sabato 10 dicembre 2016

Un treno chiamato amore vol. 1: Il romanticismo secondo Garth Ennis


Potrò anche avere un titolo caramelloso, ma se ai testi c’è quel pazzoide di Garth Ennis, nemmeno le pagine interne rosa (storia vera) possono stemperare la follia del creatore di Preacher!

Spesso si dice che l’autore nativo di Holywood (occhio al numero di L) ha uno stile sovversivo, ma molto cinematografico, si sono sprecati i paragoni con Quentin Tarantino, a mio avviso, utili solo a cercare di etichettare qualcosa per poterlo vendere al grande pubblico. Personalmente, non mi sono mai giocato paragoni cinematografici di questo tipo per parlare dei fumetti di Ennis, ma per “Un treno chiamato amore” vorrei provare a darvi un'idea: una commedia di Guy Ritchie, una di quelle che faceva ad inizio carriera, ma più sboccata e fuori di melone!

La trama prevede una carambola di personaggi che apparentemente non si conoscono, ma che procedendo nella lettura, si rivelano tutti collegati uno con l’altro e, soprattutto, tutti impegnati in attività folli. Iniziamo con Myles, affascinante killer inglese che, mentre sta portando a termine un lavoro, fa la conoscenza della bella Valerie, ragazza americana impallinata con i film di Clint Eastwood.

Valerie non disdegna nemmeno i classici come potete vedere.
Nel frattempo, Marvin, in rottura prolungata con la sua fidanzata per una storia di ehm, cavalli (non vi dico altro, ma con Ennis in mezzo, dormite pure preoccupati), organizza con i suoi amici il colpo della vita che, però, prevede un mucchione di droga di proprietà di un famigerato Boss locale e qualcuno che la venda, nella fattispecie Mike, che secondo Marvin sarebbe il più adatto di tutti in quanto ehm, nero.

Sicari tedeschi, aspiranti attori di Hollywood, il Ku Klux Klan, i già citati cavalli e chi più ne ha più ne metta, sono i condimenti con cui Garth Ennis farcisce quella che, di fatto, è una storia romantica, che ruota intorno a complicati rapporti di coppia, che poi, a pensarci bene, è un terreno che Ennis conosce bene. In fondo, Preacher è il racconto della storia d’amore tra Jesse Custer e Tulip, nel suo talento lo scrittore Nord irlandese ha anche questo tipo di frecce nelle sua faretra (da cupido in questo caso).


The KKK took my baby away.
La questione cinematografica, però, non è da sottovalutare, guardando i disegni di Mark Dos Santos, è chiaro che il disegnatore abbia ricevuto delle indicazioni precise su come disegnare i personaggi, non credo proprio sia un caso se l’idiotissimo Marvin somigli a Seth Rogen, mentre il temibile Boss abbia lo sguardo minaccioso di Bill Duke (Predator, giusto per citare un suo film celebre).

Proprio Mark Dos Santos rappresenta l’assoluta novità, i disegnatori con cui ha sempre lavorato Ennis, partendo dal suo storico socio Steve Dillon (mi fermo un minuto per sollevare un calice al cielo…) sono sempre stati in bilico tra disegni realistici e grotteschi, a seconda del tono delle storie di Garth.


Tedeschi contro Inglesi, si vede che per Ennis la guerra non è mai finita.
Proprio su richiesta di Ennis, invece, questa volta ha voluto collaborare con un disegnatore dal tratto ispirato a quello del mondo dei cartoni animati, in questo senso Dos Santos è perfetto, leggendo “Un treno chiamato amore” sembra di guardare un cartone animato, con improvvisi momenti adulti, o di estrema violenza.

Questa trovata, devo dire che in certi momenti funziona, in altri ammetto di aver sentito la mancanza di un disegno più realistico, dopo il primo volume, mi viene da pensare che l’unica vera novità sia davvero solo lo stile di disegno, ma confido che quel pazzoide di Garth s'inventi qualcosa nei prossimi numeri, quando l’intreccio tra i personaggi sarà diventato più intricato.

4 commenti:

  1. Da tempo le varie copertine mi passano davanti gli occhi e mi chiedo sempre come sia questo fumetto: mi pare che ne hai dato una più che esauriente descrizione ;-)
    Ennis è unico e inetichettabile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ennis spesso scrive per la Dinamyte, la sua ottima "The Boys" usciva proprio per questa casa editrice. Per il resto é una storia molto coerente con la sua produzione, unica perché di matti come lui sono rimasti in pochi ;-) Cheers

      Elimina
  2. Sembra la versione cattiva degli Archie Comics XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo, i disegni ricordato vagamente Archie, in particolare per come Dos Santos disegna Valerie. Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...