giovedì 3 novembre 2016

Mechanic: Resurrection (2016): Il mio nome è Statham, Jason Statham


Ero davvero convinto che Spectre fosse destinato ad essere l’ultimo film con Daniel Craig nei panni dell’agente 007. Anche perché dopo le affermazioni, ben poco degne dell’eleganza di Bond, fatte dal biondo, pensavo seriamente che la caccia all’ambito ruolo fosse già iniziata. Invece, ho letto che hanno annaffiato di soldi con l’idrante Craig che improvvisamente ha ritrovato l’entusiasmo per i Vodka Martini, agitati, non mescolati.

Voi direte: "Cosa cacchio c'entra l’università già pagata ai figli di Daniel Craig con il nuovo film di Jason Statham?". C'entra, perché tra le mie letture, ho scoperto che tra gli attori a cui non dispiacerebbe interpretare James Bond c’è proprio il nostro Giasone.

Sarebbe una cosa tanto matta? È Inglese, quindi la prima caratteristica insindacabile è rispettata, due cosine a livello di film d’azione le saprebbe anche fare. Dopo “James Blonde” dite che il mondo è pronto per “James Bald”?


"Il mio nome è Bald, James Bald".
Questa cosa di 007 Statham mi è tornata prepotentemente in mente guardando il suo nuovo film “Mechanic: Resurrection” che, di fatto, è il seguito del film “Professione assassino” (Mechanic 2011) diretto da Simon West, che a suo volta era il remake del film originale del 1972, con lo stesso identico titolo, ma con il grande Charles Bronson come protagonista.

Ora, il film del 1972 è una bomba mai finita, il suo remake, tutto sommato guardabile grazie ad uno Statham, all’artigianato di Simon West e ad una trama fatta di preparazione prima di ogni omicidio, mandato a segno utilizzando l’attrezzo giusto, proprio come un meccanico alle prese con un quattro cilindri.


"Jason! Una foto per le lettrici della Bara volante".
“Mechanic: Resurrection” fin dalla prima scena mi ha fatto pensare al film con cui Jason Statham voleva provare a convincere il mondo che il prossimo James Bond, potrebbe essere lui. Una specie di film curriculum da portare con sé al momento del casting: profilo destro, profilo sinistro, Mechanic: Resurrection.

In un Brasile da cartolina, Giasone si sveglia sulla sua barchetta, esce, va al bar, si prende una birretta (e la fotografia è quella di uno spot della birra, una birra economica), poi picchia un tizio, ne picchia un altro, zompa sopra la cabina di una teleferica (sì, ma non dentro la cabina, sul tetto!) e poi da lì nel vuoto direttamente sopra un deltaplano.

La scena iniziale mi ha fatto pensare: “Cacchio, ma è la scena di Moonraker - Operazione spazio!”.
Ve lo ricordate? Era quello con Richard “Squalo” Kiel che mordeva i cavi della teleferica per carcare di far volare di sotto Roger Moore.


"Ti saluto, devo prendere la coincidenza".
Peccato che da qui in poi “Mechanic: Resurrection” prenda la deriva tragicomica dei Bond con Roger Moore, ma senza la stessa volontà di risultare sornioni, anche perché il film è diretto da Dennis Gansel…. Dennis Gansel!?! Come cacchio ci è finito Gansel a dirigere questo!?

Gansel era il regista del famigerato “L'onda” (2008), visto ad un Torino Film Festival di una vita fa, era la storia (vera) di una classe di studenti che reinventa il partito Nazional socialista così, per esperimento sociologico.

Qui Gansel, al suo primo film americano, è il più classico dei cerbiatti accecati dai fari in tangenziale, non ha idea di come si diriga un film d’azione, si affida completamente ad una sceneggiatura ripetitiva e traballante e a tanto pessimo green screen. Una marchetta della peggior specie, insomma.


Una foto a caso di Jessica Alba per riprenderci dalla brutta notizia.
Il film fa diversi errori, il primo dei quali è quello di avere Jessica Alba nel cast ed usarla malissimo, nel tempo tecnico di minuti cinque, i personaggi Statham e della Alba si conoscono, s'innamorano e fanno anche in tempo a farsi un giretto in spiaggia, mossa furba per mostrare entrambi i protagonisti in costume da bagno, così in un colpo solo assecondiamo i gusti di tutto il pubblico.

Perché i due si innamorano? Beh, facile: sono i due attori più famosi del film, quindi è automatico che succeda, ma anche perché quando i cattivi rapiscono Jessica, Giasone dovrà prestare i suoi talenti di ehm… Meccanico, per eliminare una serie di obbiettivi sensibili e riavere la sua nuova fidanzata viva e tutta d’un pezzo. Visto che colpo di scena originale? Lo avreste mai immaginato? In fondo, si è visto solo altri due o tremila film.


"Presto! Buttami la lingua in bocca, sono il protagonista!".
Voi direte: "Ok, l’originalità è andata a prendere il sole in spiaggia, però la messa in scena spacca e rende tutto divertente", purtroppo mi tocca rispondervi ciccia, perché da qui in poi il film diventa ripetitivo fino alla nausea, bersaglio da eliminare, veloce organizzazione del piano, messa in atto con omicidio finale e fuga di Jason, il tutto con vari livelli di difficoltà in puro stile videogioco.

Si parte dal boss chiuso tra le mura di una prigione in mezzo all’oceano, in cui il nostro Giasone prima s'intrufola tra i carcerati nemmeno fosse un episodio qualunque di “Prison Break” (possibilmente uno di quelli mosci) e poi fugge a nuovo tuffandosi dagli scogli, giusto per ricordare a tutti la precedente carriera di nuotatore di Statham.

Acquario con pesci tropicali? Antichi! Meglio un acquario con dentro Statham.
L’apice di tutta questa ripetitività è il secondo omicidio, quello di un alto papavero con l’abitudine di farsi una nuotata pomeridiana nella sua piscina, con il fondo di vetro, sospesa all’ultimo piano di un altissimo grattacielo, insomma l’incubo di tutti quelli che hanno paura dell’acqua, ma anche delle grandi altezze.

La scena è chiaramente, come direbbero gli Americani, il “selling point” del film, motivo per cui fa bella mostra di sé sulla locandina, nella sua esagerazione non sarebbe nemmeno male, ma tutta l’inesperienza di Dennis Gansel si vede fin troppo e le cose non vanno meglio nello scontro finale sulla nave, un tripudio di brutto green screen e trovate tecnologiche degne degli esagerati James Bond di Roger Moore, tipo la capsula di salvataggio eiettabile… Su uno Yatch? Fa in tempo a fare una comparsata velocissima anche Michelle Yeoh, ma non si fa in tempo a dire La tigre e il dragone, che sparisce dal film.

Visto che Michelle Yeoh si vede poco nel film, mi sembra giusto dedicarle una foto.
Vabbè, ci manca solo un personaggio vestito in modo bizzarro, per fare concorrenza ai cattivi Bondiani, ah no! Abbiamo anche quello, lo interpreta Tommy Lee Jones!

Ecco, il personaggio di Tommy Lee è un criminale che risponde al vecchio adagio “Il nemico del mio nemico è mio amico”, il personaggio è di molto sopra le righe, anche nel look, ma Tommy Lee Jones è l’unico che dopo aver annusato l’aria sul set, deve aver capito la pochezza del film, quindi recita divertendosi, esagerando un sacco come non faceva dai tempi del suo Due Facce di “Batman Forever” (1995) o dal folle direttore della prigione in “Assassini Nati” (1994), se proprio devo salvare qualcosa del film, è proprio l’astuzia del vecchio Tommy Lee.

"Gli occhiali me li ha prestati Woody Harrelson, la vestaglia invece è di Goldfinger".
Insomma, se il remake di “Professione assassino” era ancora un film guardabile, questo non poteva essere un seguito più sbagliato, non è divertente nemmeno per gli impallinati di 007 come me, servirà a far ottenere l’ambito ruolo a Jason Statham, non lo so, ma quasi quasi preferirei vederlo prendere a calci la Spectre che in un altro filmaccio del genere!

8 commenti:

  1. quello del 2011 mi era piaciuto molto ( bravo anche ben foster) ma questo credo che non andrò a vederlo al cinema.

    temo che jasone non farà bond. è del 1967 e purtroppo l'anagrafe gli rema contro.

    rdm

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    1. Anche a me non era dispiaciuto, compreso Ben Foster, uno che mi piace, ma spesso va (troppo) sopra le righe. Purtroppo questo seguito ha un tono completamente diverso e fuori luogo.

      Non credo sia un problema di età, Roger Moore aveva 46 anni quando fece il suo primo Bond, più che altro
      Giasone non credo sia abbastanza “glamour” per il pubblico femminile, penso sceglieranno qualcuno di più noto e vendibile, il Tom Hiddleston di turno per capirci.

      Poi io faccio poco testo, sono quello dei Bond impossibili, pensa che faccio ancora il tifo per Idris Elba ;-) Cheers

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  2. 《Dopo “James Blonde” dite che il mondo è pronto per “James Bald”?》 Quaranta minuti di applausi :-D
    Malgrado io odi i remake, la cazzutaggine di Jason mi ha fatto comunque apprezzare il primo Meccanico, anche perché diretto molto bene. Dopo averti letto, mi sa che questo film scende parecchio nella mia lista di visione... Possibile non avessero proprio altre trame sotto mano?
    Ah, grazie per la citazione bronsoniana ;-)

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    1. Eh eh ti ringrazio, la scena in stile “Moonraker” mi ha suggerito questo scenario ipotetico di un Jason in versione Bond ;-)
      Il primo film si lasciava davvero guardare, Simon West è un mestierante ma sa fare il suo dovere, al resto ci pensa Jason. Qui purtroppo la trama è da videogioco ripetitivo e fa rimpiangere l’assenza di West, anche se Giasone e Tommy Lee comunque portano a casa la faccia, purtroppo lo scarto di tono tra primi e secondo film si sente anche troppo.
      Figurati, quando si parla di Bronson penso subito alla tua rubrica fighissima. Cheers!

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  3. Non so se preferisco Giasone è Jessica Alba, ma questo film mi puzza di plastica :(

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    1. Jessica è sempre un bel vedere, anche se qui si vede pochino. Giasone grande stima, ma se il trailer prometteva una tamarrata, il risultato finale è veramente scadente. Cheers

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  4. Jessica Alba! EH!!! Poi boh, sto film mi pare la solita azionata, penso non lo vedrei mai!

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    1. Il primo capitolo era migliore, non ti perdi moltissimo, a parte Jessica Alba ;-) Cheers

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