umorismo del film…


La meditazione, quella che vi servità per vedere questo film.
Un giorno a scuola l’insegnante di storia (Vanessa Paradis) racconta il dimenticato trascorso del partito Nazista canadese (Sigh!) e del suo carismatico leader scomparso da decenni, ma il colpo di scena vero arriva quando durante il turno di notte, le due Colleen dovranno vedersela con un attacco di “Bratzis” e qui se non dovessi continuare con la descrizione alzerei le mani dalla tastiera per posarmele sulla faccia in un doppio FACCIAPALMO. Diciamo solo che i “Bratzis” sono dei bastardelli alti alcuni centimetri, dei salsicciotti umanoidi (!) con elmo a punta germanico e casacca da Giubbe Rosse canadesi (!!) che oltre ad essere interpretati dallo stesso Kevin Smith con uso di pesante make-up (!!!), uccidono le persone infiltrandosi su per il… Non ce la faccio, vi lascio solo i punti esclamativi (!!!!) e vado con il FACCIAPALMO doppio.

Kevin Smith nella sua migliore imitazione di Maurizio Costanzo.
Purtroppo, ‘sta roba non è ancora terminata! Se le strambe salsicce, altrettanto grezze, ma molto meno simpatiche di quelle di Sausage Party non bastassero, sappiate che compare anche in questo secondo capitolo, il Detective Guy LaPointe (Johnny Depp truccato, ma dai? Johnny Depp truccato? Non succede mai!) che aiuterà le ragazze nella loro indagine sul malvagio Leader che ammorberà loro (e soprattutto noi spettatori) con le sue imitazioni di Al Pacino e Arnold Schwarzenegger.

Vi giuro che non ho toccato alcool o droghe per scrivere questo commento, il film esiste, non me lo sono inventato!

Kevin Smith ha davvero deciso di portare avanti la trilogia sul True North, anche se dopo il primo capitolo, la stramba parodia dei body Horror con trichechi di Tusk, per me poteva restare figlia unica. Il primo film nasceva chiaramente con intenti satirici, no, non satirici, direi di pure cazzoneria, ma cercava comunque di giocarsi la carta dell’empatia verso il protagonista, un modo per Smith di dare un colpo al cerchio, uno alla botte ed un altro al tricheco, non so come si dica “Paraculo” con accento canadese, ma avete capito il concetto.

"Oh Canada we stand on guard for thee...".
Se non altro, “Yoga Hosers” non ci prova nemmeno a fare qualcosa di anche solo minimamente serio, i cattivi potrebbero dire che questo film è una pubblicità per le protagoniste che sono rispettivamente la figlia del regista e la figlia dell’unico attore davvero famoso del cast.

Affermare questo, però, vorrebbe dire non avere familiarità con la filmografia di Kevin Smith. Per il regista il cinema è sempre stato un affare di famiglia, fin dai tempi del famigerato “Jersey Girl”, quello che per lo stesso Smith è stato il suo primo (e davvero spaventoso) Horror.

Harley-Quinn Smith e Lily-Rose Depp sul set si sono trovate circondate da mamma e papà (anche la moglie di Smith fa una particina) nemmeno fosse la giornata genitori-figli a scuola, il che non è un male, lo stesso Robert Rodriguez ha fatto lo stesso per anni con l’infilata di film della serie “Spy Kids”.


Chiamatemi antico, ma mi mancano Randal e Dante.
Di fatto, il film è un Horror-Comedy dall’umorismo scatologico e i toni da cartone animato, scritto e pensato probabilmente sotto l’effetto delle sostanze che una volta venivano spacciate da Jay e Silent Bob e che, purtroppo, non risulta divertente nemmeno nel caso gli spettatori si fossero davvero riforniti da Jay e Silent Bob prima della visione.

Sì, perché i soldi sono pochi, quindi, non si può fare davvero niente di che, allora Smith non fa altro che far parlare i protagonisti per la maggior parte del tempo come nei peggiori film Asylum, il che dà spazio ad un sacco di spazio a Johnny Depp (MALISSIMO!) e a battute e battutacce sull’accento canadese, doppi sensi sui castori (in Inglese “Beavers”, if you know what i mean…) e altre trovate del genere.


Ai lati due aspiranti attrici, in mezzo un ex attore.
Prendere in giro i Canadesi è considerato sport nazionale negli Stati Uniti, pensate pure a tutte le gag di “South Park” sul tema, quello che trovo veramente fuori dalla realtà è che uno del New Jersey, si diverta a prendere in giro chicchessia, se non fosse per Bruce Springsteen, non ci sarebbe nulla da salvare nelle “Swamps of Jersey”, è un po’ come se uno di Mestre prendesse per il culo uno che vive nel Molise!

Inoltre, da appassionato di fumetti, mi posso anche divertire a sentire le due Colleen che fanno la loro imitazione del Batman Nolaniano, o lo scontro finale con il (volutamente assurdo) cattivo che omaggia il combattimenti pop del Batman di Adam West, quello che manca è proprio un'idea di film, anche nel modo di assemblare le scene e il passaggio da una all’altra, ci sono dei problemi visibili che non possono solo essere imputati ad un budget scarso.

Detto questo, però, sarebbe come criticare Sharknado perché ha una brutta fotografia o una sceneggiatura con dei passaggi poco logici, le idee che popolano il film vengono quasi tutte dalle improvvisazioni dei Podcast, fa ridere la battuta sull’uomo tricheco? Via facciamoci su un film!


Stan "The Man" Lee, nella seconda comparsata in un film non Marvel di Smith.
L’idea di Smith è di sbattersene completamente della vecchia distribuzione cinematografica, producendo un film con un budget così ridicolo, che nel momento stesso che arriva nelle (poche) sale disposte a distribuirlo, si è già ripagato il costo di produzione, bisogna anche dire che alla sua uscita in streaming su FlixFling, Yoga Hosers ha mandato in tilt il sito per eccesso di click, di fatto il nuovo bacino di utenti dei film di Kevin Smith, sono i fan di Kevin Smith che lo seguono sui social network e nei suoi podcast, non necessariamente pochi, perché con due milioni e passa di “Amici” su Twitter, non rischi di non trovare qualcuno che ti dica bravo.

Detto questo “Yoga Hosers” è un bel film? A mio avviso assolutamente no, non è nemmeno una buona pubblicità per lanciare la carriera di attrici della due protagoniste, quella che se la cava meglio Harley-Quinn Smith (si ha chiamato la figlia come QUELLA Harley-Quinn, ma ben prima del film), resta comunque piuttosto impacciata, Lily-Rose Depp, invece, mi sembra la prova che il DNA sa essere bastardo: ha ereditato gli zigomi a punta del padre e le fronte alta della madre. Ennesima dimostrazione che la genetica sa essere davvero bastarda!


"Parli te Cassidy che sembri l'anello mancante tra l'uomo e l'idiozia".
Nel futuro di Smith è previsto un ritorno ai personaggi della View Askew Productions, me lo auguro, perché va bene il film con gli amici, va bene un film nato da una cazzata detta con gli amici (in questo caso su Internet), posso anche sforzarmi di trovare tutto questo in qualche modo nobile e divertente, il problema è che è un po’ come passare la giornata a guardarsi l’ombelico, proprio perché mi piacciono i film di Kevin Smith, mi sembra un grande spreco di tempo per tutti.

6 commenti:

  1. Non sono propriamente un fan di Smith ma diciamo un simpatizzante sin dall'arrivo in Italia di Clerks, ma certo leggendo la trama ho davvero voglia di picchiarlo con un giornale arrotolato!
    Depp truccato ha davvero ampiamente stufato: a parte il "travestito" ormai il suo mestiere è lanciare parenti! Qualche tempo fa è arrivato anche in Italia il romanzo giallo di suo nipote o fratello o quello che era :-P

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    1. “Clerks” resta un apice assoluto, si parla sempre di film low cost ma quello ancora li batte tutti ;-)
      Ho fatto i salti mortali per evitare il commento più semplice del mondo su questo film, demolirlo sarebbe stato fin troppo facile.

      Ma pure il parente scrittore? No sul serio basta, ha ampiamente rotto i maroni lui, figuriamoci tutta la colonia di parenti ;-) Cheers

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  2. Kevin Smith prima era il mio regista preferito di pellicole indipendenti irriverenti, ora è diventato il mio regista preferito di film di serie B XD
    Scherzi a parte. Me lo sono guardato a cuor leggero... Ma proprio leggero!
    Su Johnny Depp, qua non lo commento proprio. Ma non nel senso negativo della parola. Alla fine il suo è come un gigantesco cameo (anche se non lo è)... Mi pare che stesse partecipando pure gratis, per fare un piacere a Smith. Peccato però, perchè Guy Lapointe sarebbe potuto diventare un personaggio da pop culture...

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    1. Un film da vedere proprio così, non ho capito perché Smith senta tutta questa esigenza di fare degli "Horror" (virgolette obbligatorio qui più che mai). In "Tusk" aveva recitato gratis e senza nome sulla locandina, qui penso anche, il budget è lo stesso del primo film, forse anche minore ;-)

      Guy Lapointe sarebbe un personaggio di culto se la stella di Depp non si fosse leggermente oscurata, i suoi ammiratori lo hanno mollato, a me aveva scocciato già da prima ;-) Cheers

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  3. Se capiterà ci darò un'occhiata, ma non credo che sprecherò un centesimo per farlo..."Tusk", tutto sommato non mi è dispiaciuto, se non altro per l'idea talmente folle da risultare interessante...
    Per quanto riguarda Depp...beh, c'è sempre la speranza di un prossimo film (anche se questo ce lo ripetiamo da un po' di tempo a questa parte)...
    See you soon Bro'!

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    1. Depp lo abbiamo perso dopo “Nemico Pubblico”, spero di non aver perso anche Kevin Smith, mi spiacerebbe molto… Bro-fist!

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